Recensione Empires: Dawn of the Modern World

di Daniele Palmas

RTS, MON AMOUR!

Esistono più RTS per Pc oppure stelle nel firmamento? Questo dubbio amletico mi assale ogni volta che mi trovo davanti alla confezione di un nuovo strategico in tempo reale, genere, ormai, talmente inflazionato che per riuscire a tirare fuori qualcosa di realmente innovativo bisogna essere davvero dei game designer con i fiocchi. Rick Goodman ha fama di appartenere a questa categoria: Empire Earth, gioco da lui progettato uscito qualche tempo fa, stabilì nuovi criteri di valutazione per gli strategici, ottenendo non solo l'approvazione della critica, ma anche un ottimo successo commerciale. Empires: l'alba del mondo moderno segue le orme del suo predecessore (non di nome, ma di fatto) e ambisce al trono degli RTS. Riuscirà a conquistarlo? Lo scoprirete solo leggendo...

I NOSTRI EROI

Cosa hanno in comune Riccardo Cuor di Leone, l'ammiraglio Yi Sun-Shin e il generale Patton? Niente se non il fatto di essere stati dei famosi personaggi storici che, ognuno a modo suo, hanno influenzato la storia. Eppure li troverete tutti e tre in Empires! Vi starete chiedendo come ciò sia possibile, considerato il fatto che costoro sono vissuti in tre periodi storici molto distanti l'uno dall'altro: una delle peculiarità del gioco di Goodman è appunto quella di darvi la possibilità di provare la vostra abilità strategica in cinque diverse epoche: epoca medievale, epoca della polvere nera, epoca imperiale ed epoche delle due guerre mondiali. In realtà le tre campagne presenti (aventi come protagonisti principali le tre figure citate precedentemente) avranno come scenario il medioevo, il periodo della polvere nera e quello della seconda guerra mondiale; gli altri potranno essere utilizzati nelle partite in skirmish o multiplayer. Ognuna delle tre campagne vi porrà di fronte a un certo numero di missioni, per ciascuna delle quali dovrete raggiungere determinati obiettivi, nel più tipico stile degli RTS: sebbene non sia una vera novità, è interessante notare come accanto agli obiettivi obbligatori per il completamento della missione esistono dei compiti secondari, il soddisfacimento dei quali vi permetterà di avere vantaggi nel corso della missione. Come ci spiega anche il manuale, se avete già dimestichezza con un qualunque gioco di strategia in tempo reale non ci sarà nessun problema a imparare la meccanica di gioco di Empires; le operazioni da fare sono le solite: raccogliere risorse (di quattro tipi differenti: cibo, legname, pietra e oro), costruire edifici (dipendenti dalla civiltà utilizzata e dal periodo storico), addestrare unità (stesso discorso degli edifici), ricercare tecnologie (utili per ottenere vantaggi competitivi sui vostri nemici) e combattere battaglie.

Nella modalità skirmish (disponibilie in due varianti, la prima orientata alle partite lunghe, la seconda per match più veloci) oltre alle normali impostazioni di gioco (numero giocatori, tipo e grandezza mappa, risorse di partenza, alleanze...) potranno essere scelte le fazioni che prenderanno parte alla sfida e l'epoca da cui partire; le due cose sono strettamente collegate: ad esempio, alcune civiltà divennero potenze mondiali solo nel XX secolo. Quando, spendendo un certo numero di risorse, avanzerete dall'epoca imperiale a quella della prima guerra mondiale (in modo simile a quanto avviene nella serie "Age Of" di Microsoft), segnalato anche dal cambiamento di grafica, avrete la possibilità di scegliere una potenza militare che nelle epoche precedenti non c'era e potrete comandarla per il resto del gioco.Ovviamente le opzioni possibili dipendono dalla civiltà con cui si è completata l'epoca imperiale: ad esempio se la concluderete con gli Inglesi potrete decidere di rimanere con i Britannici oppure schierarvi dalla parte degli Americani o dei Tedeschi, entrambi popoli che condividono con gli anglici parte della loro cultura. In totale saranno disponibili nove civiltà: quattro nelle prime tre epoche e cinque in quelle delle due guerre mondiali. Notare che una partita può terminare in qualsiasi epoca: non è infatti necessario arrivare alla seconda guerra mondiale, sebbene le unità dei periodi successivi siano notevolmente più potenti di quelle degli anni precedenti. Tuttavia se è abilitata l'opzione "Vinci per Meraviglia" sarà obbligatorio arrivare all'ultima epoca disponibile: questo perchè la Meraviglia è una costruzione (diversa per ogni civiltà e dotata di poteri speciali) che è possibile avere solo nel periodo della seconda guerra mondiale. Se riuscirete a mantenere intatto l'edificio per un certo periodo di tempo avrete vinto la partita.

Neanche a dirlo, ogni civiltà avrà le sue unita, innovazioni e poteri (chiamati pomposamente "Progetti Segreti") particolari: tanto per citarne qualcuno i Franchi disporranno, ad esempio, delle Mongolfiere per attaccare dall'alto e della Chiamata alle Armi (potere che riduce il costo d'arruolamento dei paesani nella milizia); i Russi potranno contare sui Rivoluzionari, unità travestite da contadini capaci di farsi saltare in aria e danneggiare gli obiettivi e sulla Propaganda Comunista per ripristinare la potenza dei propri soldati. Se ricordate che in totale le civiltà sono nove, capirete come ci siano davvero tanti diversi tipi di unità e poteri.

Non manca la modalità multiplayer via Lan o Internet; per quanto riguarda quest'ultima Empires si appoggia al famigerato GameSpy. Degna di nota è l'opzione "Automatch" che permette a giocatori di pari livello (in base alle statistiche dei giocatori) di creare e avviare automaticamente partite uno contro uno: in questo modo la curva di difficoltà iniziale dovrebbe diventare meno ripida.

INSETTI FASTIDIOSI!

Gli ultimi RTS di successo hanno tutti implementato degli ottimi motori grafici tridimensionali: Empires non sfugge alla regola. I pregi sono l'ottima versatilità (è infatti possibile zoomare e ruotare la visuale completamente a nostro piacimento fino a vedere i più piccoli particolari delle unità), belle esplosioni e riflessi (l'acqua è stata realizzata molto bene), l'implementazione della fog of war e il design di alcune unità (come, ad esempio, i vascelli marini). I lati negativi sono invece l'eccessiva legnosità di alcune animazioni (guardate ad esempio come camminano i cavalieri medievali nei vari filmati) e la pesantezza del motore che, paragonandolo ad altri che garantiscono a mio parere una qualità leggermente superiore (come quello di Age Of Mythology) trovo eccessiva. Nel complesso per la grafica possiamo, però, dare un giudizio decisamente positivo. Niente che stupisca, invece, dal comparto sonoro: delle varie musiche mi è rimasta in mente soltanto quella del tema principale (epica al punto giusto); intendiamoci: non sono brutte, anzi risultano funzionali al gioco, solo che, una volta spento il computer, non le ricorderete più. Niente da evidenziare neanche per quanto riguarda gli effetti sonori: le solite frasette da RTS (sebbene il doppiaggio dei personaggi francesi sia involontariamente divertente)... Nel complesso senza infamia e senza lode. Piuttosto è necessario spendere due parole su alcuni fastidiosi bug del gioco, il principale dei quali riguarda la funzione di salvataggio: di tanto in tanto capiterà infatti che, quando andrete a salvare la situazione in corso, Empires uscirà a Windows senza memorizzare un bel niente. La cosa risulta notevolmente irritante se non salvate da molto: sarà per questo che gli autosalvataggi sono così frequenti? Ci sono poi bug minori (ma è possibile chiamarli in tal modo?) che causeranno anche questi un ritorno a Windows se cercate di saltare i filmati d'intermezzo o d'introduzione.

L'ALBA DEI NUOVI RTS?

Per quella bisognerà aspettare ancora qualche altro gioco. Chiariamolo subito: nonostante l'idea delle varie epoche, i progetti segreti, gli eroi delle campagne Empires non propone davvero nulla di nuovo che non sia stato già visto nei giochi passati (magari sotto una forma leggermente diversa, ma ugualmente già vista). Mi sto riferendo, in particolare, ai vari Age of Empires e allo stesso Empire Earth (tutti giochi in cui Rick Goodman ha messo lo zampino). E' da lodare il tentativo di legare tutte le missioni di ciascuna campagna con una trama coerente, tuttavia può considerarsi solo parzialmente riuscito: la storia offre notevoli spunti, ma la pesantezza della trattazione (davvero eccessiva la lunghezza di alcune scene animate e di alcuni dialoghi) azzoppa un po' la realizzazione tenendola a debita distanza da quello che, nel campo della trama, può essere considerato il top del settore: Warcraft III. Niente di nuovo sotto il sole, eppure quello che c'è è realizzato discretamente bene: con tutta la miriade di unità, innovazioni, progetti segreti l'incallito player di strategici troverà pane per i suoi denti, anche tenendo conto del fatto che la difficoltà è sufficiente per garantire al titolo un'ottima longevità. E' infatti questa la categoria principale di gamers a cui consiglierei il gioco: coloro che amano gli strategici con un ritmo non troppo veloce, nello stile di Age Of Empires, un'ambientazione storica e che abbiano già finito i "pezzi grossi" presenti in commercio (nella fattispecie Generals, Age of Mythology ed espansioni varie). Per tutti gli altri, soprattutto i novizi degli RTS, consiglio di rivolgersi ai titoli citati precedentemente che rappresentano, senza dubbio, un primo passo ben più appetibile.

7
Ci potevamo aspettare qualcosa di meglio da Rick Goodman? Senza dubbio la risposta è affermativa. E' vero che "squadra che vince non si cambia", ma il genere inizia un po' a puzzare di vecchio. Non basta shakerare una manciata di idee per produrre un gioco innovativo: se infatti è questo che cercate guardatre altrove. Se invece desiderate soltanto un buon strategico, profondo, longevo, simile alla serie delle età di Microsoft, Empires vi garantirà tutto questo. Una volta che riuscirete a resistere al primo impatto, che non è dei più attraenti, i vostri soldi verranno ben ripagati. Per quanto mi riguarda tornerò il prima possibile a giocare con Generals.