Recensione Fifa 11

Essere undici non è mai stato così bello.

di Tiscali News
We are 11. La novità maggiore, Fifa la evidenzia subito nel claim che da settimane spopola per tutto il web. Siamo in 11 ed è il caso di dirlo forte e chiaro. Si, perché quest'anno Electronic Arts riesce a far incastrare l'ultimo tassello rimasto fuori da decenni di produzioni calcistiche, permettendoci non solo di indossare i soliti scarpini chiodati, ma anche di infilare gli scomodi guanti dell'estremo difensore (e anche il caschetto, nel caso di Petr Cech). Un ruolo scomodo, difficile ma estremamente affascinante su cui EA Sports punta i riflettori per lanciare la sua annuale interpretazione del calcio elettronico. Sarebbe però ingiusto pensare che l'unica novità di Fifa 11 sia nella possibilità di poter giocare nei panni della colonna portante di qualsiasi squadra di rango. Un'analisi più profonda testimonia infatti il certosino lavoro fatto negli studi canadesi per affinare e smussare una formula di gioco che già da qualche anno si rivela vincente praticamente sotto (quasi) tutti i punti di vista.

E' indubbio però che dopo anni di programmazione incentrata sulle meccaniche d'attacco, a questo giro Electronic Arts abbia deciso di incentrare molte delle sue attenzioni sul versante difensivo che ora forse riesce a dare più armonia ed equilibrio a tutta la manovra di gioco, specialmente nei momenti più topici dell'azione. Merito non solo di una rivista intelligenza artificiale dell'intero comparto ma anche di qualche sapiente ritocco al sistema di passaggi, divenuto ora meno filoguidato e più incline a quegli errori tipici di una reale azione sul campo. Potenza e angolazione corretti saranno requisiti necessari, ora più che mai, per padroneggiare al meglio quella stessa ragnatela di passaggi che solo un anno fa erano gestiti con matematica precisione dal sistema, lasciando al giocatore la semplice pressione del tasto corretto. Nel frattempo i difensori avversari si sono fatti più arguti. Sanno anticipare le vostre mosse, chiudono meglio gli spazi e sembrano aver sviluppato un vero e proprio radar che gli permette di capire in anticipo la direzione dei vostri assist per reagire di conseguenza.

Lo sviluppo dell'azione, soprattutto nei livelli di difficoltà più elevato,  si è fatto sicuramente più complicato e aperto a soluzioni meno pre-confezionate, a vantaggio di un giusto impegno da porre sul campo per scardinare le arcigne linee difensive avversarie. Sia chiara una cosa: nell'ottica di riprodurre al meglio una sensata e realistica simulazione calcistica, i valori espressi sul campo si differenziano da squadra a squadra,  così da rendere più complicato saltare la linea di difesa del Real Madrid piuttosto che quella dell'Albinoleffe (Squadre e fatti realmente accaduti sono puramente casuali, ovviamente). Il comportamento sul campo dei difensori si è fatto sicuramente più veritiero con giocatori che preferiscono tergiversare piuttosto che gettarsi a peso morto sull'avversario con il rischio di essere lasciato sul posto e più in generale una linea di difesa che non segue compatta i movimenti avversari ma cercare di “leggere” sempre i possibili sviluppi del gioco per chiudere in anticipo i possibili spazi di manovra.

Detto così potrebbe sembrare che Fifa 11 sia un continuo “muro contro muro” svolto in un incessante rimpallo tra difesa e attacco ma ovviamente non è così. Passaggi filtranti, lanci smarcanti e più in generale l'incessante movimento delle punte saranno sempre armi a nostra disposizione per trovare la via del gol, ma di sicuro la pratica si è fatta un po' più complicata rispetto all'anno passato. Il nostro attacco infatti sembra risentire della migliorata disposizione della difesa avversaria e quei movimenti smarcanti e così tanto efficaci visti in Fifa 10 si sono tramutati in un più prudente giocare a ridosso della linea difensiva, senza azzardare troppi movimenti in profondità con il rischio di finire nella trappola del fuorigioco. Il tutto si traduce nella richiesta di una manovra meno lineare ma comunque fluida e costante nell'avvicinare la linea del centrocampo verso l'attacco, dal momento che la maggiore richiesta di impegno nel completare con sicurezza il passaggio verso il compagno richiede anche verosimilmente di diminuire la distanza tra i giocatori.

 A questo dobbiamo aggiungere anche un rinnovato set di interventi da parte dell'estremo difensore, mai attento come questa volta. Al solito corredo di tuffi di varia natura, la cui efficacia è stata sicuramente rafforzata, si segnala anche un raffinamento delle tecniche di uscita a chiudere lo specchio della porta che portano ad un nuovo livello il concetto di portiere all'interno di un titolo calcistico. Ovviamente anche in questo caso si segnalano naturali svarioni e situazioni lontane dalla perfezione ma comunque il tutto sembra essere coerente con una casistica quantomeno veritiera.

Sarà però la corretta disposizione in campo dei giocatori e il giusto amalgama tra di loro a fare la vera differenza in termini pratici. Una lezione che Electronic Arts ha probabilmente imparato da Ultimate Team, l'espansione che segue da ormai due anni le uscite di Fifa, dove la creazione del proprio Dream Team passa soprattutto nel saper affiancare nel modo più corretto possibile le caratteristiche peculiari di ogni singolo elemento. Un concetto che in questo caso viene amplificato dal “Personality +”, un sistema sviluppato grazie al network di oltre 1700 osservatori di cui si serve Electronic Arts che hanno seguito i giocatori più rappresentativi di ogni squadra per carpire non solo le qualità tecniche di ognuno di loro, ma anche per scavare più a fondo nel loro carattere e tirare fuori quei valori che possono fare realmente differenza sul campo, al di là del talento e della preparazione tecnica. “Palle” le chiamerebbe qualcuno.  Sta di fatto però che le impressioni avute sul campo sono quelle di un lavoro svolto con minuzia, lasciando da parte nomi altisonanti per concentrarsi maggiormente sulla “ciccia” per trasporre in freddi numeri la natura del calciatore-uomo.

Prendere il comando degli undici sul campo non è mai stato così divertente e appagante, con un sistema di controllo a 360 gradi perfettamente modellato nelle vostre mani. Potenza e controllo a portata di bottoni, trigger, levette e bumper. Anche se una volta preso in mano il pad ci si troverà come a casa, dal momento che i movimenti di base non saranno cambiati, una volta in campo capirete quanto il gameplay si sia raffinato rendendovi più partecipi e responsabili di quanto riprodotto sullo schermo. Dai passaggi, ai dribbling, ai tiri in porta, tutto sarà più legato al vostro operato e meno a impostazioni precalcolate del sistema. Un operato messo a dura prova anche da una rinnovata intelligenza artificiale avversaria il cui gioco sul campo si dimostra ora meno "scolastico" lasciandosi spesso andare ad azioni travolgenti e prove di tecnica individuale spettacolari ed efficaci al contempo.

L'aspetto dove Fifa dimostra ancora di peccare un po' è sulla fisica del pallone e dei giocatori. Sebbene ridotta rispetto all'anno scorso, la sensazione di mancanza di peso degli elementi sul campo caratterizza ancora alcuni frangenti del gameplay e sebbene non si assistano più alle scene comiche di un non lontano passato, quando spesso bastava toccare il pallone per vederlo schizzare via a velocità supersonica, si avverte ancora la sensazione (più visiva che effettiva) che sul campo ci sia sempre qualcosa di impalpabile. Un qualcosa che si avverte soprattutto nelle collisioni tra i giocatori, quando l'effetto “ciocchi di legno che si scontrano” si manifesta davanti ai nostri occhi. Ribadiamo però che è più un bruttura estetica, che difficilmente incide sull'azione di gioco. E' comunque un aspetto che prima o poi Electronic Arts dovrà affrontare seriamente se vuole regalare la perfezione più assoluta al proprio titolo.

Come detto in apertura, la novità più eclatante dell'anno è legata alla possibilità di poter prendere il pieno controllo dell'estremo difensore. Una opportunità su cui EA si è gettata a peso morto, imbastendo anche una modalità carriera ad hoc. Come sempre si potrà scegliere se interpretare il ruolo di allenatore, allenatore-giocatore o semplice giocatore. In quest'ultimo caso, se si sceglierà di vestire i panni del portiere si potrà decidere se prendere il controllo di tutti gli undici in campo o solo del “numero uno”. In questo caso la visuale sarà ovviamente posta alle nostre spalle e potremo seguire l'azione solo da questa particolare angolazione o più da vicino premendo semplicemente il tasto “back”.

La particolare telecamera posta proprio alle nostre spalle ha però lo svantaggio di “appiattire” la scena, rendendoci più complicato stabilire le giuste distanze e le traiettorie. Per ovviare a questo problema EA ha munito di “scia” gli spostamenti del pallone, rendendovi più facile poterlo individuare e prendere le giuste misure per l'intervento. Il sistema di controllo legato all'estremo difensore è ovviamente semplificato rispetto a quello legato agli altri dieci giocatori in campo, ma ci consentirà comunque un ampio set di interventi, dalla presa alta e a terra, all'uscita alla disperata sui piedi dell'attaccante, fino ai tuffi più spettacolari per salvare le situazioni più complicate. La prova sul campo si è rivelata a tratti esaltante. I controlli si sono rivelati puntuali ed efficaci per quanto, ovviamente, semplificati. Certo, per essere protagonisti della partita bisogna sperare in una prova deficitaria della vostra linea difensiva ma salvare la vostra squadra all'ultimo minuto di una partita in bilico va a completare il set di emozioni sperimentato in anni di titoli calcistici. Un deciso passo in avanti su una simulazione globale che trova la massima espressione nell'11 vs 11 online, dove si avverte realmente il peso della responsabilità tipica del ruolo.

A tutto questo si affiancano le modalità a cui ormai Fifa ci ha abituato da tempo. Dalla creazione di un torneo o campionato nazionale, fino alla modellazione del vostro calciatore virtuale con cui scalare le vette del calcio mondiale a suon di gol e prestazioni di classe, il prodotto Electronic Arts si dimostra ancora una volta in grado di coinvolgere e "attanagliare" il giocatore all'interno di un sistema capace di guidarlo per mano fin dalle prime battute e garantirgli una crescita continua prima di affrontare il vero banco di prova di qualsiasi giocatore di Fifa che si rispetti: l'online. Ancora una volta la simulazione EA ha confezionato una modalità online ottima, migliorando il matchmaking e garantendo sempre un'esperienza di gioco quasi sempre ottimale (il quasi è ovviamente da ricercarsi alla fallacità delle linee ADSL). Ovviamente la curiosità generale è puntata sulla nuova modalità 11vs11 dove divertimento e impegno di tutti i partecipanti devono collidere per arrivare ad un'esperienza appagante e divertente.

I passi in avanti, forse lenti ma sicuramente costanti, dell'intera produzione prendono forma anche grazie ad una rappresentazione visiva che sicuramente non scava un solco rispetto alle produzioni precedenti ma che mira semplicemente a migliorarle, sebbene siano ancora ben visibili i margini di miglioramento. Volti e fisionomie dei calciatori hanno fatto un passo in avanti anche se la strada verso una rappresentazione coerente e veritiera è ancora addivenire. In particolare alcuni svarioni come il Krasic in versione “Devil May Cry” (quello vero, ovviamente), fanno un po' sorridere anche se è comunque un aspetto marginale della produzione. Pollice alto invece per il resto delle animazioni in campo, migliorate rispetto al recente passato e rese più veritiere e coerenti alla realtà. Ci è capitato, per esempio, di guardare al rallentatore alcune azioni di gioco sul campo e abbiamo notato alcuni particolari come la torsione della caviglia sul controllo del pallone che sfuggono ad occhio nudo ma che sono state prese nella giusta considerazione per dare a tutti gli effetti la sensazione di una riproduzione verosimile a quanto ammiriamo sui reali campi da gioco.

A proposito di replay, ci piace sottolineare come quest'anno EA abbia voluto rendere godibile anche il dopo partita. Infatti dopo ogni match, al di là del solito tabellino con le statistiche della gara, ci sarà dato modo di scegliere da un elenco apposito i replay delle azioni più importanti della partita, potendoli quindi salvare su HD o inviare al servizio online di Electronic Arts che provvederà a pubblicarli sul sito apposito per essere condiviso con il resto della community. La scelta degli eventi è però arbitraria e spesso il sistema tenderà a scegliere occasioni banali e sconclusionate piuttosto che azioni travolgenti e realmente significative. Il resto del quadro grafico si completa con il solito lavoro certosino applicato alla fedele trasposizione elettronica di stadi e campi da gioco che rendono il pacchetto visivo di Fifa 11 come il miglior prodotto ammirato nelle produzioni calcistiche Electronic Arts. Altro discorso invece è da fare per il sonoro. Ok, il duo Caressa-Bergomi funziona ancora una volta e crea un buon punto di contatto tra la versione digitale del calcio e quello reale ammirabile su satellite, ma è impensabile andare avanti con il solito pacchetto di frasi pre confezionate ormai tre anni fa, soprattutto se a queste non vengono fatte delle sostanziali aggiunte in corso d'opera. Ascoltare per il terzo anno consecutivo i soliti aneddoti legati ai club più importanti del campionato italiano è semplicemente mortificante e vanifica comunque l'ottimo impatto e il ritmo che i due riescono comunque ad imprimere al commento.

Un altro tassello verso la perfezione calcistica assoluta. E' quello che Electronic Arts ci fornisce con questo Fifa 11. Un'altra prova quasi impeccabile, ricca di novità eclatanti come la possibilità di prendere il controllo del portiere e del conseguente 11 vs 11, e altre meno evidenti come il rinnovato sistema di passaggi e il Personality + che vanno comunque a completare un quadro d'insieme imperdibile per qualsiasi amante del calcio virtuale. Associate a questo un online ancora una volta in grado di tenere lontani i videogiocatori da qualsiasi parvenza di vita sociale e il gioco (di calcio) è fatto. Prendetelo, è un ordine.

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Fifa 11 è un ulteriore piccolo passo in avanti sulla lunga strada verso la perfezione. Un passo che segna l'ingresso in campo del portiere, finalmente utilizzabile, di un nuovo sistema di passaggi, del personality + e della solita vagonata di piccole migliorie che impreziosiscono questa produzione. Un prodotto eccellente sotto (quasi) tutti i punti di vista. Giocabile, divertente e accessibile a qualsiasi livello di impegno lo si voglia affrontare, Fifa 11 si conferma ancora una volta in vetta sull'olimpo dei titoli calcistici di questa generazione.