Recensione Dishonored

"Sei andato incontro al tuo destino ..."

di Simone Rampazzi
Le strade di Dunwall sono in tumulto. La città, un tempo fiorente, adesso deve affrontare il male peggiore che gli potesse capitare ... la Peste. Nera, infetta, pronta a corrompere tutto ciò che incontra sul suo cammino, l'anima per prima. Ed è proprio questa corruzione che fa da padrona, su un palco infuocato macchiato rosso vermiglio, per una tragedia (eh si, il morto scappa spesso per queste strade) dai contorni decisamente shakespeariani, delineando con estrema parsimonia, un protagonista enigmatico dalle mille risorse, un equipe di antagonisti esemplari ed una serie di personaggi ausiliari che fanno da sfondo ad una scenografia decisamente appassionante e ricca di suspense.

Corvo Attano, ex Protettore Reale, assiste in diretta all'omicidio dell'Imperatrice del regno di Dunwall. Inerme e spaesato dal ritmo frenetico di questi eventi tragici, il nostro protagonista si ritrova poco dopo in una sala interrogatori, pronto a realizzare (suo malgrado) la triste verità. Un colpo di stato, progettato a menadito da un antagonista che si sviscera in più maschere disegnando una vicenda fatta di complotti, omicidi e prese di potere dove il “disonorato” dovrà riconquistare l'onore perduto, visto il suo ruolo di capro espiatorio costretto ad accollarsi la responsabilità dell'accaduto, facendosi strada tra nuovi e vecchi nemici per stanare i veri responsabili di questi infausti eventi.

Dishonored è un titolo decisamente singolare. Giocarlo ci ha fatto rivivere in un flash-back di un bel po' di anni, vista l'interfaccia e lo stile di gioco decisamente simili alle precedenti offerte delle software house, come Dark Messiah of Might & Magic o l'intramontabile Bioshock 2. Uniti in un progetto congiunto che difficilmente può cadere nello scaffale del dimenticatoio, la Bethesda Softworks e la Arkane Studios tirano fuori dal cilindro un lavoro certosino, che fonde con estrema sapienza un avventura fps dai tratti decisamente action con un gioco stealth strategico e pianificatore. Il bello di questo titolo è la possibilità di scegliere.

Corvo è un essere malleabile come la creta, elemento che riesce a convogliare persone diverse con diversi stili di gioco. Starà quindi nostra cura scegliere il metodo più pratico, facendo attenzione al particolare (saremo avvisati anche all'inizio del gioco) che ogni azione corrisponde ad una reazione, ovvero, quindi, un approccio più violento porterà ad un finale più tenebroso, mentre un approccio più “soft” volto alla salvaguardia delle vite umane porterà ad un finale più splendente. A seconda di come completeremo le missioni riceveremo dei punti che, una volta riassunti in una pratica schermata a fine partita, dovremo fare attenzione alla voce Caos, ed agli oggetti extra trovati qui e in là per la porzione di Dunwall interessata dalla missione. Ma non preoccupatevi, prima di vederne uno dei finali progettati per noi, ci vorranno almeno una quindicina di ore, considerando come extra le ore in più per completare il gioco senza essere scoperti oppure senza dare troppo nell'occhio, macchiandoci le mani solo in nome della giustizia.

Un tutorial completo ci aiuta da subito ad impratichirci con i comandi, senza lasciare nessuna voce sottointesa. La combinazione dei tasti è decisamente standard e riuscirà a mettere a proprio agio qualsiasi giocatore (compreso il neofita), mentre gli avvezzi del caro calcolatore troveranno i comandi familiari e facilmente assimilabili. Curiose le abilità e l'equipaggiamento del nostro protagonista, che oltre a vestire i panni di un letale assassino, avrà persino a disposizione un piccolo set di armi da fuoco, modificabili grazie all'aiuto di Piero (eh si, il mitico Piero!) un caro vecchietto eccentrico che ci fornirà munizioni e modifiche come caricatori più capienti, proiettili diversi o semplicemente mirini stabilizzatori (inoltre la cara maschera che potete ammirare su qualsiasi poster riguardi il gioco è proprio fabbricata da quest'ultimo).

Messo da parte il freddo acciaio, Corvo potrà contare sull'aiuto di un'entità “esterna”, chiamata appunto l'Esterno (bel gioco di parole), il quale ci fornirà un marchio a fuoco sulla mano, data la propria eccentricità nel mostrarsi a pochi adepti, oltre a delle capacità magiche, in grado di farci compiere spostamenti nell'etere, possessioni di essere umani o animali e, all'occorrenza, evocare un branco di ratti decisamente affamati per uccidere qualcuno o farne “sparire” semplicemente il corpo. Questa dualità così forte tra occulto e tecnologia è riuscita a farci addentrare con più passione all'interno di una trama così ricca di misticismo, dove viene sottolineata l'importanza, seppur minimale (come quella di un battito d'ali di una farfalla..) di una serie di azioni che compongono, nel totale, un destino ben congeniato e certamente appagante nel finale.

 

 

Tornando invece alle abilità, la combinazione di queste due possibilità (ferro e magia) rende Corvo un nemico temibile a tutti gli effetti. A meno che non vogliate traslare il vostro corpo in lungo e in largo, approfittando delle varie possibilità la mappa ci mette a disposizione per sopravvivere ed evitare qualsiasi tipo di scontro, volto alla salvaguardia di vite umane, potremo mischiare magia ed armi per diventare un vero simulacro di morte. Per sbloccare le seguenti abilità, sarà importante ricercare delle rune fatte con ossa di balena, reperti magici di questa religione ormai considerata profana che, una volta raccolto un certo quantitativo, ci permetteranno non solo di acquistarle, ma anche di migliorarle (fino ad un massimo di due punti per un massimo di 8 abilità, tra attive e passive).

Graficamente il gioco è superbo. Impostato all'ennesima potenza ci regala giochi di luce affascinanti, riflessi sugli specchi d'acqua decisamente mozzafiato e alcuni scorci della città che riusciranno a sorprendere anche le coppiette più romantiche. Dunwall, città che una volta era fiorente, oggi si mostra con un aspetto decadente, colpa della peste e degli appestati, che riempiono come un fiume in piena non solo le strade ma anche i vari cunicoli delle fogne. Per non parlare dei ratti, presenti ovunque e decisamente pericolosi se affrontati in gruppo, vista la loro strana predisposizione mangereccia alla carne umana.

 

La componente steampunk la si nota subito vista la presenza delle varie macchine “tecnologiche” presenti un po' ovunque, anche se noi abbiamo avuto solo il piacere di aggirarle o disinnescarle, data la loro natura decisamente pericolosa per la nostra vita. Ci è dispiaciuto non godere di uno sforzo maggiore per quanto riguarda il livello di texture degli ambienti, che su PC ci sono risultate poco all'altezza. Come per Skyrim, tanto per restare in tema di produzione Bethesda, sarà necessario rilasciare un pacchetto completo aggiuntivo di texture in alta definizione prima di rendere il titolo degno delle potenzialità delle schede grafiche più all'avanguardia.

Elogiamo inoltre il lavoro svolto per il comparto audio, che in tutto e per tutto è riuscito a regalarci un esperienza musicale da capogiro, dato l'accompagnamento decisamente ricco di pathos. Inoltre il lavoro svolto per il doppiaggio risulta impeccabile, concedendoci una serie di dialoghi privi di pecche o scivoloni di pronuncia, come spesso capita con il passaggio dall'inglese.

La via della ri-conquista dell'onore non è mai stata così tortuosa. Non è  facile regalare un'esperienza di gioco intensa e longeva, ma tutti gli achievement a cui potremo attingere per sbloccare tutta l'offerta al 100% ci metterà a dura prova. Noi siamo alla seconda andata, difficoltà più elevata, e stiamo tentando di completare le missioni senza uccidere nessuno .. ce la faremo?! ..(meglio imbracciare la nostra balestra va..) 

 

 

9
Dishonored è un titolo che lascia il segno. Finalmente un offerta videoludica che in termini di storia ci ha completamente estasiato, anche dal lato PC. Un unico peccato (scusatemi se lo sottolineo spesso) il porting sempre stiracchiato di alcuni titoli che, se ben sfruttati, possono regalare emozioni visive certamente migliori.