Recensione Emperor: Battle for Dune

di Tiscali News
"L'inizio è un periodo delicato. E' l'anno 10191. L'universo conosciuto è governato dall'Imperatore Padishah Shaddam IV, mio padre. In questo tempo la sostanza più preziosa dell'universo è la spezia melange. La spezia allunga la vita, la spezia è fondamentale per i viaggi spaziali. La Gilda Spaziale ed i suoi navigatori, mutati dalla spezia in oltre quattromila anni, usano il gas arancione prodotto dalla spezia che da loro la facoltà di modificare lo spazio. Viaggiare in ogni parte dello spazio senza muoversi. La spezia esiste solo in un pianeta nell'intero universo: un desolato, secco pianeta con enormi deserti. Nascosto tra le rocce di questi deserti vive un popolo, conosciuto col nome di Fremen, che attende da molto tempo l'avversarsi di una profezia, l'arrivo di un uomo, un Messia, che conduca loro alla libertà. Il pianeta è Arrakis, conosciuto anche come... Dune"

DALLE STELLE ALLE CAVERNE

Con queste parole la Principessa Irulan introduceva lo spettatore nel mondo di Dune, il discusso film di David Lynch che nel 1984 portò sui grandi schermi l'omonimo romanzo di Frank Herbert. Il ciclo di Dune costituisce una saga letteraria composta da sei romanzi divenuta famosissima in tutto il mondo e che riscuote un enorme successo ancora oggi nonostante siano passati anni dalla sua prima pubblicazione

Tralasciando la primissima trasposizione videoludica, un'avventura grafica ispirata più al film che al libro, la vera novità arrivò qualche anno dopo, con l'uscita di Dune 2: Battle for Arrakis, che lanciò il genere strategico in tempo reale e diventò un vero fenomeno, riproposto lo scorso anno grazie al rifacimento, Dune 2000

Ad anni da quella prima uscita, arriva sui nostri schermi Emperor: Battle for Dune, ultimo capitolo, firmato Westwood Studios di una delle saghe fantascientifiche più conosciute della storia. Come già l'illustre predecessore, anche questo gioco è uno strategico in tempo reale ambientato, ovviamente, sul desertico Arrakis e, in questo contesto, avrete la possibilità di prendere il comando di una delle tre Case che si contendono il controllo del pianeta: i nobili Atreides, i temibili Harkonnen, e gli insidiosi Ordos. La confezione contiene infatti ben cinque CD-ROM: due per l'installazione e il manuale e uno per ciascuna delle tre fazioni in lotta

Il gioco riprende la struttura classica dei suoi predecessori: una volta scelta la fazione che vi vedrà a capo delle sue truppe dovrete affrontare la campagna missione per missione. Avrete la facoltà di scegliere tra più territori durante la fase di attacco comandando direttamente le truppe dislocate in quella zona, ognuna delle quali presenta un tipo di missione diversa, anche se sostanzialmente si possono ridurre a due tipi: quelle in cui si deve costruire una base vera e propria e dove l'obiettivo è, semplicemente, quello di "ripulire" la zona dai nemici e quella in cui a capo di poche truppe ci si deve infiltrare nel territorio nemico e liberare ostaggi o distruggere obiettivi specifici. Nel primo caso, qualora non fosse disponibile alcuna struttura, dovrete innanzitutto scegliere una piattaforma rocciosa idonea ad accogliere l'edificio di comando, quindi fornire l'energia elettrica attraverso le "trappole a vento", gli enormi generatori eolici che garantiscono alle strutture l'energia necessaria. Una volta assicurato l'approvvigionamento elettrico, dovrete edificare le raffinerie, dalla quali partiranno le "mietitrici" che andranno a raccogliere la spezia, subito trasformata in denaro per poter acquistare nuovi edifici e truppe

Ogni casata ha delle costruzioni e delle truppe specifiche: gli Atreides, per esempio, hanno il vantaggio di avere una fanteria molto forte e leale. Le truppe di terra acquisiscono esperienza ad ogni scontro e i veterani sono in grado di tornare alla base da soli e addestrare le nuove truppe per farle aumentare di grado prima di un effettivo scontro armato. Oltre a questa caratteristica gli Atreides dispongono di un potente lanciamissili, il Minotauro: lento ma devastante. Man mano che si avanza nelle missioni si aggiungono nuove unità che saranno dotate di armi sempre più micidiali, quali il carro Sonico, che sfrutta le onde sonore come arma letale, o i veloci e letali Ornitotteri, aerei leggeri d'attacco. Gli Harkonnen invece sono una casa combattente che ha nella resistenza delle sue truppe il punto di forza. Con i lanciafiamme e i lanciamissili si aprono la strada tra le linee nemiche, mentre con il potente ma lento Devastator fanno piazza pulita degli avversari. Gli Ordos invece sono dotati di un vantaggio non indifferente: le loro truppe sono in grado di rigenerarsi e di curarsi dopo uno scontro a fuoco. L'ingegneria genetica è la scienza meglio sviluppata presso questa Casa, che sfrutta gas tossici per eliminare o prendere il controllo dei nemici. Oltre alle truppe "regolari", esistono alcune unità speciali che appartengono ad altre fazioni, quali la Gilda Spaziale, i Sardaukar imperiali, o i Fremen, i misteriosi nativi del pianeta. Queste unità sono alleate con le varie case e ne prendono le parti

A seconda della fazione con cui sceglierete di affrontare la campagna varierà la trama del gioco e, ovviamente, le missioni che dovrete via via affrontare. E' possibile inoltre giocare delle singole missioni che vi vedranno affrontare le truppe nemiche in battaglie che potrete voi stessi creare

MACCHINE DA GUERRA E DROGHE INTERSTELLARI

Il gioco è accompagnato da splendidi filmati che riprendono le atmosfere create dal regista David Lynch. I Mentat, i computer umani che svolgono le funzioni di consiglieri presso le diverse fazioni, guidano il giocatore nel corso dell'avventura, che ha come scopo finale stabilire chi sarà il nuovo imperatore dell'universo. La grafica di Emperor: Battle for Dune è finalmente tridimensionale: ora potrete vedere le sabbie di Arrakis macchiarsi del sangue di soldati che non sono più semplici bitmap disegnate su uno scenario fisso ma unità poligonali ben caratterizzate. Il livello di dettaglio è molto elevato e si potranno apprezzare i particolari sulle unità e sugli edifici e l'attacco dei vermi della sabbia è divenuto davvero impressionante grazie al rispetto delle proporzioni suggerite dai romanzi di Herbert

Spostandosi sulla mappa è possibile ruotare il punto di vista di 360 gradi e, inoltre, ci si può avvicinare o allontanare dal campo di battaglia per poter seguire al meglio lo svolgersi dell'azione. Gli effetti di illuminazione sono ben realizzati e l'animazione dei mezzi e degli uomini è fluida e convincente. Il disegno delle truppe richiama i dettagli apparsi nel film ed è facile riconoscere il tratto caratteristico delle uniformi Sardaukar o gli elmi luminosi delle tute corazzate Harkonnen. Gli effetti sonori contribuiscono al coinvolgimento generale accompagnando splendidamente l'azione: la voce del computer che asetticamente segnala le perdite, le grida degli uomini e gli innumerevoli suoni presenti nel gioco sono molto realistici, così come di buon livello è la qualità della recitazione nelle scene filmate. L'interfaccia prevede il controllo diretto delle truppe (è possibile selezionare le unità singolarmente o in gruppi) alle quali si può assegnare una destinazione o un obiettivo. Per creare edifici, aggiornare quelli già presenti o creare nuove unità si dovrà interagire con una interfaccia grafica posta sul lato destro dello schermo, che riproduce sotto forma di icone la struttura o l'unità che si desidera creare, mentre l'immagine radar del territorio esplorato, il quantitativo di energia e la spezia immagazzinata completano la serie di informazioni disponibili

L'unico neo che si può rilevare in questo gioco è la quasi totale assenza di novità rispetto al capostipite (uscito quasi dieci anni or sono) per quel che riguarda le truppe e il sistema di gioco in generale. I veri appassionati del genere ne saranno certamente soddisfatti: l'atmosfera è mantenuta intatta ed anzi viene esaltata dalle splendide immagini filmate, mentre il gioco si mantiene al livello delle aspettative che Westwood Studios ha saputo creare tra i fedelissimi appassionati di questo genere di giochi.

L'affetto nei confronti di una saga della grandezza di quella creata da Frank Herbert (successivamente portata alla ribalta dal film di David Lynch) non può che far propendere per un giudizio forse eccessivamente positivo, ma è innegabile che si tratti di un buon gioco, con una buona grafica e un'interfaccia comoda e intuitiva. L'idea che sta alla base di questo titolo, così come la struttura, non presenta particolari novità rispetto al capostipite della saga: l'unica vera svolta è rappresentata dalla grafica tridimensionale. E' un gioco consigliato a tutti coloro che amino il genere, ed è assolutamente impedibile per chi abbia letto ed apprezzato i romanzi di Herbert.