Recensione Formula 1 04

di Tommaso Alisonno
Il rombo dei motori cresce smisurato mentre le ultime luci rosse della file dei semafori si accendono; la tensione è alle stelle e l'ansia si può tagliare a fette, mentre non solo i piloti ma anche i meccanici, i tecnici e tutto il pubblico attendono in silenzio lo spegnersi delle lampadine... SONO PARTITI!

Puntuale come un orologio svizzero, ecco giungere sugli scaffali dei negozi il nuovo titolo di Formula1 realizzato con licenza ufficiale della F1A da Studio Liverpool per esclusiva Sony. La prestigiosa casa Britannica non è affatto nuova nello sviluppo di giochi di corse automobilistiche al massimo livello dato che già dai tempi della PS1 si è sobbarcata il grosso onore (e l'immane onere) di dare vita virtuale ai bolidi ed ai piloti più amati del mondo.

Come sovente accade in questo tipo di giochi, potrete scegliere di percorrere l'asfalto delle piste professionali in due modalità differenti, vale a dire Arcade o Simulazione. Nel primo caso il gioco si porrà in una condizione di ottimizzazione della semplicità e dell'immediatezza, permettendovi di scegliere liberamente quale pilota impersonare (e pertanto quale macchina guidare) e limitando i controlli ai canonici acceleratore, freno ed eventuali cambi di marce, sempre che non preferiate adottare un cambio automatico. Sarà presente un sistema di danni, ma questi ultimi saranno generici e non localizzati: detto in maniera più semplice, equivale a dire che ogni qualvolta la vettura subirà un impatto o percorrerà lunghi tratti di strada fuori dall'asfalto si avrà l'incremento di un indicatore di danno, che se si riempirà completamente implicherà il ritiro per distruzione del mezzo; i danni possono essere riparati completamente effettuando un drive-through in corsia box. In questa modalità potrete gareggiare in una singola corsa di allenamento oppure cimentarvi in una stagione, ossia una serie di gare in cui partirete sempre ultimi e in cui il biglietto d'ingresso per la corsa successiva sarà costituito dall'arrivare entro le prime otto posizioni, vale a dire in zona punti.

In modalità Simulazione le cose si fanno molto più impegnative, dato che dovrete settare in prima persona tutta una serie di parametri tecnici che vanno dai semplici rapporti del cambio alla durezza delle sospensioni, fino alle inclinazioni degli alettoni, la campanatura delle gomme, le impostazioni delle barre anti-rollio e così via. Un week-end di gara singola in questa modalità è costituito da sessioni autonome, vale a dire le due sessioni del venerdì e le due del sabato (da un'ora ciascuna), le prove di qualificazione, fino alla gara vera e propria: una o più di queste sessioni può essere saltata nel caso abbiate già dei settaggi pronti o non vogliate gareggiare per la pole-position, ma se rinuncerete alle qualifiche sarete costretti a partire in coda. A differenza dell'Arcade, qui i danni sono localizzati: camminare fuori pista rovinerà principalmente i pneumatici, un urto diretto all'alettone anteriore potrebbe farlo volar via, un uso eccessivo dei freni (portandoli troppo spesso al bloccaggio delle gomme) li deteriorerà più in fretta e lo spingere il motore al massimo dei giri per troppo tempo lo porterà inesorabilmente alla rottura. I Pit-Stop andranno prenotati con almeno una ventina di secondi di anticipo, e comporteranno una vera e propria sosta durante la quale verranno cambiati i pneumatici e imbarcato carburante. Infine, oltre ai comandi di guida classici il giocatore dovrà tener conto di altre due impostazioni: il ripartitore di frenata, che ci consentirà di cambiare la percentuale di frenata sulle ruote anteriori o posteriori scegliendolo durante la gara tra tre impostazioni precedentemente fissate, e il controllo trazione, che ci permetterà di scegliere quanta percentuale della controllabilità della macchina sarà lasciata a noi e quanta sarà gestita dal computer di bordo.

Per quanto anche in modalità Simulazione sia possibile scegliere un pilota e correre una gara con lui, la vera sfida è costituita dalla sotto-modalità Carriera: in essa impersoneremo un pilota fittizio, a cui daremo nome ed aspetto, a partire dal momento in cui conseguirà al Super-Patente. All'inizio di una nuova Carriera il giocatore verrà chiamato ad eseguire alcune corse di test, al termine delle quali verrà contattato da una o più scuderie, comunque tra le meno prestigiose, per entrare nel team come pilota o come collaudatore. In seguito, a seconda del proprio rendimento, potrà essere licenziato o assunto altrove, fermo restando che per ricevere proposte dalle case più blasonate sarà necessario ottenere ottimi piazzamenti in gara. Il ruolo di collaudatore è più che altro una condizione di attesa in cui si aspettano nuovi test per farsi pubblicità o, molto poco sportivamente, l'infortunio di uno dei titolari per assumerne il posto in guida.

Graficamente il gioco presenta qualche miglioria rispetto ai titoli precedenti, seppur non si tratti di nulla di eclatante. Sono presenti tutte le vetture iscritte alla F1A nel 2004 con le rispettive livree, perlomeno com'erano all'inizio della stagione (ergo, la Williams-BMW avrà il cosiddetto "muso da tricheco"), anche se in onore alle leggi contro la reclamizzazione del tabacco di molti paesi sono state escluse alcune scritte pubblicitarie, ma per il resto il dettaglio adottato è notevole sia per quanto riguarda il numero di poligoni sia per quanto concerne il dettaglio delle textures. Ottimi tutti gli effetti climatici, vale a dire il lens-flare del sole di determinate inquadrature, la pioggia leggera e battente, l'acqua sollevata dai pneumatici e, soprattutto, il bellissimo effetto di scia dell'aria che gli alettoni posteriori producono dai trecento Km/h circa in su. Meno bello il comportamento della vettura nella visuale in terza persona, dato che ancora una volta piuttosto che sterzare sulle quattro ruote sembra proprio ruotare intorno ad un asse incentrato sul casco del pilota. Gradevolissimo l'effetto delle frecce di indicazione delle curve che cambiano di colore a seconda della velocità attuale, permettendovi di capire se è necessaria una frenata o se è possibile sterzare in velocità.

Per quanto riguarda il parco audio c'è poco da eccepire: gli effetti sonori sono ottimi e ricalcano alla perfezione il rombo del motore, addirittura distinguendosi a seconda della macchina pilotata. I doppiaggi non sono male, ma vi sono due problemi. Il primo, in modalità Simulazione, consiste nel fatto che i vari pezzi di frasi sono state registrati in fasi successive, col risultato che nelle frasi complete spesso si avverte un notevole cambio di intonazione, di volume o di fruscio. Il secondo, in modalità Arcade, è di tutt'altro tipo: diciamo semplicemente che i commenti della voce fuori campo sono oltremodo fastidiosi, a tratti ingiuriosi e sinceramente irritanti.

Ma i veri problemi si riscontrano soprattutto nel campo della giocabilità, e più precisamente nell'Intelligenza Artificiale. Per utilizzare un sagace eufemismo, possiamo dire che neanche Sato nei suoi giorni peggiori guiderebbe in maniera più micidiale dei piloti di F104: non si fanno scrupoli di nessun genere a venirvi addosso da tutte le angolazioni (non si può parlare di "sportellate" solo perché notoriamente le F1 non hanno sportelli), non si scollano dalla traiettoria ideale neanche a travolgerli e, sostanzialmente, guidano come se non ci foste. In pratica, l'IA è studiata in modo che i piloti seguano il più possibile le traiettorie preimpostate, tanto peggio per chi si trova nel loro cammino (voi), e se per caso non riescono a sorpassarvi vi si incolonnano dietro anche in quattro alla volta, col risultato che al primo errore, anche poco grave, in una curva lunga o lenta vi sorpassano tutti. E, dulcis in fundo, ignorano totalmente il regime di bandiere gialle. È possibile definire una guida simile "Formula1"? giusto in modalità Arcade, studiata per giocare "tanto per divertirsi" senza bandiere, danni localizzati e altri dettagli possono essere tollerate simili mancnaze, ma in modalità Simulazione è veramente insopportabile il vedersi estirpare l'alettone anteriore in un incidente derivato da una loro scorrettezza, specie quando il sistema di guida, a prescindere, è molto pignolo, settato su una fisica che si discosta parecchio da quella reale, e vi costringe ad una guida difficile e molto impegnativa: solo i giocatori più esperti possono sperare di cavar fuori buoni risultati da questo gioco in tempi discreti.

Se riuscirete a venire a patti con questi problemi, probabilmente il gioco vi terrà compagnia molto a lungo: la modalità Carriera è ben strutturata e decisamente accattivante, ed anche solo il divertimento di fare una cavalcata a Monza nei panni di Schumacher è un buon incentivo per fare una partita di tanto in tanto anche dopo averlo terminato in tutte le salse. Ma obiettivamente anche queste considerazioni sono valide esclusivamente per i giocatori esperti, molto esperti: per tutti gli altri, il consiglio è di dedicarvi a qualcosa di più alla mano.

6
Le migliorie tecniche rispetto ai capitoli precedenti, siano esse di natura prettamente grafica o riscontrabili nei molteplici e più dettagliati parametri automobilistici considerati, non sono sufficienti a mascherare le lacune di un gioco che promette molto ma che non è in grado di mantenere granché. L'Intelligenza Artificiale implementata è a dir poco scandalosa, il motore fisico obsoleto e la difficoltà intrinseca talmente elevata che solo i giocatori più esperti potranno sperare di trionfare, con non poca fatica, nelle modalità simulazione e carriera. Le cose migliorano leggermente nelle gare Arcade, pur mantenendosi comunque su livelli a mala pena sufficienti.