Recensione Farming simulator 2013

Mettiamo in moto lu trattore

di Tommaso Alisonno
Gira che ti gira, i giochi si dividono in due categorie: quelli “astratti”, ossia basati esclusivamente su una meccanica senza riscontro reale (come il tris, il sudoku o il poker), e quelli che si ispirano alla realtà. Tralasciando quelli della prima branca, che in questa recensione non ci interessano, si è fatto un gran parlare su quanto un gioco debba essere o meno realistico, soprattutto quando si tratta di titoli che affrontano tematiche spinose come la guerra, l'omicidio, o anche semplicemente una scazzottata. Ma ci sono anche giochi che si ispirano a realtà “pacifiche”, e cosa c'è di più pacifico di un contadino che la mattina si alza alle 5: 00 per mietere il grano?

Farming Simulator, che con l'edizione 2013 arriva per la prima volta su console, si basa su questo concetto, ma non con una meccanica “giocosa e allegra” tipica di titoli come Farmville o Harvest Moon, bensì con l'ambizioso intento di ricreare fedelmente l'ambiente bucolico. Puntiamo la sveglia prima ancora del canto del gallo e accingiamoci a mettere in moto lu trattore: a parte svariati tutorial dove verremo introdotti all'uso di aratri e spannocchiatori (e non siamo tanto sicuri di voler molto a che fare con un attrezzo denominato “spannocchiatore”), il gioco propone sostanzialmente due modalità carriera, a seconda che preferiate una fattoria tradizionale e già parzialmente avviata o un appezzamento più vasto ma impegnativo nel “nuovo mondo”.

Abbiamo i tutorial, abbiamo alcune linee guida per le primissime attività nella prima mappa, ma per il resto il gioco ci lascia liberi di gestire autonomamente la nostra attività agropastorale (The Elder Tractors?). Scopriamo così che possiamo arare i campi, seminarli, irrigarli, concimarli, diserbarli, falciarli, spannocchiarli (...e questo ci spaventa), e quant'altro. Soprattutto, per fare qualsiasi attività, avremo bisogno di macchinari appositi. Se dunque potremo attaccare indistintamente aratri, seminatrici, rimorchi e quant'altro a lu trattore, per altre attività, come ad esempio la mietitura, avremmo bisogno di apparecchiature specifiche - nella fattispecie la mietitrebbia. Nel gioco sono presenti oltre 100 mezzi agrari delle più rinomate industrie, e l'acquisto di anche solo uno per tipo richiederà un ingente quantità di denaro.

Qualcuno potrebbe osservare che passare il tempo facendo avanti e indietro sul campo per spargere letame non sia un'attività particolarmente divertente; non fatevi trarre in inganno: avete perfettamente ragione - probabilmente qualsiasi contadino ve lo potrà confermare. Per questo motivo, una volta impostato il lavoro, potrete “assumere un operaio” - ossia una sorta di auto-pilota per lu trattore - che per un tot di dollari al minuto secondo svolga il lavoro sporco (è proprio il caso di dirlo) per conto vostro, lasciandovi così liberi di fare altro, come falciare il grano, piantare le patate o spannocchiare (...brrr).

Per quanto il lavoro sui campi, che spacca la schiena anche quando si è seduti sui mezzi agrari, sia indiscutibilmente l'attività centrale del prodotto, non è l'unica: ci sono infatti alcune attività che non potrete lasciare al vostro operaio-IA. Tanto per cominciare, dovrete decidere come impegnare il frutto della vostra terra, normalmente trasportandolo con un rimorchio attaccato a lu trattore fino al più vicino (si fa per dire) punto di vendita, oppure utilizzandolo per nutrire il vostro bestiame: galline e mucche che vi forniranno uova e latte, da vendere.

Di tanto in tanto il gioco vi proporrà, sottoforma di messaggi telefonici, alcune attività collaterali una-tantum per guadagnare pecunia extra: trasportare un pallet da una parte all'altra della città, falciare il green del golf club... niente di più di attività che normalmente potreste svolgere nel vostro lavoro, ma contestualizzate, ovviamente eseguibili solo se possederete l'equipaggiamento adeguato e con limiti di tempo da rispettare. Avrete così la possibilità di cimentarvi in sorte di corse contro il tempo mentre sfrecciate tra le vie dell'abitato circostante - certo, “sfrecciate” nei limiti consentiti da lu trattore.

Avrete così modo di apprezzare il lavoro svolto col motore grafico-fisico: parliamo di strutture e mezzi assolutamente indistruttibili, passanti incorporei che non temono di essere travolti e proseguiranno imperterriti nella loro camminata, automobili che, piuttosto che cercare di sorpassarvi - attività piuttosto comune quando ci si trova davanti lu trattore su statale, parola di chi ha svolto per 10 anni il mestiere di rappresentante in Sardegna - vi tamponano generando dinamiche degne di una catapulta. Ma niente paura: neanche un grammo della merce caricata si rovescerà, il vostro mezzo tornerà sempre in piedi e previa qualche manovra irruenta potrete ben presto rimettervi in marcia.

Intendiamoci: fin qui abbiamo tenuto un tono ironico, ma non tutto in FS è canzonabile. Oltre all'impressionante parco-macchine presente e ai svariati add-on - ad una trebbiatrice, infatti, potrete attaccare diversi tipi di lame, e per certi rimorchi, come gli aratri, sono previsti anche i contrappesi - il prodotto tiene in seria considerazione moltissimi elementi come il tempo atmosferico, il ciclo giorno/notte, il debito nei confronti della banca, il consumo di carburante di ogni singolo mezzo, l'andamento del mercato ortofrutticolo... tanti e tanti elementi che contribuiscono a rendere il tutto più completo. persino presente una sorta di mini-quest legata all'ottenimenti dei 100 ferri di cavallo.

Il problema è però alla base stessa della struttura di gioco. L'attività nei campi, come detto, è lenta, ripetitiva e sostanzialmente noiosa, la compravendita dei prodotti e dei mezzi è resa più lenta e snervante dai tempi di spostamento e dalla decentralizzazione delle strutture commerciali - in alcuni posti potete vendere frumento, in altri patate, in altri colza, eccetera. L'unica cosa che aggiunga un po' di pepe sono le sotto-quest, ma all'inizio ve ne perderete molte per l'impossibilità economica di procurarvi i mezzi necessari. Il tutto inficiato da un motore che ha puntato più sulla vastità che non sull'efficienza, con incidenti rocamboleschi che non possono fare a meno di strappare risate, o lacrime.

Aggiungete una colonna sonora pressoché assente, con qualche musica di circostanza presente esclusivamente nei menù e per il resto sostituita dal rombo de lu trattore, e avrete il quadro completo di un prodotto che probabilmente avrebbe avuto bisogno di sviluppo, tempi, risorse e qualità molto più elevati per centrare l'obiettivo prefissato. E comunque rimane sempre il dubbio sul fatto che tale obiettivo fosse da conseguire o meno: non vogliamo mancare di rispetto ai gusti di nessuno, ma veramente fatichiamo a cogliere un'effettiva nicchia di mercato che possa essere interessata a questo, chiamiamolo, gioco.

4
Farming Simulator non è un gioco per tutti, ma neanche per pochi: è un gioco che è difficile definire effettivamente tale, con molta cura in determinati aspetti ma anche colossali mancanze e leggerezze in altri. Soprattutto è un gioco che fallisce nell'intento primario di divertire, a valle del quale si potrebbe perdonare qualsiasi leggerezza - ma così, tristemente, non è.