Recensione Egypt II: La profezia di Heliopolis

di Tiscali News
La società transalpina Cryo Interactive continua le sue escursioni nel tempo, tornado per la seconda volta nelle terre dell'antico Egitto.

Attraverso le sue produzioni multimediali di carattere storico, la Cryo ha condotto l'ignaro giocatore tra i luoghi, la cultura e la società delle più antiche e famose popolazioni conosciute.

Atzechi, Pompeiani o addirittura civiltà mitologiche come quella d'Atlantide, sono state ricreati sin nei minimi particolari, ricostruendo le ambientazioni in cui tali popoli diedero vita alle proprie civiltà.

Ma fra tutte le produzioni di carattere storico fino a qui create, sicuramente tra le più riuscite si possono annoverare quelle ambientate durante il regno dei faraoni.

Sicuramente tal elemento deve essere stato preso in seria considerazione dai "capoccioni" della Cryo, quando hanno deciso di creare una nuova avventura ambientata nell'antico Egitto.

BACKGROUND ACCURATO

Tali produzioni che come abbiamo detto in precedenza sono ambientate tra la più antiche civiltà fino ad ora scoperte, pur appartenendo al genere delle avventure, si discostano parecchio dalle caratteristiche tipiche cui fino ad ora, ci hanno abituato i giochi di tale genere.

In primo luogo la maggior parte delle risorse ed attenzioni, sono state impiegate, per ricreare il più fedelmente possibile (nei limiti, ovviamente di quanto fino adesso conosciuto) le ambientazioni, e tutto ciò che hanno caratterizzato le civiltà del passato.

Questo significa che a monte del progetto iniziale vi è un attento studio storico e archeologico, atto ad analizzare a fondo ogni più piccolo dettaglio delle antiche civiltà.

Tutto ciò si traduce in un'ambientazione quanto mai fedele e plausibile rispetto all'originale storico.

Quindi il plot narrativo, in altre parole la trama di gioco "gira intorno" per così dire a tali ricostruzioni storiche.

Potremmo definire la storia come un "contorno" che si sviluppa con lo scopo di mettere in evidenza o meglio esaltare quelle che sono le caratteristiche delle antiche civiltà.

Questa precisazione è doverosa in particolare per coloro che, credendo che si tratti di un'avventura di stampo classico in cui la storia o complicati enigmi sono gli elementi principali, possano rimanere delusi.

Intendiamoci non è che Egypt 2 manchi di una storia o di enigmi particolarmente complessi, solo che questi due elementi non sono così elaborati, come per esempio in un'avventura nel classico stile della Lucas Arts (autori di capolavori assoluti come la serie Monkey Island).

In secondo luogo il gioco è pensato per un bacino d'utenza molto vasto che va da ragazzi in giovane età a persone un po' più grandi, per questo la difficoltà di gioco non può essere troppo elevata, e scoraggiare in questo modo chi non è un esperto del genere.

Il metodo forse più corretto per considerare nell'ottica migliore possibile il gioco, consiste nel percepire lo stesso alla stregua di un libro di storia, meno noioso e con possibilità d'interazioni più elevate.

Non a caso insieme all'avventura è possibile consultare una vera e propria piccola enciclopedia ipertestuale, ricca d'informazioni e d'immagini su tutti i principali aspetti della cultura egizia.

La documentazione è suddivisa in una serie d'argomenti che trattano alcune delle tematiche più importanti della cultura egizia.

Si possono così approfondire le proprie conoscenze in materia di storia egiziana, sull'urbanistica del territorio, costituite dalle case affastellate le une sulle altre della semplice plebe, oppure alle opulente dimore dei più alti funzionari della società, senza dimenticare gli imponenti monumenti, simboli della cultura egiziana.

Gli altri argomenti trattati riguardano in particolare lo sviluppo della cultura egizia, della medicina e il ruolo della donna all'interno della società.

Una particolarità della documentazione allegata, riguarda il fatto che il tutto è stato trascritto nell'ottica dell'eroina del gioco.

Infatti in questa nuova avventura, i programmatori della Cryo hanno scelto come protagonista del gioco proprio una donna.

Una sorta di Lara Croft dell'antico Egitto, forse meno formosa della celeberrima collega ma non per questo meno affascinante.

Solo che in questo caso la forza e l'agilità fisica sono messe in secondo piano, in favore della logica e del raziocinio.La nostra nuova eroina si chiama Nefermaat per gli amici semplicemente Tifet ed è una giovane dottoressa della città di Bubastis (per quanto, possa sembrare strano per una civiltà così antica, le donne in Egitto ricoprivano ruoli di grande importanza).

Un giorno la giovane Tifet ricevette un messaggio dal padre adottivo gravemente malato, in cui egli chiede alla sua unica figlia, di tornare a Helipolis per vederlo prima che sia troppo tardi.

Naturalmente questo è solo l'inizio, in quanto in realtà il padre di Tifet non è l'unico ad essere stato colpito da questo male apparentemente incurabile.

Spetterà al prode giocatore vestire i panni dell'avvenente Tifet e scoprire la causa della malattia che rischia di decimare la popolazione di Helipolis.

Come detto qualche riga più avanti lo svolgersi della trama serve per evidenziare quelle che sono le caratteristiche della cultura egiziana, perciò spesso il giocatore si troverà a dover ragionare su aspetti quali la medicina, il commercio o le relazioni sociali, cosi come si svolgevano nel periodo storico del gioco.

Anche i rompicapi ed enigmi presenti sono stati studiati allo scopo di indurre il giocatore ad assimilare la cultura egizia (per esempio in uno dei primi rompicapi il giocatore dovrà associare correttamente gli dei ai propri simboli).

I luoghi principali in cui si svolgerà la trama sono principalmente quattro: s'inizierà dal disordine del quartiere operaio per proseguire nella magnificenza del tempio di Ra, la casa della vita ed il palazzo del governatore con i suoi suntuosi giardini.

In effetti, i luoghi da visitare non sono molto numerosi, ed inoltre sono composti di un numero di locazioni, utili ai fini del gioco, piuttosto basse e questo non può che riflettersi negativamente sulla durata complessiva del gioco.

Per la ricostruzione dell'antica città di Helipolis, i programmatori della Cryo, come per le altre produzioni, si sono avvalsi della consulenza di veri archeologi che hanno messo a disposizione le proprie competenze per ricreare un ambiente il più possibile credibile.

L'impresa è stata alquanto difficile, in quanto gran parte l'antica città di Helipolis si trova sotto l'attuale Cairo e quindi dal punto di vista archeologico è rimasto ben poco.

Per cui la ricostruzione della città e delle sue opere principali, è avvenuta attraverso gli studi sui resti ancora esistenti delle città, sorte nello stesso periodo o che in qualche modo avessero dei punti in comune.

Ma l'avventura non è l'unico modo per accedere alle locazioni del gioco, infatti, per chi non ha voglia di scervellarsi in astrusi enigmi, i programmatori hanno messo a disposizione un'altra modalità chiamata non a caso esplorazione, che consente per l'appunto di esplorare liberamente ogni singola locazione, svincolati totalmente dalla trama di gioco.

Queste due modalità insieme alla documentazione accessibile singolarmente o all'interno delle due modalità sopra descritte, rappresentano le tre possibilità di accedere al gioco.

Ovviamente tali modalità sono accessibili tramite il menu delle opzioni, visivamente di buona qualità e al tempo stesso semplice da usare.

Cosi come risulta semplice e privo di fronzoli l'interfaccia impiegata durante il gioco.

Con il mouse si compiono tutte le azioni principali nonché la possibilità, cliccando col tasto destro, di accedere all'inventario.

Il cursore di gioco in base alla situazione, può assumere diverse forme che permettono al giocatore di muoversi, prendere o usare un oggetto oppure di parlare con i personaggi del gioco.

Attraverso l'inventario si potranno conservare gli oggetti trovati nei luoghi, utilizzarli, od osservarli più attentamente tramite un'apposita icona a forma d'occhio (indispensabile in alcuni casi per risolvere certi enigmi).

La semplicità dell'interfaccia di gioco permette a chiunque di prendere dimestichezza con i meccanismi di gioco in poco tempo.

Ma dopo aver esaminato gli elementi principali del gioco vediamo come lo stesso si presenta dal punto di grafico e sonoro.

Il motore grafico che gestisce il tutto è l'ormai ultra collaudato Omni 3D.

Questo motore grafico permette, partendo da un'immagine bidimensionale, di ruotare il punto di vista, all'interno dell'immagine, di 360° come se si trattasse di un ambiente tridimensionale.

Il movimento purtroppo e solo "circolare", in quanto quando ci si sposta da un punto all'altro dell'ambiente, semplicemente cambia l'immagine per emulare il movimento.

Il motore grafico rispetto a quello utilizzato nei titoli precedenti non ha subito praticamente nessun mutamento, ereditando gli stessi pregi ma anche gli stessi difetti.

Iniziamo dai pregi, prima di tutto questa tecnica permette di ottenere una qualità visiva degli ambienti molto elevata, quasi fotografica, senza richiedere grosse risorse per girare fluidamente.

Il rovescio della medaglia e dato da un'interazione limitata con l'ambiente circostante.

La limitatezza dell'interazione dipende dall'impossibilità di muoversi liberamente attraverso le locazioni e quindi essere costretti a muoversi su dei percorsi obbligatori.

Spesso tale aspetto in alcuni casi è anche scomodo, poiché a volte per raggiungere per esempio l'uscita di una porta che si trova a brevissima distanza, è necessario in ogni caso compiere un certo numero di passi.

L'altro difetto, che pregiudica non poco la qualità complessiva della grafica, riguarda la tendenza dell'immagine a sgranare quando ci si trova all'aperto o comunque in aree molto vaste.

Un aspetto che invece continua a stupire è sicuramente la rappresentazione scenica delle ambientazioni.

La qualità dagli ambienti, dai più grandi come un monumento a quelli più piccoli è eccezionale, così come, la cura riposta nel ricreare più piccoli oggetti ha del maniacale.

Rispetto ai titoli precedenti, un netto miglioramento s'intravede nei vari filmati d'intermezzo, che ora hanno una risoluzione maggiore rispetto al passato, e dei personaggi del gioco.

Ora il loro aspetto è molto più curato e meno "piatto" rispetto a quanto visto in precedenza (prima sembravano delle sagome di cartone), e sono animati con più grazia.

Molto d'atmosfera e d'ottima qualità le varie colonne sonore che si alternano nel corso del gioco, che prendono spunto dalle melodie e dai suoni del luogo preso in esame.

Eccellenti gli innumerevoli effetti sonori che accompagnano il giocatore rendendo le ambientazioni più "vive".

Dimenticavamo infine, di aggiungere che il gioco è localizzato nella nostra lingua, compreso il doppiaggio delle voci dei personaggi e del piccolo manuale incluso nella confezione di gioco.

Valerio Cossu

E' un gioco interessante. L'ambientazione ricca di fascino e la trama sono buoni attrattori per un pubblico di giocatori che amano l'avventura e la storia. Il sistema grafico e l'interfaccia sono decisamente superati, ma la ricostruzione storica non poteva trovare miglior soluzione che questa. Il sistema di movimento è un po' troppo macchinoso: sarebbe stato utile poter accedere direttamente ad una locazione senza dover passare prima per altre tre o quattro schermate, ma giochi come questi richiedono soprattutto pazienza, capacità d'osservazione ed intuito. E' un buon prodotto consigliato agli amanti dell'avventura grafica, a cui si affianca una buona documentazione storica.