Recensione Dishonored

Quanto è bello fare l'assassino!

di Roberto Vicario
Il fattore di libertà e libero arbitrio all'interno del mondo videoludico è sempre stato un concetto in grado di affascinare centinaia di talentuosi sviluppatori. Dare in pasto alla fantasia del giocatore un mondo credibile, affascinante ed in grado di amalgamarsi alla perfezione con il gameplay è stato un compito molto arduo da portare a termine e solamente pochi possono dire di esserci (più o meno) riusciti. Dal nulla però ecco spuntare questo Dishonored, titolo sviluppato da Arkane studios e prodotto da Bethesda. Questa particolare avventura in prima persona si è rivelata a tutti gli effetti una delle più grandi sorprese di questo 2012, riuscendoci a stupire sotto moltissimi aspetti. Curiosi? continuate a leggere!

Una città opulenta e corrotta...

Come abbiamo accennato, il titolo offre una prospettiva in prima persona facendoci vestire i panni di Corvo Attano, guardia fidata dell'Imperatrice e vittima di una congiura che lo vede unico imputato dell'omicidio della Reale. Il tutto è stato organizzato da un gruppo di dissidenti pronti a mettere in atto un vero e proprio colpo di stato.

Scappato dalla prigione, Corvo farà la conoscenza di un gruppo di personaggi rivoluzionari che si fanno chiamare “lealisti” e che lo assolderanno per far si che si possa compiere il loro arguto piano: spodestare l'attuare Lord reggente per mettere sul trono la figlia dell'imperatrice, ripristinando così non solo la dinastia di sangue, ma anche la giustizia in una città, quella di Dunwall, che sembra giorno dopo giorno sempre più cupa e oscura.

Dunwall, dicevamo, una città che fa convivere uno stile architettonico fine ottocentesco, elementi steampunk e il misticismo. Un mondo sporco, putrido, che spinge l'essere umano a far fuoriuscire la bestia corrotta e malata insita in lui.  Quello che più colpisce è l'estrema cura che gli sviluppatori hanno utilizzato per rendere credibile, omogeneo ed estremamente dettagliato il mondo di gioco.

Nel corso delle nostre missioni avremo modo di parlare con persone di ranghi diversi, di leggere libri e appunti sparsi qua e là, origliare dialoghi di NPC, e ogni singolo elemento citato contribuisce ad offrire una visione sempre più completa e disturbata dell'ambiente in cui Corvo si trova a muovere i suoi passi.

Si, perché quello che sta succedendo a Dunwall è una metafora della gente che la vive. I ratti portatori di peste, i cadaveri ammucchiati come oggetti all'interno dei loro sudari e una sensibilità ridotta a zero verso gli infetti (ribattezzati in maniera macabra “piangenti”) che chiedono aiuto a noi o ai soldati della milizia. Un regime corrotto e implacabile, l'opulenza della classe ricca che si crogiola nei suoi averi non curante di quello che succede intorno a loro. Una città che, scoperto l'”olio di balena”, da semplice agglomerato  di pescatori si trasforma in una potenza ultra tecnologica. Tutti questi elementi che vi stiamo raccontando li ritroverete all'interno delle strade, dei dialoghi e mille altri esempi, facendo diventare la città una sorta di interessante nuova conoscenza che spinge il giocatore a chiedere, informarsi e scoprire per apprendere il più possibile.

Esattamente come successo in Bioshock ci troviamo quindi all'interno di un mondo che, tutti i giocatori amanti di contesti credibili e ben raccontati, troveranno sicuramente intrigante e avvolgente. Tutto questo si traduce in un tempo di gioco per ogni singola missione che si dilata a seconda del grado di curiosità. Si, perché proprio l'approccio che noi decideremo di dare ad ogni singola missione, modificherà in maniera decisamente marcata la nostra esperienza di gioco.

Io scelgo, io decido!

Un contesto così ricco e credibile è fortunatamente supportato da una giocabilità profonda e appagante che fa della sua forza l'ampio portfolio di azioni che mette a disposizione del giocatore.

Come detto lo stile per cui hanno optato gli sviluppatori è quello della visuale in prima persona, che permette al giocatore di immedesimarsi nelle scelte che sarà costretto a compiere. Si perché, se la struttura di gioco in forma molto semplicistica può essere ridotta ad una serie di livelli che ci chiedono di compiere una missione partendo dal punto A e arrivando ad un punto B, è tutto quello che succede nel mezzo che rende Dishonored speciale.

Una volta scappati dalla prigione in cui ingiustamente ci troviamo avremo sempre una sorta di hub centrarle - l'hods pits pub - che funge principalmente da collante tra una missione e l'altra e da luogo in cui grazie allo scienziato Piero potremo potenziare i gadget  di Corvo, svilupparne di nuovi - a patto che abbiate trovato i progetti per poterli realizzare - e rifornirci di munizioni. Spesso, inoltre, prima di partire per la missione parlando con gli NPC che popolano il pub e dintorni verremo a conoscenza di incarichi secondari, che potremo scegliere se portare a termine o meno durante la missione principale.

Missione che sarà liberamente interpretabile in base allo stile del giocatore. Corvo infatti oltre alla possibilità di saltare, arrampicarsi, acquattarsi per ridurre il rumore dei suoi passi può contare su un discreto arsenale, ma sopratutto su dei poteri paranormali datogli da un'entità mistica neutra chiamata “l'esterno”. Ovviamente, come per il resto delle cose menzionate, anche su quest'ultimo esplorando il mondo di gioco e trovando materiale da leggere, il giocatore potrà scoprire cose interessanti su questo personaggio e sul suo culto.

Parlando di armi, possiamo dirvi che Corvo può contare sulla classica pistola, estremamente efficace ma molto rumorosa, la balestra che grazie ad una serie di dardi diversi (normali, incendiario o narcotizzanti) può essere utilizzata sia per eliminare silenziosamente i nemici ma anche  creare diversivi in grado di distrarre chi si trova nei paraggi.  Non mancherà ovviamente la spada, utile per gli scontri all'arma bianca e per uccidere con circospezione. Infine le granate - che non necessitano di spiegazione - e le mine taglianti delle vere e proprie trappole che uccideranno all'istante chi gli capiterà sopra.

Parlando dei poteri invece l'assortimento è abbastanza vario potremo usufruire della distorsione che ci permetterà di teletrasportarci; la visione oscura che ci donerà una sorta di potere a raggi X o la possessione in grado di farci entrare nella testa del malcapitato di turno facendogli compiere le azioni che vogliamo noi. In totale, Corvo può contare su sei abilità attive e quattro passive, tutte potenziabili attraverso le rune che si potranno raccogliere all'interno dei livelli grazie ad un cuore pulsante che ne indicherà l'esatta ubicazione. A completare la parte ruolistica del titolo ci pensano anche degli amuleti che potranno essere attivati o disattivati in qualsiasi momento e che daranno altri bonus o malus a Corvo. La cosa da sottolineare è che questi poteri hanno un costo in mana che farà scendere la nostra barra di colore blu appositamente situata sullo schermo, e per ripristinarla il gioco ci chiederà di trovare delle fiale apposite.

Per quanto riguarda il combattimento corpo a corpo invece, il titolo si basa fondamentalmente sullo stile della parata e dell'attacco. Agitare all'impazzatta la spada non risulta una buona strategia. Piuttosto, aspettare l'attacco avversario per parare il colpo per farne perdere l'equilibrio e affondare la lama nelle carni del malcapitato, ci mostrerà truculente e splatterose uccisioni. Una menzione va fatta anche ai nemici che oltre alle normali guardie possono contare su avversari più potenti che usano armi da fuoco, marchingegni in grado di annullare le nostre magie e cosi via. Davvero tanta varietà anche nei combattimenti corpo a corpo. 

Tutto quello che vi abbiamo raccontato contribuisce a rendere l'azione di gioco assolutamente imprevedibile e a totale discrezione del giocatore. Volete fare tutta la missione in modalità stealth? Volete farla action? Interpretare entrambi gli stili? Tutto dipenderà da voi. A questi elementi base se ne aggiungo altri che raffinano e aumentano la variabilità all'interno del mondo di gioco. Ad esempio, potremo sempre decidere se uccidere o neutralizzare il nostro obiettivo primario, faremo anche la conoscenza di personaggi che all'interno della missione ci faranno richieste particolari e così tanti altri piccoli elementi. La cosa più interessante, inoltre, è che in base alle scelte che faremo il contesto si modificherà di conseguenza. Ci comporteremo da freddi e truci assassini? la gente per le strade ci vedrà con più diffidenza ad esempio, mentre eliminando senza violenza i nemici daremo una mano alla città a supererà questa difficile piaga mista di corruzione e peste.

La sensazione di libertà che si ha giocando a Dishonored è difficilmente paragonabile ad altri titoli. A ben guardare all'interno del codice possiamo trovare un pò di Thief, un pizzico di Deus Ex e altro ancora, ma la vera forza del gioco sta nella sua totale e percettibile personalità.  Volete buttarvi da un tetto e poco prima di spiccicarvi a terra usare il potere della possessione per entrare nel corpo di una guardia? potrete farlo. Volete teletrasportarvi da un tetto all'altro? potrete farlo. Potremmo andare avanti così per ore a raccontarvi tutto quello che potrete fare all'interno del gioco, ma il nostro consiglio è quello di immergervi all'interno di questa fantastica avventura e sperimentare tutto quello che la vostra mente partorisce.

A ben guardare, e per dovere di cronaca, i difetti se vogliamo non mancano neanche in Dishonored. Una serie di caricamenti abbastanza frequenti minano leggermente la fluidità, ma sopratutto, se giocato a livello di difficoltà massima il titolo non solo diventa frustrante ma quasi costringe il giocatore a utilizzare unicamente l'azione stealth riducendo così lo spettro di possibilità. Infine, abbiamo notato che sporadicamente i nemici presentano un cono d'ombra davvero troppo ristretto e anche passandogli a lato qualche volta capita che non si accorgano della nostra presenza.

Un titolo non perfetto quindi, ma con una serie di difetti che nella cornice generale del gioco, coprono un ruolo davvero ridotto e non minano assolutamente la qualità della giocabilità.

Un stile molto particolare...

Concludiamo la nostra analisi su Dishonored parlandovi ovviamente dell'aspetto tecnico. La piattaforma su cui abbiamo giocato il titolo è quella dell'xbox360. Pur non offrendo un grado di dettaglio pari a quello PC la versione per console casalinghe è in grado di difendersi egregiamente. Al risicato dettaglio dei personaggi fa, infatti,, da contraltare una buona qualità delle aree di gioco. Come detto nel paragrafo precedente, per esaltare le scelte del giocatore, gli sviluppatori si sono sbizzarriti nel mettere a disposizione del giocatore una miriade di variabili che rendono ogni singolo livello una sorta di microcosmo completamente esplorabile.  Inoltre, all'elevata qualità del level design vi è anche un character design in grado di proporre al giocatore personaggi in grado di colpire sin dalla prima occhiata, per via di uno stile molto particolare, probabilmente voluto, che sembra essere lo specchio del corruzione e della meschinità che attanaglia le strade di Dunwall.

Un'opera così completa e complessa non poteva che offrire un doppiaggio in lingua originale di assoluto livello in grado di far emergere tutto lo stile che il gioco riesce ad emanare. Fortunatamente, questa caratteristica è stata colta anche dal distributore italiano del gioco che ci offre così un doppiaggio nella lingua del bel paese, assolutamente all'altezza di quello inglese. Un'ottima notizia non solo per noi, ma anche per tutti quei giocatori che solitamente preferisco la lingua inglese a quella italiana.

Come già sottolineato, l'offerta di gioco propone solo l'esperienza singolo giocatore senza alcuna traccia di modalità multyplayer. Fortunatamente oltre alla storia intrigante e un gameplay innovativo e profondo, il gioco offre una più che discreta longevità che vi porterà a concludere la campagna principale in modalità normale in più o meno 12-14 ore. Mai come in questo caso, però, la durata dell'avventura sarà influenzata dallo stile di gioco. Oltre agli obiettivi secondari e ai collezionabili, ogni singola missione potrà essere giocata e rigiocata in tantissimi modi alternativi (vi basti pensare che per la seconda missione di gioco, abbiamo contato ben 5 modi diversi per portarla a termine) con le scelte che cambieranno il corso degli eventi ed il finale di gioco. Come potete intuire quindi, nonostante la struttura a livelli e la sola modalità single player, Dishonored offre una quantità di ore di gioco assolutamente invidiabile.

Insomma, potremmo stare qui a parlare di questo titolo per moltissimo tempo. Dai toni entusiasti della nostra recensione avrete sicuramente intuito quanto ci sia piaciuto il gioco sviluppato da Arkane Studios. Il coraggio di lanciare una nuova e validissima IP a fine generazione, un concetto di libertà sottile e che si amalgama perfettamente con la giocabilità, le tantissime possibilità a portata di pad e un mondo vivo, credibile e coinvolgente sono solo alcune tra le armi che il gioco può vantare. Dishonored è un titolo che va giocato. Punto. Fidatevi, non ve ne pentirete.

9
<strong>Dishonored </strong>riesce nell'impresa di offrire una location originale e dettagliata, un gameplay solido ed estremamente divertente da giocare, senza dimenticare un libertà di approccio difficilmente riscontrabile in altri prodotti del genere.Insomma, un titolo da giocare a tutti i costi. Rivelazione e piena candidatura a GOTY dell'anno. Consigliatissimo.