Recensione Formula 1 World Grand Prix

di Tiscali News
Se non vi siete ancora ripresi dalla mazzate by EA con il mai tanto amato F1 2000, se tremate al solo pensiero che è in arrivo per novembre un altro episodio di quella che si annuncia come una saga infinita, se volete ingannare il tempo in attesa del 28 luglio, allora, perché non provare l'ultima creazione della Eidos?

Infatti, il "giochino" sviluppato dal team Lankhor ha superato ampiamente le attese, evidenziando una buona fisica, una grafica mozzafiato e un frame rate incredibilmente costante, anche alle risoluzioni massicce. Se non credete alle nostre parole provate il demo o andate da un amico che l'ha comprato e dategli un'occhiata: rimarrete sicuramente colpiti dalla bontà e dalla qualità del lavoro svolto dai ragazzi della Lankhor

PRONTI A SCATTARE AL VIA!

L'unico dubbio che abbiamo avuto su questo prodotto riguarda la data d'uscita, un po' troppo ravvicinata a quella del pluridecorato, favorito e probabile campione d'incassi che risponde al nome di Grand Prix 3, ultima fatica di Mr. Geoff Crammond. Gli appassionati sono in fibrillazione ormai da oltre quattro mesi per questo titolo che dovrebbe succedere al vecchio e leggendario GP2 sul trono delle simulazioni di Formula Uno per PC. Dubbi, pur avendolo visto "girare" solo in versione beta insieme a qualche rolling demo, non ne abbiamo: il grande Crammond appartiene a quella schiera di programmatori geniali che quando realizzano un gioco difficilmente mancano il bersaglio. Insomma, il fatto di uscire in quasi contemporanea con questo mostro sacro ci è sembrato una sorta di suicidio/masochismo inutile per una simulazione che avrebbe meritato una "scelta" di marketing migliore: non fraintendeteci, quello che fatto la EA con F1 2000 è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ormai è evidente a tutti che il colosso canadese/americano ha lanciato sul mercato un prodotto ancora allo stato "primordiale" (controllate l'intelligenza artificiale e capirete il perché di queste affermazioni...), con numerosi problemi di framerate che ne minano pesantemente la giocabilità e la longevità

LA SFIDA A CRAMMOND

Inconsciamente gli uomini della Lankhor si apprestano a diventare i rivali più seri e acceditati dell'amico Crammond, con un gioco veloce, bello graficamente che può contare su un motore fisico valido: le credenziali sono veramente molto interessanti! La giocabilità, cuore di ogni simulazione/gioco, è molto valida: la monoposto presenta un sottosterzo e un sovrasterzo credibile, una trazione decisamente realistica e un controllo della vettura adeguato e potrete disputare gran premi gareggiando sui circuiti della stagione 1999, magari utilizzando un bel volante dotato di ritorno di forza

La riproduzione visiva è di primissimo piano, con i cartelloni degli sponsor (ne mancano diversi...), le tribune, gli alberi, le curve e le sconnessioni ricreate a video in modo quasi perfetto. Avrete la sensazione di essere davvero in pista; a contribuire a questo brillante risultato ci pensano gli effetti di lens flare che danno lucentezza alle scocche rendendole ancora più belle, reali. In questa riproduzione virtuale della realtà l'unico neo che abbiamo riscontrato sono i tempi sul giro realizzati dalla CPU: le prestazioni, in alcuni casi, sono inferiori di diversi secondi ai record reali! La cosa strana è che spesso i piloti computerizzati rallentano in rettilineo (in genere il pilota umano riesce a essere più veloce) e affrontano invece certe curve a velocità folli (questione di assetti o dispongono di qualche misterioso "oggetto" che gli garantisce il controllo della trazione...). Quindi, i vari Hakkinen, Villeneuve e soci sul circuito non guardano in faccia a nessuno e vanno a manetta! Chissà cosa diranno nei briefing tra piloti nel pre gara..

L'intelligenza artificiale mostrata in pista è decente: almeno in questo gioco i piloti non sono così idioti come le loro controparti virtuali in F1 2000 dove ne combinano di tutti i colori... Comunque, giocandolo avrete la sensazione che questi assi delle quattro ruote seguano una "route" già prestabilita a monte e che reagiscano in base a precisi input segnalati da appositi sensori. Insomma, i ragazzi della Lankhor non hanno creato nulla di sensazionale a livello IA, ma almeno i loro piloti evitano di uscire di pista in rettilineo..

I livelli di difficoltà implementati sono tre e in grado di soddisfare le esigenze di tutti. I menu di gioco sono assolutamente completi e offrono una copertura globale della stagione 1999. Tra le tante modalità di gioco inserite segnaliamo quella a scenario che vi permetterà di rigiocare alcuni gran premi lasciati in sospeso. Ma l'aspetto che maggiormente colpisce i giocatori è la sensazione di velocità mentre si è in macchina: F1 World Grand Prix non ha nulla da invidiare a nessuno ed è veramente fluidissimo... Il gioco poi offre un numero spropositato di inquadrature e riprese televisive di grande impatto visivo: la più originale è sicuramente quella dal casco del pilota!

Non è stata sviluppata in modo significativo la parte tecnica: infatti, nel cercare dei set up validi potrete intervenire nella scelta dei treni di gomme, della loro pressione, modificare l'incidenza delle ali e l'altezza del fondo piatto, cambiare i rapporti del cambio, ripartire la frenata, studiare la taratura delle sospensioni e quanta benzina imbarcare nei rifornimenti. Il tutto, però, senza raggiungere la profondità dei titoli Papyrus e di GP2. Questo sembra a parer nostro il vero limite del titolo della Lankhor: essendo estremamente immediato (questo non vuol dire facile), F1 World Grand Prix non riesce a offrire quel "feeling" che solo le grandi simulazioni riescono a instaurare con i videogiocatori. Sicuramente, il fatto di avere pochi elementi sui quali intervenire a livello di assetti, questo potrebbe incidere non poco sulla sua qualifica come simulazione. Probabilmente, i programmatori al di là del modello di guida implementato (estremamente valido) hanno scelto una strada più semplice lasciando a Crammond e al suo team la via tortuosa della simulazione pura e realistica.

Quindi, tirando le somme, il titolo della Lankhor ha tutte le carte in regola per poter essere inserito nella rosa dei contendenti al trono per la successione del vecchio GP2: il gioco, infatti, ha veramente pochi difetti (soprattutto se confrontato con F1 2000), ma manca però di quello spessore tecnico che ha fatto del titolo creato da Crammond un classico di ogni tempo. Se cercate una simulazione immediata, bella da vedere e che non richieda un computer mostruoso per girare, questo gioco potrebbe fare al caso vostro.