Recensione Fist of the North Star: Ken's Rage

Chi mai fermerà la follia che per le strade va?

di Tommaso Alisonno
“Siamo alla fine del ventesimo secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti. Tuttavia la razza umana era sopravvissuta...”

Quante volte abbiamo ascoltato queste parole seduti davanti al televisore attendendo che il massacro avesse inizio? Per tutti coloro i quali fossero troppo giovani (o troppo distratti) per aver mai visto una puntata di “Ken il Guerriero”, sappiate che parliamo di una delle più seguite serie di Anime degli anni '80 - anche se ovviamente l'origine va ricercata nel manga di Tetsuo Hara. E, che ci crediate o no, quel breve trafiletto costituisce veramente l'inizio della storia, una storia che vede per protagonista Kenshiro, successore della Sacra Scuola di Hokuto.

Preso per quello che è nel suo essere un videogioco, Fist of the North Star: Ken's Rage assume in tutte le sue dimensioni l'aspetto di un picchiaduro a scorrimento 3D: questo significa che di base sarete impegnati a farvi strada tra nemici minori mentre attraversate una mappa nel tentativo di raggiungere il boss di fine livello, solitamente un nemico all'altezza o anche ampiamente al di sopra delle vostre caratteristiche. FotNS:KR offre due principali modalità, vale a dire Storia e Sogno, anche se da principio sarà disponibile solo la prima, e addirittura solo il personaggio di Kenshiro.

In modalità Storia assumerete il ruolo di uno dei personaggi e rivivrete sottoforma di capitoli successivi gli eventi che l'hanno visto protagonista nel manga/anime: il personaggio più importante è ovviamente Ken, l'unico la cui storia comprenda ben quattordici capitoli, mentre per gli altri il numero di scenari è più limitato. La modalità Storia è fruibile esclusivamente dal giocatore singolo, anche perché i capitoli sono strutturati con un'anima particolarmente arcade la quale, a meno di non imbroccare strade secondarie e raggiungere aree particolari, si strutturerà principalmente come una serie di arene successive superabili solo dopo aver abbattuto tutti i nemici o i comandanti presenti (leggasi “ti si chiude il cancello alle spalle e non si apre quello davanti finché non abbatti tutti i nemici”).

Le cose si fanno un po' differenti in modalità Sogno, dove vengono proposti dei capitoli “paralleli”, slegati dalla trama principale o addirittura inesistenti, studiati per valorizzare maggiormente altri personaggi, soprattutto quelli che come Shin o Jager compaiono poco nella Storia. Oltre ai presupposti di trama cambierà anche il contesto di gameplay, ponendo il giocatore in uno scenario di conflitto aperto, con una mappa libera suddivisa in aree di influenza, ciascuna delle quali conquistabile sconfiggendo abbastanza nemici nelle apposite “basi” - chi ha giocato almeno una volta a un qualsiasi titolo “Musou” di Koei (per esempio Dynasty Warriors dal 2 in poi) capirà subito di cosa stiamo parlando. A causa di questa struttura semi-libera, la modalità Sogno permette la presenza di un altro giocatore in co-op con lo schermo diviso verticalmente.

In entrambe le modalità il gioco condividerà la medesima struttura di controllo: avrete a disposizione un tasto per il salto, uno per l'attacco veloce, uno per l'attacco potente (questi tre combinabili per realizzare delle combo), uno per la parata, uno per la presa e uno per una “tecnica esclusiva” che varia da personaggio a personaggio - per esempio Ken schiva con una capriola mentre Mamiya prende la mira e spara con la balestra. A questi si accostano i tasti ad uso limitato, accessibili dopo aver riempito l'indicatore dell'aura: il tasto della “mossa speciale” consente di eseguire una tecnica particolarmente distruttiva (selezionabile da un menù) che ci rende anche temporaneamente invulnerabili, mentre il tasto dell'Aura ci porta in una sorta di stato “Berserk” in cui i nostri attacchi infliggeranno danni maggiori.

Interessante il fatto che, potenziando il personaggio dall'apposita schermata chiamata “mappa dei meridiani”, sia possibile riempire più volte la barra dell'aura, “incamerandone” per così dire gli usi: questo permette di eseguire più volte le mosse speciali oppure di utilizzarne di più potenti, oppure di prolungare la durata dello stato di berserk. Da citare infine la barra della “concentrazione”, che se riempita adeguatamente permette di sferrare devastanti supermosse quando ci si trova in stato Aura. Ciliegina sulla torta, in ogni scenario (di Storia o di Sogno che sia) saranno presenti sette quest speciali: completare ciascuna di queste “accenderà” una delle sette stelle di Hokuto (a.k.a. Orsa Maggiore) garantendoci dei power-up fino alla fine dello scenario.

Dal punto di vista tecnico, FotNS:KR presenta molti elementi gradevoli, ma qualcuno meno soddisfacente. Cominciamo col dire che è stato operato un ottimo studio dei modelli dei personaggi: non solo Ken, Rei, Mamiya, Toki e tutti gli altri protagonisti sono stati realizzati con dovizia di particolari e con ottime animazioni, ma anche i nemici minori brillano per accuratezza, anche se la varietà di solito è limitata all'acconciatura o alla disposizione delle pitture facciali. Divertente e ben realizzato il fatto che, man mano che si ricevono danni, questi vadano a rovinare l'abbigliamento, lasciando alla lunga Ken senza la giacca, o Mamiya... sulle soglie del fan-service. Numerosi gli effetti speciali, anche se alla lunga (ma era così anche nell'Anime) veder esplodere i nemici comuni può diventare monotono. Meno fenomenali le ambientazioni: va bene che il mondo post-apocalittico di Tetsuo Hara è sprovvisto di giardini e spiagge, ma si sarebbe potuto certamente fare un po' di più in termini di varietà.

Per quanto riguarda il sonoro, piuttosto che utilizzare i temi originali si è optato per una colonna sonora nuova made-in-Koei - si riconosce infatti lo stile adottato nei vari titoli della serie Musou. Abbiamo quindi dei brani di J-rock particolarmente adatti alla e fasi più concitate, ma in realtà un po' assenti nelle altre, e che spesse volte rischiano di divenire un po' ripetitivi. Buoni i doppiaggi, presenti sia in Inglese sia nell'originale Giapponese. L'intero gioco è sottotitolato discretamente in Italiano. Prendere confidenza col sistema di controllo è abbastanza semplice, sebbene dovrete fare qualche piccola prova giusto per districarvi tra le mosse speciali, le aure e le supermosse. Non possiamo però fare a meno di segnalare che nei combattimenti si avverte una certa legnosità: molto spesso l'esecuzione di una mossa è seguita da qualche istante di “pausa”, e oltretutto i personaggi hanno non pochi problemi a gestire il direzionamento dei colpi: laddove in altri titoli è sufficiente premere attacco+direzioni perché il personaggio si volti e colpisca, in FotNS:KR dovrete prima girarvi e poi colpire, pena il colpo andato a vuoto.

Le cose poi peggiorano dal momento che i nemici, anche quelli comuni, hanno l'antipatica tendenza a colpirvi con attacchi che vi mandano gambe all'aria. Non che i tipi di nemico siano poi tanti, tra l'altro: tolti i punk comuni, le cui uniche variazioni sul tema sono gli artigli e il lanciafiamme, e quattro tipi di comandanti, non avrete niente di più strano di cui preoccuparvi. Se alcuni personaggi dinamici, come Rei, Mamiya o Shin, riescono a supplire in qualche modo con la loro agilità a questa sensazione di legnosità, le cose si fanno più rognose con combattenti più tecnici come Toki o, è triste dirlo, Ken: va bene che il protagonista è noto per la sua calma olimpionica nel farsi strada tra i nemici, ma è anche vero che il suo modo di combattere è veramente troppo pesante per l'unico personaggio con cui dovrete sciropparvi 14 capitoli di Storia.

Modalità Storia che tra l'altro presenta dei livelli la cui difficoltà non è legata solo ai valori di attacco/difesa dei nemici, ma anche alla quantità di oggetti curativi che potrete rinvenire in giro: finché giocate con Ken la progressione è abbastanza lineare, ma provando le storie di altri personaggi vi troverete probabilmente con troppi pochi curativi rispetto al livello attuale (il primo livello di Toki è un incubo per questo motivo). Infine, per quanto sia possibile ripetere i livelli in modo da accumulare più esperienza, la pratica è sconsigliata dal fatto che, dopo la prima passata, i boss richiedono delle combinazioni di QTE molto ma molto più complesse, il ché mina parecchio la rigiocabilità. Per aumentare le skill è dunque meglio ricorrere alla modalità Sogno, in cui i boss non richiedono QTE (ma naturalmente alcuni hanno accesso al Sogno solo DOPO aver terminato la Storia...).

Per fortuna per superare i famosi 14 capitoli, completare le altre storie, superare la modalità Sogno con tutti i personaggi e cimentarvi nella modalità Sfida (che compare solo dopo i titoli di coda) avrete bisogno di ben più di una manciata di ore; se poi potete avvalervi di un amico - rigorosamente in locale - le cose possono anche divenire un po' più divertenti, sebbene lo split-screen verticale rubi molto al campo visivo. In conclusione possiamo dire che Fist of the North Star: Ken's Rage è un gioco alla fin fine piacevole, soprattutto se siete appassionati tanto del Manga/Anime quanto dello stile picchiaduro made-in-Koei, e a conti fatti costituisce probabilmente la più dignitosa conversione videoludica della saga di Tetsuo Hara. Questo però non è sufficiente a fare di lui un capolavoro, quanto piuttosto un gioco gradevole - sempre dietro ai succitati presupposti...

6
Fist of the North Star: Ken's Rage è molto probabilmente il miglior videogioco mai realizzato sulla saga ideata da Tetsuo Hara, ma questo non basta per far di lui un capolavoro. Nonostante la semplicità alla base del sistema di gioco e la sensibile varietà tra i personaggi, non si può fare a meno di registrare una certa “legnosità” di fondo che rallenta troppo spesso l'azione di gioco, e la cosa si fa particolarmente rognosa nel momento in cui la storia più lunga ed importante è relativa ad uno dei personaggi (Ken, naturalmente) più “pesanti” del roster. Le altre storie, poi, tendono ad essere un po' sbilanciate, e solo in modalità Sogno si riesce a risollevare le sorti “imbastardendo” la storia con elementi tratti dai classici Koei. Un gameplay gradevole ma non eccelso, una realizzazione molto gradevole ma non eccelsa, una struttura di gioco gradevole ma non eccelsa per un gioco nel complesso gradevole, ma non eccelso.