Recensione EA Sports Supercross

di Tiscali News
La linea sportiva della Electronic Arts è, ormai, talmente vasta (e i team di programmazione talmente numerosi) da potersi permettere di abbracciare sport considerati di nicchia (sebbene trendy) come il motocross. Questa serie Supercross, di cui stiamo recensendo la seconda edizione, è un titolo sicuramente curioso. Pochi giochi, finora, si sono cimentati con questa disciplina, e molti lo hanno fatto solo per avere una modalità di riserva, in aggiunta alle classiche competizioni su strada

IL CLASSICO CHE NON TI ASPETTI

Parafrasando una nota pubblicità, potremmo affermare che Supercross è solo in parte il classico gioco della serie sport Electronic Arts. L'impostazione del software, lo stile grafico e le opzioni disponibili seguono un copione già visto per tanti altri titoli della casa americana, ma in realtà il nocciolo del gioco è una sorpresa, una miscela inusuale tra elementi arcade e simulazione. Il menu iniziale di Supercross si fregia di quelle opzioni che abbiamo già visto, invariabilmente, dalla simulazione di hockey a quella di calcio targate EA: partita rapida, campionato a 16 piste per uno o due giocatori, modalità freestyle per acrobazie motorizzate, allenamento e creazione di un atleta personalizzato (il tutto espresso in inglese, dato che il gioco non ha usufruito di una traduzione completa). Inizialmente, come accade di solito nella serie EA Sports, il livello di gioco è regolato su Beginner, ovvero la modalità, semplificata all'estremo, in cui anche una schiappa può diventare un campione. Possiamo spostare il livello da Rookie (nuova leva) fino a Pro (professionista), ma, eccezionalmente, questo non modifica la natura del gameplay e non aggiunge più elementi simulativi di quelli presenti fin dall'inizio nel gioco. Sì, perché la formula di Supercross è stata studiata in modo da essere una ricetta perfettamente bilanciata di elementi arcade e simulativi, senza illudersi di raggiungere un preciso modello simulativo, ma mirando solamente alla giocabilità. I comandi enfatizzano elementi marginali o, addirittura, ininfluenti nel campo dei giochi di guida, ma molto importanti nel motocross, come la possibilità di poggiare a terra i piedi per sterzare repentinamente a novanta gradi, oppure la sgasata improvvisa (chiamata power clutch) che serve a partire di scatto o a saltare con più sprint sulle rampe. Gli elementi considerati fondamentali nelle simulazioni, come l'accelerazione e la frenata, qui sono relegati a un ruolo secondario: la manetta, in pratica, si può anche tenere premuta continuamente, tanto sembra essere regolata in modo da fornirci, automaticamente, una velocità media che non si rivela mai eccessiva

Per questo motivo il freno è praticamente inutile, se si escludono le rapide decelerazioni in prossimità delle curve, dove però di solito si arriva volando piuttosto che con le ruote saldamente piazzate al suolo. Il fatto che due variabili come il freno e l'accelerazione siano praticamente ininfluenti sul gameplay potrebbe far pensare a un modello di gioco troppo semplificato, ma in realtà Electronic Arts ha fatto la scelta migliore, focalizzando l'attenzione del giocatore sul power clutch, le derapate col piede poggiato a terra in curva e l'angolo di decollo della moto sulle collinette, ovvero tre elementi chiave che restituiscono bene il feeling di questo sport, ripetitivo, è vero, battagliero, sicuramente, ma anche affascinante, in questa ricerca continua del salto perfetto, del giro privo di errori. L'omogeneizzazione della velocità dei contendenti fa in modo che non si creino spazi troppo grandi fra i competitori, in questo modo i capovolgimenti di fronte sono sempre una possibilità concreta, mentre la semplicità del gameplay ci permette di focalizzare l'attenzione su poche strategie chiave sulle quali spendere la nostra attenzione senza minare la nostra esperienza ludica con calcoli troppo cervellotici e privi di spontaneità

Il gameplay di Supercross è, in altre parole, molto epidermico, conta molto l'istinto e il nostro feeling con la motocicletta: non è guardando il livello di carica del power clutch che otterremo i risultati migliori sulle dune o sulle rampe, non ne abbiamo modo né tempo, ma se ci accorgiamo ad occhio dell'accelerazione potremo sfruttare al massimo questa funzione, e vincere così le gare

FRAMERATE IN SOSTA AI BOX

Ma come si comporta Supercross a livello di grafica? Il responso è: visuali discrete, framerate migliorabile. Il gioco vanta un buon livello di dettaglio, sia per ciò che concerne le piste, definite fino nei particolari dei piccoli guardrail in curva, che per le moto, che possono raggiungere un'elevata concentrazione sullo schermo senza che l'aggiornamento a video abbia a risentirne in modo evidente. Ma il framerate, questo grande malato dei giochi Electronic Arts, anche in Supercross non è ottimale come vorremmo che fosse. Ormai sembra che lo standard acquisito per la EA siano i trenta fotogrammi al secondo, quando non scende al di sotto di questo limite per problemi tecnici

Anche Supercross si attiene a questa regola, e nulla può toglierci dalla mente che i giochi di guida in genere necessitino in modo viscerale di un aggiornamento più solido, per trasmettere meglio la sensazione di velocità. Sarebbe stato meglio avere qualche poligono in meno in pista o sulle moto, piuttosto che rassegnarsi a un framerate da 30 fotogrammi in giù, ma evidentemente Electronic Arts non deve pensarla così. Le cose migliorano nella modalità freestyle (dove il nostro motociclista è l'unico competitore in campo) ma, certo, sarebbe stato meglio disporre di questa fluidità in pista, dove spesso, ingannati da leggero scatto, si rischia di finire contromano per una sterzata troppo repentina

PER MOLTI, MA NON PER TUTTI

Per chi è attento agli investimenti, Supercross ha una longevità discreta, ma non al livello di altri giochi sportivi e/o di corse. Fondamentalmente le due principali modalità disponibili sono il campionato e il motocross acrobatico: mentre nel campionato, nonostante le sedici piste, l'azione a grandi linee cambia molto poco, il freestyle prova a trasferire sul motocross il gameplay e il feeling di titoli come Tony Hawk e Grind Session, dimenticando che ci troviamo al comando di una moto e non di uno skate. Per questo le acrobazie aeree a gambe divaricate sembrano un po' ridicole e, in generale, la modalità freestyle risulta poco interessante proprio per questa sua mancanza di regole

Il vero punto debole di Supercross sono le moto, una uguale all'altra, e la mancanza di un numero ragionevole di segreti da sbloccare. Abbiamo sì una ventina di piloti realmente esistenti tra cui scegliere, ma le differenze sembrano esaurirsi nella biografia di questi personaggi. Discreto l'aspetto sonoro del gioco, con una soundtrack tendente all'hip-hop che piacerà agli amanti del genere e una telecronaca (in inglese) che rafforza il realismo della scenografia, nonostante la ripetitività, mentre gli effetti metteranno d'accordo tutti per il loro realismo. EA Supercross, quindi, pur tra le limitazioni di una disciplina così di nicchia, riesce a divertire grazie a un gameplay ben bilanciato ed intrigante, che invita a giocare una volta ancora. La longevità dovrebbe attestarsi intorno alla media, ma anche così sarebbe meglio che a comprarlo fossero solo gli amanti di questo sport, per una certa monotonia insita nell'azione.

EA Supercross è il classico titolo della serie EA Sports che non ti aspetti. A dispetto della negativa impressione iniziale, dovuta a un'interfaccia ormai standardizzata e a qualche incertezza di troppo nel framerate, il gioco rivela un gameplay dalla qualità inattesa, frutto certamente di una pianificazione ben ponderata sugli aspetti da integrare o meno nel gioco. Supercross non è una simulazione: il vostro motociclista rimane magicamente in pista anche se guida di traverso su una rampa, e i frontali con il guardrail si risolvono in un improvviso rimbalzo con una perdita di velocità quasi nulla, però si sbaglierebbe a valutarlo malamente solo per questo. In realtà è un buon arcade che spinge il giocatore a tornare grazie a un intrigante sistema di controllo. Visuali discrete, sebbene un po' sofferenti nel framerate, una longevità sufficiente, ma non elevata, e un reparto sonoro hip-hop con effetti molto adeguati completano il quadro. Supercross è un gioco che risulta adatto agli amanti del motocross, agli altri consigliamo di provarlo senza nutrire aspettative esagerate: dopotutto Supercross si ispira a titoli come Ridge Racer, e se cercate un titolo di guida arcade è sempre alla saga della Namco che dovete fare riferimento.