Recensione Doom Collector Edition

di Tommaso Alisonno

UN TUFFO NEL PASSATO

Sono passati circa dieci anni da quando John Carmack, Jhon Romero, American McGee ed altri ancora si gettarono, dietro il nome di IdSoftware, nella creazione di un nuovo gioco, il cui roboante titolo sarebbe stato "DESTINO" (o "SENTENZA" o "CONDANNA", a seconda della traduzione, ma rigorosamente MAIUSCOLO).

Come realizzarlo? Beh, una buona dose di armi di svariata potenza, una tonnellata di demoni cattivi e pericolosi, alcuni livelli claustrofobici con un motore in soggettiva e la prima missione (Demo) fu subito pronta... le altre tre arrivarono in poco tempo.

Cosa c'era di strano, direte voi? Beh, c'è di strano che prima di quel gioco c'era stato solo Wolfenstein3D, il quale per quanto fosse mitico era anche estremamente ripetitivo, con solo 3 armi (che usavano tutte le stesse munizioni) e nazisti come unici nemici (a cui si aggiungevano una manciata di Boss per le varie missioni).

DOOM fu immediatamente un successo: la possibilità di imbracciare numerose armi, la varietà delle ambientazioni, delle mappe (finalmente a livelli sfalsati), dei mostri e, sostanzialmente il livello tecnico raggiunto segnarono l'inizio di una nuova era videoludica. Con DOOM, inoltre, per la prima volta (con un'apposita patch) faceva la sua comparsa il MultyPlayer, sottoforma di DeathMatch.

Passò poco tempo prima che il seguito, DOOM2, facesse la sua comparsa nei negozi, ad il successo si ripeté. Quando poi vennero rilasciati anche i livelli aggiuntivi di quest'ultimo, sotto il nome di FinalDOOM, la consacrazione a mito fu sancita in eterno.

Certo: al giorno d'oggi la tecnologia ci fa sorridere al pensiero di quei mostri bidimensionali e pixellosi, di quei livelli "piatti" e dalle texture applicate alla meno peggio... ma DOOM era il titolo destinato a fare storia! DOOM era il gioco che avrebbe dato seriamente il via alla grande lotta sul mercato degli FPS. DOOM era destinato... ad essere il DESTINO!

Mai titolo fu più azzeccato: DOOM è DOOM!!!

PIANO DELL'OPERA

La nuova Collector Ediction di DOOM che la Id ha realizzato per ingannare l'attesa di DOOM3 contiene tutto ciò che concerne DOOM, vale a dire il primo episodio in versione Ultimate (tutte le missioni e tutte le patch, compresa l'abilitazione del DeathMatch), il bellissimo secondo episodio e i difficilissimi Mission pack "Plutonia" e "TNT" del Final.

Per chi ancora non lo sapesse, tutti i giochi sono FPS, vale a dire che il nostro protagonista dovrà farsi strada tra orde di cattivoni massacrandoli a colpi di pistola, shotgun, doppietta, mitragliatrice ed altre armi ancora (tra cui la famosissima Motosega) alla ricerca della nascostissima Uscita del livello, cercando nel contempo di trovare più zone segrete possibile (questo giusto per soddisfazione personale). Nel suo girovagare, oltre ai demoni più impensabili, troverà numerosi power-ups, tra cui i più comuni saranno munizioni e medikit, fino ad arrivare a invulnerabilità o invisibilità temporanee. Il tutto visualizzato da una grafica in soggettiva che, al tempo, rappresentava il non plus ultra del 3D in texture mapping.

Il primo DOOM è composto da 4 missioni da 9 livelli ciascuna, il secondo da una di 32 livelli e il Final da altre 2 da 32 cadauna. In totale, la Collector Ediction ci offre la bellezza di 132 livelli sull'unghia... Pochi?

IL PROFILO TECNICO

Il motore grafico di DOOM è una diretta evoluzione di quello di Wolfenstein3D, vale a dire un Finto3D. Questo significa che le mappe non sono costruite da solidi assemblati nelle tre dimensioni, ma bensì da "settori" affiancati tra loro su una griglia bidimensionale. Il protagonista si muove all'interno di questa mappa bidimensionale, e vari parametri (altezza del pavimento e del soffitto, texture delle pareti, posizione dei mostri eccetera) permettono al compilatore di ricreare la "illusione" di un ambiente 3D. è inutile dire che rispetto ad un 3D reale questo comporta non pochi problemi: innanzitutto, i settori non possono essere sovrapposti, e pertanto non è possibile fare ponti sospesi (bisognerà attendere il motore modificato di DukeNukem3D per avere le sprite orizzontali e una falsariga di sovrapposizione); in secondo luogo, le armi, i power-up e tutti gli elementi non facenti parte della mappa (compresi i mostri) risultano essere degli sprite bidimensionali, che se statici presentano sempre la stessa faccia, e se dinamici mostrano ciclicamente un numero limitato di frame. Inoltre, questi sprite sgranano terribilmente quando ci si avvicina, mostrando tutti i loro pixel. La risoluzione, infine, è fissata in 320x200, 320x240, 640x400 o 640x480 (giocabile in finestra o full-screen).

Certo, se DOOM uscisse oggi questa grafica sarebbe a dir poco patetica, ma dieci anni fa era veramente un capolavoro, specie considerando il fatto che gli acceleratori 3D non esistevano (il primo serio fu il mitico 3DFX Voodoo) e che in sostanza questo metodo è bidimensionale.

La musica, analogamente, dovendo fare i conti con le limitate risorse dell'epoca, è composta di MIDI con un limitato numero di canali e strumenti... ma se fate i conti che quando si sentì parlare per la prima volta di DOOM quasi tutti campavano ancora col PC-Speaker (la SoundBlaster era un lusso!) capirete che sarebbe stato futile, oltre che oneroso in termini di spazio sui microscopici HD dell'epoca (parliamo di massimo 40 MB...), realizzare brani più complessi. Gli effetti sonori, almeno quelli, anche se a basso campionamento rimangono ottimi: da questo punto di vista, la tecnologia non è cambiata talmente tanto da rendere un WAV inutilizzabile...

MULTIPLAYER

DOOM è stato il primo gioco ad ospitare il DeathMatch: all'epoca non era semplice come oggi impostare un collegamento (addirittura bisognava lanciare il gioco con un EXE apposito!), e meno che mai una rete. Internet, poi, era quasi fantascienza. Morale della favola, se non si aveva la fortuna di potersi connettere tramite cavo null-modem seriale, si poteva usufruire di una connessione diretta via Modem pur di sfidare un amico (e solo uno!) ad un appassionante DeathMatch. Eppure, migliaia di persone le hanno fatto, persino con modem a 14k...

PER FINIRE

È dura terminare un articolo su DOOM, ma sarebbe altrettanto dura continuarlo: ci sarebbero tante cose da dire su questo splendido titolo ed i suoi fantastici seguiti, ma bisogna fare i conti col fatto che hanno l'età che hanno, e pertanto bisogna accettare il fatto che, per quanto splendidi, appartengono al passato. "Largo ai giovani", diceva quello...

Beh, spero comunque che nessuno se ne vorrà a male se, tra una partita a Black&White e un giro sul Forum, mi capiterà talvolta di fare un paio di livelli di DOOM, che ne dite? Posso garantirvi che, per quanto siano passati 10 anni, ne vale veramente la pena!!!

A quando DOOM3?

9
Chi non conosce questo titolo? Senza voler togliere niente a Wolfenstein3D, vero capostipite del genere, è innegabile che Doom sia stato il gioco che ha dato il via alla cultura degli FPS. Penso che ogni giocatore dovrebbe sentirsi obbligato perlomeno a provarlo se vuole veramente definirsi un "Vero Videogiocatore Completo". Lasciate perdere l'apparenza dell'età: questo gioco è innegabilmente un capolavoro di tutti i tempi!!!