Recensione FIFA 2001

di Tiscali News
Nella vita ci sono poche cose di cui poter essere veramente certi. Tanti credono che esista un Dio, tanti credono in se stessi, tanti sono sicuri di essere i migliori. Le certezze ci servono per vivere, per sapere che esistiamo. È quindi con piacere che anche quest'anno posso affermare: "FIFA ergo sum". FIFA c'è, FIFA esiste e non ci abbandona mai. Ogni bimbo vuole FIFA, ogni massaia sa che a Natale, quando il nipotino o il figlio della migliore amica cercherà un regalo nel negozietto di giocattoli, ci troverà la sua bella e splendente copia (copia? Ehr...) del gioco. Con questi presupposti, come avrebbe potuto il nostro gioco preferito abbandonarci proprio all'uscita della PlayStation 2, la nuova macchina dei sogni targata Sony?

Dunque eccoci qua, anno dopo anno a commentare il nuovo episodio dell'ormai storica serie che per l'occasione si rifà il trucco: si entra infatti nel nuovo mondo della Sony, si abbandona la cara vecchia scatoletta grigia per passare alla più elegante (e costosa) PS2

FACCE NUOVE, DIFETTI VECCHI

Bisogna subito chiarire che il cambiamento di look non ha portato con sé anche un sostanziale mutamento dello stile di gioco. Il nuovo titolo dell'Electronic Arts, dal punto di vista della pura giocabilità, non si discosta molto dai suoi predecessori e anche a livello di opzioni ben poco è cambiato

Dopo aver assistito alla presentazione, creata con immagini tratte esclusivamente dal gioco, ci si tuffa nella schermata iniziale. Qui un mondo che rotea vorticosamente accompagna il giocatore nella scelta del torneo da disputare. Non ci sono grosse novità: campionato del mondo, coppa campioni, tornei personalizzati, insomma niente che non sia già collaudato

Anche le impostazioni della partita seguono uno schema quanto mai classico: tre livelli di difficoltà, quattro velocità di gioco, la scelta della telecamera e del livello di severità dell'arbitro. In tal modo, chi ha già giocato con i precedenti episodi si ritrova subito in campo a scoprire cosa c'è di nuovo in questa edizione di FIFA per PlayStation 2

Già al momento dell'ingresso sul terreno di gioco, gli enormi passi avanti mossi dal punto di vista grafico sono evidenti. Capelli al vento, espressioni del viso tese e concentrate, quadricipite in bella evidenza, tutto è lì solo per stupire. A lato di un giocatore della squadra appare la formazione e quando gli incaricati a dare il calcio d'inizio sono sul dischetto del centrocampo la tensione è già altissima

MIO CARO VECCHIO, DOLCE FIFA

Sul campo, però, agli innumerevoli miglioramenti tecnici, non fa da contraltare un'altrettanta cura per la parte giocata. Insomma è il solito FIFA, bello e dannato, con rovesciate e finte incredibili, con le proteste plateali dei giocatori e le inquadrature ravvicinate. Spettacolare, veloce anzi velocissimo e allo stesso tempo lontano, tanto lontano dal realismo e dall'intensità di una vera partita di calcio. E la cosa risulta evidente da piccoli particolari, come da uno sguardo d'insieme

Per fare un esempio, Cannavaro e Thuram corrono per il campo, uno coi capelli fluenti e l'altro con la zazzera rasata; poi passano uno di fianco all'altro e cosa noti? Beh, sono alti uguali e quindi possono saltare indifferentemente di testa contro le contraerei avversarie

Qui si ripropone il solito dilemma, che per dirla tutta ha sempre visto FIFA trionfare. Ognuno deve solo chiedersi cosa si aspetta da una simulazione calcistica. Chi cerca la spettacolarità, una grafica eccezionale, nomi dei giocatori, delle squadre e tutti i campionati non può che scegliere FIFA. Per gli altri che vogliono azioni ragionate, le marcature e gli schemi ben studiati, non resta che consolarsi con l'ultimo episodio della serie ISS Pro/Winning Eleven per PlayStation, in attesa che Konami ne proponga una nuova versione per l'elegante PS2

In ogni caso anche i programmatori di Electronic Arts hanno lavorato per proporre miglioramenti anche dal punto di vista del gameplay. La novità più importante è l'inserimento di un indicatore della potenza del tiro. Non basta più sfiorare il tasto cerchio per veder calciare il proprio attaccante in modo potente, ma una barretta indica quanto il tiro sarà veloce. Nel caso, in un eccesso di foga, il giocatore tenga premuto il tasto troppo a lungo la bomba potentissima finirà inevitabilmente sopra la traversa

I rimbalzi del pallone, inoltre, sembrano più realistici e precisi. È divertente notare come quello che è successo qualche settimana fa al povero Coppola, portiere del Napoli, si possa ripetere sotto i nostri occhi. In un eccesso di zelo si è anche cercato di far applicare all'arbitro la norma del vantaggio. Quando una squadra subisce un fallo il direttore di gara attende qualche attimo prima di fischiare per vedere chi si impossessa della sfera

Vista la difficoltà di applicare tale norma nella realtà, è ovvio che qualche volta ci siano dei problemi maggiori per l'intelligenza di una console, comunque il tentativo è sicuramente da elogiare. Purtroppo, a fronte di tali miglioramenti, persistono alcuni difetti che ormai si possono definire classici. I difensori hanno a volte comportamenti assurdi e lasciano scappare gli attaccanti senza contrastarli. Spesso poi assumono in campo posizioni sbagliate che favoriscono le penetrazioni avversarie, senza contare che i portieri sono allergici alle uscite

Le azioni personali hanno ancora un discreto peso nell'economia del gioco, come le scivolate assassine per fermarle. In questi casi l'arbitro estrae il cartellino giallo, ma si dimentica il rosso per i falli da ultimo uomo. Così, spesso si rimane impotenti a guardare il proprio uomo che si è infortunato e zoppica per il campo in attesa di essere sostituito. In una sola gara è possibile assistere a tre o quattro giochi di prestigio col pallone che, personalmente, ho visto fare solo nel film "Fuga per la vittoria", insieme a dei veri e propri siluri che partono dai piedi dei giocatori e si insaccano senza che si riesca a vederli; ma di questo abbiamo già parlato

Infine una nota di merito per Giacomo Bulgarelli e Massimo Caputi, che anche questa volta esibiscono un nuovo repertorio di frasi (più o meno divertenti) e tengono compagnia durante la gara. Forse non saranno sempre originali, ma almeno quando un tuo tiro sfiora il gol non si metteranno a dire: "Meno male, non è entrata" (cfr. ISS Pro Evolution).

Eccolo statuario e fiero di essere ancora lì, ancora il migliore e il più venduto: è l'ennesimo nuovo episodio di FIFA. Per le sue caratteristiche farà ancora una volta la felicità dei suoi estimatori e deluderà chi ama nei titoli sportivi un accentuato aspetto simulativo. Certo la PlayStation 2 ha permesso dei notevoli miglioramenti a livello grafico, ma dal punto di vista della giocabilità i programmatori hanno preferito non modificare troppo un prodotto assolutamente vincente e fortunato. In fondo, al di là delle discussioni degli appassionati, è assolutamente normale che nessuno osi cambiare più di una virgola al gioco che in questi anni ha venduto di più in Italia. Così questa edizione ha subito pochi ritocchi nelle opzioni e nella parte giocata vera e propria (il più importante è sicuramente la barra del tiro) che rimane spettacolare, "flipperosa" e dannatamente veloce. Insomma chi si vuole divertire giocando a calcio può acquistare tranquillamente FIFA 2001.