Recensione Ecco the Dolphin: Defender of the Future

di Tiscali News
Nato su Sega Megadrive e protagonista poi di una valida comparsa sullo sfortunato Sega Dreamcast, Ecco è uno dei più singolari protagonisti di videogame dell'ultimo decennio. L'intelligente cetaceo ideato dal team Appaloosa compare per la prima volta su una console non prodotta da Sega, presentandosi su PlayStation 2 con la diretta conversione dell'originale Defender of the Future per Sega Dreamcast. Il passaggio al nuovo habitat avrà giovato al simpatico cetaceo?

PERICOLO DALLO SPAZIO PROFONDO

La trama di Ecco the Dolphin: Defender of the Future, scritta appositamente dall'apprezzato autore di romanzi fantascientifici David Brin, racconta di una lontana civiltà presente sul pianeta terra nell'antichità, in cui umani e delfini vivevano convivendo pacificamente e prosperando grazie ad una avanzatissima tecnologia basata su speciali cristalli senzienti

L'evoluzione tecnologica permise a uomini e cetacei di esplorare il cosmo, in cerca di popolazioni amichevoli: durante uno di questi viaggi di pace entrarono però in contatto con una pericolosa civiltà extraterrestre, ribattezzata "Il Nemico", che decise di attaccare il pianeta Terra. I delfini rimasti sulla Terra costruirono allora un potentissimo cristallo denominato "Il Guardiano", che avvolte l'intero pianeta con un manto di energia protettiva, impedendo l'invasione da parte degli alieni

Secoli più tardi questo scudo fu distrutto dalle navicelle da guerra del Nemico, che frantumarono Il Guardiano in mille pezzi. Secondo una profezia emanata dal Guardiano stesso, l'unico essere in grado di salvare la Terra dalla rovina era un semplice delfino con tre simboli a forma di stella disegnati sul muso: il suo nome era Ecco, il difensore del futuro

UN EROE CON LE PINNE

Ecco the Dolphin: Defender of the Future mette dunque il giocatore nei panni di Ecco, un delfino impegnato a ricostruire il cristallo protettivo che è stato ridotto in frantumi. Basilarmente il gioco può essere considerato come un semplice arcade-adventure di ambientazione acquatica, una specie di Soul Reaver o Shadowman subacqueo. Un videogame abbastanza atipico, dunque, in cui sarà richiesto di esplorare baie e fondali marini in cerca di oggetti e creature di varia natura, combattendo contro una gran quantità di insidie, più o meno naturali

Ecco è in grado di nuotare a varie velocità, proiettarsi rapidamente in avanti per colpire col suo muso (utile per eliminare gran parte dei nemici o per rimuovere ostacoli poco coriacei) e persino spiccare alti balzi sopra la superficie dell'acqua. In quanto delfino, Ecco ha anche bisogno di emergere di tanto in tanto per ripristinare la riserva di ossigeno presente nei suoi polmoni (indicata da una barra nella parte alta dello schermo). Controllare Ecco risulta semplice sin dai primi minuti di gioco grazie ad un sistema di comandi completo e ben studiato e ad una telecamera ottima (modificabile, all'occasione, in un tipo di inquadratura libera)

Colpisce molto il livello di immedesimazione che può colpire i giocatori in Ecco the Dolphin: Defender of the Future: dopo qualche minuto di gioco verrà naturale comportarsi esattamente come un delfino, curiosando fra i fondali marini, compiendo acrobazie fuori dall'acqua e giocando con gli altri animali

FRA PESCI E CRISTALLI

La singolare giocabilità di Ecco the Dolphin: Defender of the Future risiede nella stretta necessità di interagire con la florida fauna subacquea. Ecco avrà infatti a che fare con numerose specie di pesci e cetacei, alcuni amichevoli e altri decisamente ostili

Per comunicare o interagire con altri animali il protagonista fa uso del suo sonar che viene lanciato come un vero e proprio proiettile. Colpendo animali con il sonar si ottengono numerosi differenti effetti: se il "colpo" viene indirizzato su un delfino, per esempio, sarà possibile parlarci

Particolare importanza è ricoperta dalle canzoni che Ecco può imparare durante la sua avventura: queste speciali varianti del sonar permettono di ottenere capacità aggiuntive. La "canzone degli squali" ad esempio consente di stordire per qualche istante i pescecani, permettendo di colpirli agevolmente o di fuggire, mentre la "canzone delle testuggini" fa in modo che le amichevoli tartarughe marine seguano il protagonista

Imparare ad utilizzare al meglio le canzoni e le abilità di Ecco è la chiave per proseguire nel gioco, ma allo stesso tempo può essere uno dei suoi maggiori difetti: capire bene come procedere infatti può spesso risultare difficile, spingendo il giocatore a trascorrere molto tempo in esperimenti di dubbia utilità. Fortunatamente la versione PlayStation 2 comprende una nuova tipologia di cristalli (assenti nell'edizione per Dreamcast) che, una volta interrogati tramite il sonar, forniscono chiari indizi su come proseguire nel gioco, unitamente ad una nuova funzione di puntamento automatico del prossimo obiettivo utile. Mantenendo premuto il pulsante del sonar è anche possibile richiamare una dettagliata mappa della zona circostante. L'inserimento di tutti questi aiuti aggiuntivi rende il gioco più accessibile, ma allo stesso tempo rischia di ridurre la longevità a poche ore di divertimento subacqueo. Una citazione speciale va rivolta ai branchi di pesce che si possono trovare nel mare: Ecco può infatti nutrirsi di pesci di piccole dimensioni, badando bene però alla loro specie poiché se alcuni permettono di ripristinare parte della sua energia vitale o di curare avvelenamenti, altri tipi di pesce potrebbero a loro volta avvelenare Ecco o magari stordirlo

SCAMBIO DI TECNOLOGIE

Il passaggio da Dreamcast a PlayStation 2 non ha portato grandi sconvolgimenti nel gioco, ne a livello di struttura e neppure a livello di realizzazione tecnica. L'uso di entrambe le levette analogiche del Dual Shock 2 ha consentito una struttura dei comandi più comoda e meglio distribuita sul pad. Parlando invece dell'aspetto grafico, la versione PlayStation 2 sembra in qualche modo regredita, presentando una definizione grafica meno brillante a causa di una scelta dei colori apparentemente ridotta (riscontrabile ad esempio su molte ombreggiature dello stesso Ecco) e una qualità delle texture generalmente inferiore. Anche il campo visivo, già non vastissimo nella versione Dreamcast, appare lievemente più limitato, mentre la fluidità dell'azione è effettivamente l'unico aspetto che ha subito netti miglioramenti in questa edizione per PlayStation 2

In generale, la grafica appare comunque gradevole sebbene non all'altezza di titoli esteticamente più evoluti disponibili sulla console Sony. Assolutamente eccellente è invece il sonoro del gioco, composto da Tim Follins (storico compositore di musiche per videogame) e caratterizzato da melodie in stile new-age molto rilassanti e perfettamente calzanti col ritmo del gioco. La versione PAL di Ecco the Dolphin: Defender of the Future comprende un selettore per la modalità grafica (a 50 o 60 Hz) e una gradevole traduzione in italiano (solamente sottotitoli).

7
Anche su PlayStation 2 Ecco the Dolphin: Defender of the Future mantiene tutte le caratteristiche che hanno portato ad amare o odiare l'edizione originale per Dreamcast. Si tratta di un videogame profondo (no, non è una battuta!), capace di coinvolgere il giocatore nel suo denso schema di gioco, ma che allo stesso tempo potrebbe annoiare ben presto gli utenti a causa di una certa lentezza nell'azione. Non è dunque un videogame per tutti i palati, per cui è altamente consigliabile una sessione di prova prima di procedere all'acquisto. Si tratta comunque di una bella esperienza videoludica che saprà probabilmente farsi amare dai giocatori in cerca di qualcosa di nuovo e bizzarro.