Recensione Dynasty Warriors 6 Empires

KOEI ci guida ancora alla conquista della Cina

di Tommaso Alisonno
Per i suoi fan, la saga di Dynasty Warriors non necessita di particolari introduzioni; per tutti gli altri, ricorderemo solo che si tratta essenzialmente di una serie di giochi in cui il giocatore rivive le battaglie narrate nel “Romanzo dei tre Regni” (romanzo epico ambientato in un periodo della storia cinese che occupa circa un secolo a partire dal 150 DC - una sorta di Iliade orientale, insomma) interpretando uno dei generali, o eroi, che l'hanno vissuta. Chiave di volta dell'intero filone, poi applicato anche ad altri contesti, è il fatto che il giocatore guidi un combattente in grado di abbattere da solo anche migliaia di nemici in un singolo scenario.

Gli spin-off della saga contrassegnati dal termine “Empires”, come il gioco che andiamo ad analizzare, allontanano l'attenzione dalle vicende private degli eroi succitati (Cao Cao, Liu Bei, Guan Yu, Sun Ce, Lu Bu, Zhang Liao e tanti altri dai nomi quasi impronunciabili per noi occidentali) ponendo invece il focus sugli aspetti strategici. Se nella serie DW “standard” sceglieremo un personaggio e rivivremo la sua storia più o meno così com'è nel romanzo, in questo genere di Spin-Off avremo invece a disposizione una mappa strategica della Cina dove programmare e condurre le battaglie secondo nuovi copioni. Ma cominciamo dal principio.

Una volta scelta la difficoltà tra ben cinque livelli, potremo selezionare lo scenario, ossia la situazione politica iniziale: sono presenti quattro “momenti storici” preimpostati, oppure è possibile avere la disposizione totalmente causale dei governanti e dei generali. Indi si passerà alla scelta del nostro alter-ego tra gli eroi, gli ufficiali comuni o addirittura i personaggi creati con l'apposito editor, e qui i giocatori esperti si troveranno di fronte alla prima innovazione: DW6E presenta infatti due modalità di gioco distinte, vale a dire quella “Governante” e quella “Ufficiale”.

Nel primo caso, il personaggio scelto è a capo di un esercito e governa alcuni territori (i governanti sono preimpostati nelle partite a scenario storico), con tanto di generali al seguito. In questa modalità il gioco non si discosta eccessivamente dagli altri Empires, in quanto avremo il potere di decidere quando e chi attaccare, quali forze schierare in battaglia e come investire le nostre risorse. Queste ultime saranno individuate, oltre che da elementi venali come denaro e gemme, da alcuni “punti risorsa” investibili per attivare delle abilità speciali offerte dai generali, e rappresentate nel gioco da alcune carte artisticamente molto gradevoli. È abbastanza intuibile come i punti risorsa tendano ad aumentare con la dimensione del nostro regno.

In modalità “Ufficiale”, invece, il gioco, pur mantenendo un obbiettivo di conquista totale, strizza considerevolmente l'occhio agli altri spin-off della saga: la serie Xtreme Legends. Il nostro personaggio potrà mettersi al servizio di qualsiasi governante vi aggradi, e da questo riceverà gli ordini di consegna sulle missioni di difesa, conquista e quant'altro: per quanto man mano che saliamo nelle grazie del nostro signore avremo sempre più voce nel consiglio trimestrale, l'ultima parola spetterà comunque al sire; potremo comunque alternare queste incombenze con missioni da “mercenario” che frutteranno comunque ricchezze e altri bonus. Inoltre, un Ufficiale potrà stringere amicizie con altri personaggi che lo seguiranno fedelmente in ogni sua scelta.

La cosa più interessante del titolo è la possibilità offerta al giocatore di passare più o meno interrottamente da una modalità all'altra: un Governante, ad esempio, in qualsiasi momento può abbandonare il comando e tornare ad essere un Ufficiale girovago, offrendo magari poi i suoi servigi a quello che prima era il suo peggior nemico, mentre viceversa un Ufficiale potrebbe guidare una rivolta per rovesciare un Governante e assumere il comando, oltre che compiere altre azioni infami come disertare nel bel mezzo della battaglia e schierarsi col nemico. Le possibilità sono vaste e varie, come più vi aggrada e diverte.

La realizzazione grafica parte ovviamente dall'originale DW6, che però è tristemente noto come titolo affetto da rallentamenti più che occasionali, soprattutto nella versione PS3. Fortunatamente gli sviluppatori della KOEI hanno dedicato la giusta attenzione al problema, tanto che al risultato attuale il motore sembra finalmente girare senza problemi. È però doveroso notare anche che, tra gli altri interventi, è stato anche necessario ridurre un po' il raggio entro cui vengono visualizzare le truppe nemiche: il gameplaying non ne risente, se non forse un po' in split screen, ma naturalmente il colpo d'occhio un po' si.

Il risultato è comunque nel complesso più gradevole di quello precedente.

Niente da eccepire per quanto riguarda il sonoro: non solo potrete selezionare volta per volta la musica che vi terrà compagnia durante la battaglia (lista tra l'altro espandibile scaricando gratuitamente le tracce extra dal PSN), ma anche il parco doppiaggi si è decisamente espanso - basti pensare che ogni personaggio può essere sia Ufficiale sia Governante, più le voci modulabili dei personaggi creati con l'Editor. Quello che è un po' limitato sono i filmati: oltre all'introduzione in CG avrete soltanto il finale in RT. L'intero gioco è unicamente in lingua Inglese.

Il sistema di battaglia è essenzialmente lo stesso del DW6 di base, ossia combo ininterrotte di attacchi rapidi o potenti più indicatore del “Musou” che si carica e si utilizza per le mosse in invulnerabilità. L'indicatore del “Renbu” è sparito ed ora la lunghezza e varietà delle combo è legata unicamente allo sviluppo dell'arma equipaggiata, su cui tra l'altro andranno inoltre applicati gli upgrade per ottenere bonus o attacchi speciali. Lo sviluppo dei personaggi è stato unificato in un albero uguale per tutti di appena 13 skill tra l'altro non indispensabili (ma comunque utili).

La commistione tra le due modalità di gioco è tale che passare dall'una all'altra è piuttosto divertente, soprattutto le prime volte che ve ne capiterà l'occasione.

Prese separatamente, però, le modalità dimostrano qualche incertezza: come Governante, ad esempio, non troverete a vostra disposizione grandi scelta strategiche, se non quella di attaccare quando siete in forze o di temporeggiare quando scarseggiate di truppe. Il sistema delle “carte” è simpatico, ma visto che ogni mese avrete a disposizione praticamente sempre le stesse - una per ogni ufficiale più una scelta casualmente - nella maggior parte dei casi fare scelte essenzialmente simili. È un vero peccato, visto che altri titoli della saga (SW2E su tutti) ci avevano abituato a ben altre possibilità.

Come Ufficiale, invece, soffrirete probabilmente un po' di “impotenza bellica”, nel senso che di norma svolgerete una missione di conquista mediamente ogni tre mesi, col risultato che la mappa politica ristagna e il gioco si allunga. È pur vero che avrete a disposizione un gran numero di missioni “mercenario”, i cui premi saranno decisamente utili nelle successive battaglie, ma alla lunga perderete non poco di vista l'obiettivo finale.

L'ultima perplessità che abbiamo ricevuto giocando a DW6E è relativa al MultiPlayer: un amico potrà darvi man forte in split-screen cooperativo durante qualsiasi missione, ma visto che la scelta del secondo personaggio è limitata dal rooster degli ufficiali affiliati a volte dovrete ricorrere a trucchi e alchimie strane per poter avere ciascuno in mano il personaggio desiderato. Inoltre, giocando in co-op la difficoltà avrà un rilevante incremento, il ché può essere veramente pericoloso coi personaggi non pompati. Infine, mancano totalmente delle modalità di gioco in sfida, e con esse la possibilità di gioco online: è un vero peccato, visto che avevamo sperato che con DWGundam2 gli sviluppatori avessero finalmente abbracciato il mondo di internet.

È innegabile però che ancora una volta KOEI stia cercando di portare una ventata di innovazione alla sua serie sovrana, da sempre criticata per la sua ripetitività. in questo DW6E si incontrano elementi degli altri Empires, degli Xtreme Legends e - perché no? - del peculiare Strikeforce visto su PSP (parliamo dell'impiego delle gemme e delle missioni mercenarie). Certo, l'esperienza di gioco di base è sempre la stessa, ovvero “picchia tutti e conquista tutto”, ma per i fan della serie questo non è un problema. Ma visto che dopo averlo terminato quattro o cinque volte, intervallando Governante ed Ufficiale ed incrementando progressivamente la difficoltà, probabilmente lo metterete da parte per un po', ci aspettiamo ancora qualcosa di più per il futuro...

7
È oramai appurato che KOEI cerca costantemente di portare una ventata di novità nella sua serie principe, e in questo Dynasty Warriors 6 Empires cerca di far confluire l'esperienza acquisita attraverso altri esperimenti, basandosi non solo sugli Spin-Off Empires ma anche sugli Xtreme Legends e Strikeforce, il tutto senza però snaturare di una virgola l'esperienza di gioco. Il risultato è un titolo eclettico, giocabile in due modalità distinte eppure completamente interscambiabili, ricco di missioni extra e non scevro di chicche interessanti, anche se forse ancora un bel po' migliorabile. Uniche perplessità: i picchi di difficoltà in MultiPlayer locale e la mancanza di modalità online...