Recensione Eternal Sonata

Il sogno di Chopin, arriva su PlayStation 3!

di Fabio Fundoni
Suona la nostra canzone, Frèdèric. Come ai vecchi tempi...

Sebbene PlayStation 3 continui a patire una certa carenza alla voce “jrpg” per quel che riguarda la lista dei titoli disponibili, inizia a crescere il numero di giochi di ruolo in uscita per la potente console giapponese. Come era più che logico aspettarsi, la via del riscatto sta passando anche attraverso la conversione di prodotti usciti inizialmente su Xbox 360, sua diretta rivale di mercato. Tra gli altri, dopo un attento lavoro di conversione e riadattamento è arrivato, nelle case dei clienti del colosso di Tokyo, Eternal Sonata, ultima fatica dello studio Tri-Crescendo.

Accolto con buon successo dal pubblico Microsoft, il titolo ha ormai quasi due anni sulle spalle, ma ha goduto di uno sviluppo votato a rendere merito alle capacità del nuovo hardware disponibile, puntando a migliorarsi sotto il punto di vista tecnico, senza dimenticare l'aggiunta di nuovi elementi esclusivi, come ormai è di moda fare nelle conversioni realizzate in “ritardo”, vuoi per contratti d'esclusiva momentanea, vuoi per motivi di mera programmazione.

Alla base della storia, troviamo l'affascinante personaggio di Frédéric Chopin, musicista polacco di talento immenso, vissuto dal 1810 al 1849, in perenne lotta con un destino crudele e le complicate situazioni socio-politiche dell'Europa i quegli anni. Morto all'età di soli 38 anni, stroncato dalla tubercolosi, Chopin ha saputo regalare al mondo melodie in grado di trascendere i confini della musica classica e di diventare capolavori assoluti, capaci di scatenare profonde emozioni nell'animo di qualsiasi ascoltatore.

Oggi mi sento Allegretto

Costretto a letto dalle pessime condizioni di salute, Chopin rimane aggrappato alla vita più per l'amore dei suoi pochi cari che per le reali possibilità di giungere a guarigione. Scosso da una terribile tosse, il musicista sembra trovare sollievo unicamente durante il sonno, momento in cui pare persino ritrovare la serenità di un tempo. Ma non si tratta solo di apparenza: la sensibile anima di Chopin è riuscita a creare un bellissimo mondo di fantasia, dominato dalla musica, dove il suo stesso demiurgo si rifugia durante i momenti in cui il suo spirito inizia a sognare.

La creazione mentale è talmente forte al punto che possiamo osservare un universo dai toni fantasy, che parrebbe esistere da sempre, con le sue città, i suoi abitanti, le sue lotte di potere e i suoi eroi, in una continuità pressoché perfetta. Polka,ad esempio, è una ragazza semplice, cresciuta nel villaggio di Tenuto, dove con la madre produce la polvere floreale, potente rimedio in grado di guarire ferite di ogni tipo. Gli affari però non vanno come dovrebbero, a causa delle fortissime tasse imposte dal conte Valzer, applicate su tutti i prodotti in vendita tranne che sulla polvere minerale, nuova medicina prodotta e venduta dallo stesso governo.

Come se non bastasse, Polka è in grado di usare la magia. In qualsiasi altro videogame, non sarebbe forse un elemento di particolare stranezza, se non fosse che qui, l'acquisizione di arti magiche, è il segno distintivo delle persone affette da una malattia mortale con l'ovvia conseguenza che, chiunque dimostri di possederle, finisce con l'essere evitato da tutti a causa della paura di contrarre lo stesso malanno. L'unico che sembra non aver paura di lei è Frédéric, un singolare forestiero, anch'esso malato, che asserisce di aver creato tutto l'universo grazie ai suoi sogni.

I problemi non si fermano qui: le tasse hanno ormai affamato gran parte delle persone, creando una povertà diffusa e l'aumento di orfani, come Allegretto e Beat, due ragazzi giovanissimi impegnati nella quotidiana lotta per rubare il pane da dividere con i compagni di sventura.La situazione sembra scontentare tutti, al punto da spingere i nostri eroi a partire verso il castello del conte Valzer per cercare di convincerlo ad aiutare il suo popolo. Ma ancora non sanno che li attende una incredibile avventura dove i tre ragazzi s'incontreranno e uniranno le proprie ragioni per lottare, in un percorso che farà trovare loro nuovi preziosi alleati e nemici mortali.

Una musica può fare...

Ispirati con me non mai, i ragazzi della Tri-Crescendo hanno creato una linea narrativa che riesce a intrecciare ben tre piani di realtà, vere o presunte che siano. In primis, vi è il giocatore, che osserva rapito l'evoluzione della storia, pennellata con sapienza e mai troppo scontata. L'obbiettivo si sposta poi con agilità dalla vita di Chopin alla effimera realtà del suo sogno. Una premessa simile poteva mettere a rischio la credibilità della trama, ma i personaggi di Eternal Sonata non sono dei semplici burattini generati dal subconscio: vivono invece di vita propria, pensano, gioiscono, soffrono e, soprattutto, lottano per quello in cui credono.

Sorridono beffardi, quando Frédéric li informa di essere solo una sua fantasia, come se stessero ascoltando un amico un po' troppo stravagante, simpatico e prezioso, ma davvero bislacco quando, con il suo sguardo serioso, spiega la sua personalissima “creazione”. E, nonostante il nostro punto di vista privilegiato, siamo ammaliati dalla deliziosa capacità di narrare la storia al punto che, diverse volte, saremmo tentati di pensarla come i ragazzi, e vedere come “reale” il loro mondo, al posto di quello di Chopin.

Il gameplay del gioco non di discosta poi troppo dai classici canoni che abbiamo imparato a conoscere in tanti anni di giochi di ruolo nipponici, alternando fasi d'esplorazione ad altre di combattimento. Quest'ultime si svolgono in apposite arene, e prendono il via ogni qual volta si incontri un mostro che, ricordiamo, è sempre ben visibile a schermo e, nella maggior parte dei casi, anche evitabile, a giudizio del giocatore (anche se, naturalmente, è consigliabile combattere il più possibile per guadagnare punti esperienza e salire di livello).

Combattimento in chiave di violino

Il battle system si basa sulla gestione di turni, in ognuno dei quali può muoversi un singolo personaggio. L'azione avviene però in tempo reale, costringendo il giocatore a studiare al meglio le mosse da compiere per non sprecare preziosi secondi. Quando invece si dovranno subire gli attacchi altrui, sarà possibile, premendo alcuni tasti al momento giusto, parare o contrattaccare. Il team di sviluppo, per rendere meno problematico l'approccio con il battle system, ha deciso di inserirlo poco per volta, andando a creare una continua evoluzione della difficoltà nel gestire le battaglie. Elemento da non sottovalutare è inoltre la funzione della luce. Protagonisti e nemici saranno infatti condizionati dal fatto che si trovino in una zona illuminata o all'ombra.

In base a questo, cambieranno i colpi speciali utilizzabili, costringendoci a ragionare a dovere sulla zona in cui andremo a spostarci, per metterci nelle condizioni di usufruire della mossa

desiderata. Ancora diverso l'effetto della luce sui mostri, che di sovente avranno vere e proprie mutazioni d'aspetto (e di abilità) in base alla luce a cui saranno sottoposti. Insomma, una trovata che dona al gameplay ulteriore strategicità, visto che spesso ci toccherà anche pensare ai movimenti delle nuvole, che potrebbero oscurare il sole in un momento cruciale della lotta, rovinando i nostri piani. Se poi avete un paio d'amici da coinvolgere in questa bellissima avventura, segnaliamo la possibilità di svolgere i combattimenti per un massimo di tre giocatori, ognuno legato ad un personaggio del party.

Il comparto tecnico di Eternal Sonata merita di ricevere più di una riflessione, a partire dall'aspetto grafico. Distinto da una grafica estremamente colorata e “cartoonesca”, l'impatto visivo potrebbe dare l'idea di un prodotto indirizzato ad un pubblico principalmente giovane, ma mai errore potrebbe essere più grande. Tratti morbidi che paiono presi in prestito dal mondo delle fiabe che abbiamo ascoltato nei nostri primi anni di vita, si fondono con una trama che non si fa problemi a vertere su argomenti come la morte e la malattia. La bravura del team di sviluppo sta proprio nel veicolare simili situazioni tramite uno stile “leggero”, grazie a una programmazione quasi impeccabile.

Sono soprattutto le espressioni dei visi a dare forza alle emozioni, in combinazione con una cura certosina utilizzata nel ricreare tutto quello che compare su schermo, dai mostri più maestosi, ai fiori che si intravedono tra i prati di Eternal Sonata. Rispetto all'edizione apparsa su Xbox 360, possiamo ammirare un utilizzo più raffinato delle palette dei colori, che danno l'impressione di essere più vivi, sfruttando la potenza di calcolo di PlayStation 3.

Il suono dei sogni

In un gioco nato per omaggiare Chopin non poteva mancare una cura del tutto speciale per l'audio, in ogni sua sfaccettatura. Le nostre orecchie saranno cullate da un mix di brani famosi del musicista e pezzi originali, tutti realizzati a livelli d'eccellenza. Ugualmente, gli effetti sonori non deludono, ma ancora meglio riesce a fare il doppiaggio, gestito con un professionismo che non sempre ci siamo (ahinoi) abituati a vedere nei videogame. Presente sia in giapponese che in inglese, offre un bouquet di voci adeguate ad ogni personaggio in entrambe le versioni. Gli stessi sottotitoli in italiano non si discostano dalla qualità generale, forti di una buona traduzione.

Volendo fare una metafora a tema, potremmo facilmente dire che i vari elementi del gioco tendono ad amalgamarsi come tanti strumenti concorrono a creare un'orchestra di prim'ordine, pronta a eseguire un concerto memorabile.

Il gioco non è comunque esente da difetti, principalmente intrinsechi ai canoni del genere a cui appartiene. Lo svolgimento della storia è estremamente lineare e offre ben poche occasioni per distaccarsi dalla linea tracciata. I percorsi da seguire sono ugualmente ristretti e, paradossalmente, la bellezza della realizzazione ambientale fa rammaricare dell'impossibilità di discostarsi dalle strade segnate per godere di una maggiore esplorazione.

Eternal Sonata è un titolo decisamente di qualità, come già era su Xbox 360. Nella sua nuova collocazione, gode di qualche miglioria ed elementi extra, non in grado di rivoluzionarne l'impatto, ma comunque gradevoli. Un gioco caldamente consigliato, non solo per la scarsità di jrpg su PlayStation 3, ma grazie ai propri indiscutibili meriti.

9
<br />Benvenuti ( o bentornati) nel sogno di Chopin, più onirico e soave che mai. L'approdo di Eternal Sonata a PlayStation 3, dopo l'ottima prova su Xbox 360, ha tutte le carte in regola per soddisfare i giocatori alla ricerca di un jrpg divertente, appassionante e capace di far sognare. Il potente hardware della console Sony, riesce a migliorare visibilmente la qualità grafica del titolo, donandogli quasi una nuova luce, fatta di colori sgargianti accompagnati da un audio superbo. La presenza di alcuni contenuti aggiuntivi, non fa che impreziosire il prodotto Tri-Crescendo, che riesce a giustificare in modo soddisfacente i tempi di conversione. Come nella sua prima edizione, il gioco soffre di una smaccata linearità, mentre il livello di difficoltà è stato spostato lievemente verso l'alto. Certo, lo stile grafico potrebbe essere erroneamente considerato bambinesco, ma non possiamo che consigliare caldamente Eternal Sonata a tutti gli amanti dei giochi di ruolo, mentre esortiamo tutti gli altri a dare una possibilità a questo gioiello fatto a videogame che, con una narrazione dal sapore fiabesco, non manca di trattare temi tutt'altro che infantili.<br /><!-- @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->