Recensione F-Zero GX

di Andrea Cani

Ci sono nomi che riappaiono ciclicamente nel mondo dei videogame. Nomi che solitamente ci viene spontaneo associare ad un marchio ben definito (in questo caso ci riferiamo alla compagnia di Kyoto). F-Zero è uno di questi nomi. Nintendo che si cimentò in prima persona nello sviluppo dei giochi precedenti della serie decise di consegnare il progetto F-Zero GX nelle capaci mani di Sega. I mugugni di dissenso che inizialmente scaturirono dai fan più conservatori vennero testé placati quando cominciarono a girare i primi filmati del gioco. Non è certamente questa la sede adatta per ripercorrere le tappe fondamentali dello sviluppo del titolo, piuttosto possiamo sottolineare col senno di poi, che nessun'altra scelta da parte di Nintendo avrebbe potuto far nascere il gioiello di programmazione che abbiamo di fronte. Nintendo più Sega o viceversa Sega più Nintendo (cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia) hanno probabilmente prodotto il miglior capitolo della serie.

Ma nessuna remora ci impedisce di affermare che hanno sicuramente dato vita al capitolo più veloce della serie. E velocità è la parola che rimbalza incessantemente nelle sinapsi dello spettatore intento ad osservare una partita ad F-Zero GX. Velocità folle che proietta il giocatore in uno stato di tensione e attenzione necessarie e fondamentali per arrivare all'agognato traguardo. F-Zero, per i distratti che non l'avessero ancora capito, appartiene al genere dei giochi di corse futuristici. Nel gioco potremo impersonare uno dei trenta piloti presenti, la maggior parte dei quali inaccessibili dall'inizio, ed entrare nell'abitacolo di una vettura da corsa con l'obiettivo di conquistare il maggior numero di punti possibili. Soltanto il migliore, colui che avrà ottenuto più punti al termine delle cinque gare che compongono ogni singolo campionato, potrà essere celebrato campione. Ma per diventare campioni ai livelli più elevati di difficoltà sarà necessario sudare le proverbiali sette camicie. Diciamolo fin da subito. F-Zero GX è un titolo impegnativo che pone di fronte al giocatore una curva di apprendimento notevolmente irta, ma nel percorrere le tappe di apprendistato ci si rende conto di quanto questo percorso sia appagante come pochi.

Buttare alle ortiche un campionato per non essere riusciti a completare l'ultima gara non produce nel giocatore le reazioni che solitamente culminano col bisogno di spegnere immediatamente la console, instilla invece quella rabbia necessaria per portare il proprio livello di determinazione fuori scala consentendogli di superare quegli ostacoli apparentemente insormontabili.

Come di consueto F-Zero ci pone di fronte una serie di modalità e campionati dalla difficoltà crescente. Si può partire docilmente effettuando una sessione di pratica per cominciare a saggiare il terreno di "battaglia". Oppure si può decidere di mettere se stessi in discussione con la classica sfida a tempo, nella quale dovremo gareggiare esclusivamente contro il cronometro e contro la ghost car rappresentante il miglior tempo dai noi effettuato fino a quel momento. Ma i veri piloti, quelli che non concepiscono gli indugi, si fionderanno immediatamente sulla gara vera e propria. E la modalità grand prix sta lì, più nutrita che mai e ben nota a chiunque abbia giocato almeno uno degli F-Zero precedenti. Si possono selezionare tre livelli di difficoltà (novizio, standard ed esperto) e tre gran premi differenti (rubino, zaffiro e smeraldo) dalla difficoltà crescente, ognuno dei quali composto da cinque gare.

Qualcuno ha detto pochi? Quel qualcuno non ha fatto i conti con i gran premi e i livelli di difficoltà che si potranno sbloccare completando quelli di base. Ma c'è una novità. Il bel regalo che Sega e Nintendo hanno deciso di farci con F-Zero GX si chiama "Story Mode". La modalità storia è composta da nove capitoli nei quali impersoneremo il mitico Captain Falcon (vedi box). Tacendo della trama (ognuno la scoprirà al momento opportuno) possiamo dire che ogni capitolo ci porrà di fronte un obiettivo ben definito che dovremo portare a compimento a bordo dell'altrettanto mitica Blue Falcon. Ognuno degli obiettivi è presentato e chiuso (al completamento dello stesso) con sequenze in FMV magistralmente realizzate.

Ma è giunto il momento di andare in pista. F-Zero, come detto in precedenza, è un gioco di guida futuristico, per cui il suo valore è direttamente misurabile e proporzionale in rapporto alla buona riuscita di tre elementi distinti, ognuno dei quali fondamentale nell'economia del gioco: sistema di controllo, design delle piste e intelligenza artificiale dei piloti controllati dalla CPU. Partiamo dal sistema di controllo. Questo risulta essere tanto semplice quanto intuitivo. Il joystick analogico sinistro è adibito al controllo della navicella. Il tasto A ha la funzione di accelerare il veicolo mentre il tasto B permette di utilizzare il freno pneumatico.

Gli shift laterali consentono di impostare traiettorie più strette in curva, mentre Y è il tasto che consente di utilizzare il boost (dal secondo giro in poi) al prezzo di consumare una parte dell'energia residua della navicella. X e Z sono rispettivamente i tasti dedicati all'attacco laterale e frontale. Cosa dire... Qual'è il miglior complimento che può essere fatto ad un sistema di controllo? Sicuramente quello di riconoscergli una perfetta assimilazione da parte del giocatore dopo poche sessioni di gioco. E in questo F-Zero GX riesce in pieno. Dopo poche partite si diventa un tutt'uno col joypad e il proprio hovercraft sembra rispondere ad impulsi cerebrali piuttosto che a movimenti dettati dal pollice opponibile. E inoltre disponibile un'opzione che consente di calibrare l'escursione e la sensibilità del joystick analogico: chiunque potrà trovare la configurare adatta alle proprie esigenze. L'unica pecca che possiamo attribuire al sistema di controllo risiede negli attacchi non troppo utili nell'economia del gioco. Ma si tratta di un'inezia che non inficia in alcun modo l'esperienza globale. Tanto è vero che le tattiche di attacco sono più un elemento di disturbo da mettere in atto in particolari punti della pista, piuttosto che tecniche da mettere in pratica costantemente.

L'intelligenza artificiale dei piloti controllati dalla CPU è un altro elemento curato in maniera ottimale. I piloti avversari sono cattivi quanto basta anche ai livelli di difficoltà più bassi, e si muovono in pista in maniera credibile: tagliano le curve, cercano le scorciatoie per guadagnare tempo e, ogni tanto, sbagliano. I loro attacchi non sono diretti esclusivamente contro il giocatore umano ma sono equamente ripartiti tra tutti i contendenti in gara.

Ma è giunto il momento di parlare del design delle piste e con esso della mole grafica che il motore di F-Zero GX è in grado di muovere. Ed è proprio qui che gli sviluppatori hanno superato se stessi. Se i primi circuiti possono sembrare semplici e banali, presto ci si rende conto che non è sufficiente premere costantemente sul tasto dell'acceleratore per arrivare per primi. Vincere una gara ai livelli più elevati di difficoltà richiede una conoscenza approfondita di ogni singolo anfratto del circuito, conoscenza che può essere ottenuta solo dopo ore di pratica e di studio. Studio facilitato dalla gioia che il giocatore prova nel vedere realizzati su schermo i propri sogni in merito a track design. Ogni circuito è studiato nei minimi particolari e la cura riposta la si nota quando, ormai abili conoscitori della pista, si riescono a fare cose altrimenti inconcepibili. Ed è solo allora che F-Zero GX riesce a dare il massimo.

I magnifici fondali di gioco che sfrecciano incessantemente con un frame rate granitico diventano dei punti di riferimento che il pilota adotta per dettare i tempi di frenata e di impostazione della curva. In definitiva F-Zero GX risulta essere magnifico tanto da giocare quanto da vedere. Chi non fosse soddisfatto del design delle vetture (le cui forme particolari sono marchio di fabbrica della serie) potrà sbizzarrirsi con un pratico editor col quale è possibile costruire le proprie navicelle da mandare in pista dopo aver acquistato i pezzi nel negozio (ogni gran premio vinto ci darà un certo numero di crediti). Anche l'audio è realizzato in maniera molto buona. Splendidi in tutto e per tutto gli effetti sonori e buone le musiche che riprendono in parte i motivi, ormai famosi, sentiti negli episodi precedenti. Peccato per l'impossibilità di escludere le musiche durante la gara. In definitiva ci troviamo di fronte ad un capolavoro assoluto e probabilmente al migliore esponente del genere delle corse futuristiche.

9
F-Zero GX è una magnifica composizione nella quale ogni singola nota/elemento ha ricevuto da parte degli sviluppatori amorevoli attenzioni prima di essere disposta nel pentagramma/gioco. Ci si rende presto conto che qualunque altra scelta in termini di sistema di controllo, design delle piste e livello di difficoltà sarebbe stata fuori luogo, irrealizzabile e deleteria. Il legame tra i vari elementi deve produrre una struttura che può essere fragile o granitica. F-Zero è granitico. Ogni singolo elemento si lega alla perfezione con gli altri, così come le note scritte dal gran compositore suonano all'unisono in un brano armonioso. Poche ulteriori parole è necessario spendere. F-Zero è un capolavoro assoluto nel suo genere e le pecche minime riscontrate in sede di recensione sono un sollievo. In fondo sono la dimostrazione che anche F-Zero è stato sviluppato da esseri umani.