Recensione Demon's Souls (JAP)

Difficile è bello

di Luca Luperini
Dentro la nebbia

Bella la vita del giocatore del terzo millennio, tra nugoli di checkpoint, barre di vita autorigeneranti e strutture di gioco sempre più indulgenti. Bella, se non fate parte di quella nicchia di gamers che, orgogliosamente, si autodefinisce hardcore. Un piccolo gruppo di persone -gran parte delle quali ormai pericolosamente in zona “enta” (per non dire “anta”) - incapace di farsi una ragione di fronte alla scomparsa di “quei bei giochi di una volta”. Quei giochi che non ti perdonavano niente. Quei giochi che richiedevano ore e ore di pratica ininterrotta per riuscire a padroneggiare a dovere le dinamiche di gameplay. Insomma, quei giochi in cui morire era all'ordine del giorno ed in cui il livello successivo era sempre troppo lontano.

Bene, questa schiera di famelici, e un po' sadici, individui troverà pane per i propri denti nel sorprendente Demon's Souls targato From Software.

Anzi, per noi giocatori europei la difficoltà sarà perfino maggiorata, visto che il titolo non ha ancora -e forse non avrà mai- un'incarnazione PAL. Toccherà quindi incrociare le dita e sperare di trovare una delle edizioni import in qualche catena, oppure affidarsi al sempre provvisto E-Commerce. Ancora meglio se si tratta della corposa Deluxe Edition USA, la quale, in cambio di un ragionevole sovrapprezzo, offre una preziosissima guida strategica oltre ad un bel artbook ed alla trascurabile, ma sempre gradita, soundtrack originale.

Scovata e scartata la vostra copia di Demon's Souls, vi troverete davanti uno dei titoli più difficili da descrivere di questa generazione. Un prodotto che già per sua natura risulta quantomeno inconsueto. Si tratta infatti di un GDR anagraficamente nipponico ma sostanzialmente occidentale. Per essere più precisi, Demon's Souls si annovera tra gli esponenti del dungeon crawling, genere che vede in Diablo l'indiscusso punto di riferimento e che, da qualche anno a questa parte, sembra tornato in voga dopo un lungo periodo di oblio.

In teoria il gioco risponde a tutti i requisiti del caso, presentando un sistema di crescita del personaggio, affiancato dall'immancabile componente action e da una nutrita fase esplorativa. Nella pratica, From Software ha dato vita ad un prodotto unico ed autosussistente, mettendo insieme la vecchia scuola, quella nuova e tante idee originali.

Il risultato è un'alchimia capace di spiazzare anche i giocatori più navigati. Un appeal al quale Demon's Souls mira con decisione, tenuto soprattutto conto della scarsità di feedback concessi al giocatore.

Vendersi le anime

Narrativamente Demon's Souls è asciutto ed essenziale, ma non per questo sciatto. La gran parte del lavoro di contestualizzazione grava sulle spalle della lunga cinematica introduttiva. E' proprio grazie a questa sequenza che veniamo a conoscenza delle disavventure di Boletaria, un regno ormai prigioniero di un'oscura coltre di nebbia causata dell'avvento di una entità diabolica a cui si fa riferimento semplicemente come “old one”. Come potrete facilmente immaginare, non è la nebbia in se a creare problemi ai cittadini di Boletaria, quanto quello che vi è nascosto dentro: stiamo parlando di schiere di demoni famelici, impegnati a banchettare con le anime di chiunque capiti a tiro. Una situazione ormai insostenibile che sarete chiamati a risolvere a suon di fendenti.

Sembra tutto molto semplice a dirsi, a farsi vi assicuriamo che è un altro paio di maniche.

Demon's Souls inizia a prendervi a sberle sin dal tutorial, mostrandovi di che pasta è fatto grazie ad una inaspettata, e poco gradita, sorpresina finale. Senza anticiparvi troppo, possiamo riassumere facilmente il concetto che From Software vuole che sia chiaro fin da subito: in Demon's Souls si muore spesso, ed ogni volta che succede c'è una sensibile ripercussione nell'economia del gioco.

Così come nel mondo reale, ogni azione ha una debita ripercussione. Uccidere un mercante, ad esempio, significherà eliminarlo definitivamente dal mondo di gioco. E nel caso un nemico si dimostri troppo forte per noi, è semplicemente meglio girare alla larga fino a quando non saremo all'altezza di tenergli testa.

In ogni caso non fatevi prendere dallo sconforto. Al contrario di quanto possa sembrare a primo acchito, nessuno dei temibili avversari che affronterete sarà imbattibile a prescindere. A ricoprire un ruolo determinante, oltre alla naturale crescita delle skills del vostro alter ego, sarà l'esperienza che voi stessi farete in quello che è il vero e proprio fulcro del gioco. Stiamo parlando di quel sistema di combattimento che, parallelamente a quanto già visto in Monster Hunter, è più legato all'acume tattico, che alla manualità in senso stretto.

Come spesso capita in caso di architetture di gameplay particolarmente appaganti, il tutto si risolve in pochi tasti: una parata, due tipi di attacco, una schivata e l'utilissima capriola. Il segreto è nella tempistica e nell'approccio ponderato, che dovrà trovare traduzione nello sviluppo del vostro personaggio e nell'utilizzo di determinati items.

Soprattutto la scelta dell'equipaggiamento avrà innumerevoli riscontri sul terreno di battaglia. Utilizzare armi ingombranti o particolarmente pesanti, significherà essere svantaggiati in ambienti angusti o con personaggi non troppo muscolari. Al contrario, scegliere di indossare un'armatura leggera vi renderà più agili ma anche molto più esposti a danni critici. Insomma, Demon's Soul ha un'anima che azzarderemo definire simulativa, la quale trova perfetta incarnazione nella barra della stamina. Sarà proprio la gestione della vostra energia a fare la differenza tra la vita e la morte. Un espediente che, seppur nella sua apparente basicità, riesce a distogliere il giocatore dal più bieco, ed in questo caso dispendiosissimo, button smashing.

Certo, al contrario del sopracitato Monster Hunter, qua non manca un sistema di sviluppo del personaggio.  Lo scarno editor presente ad inizio gioco vi consentirà infatti di selezionare la classe che pensate faccia al caso vostro tra le dieci disponibili. Se non avete le idee particolarmente chiare su cosa avrete bisogno in termini di skills, non vi preoccupate: la struttura di livellamento è completamente libera e con il tempo vi consentirà di plasmare man mano i caratteri peculiari del vostro alter ego. Il tutto a patto di collezionare le anime necessarie per acquisire migliorie. Le anime rilasciate da ogni malcapitato che affetterete, rappresentano infatti il passepartout del regno di Boletaria. Sia che avrete bisogno di armi nuove, di upgrade per le vecchie o, più semplicemente, di comprare punti abilità, un ricco bottino di anime sarà l'unica risorsa di cui necessiterete.

Per fare incetta di questi preziosi spiriti avrete a disposizione ben cinque differenti locations, divise in almeno altre tre rispettive aree, ognuna delle quali presidiata da un temibilissimo boss. Prima di avere libero accesso a tutti i livelli dovrete però superare il boss presente nella prima area, ostacolo che a tutti gli effetti rappresenta la fine effettiva del lungo tutorial.

E qui viene il bello: il gioco presenta soltanto una funzione di salvataggio automatico e, cosa ancor più importante, ogni volta che morirete perderete tutte le anime in vostro possesso, fino a quando non tornerete nel luogo della vostra dipartita per recuperarle. Il che non sarebbe neanche un grosso problema se non fosse per l'obbligo di ricominciare ogni volta da inizio livello, con tutti i nemici al loro inamovibile posto. Troppo difficile? non è finita qua.

Con un espediente che ricorda vagamente quanto già visto in Soul Reaver su PSONE, il vostro HUB di gioco sarà rappresentato da una sorta di limbo: il nexus. E' in questa zona franca che tornerete ogni qual volta perderete il vostro status corporeo, e dalla quale avrete accesso a tutti i livelli di gioco.

Ma perdere il corpo in Demon's Souls non significa mollare la propria crociata contro i demoni. Al contrario sarete invitati a tornare alle armi seppur con un livello di vita dimezzato. Questo espediente acquisisce ancora più senso alla luce della particolare modalità multiplayer messa ingegnosamente in piedi da From Software, di cui parleremo solo dopo aver affrontato uno degli aspetti più controversi, e di difficile inquadramento, offerti all'eccentrico game design: la world tendency.

Come si può evincere dal nome, il mondo di Demon's Souls è caratterizzato da una  tendenza. Tendenza traducibile in uno spettro cromatico che va dal pure white al pure black. Tale inclinazione dipende soprattutto dal successo che avrete nell'affrontare la vostra battaglia contro l'old one. Morire spesso e sconfiggere i boss in forma spirituale significherà spostare la lancetta sul nero, mentre mantenere lo status corporeo a lungo garantirà il mantenimento dello stato white. In ambedue i casi sono presenti bonus e malus, dunque non ci sentiremo di sconsigliare in maniera categoria una tendenza rispetto all'altra.

Per fare un breve esempio, rimanere sul bianco consentirà di trovarsi di fronte avversari più abbordabili ed items curativi a volontà. Al contrario, la tendenza pure black presenta sì nemici più battaglieri, ma anche la possibilità di collezionare oggetti ben più pregiati.

Inoltre, negli ultimi mesi From Software, facendo leva sulla continua connessione ai server su cui si basa il gioco, ha forzato la tendenza adattandola alle trascorse festività -ad halloween pure black ed a natale pure white-, ribadendo così la volontà di creare un'esperienza videoludica unica nel suo genere e facendo al contempo leva sul fattore longevità.

Soli ma solidali

Nel paragrafo precedente accennavamo a come Demon's Souls sfrutti una perenne connessione ai server. Questo efficace espediente consente una sorta di condivisione del mondo di gioco, grazie alla quale saremo in grado di ammorbidire la ripidissima curva di difficoltà proposta dal titolo. In parole povere si potrà giovare dell'aiuto diretto, o indiretto, di altri giocatori come noi intenti a dileguare la malefica nebbia che ammorba Boletaria.

Gli aiuti indiretti possono manifestarsi come macchie di sangue sul terreno che, una volta cliccate, mostreranno come un altro cavaliere abbia perso la vita proprio in quel punto, permettendoci così di evitare di fare la medesima fine.

Un altro modo per pianificare il nostro operato è leggere i consigli lasciati letteralmente per strada da chi prima di noi ha affrontato quel determinato tratto di livello. Tali messaggi possono essere utili o fuorvianti. In entrambi i casi un sistema di valutazione  garantirà di premiare i suggerimenti più apprezzati, screditando al contempo quelli di dubbia utilità.

Naturalmente questa feature è a doppia via. Potrete così tentare di avvisare un altro giocatore riguardo ad una trappola imminente o, più semplicemente, porre l'accento su di un panorama particolarmente meritevole.

Oltre alla collaborazione a distanza, Demon's Souls offre anche un sistema di cooperazione nel senso classico del termine. Se siete in stato corporeo, è infatti possibile evocare fino a due “fantasmi blu”, rappresentanti niente meno che giocatori umani, con cui affrontare, di volta in volta, le singole sottosezioni andanti a comporre i livelli di gioco. Solo dopo aver abbattuto il boss più vicino i vostri ospiti torneranno così alle loro partite  portandosi dietro il loro bottino di anime, distribuito secondo una suddivisione totalmente equa.

A questo punto vi dovreste chiedere da dove arrivano i vostri compagni di battaglia. Trattasi molto semplicemente del rovescio della medaglia. Nel caso foste in stato spirituale, per mezzo di un'apposita pietra, potrete infatti marchiare il terreno manifestando la vostra disponibilità a joinare la partita altrui. In alcuni particolari casi, tale disponibilità verrà volutamente fraintesa dal gioco stesso, il quale vi spedirà si in un'altra partita, ma lo farà sotto forma di “fantasma nero”, uno status che vi obbligherà a combattere fino alla morte con il giocatore di cui siete ospiti.

Insomma, Demon's Souls riesce, pur conservando alcuni innegabili limiti, dove Fable 2 aveva fallito: creare una sorta di “effetto mmporg”, grazie al quale arricchire a dismisura le potenzialità ruolistiche.

Dopo tante sviolinate, e qualche doveroso appunto, eccoci alle note dolenti: il reparto tecnico.

Fa rabbia constatare come la cura eccelsa per il lato artistico -il design di alcuni villains è semplicemente splendido- non trovi adeguato corrispettivo nella messa in scena vera e propria. Se, infatti, nel complesso Boletaria si lascia apprezzare per le complesse architetture ed i paesaggi suggestivi, d'altro canto capita di incappare in grossolane, e fastidiosissima, sviste. Una su tutte le ragdolls degli avversari, le quali, dopo aver dato sfoggio di pregevoli animazioni da vivi, diventano una sorta di bucce di banana attaccate agli stivali, una volta passate a miglior vita. Per poi non parlare di alcuni inspiegabili rallentamenti della frame rate in situazioni di gioco quantomeno insospettabili.

Anche la pochezza poligonale di alcune aree -specialmente negli interni-, coadiuvata da alcune textures  approssimative, contribuisce a sferrare un duro colpo a quell'atmosfera che il gioco riesce sapientemente a tenere in piedi, pur senza stupire mai per dettaglio.

Nel complesso Demon's Souls rimane visivamente piacevole. Uno standard che non fatichiamo a definire insufficiente, quando ad esserne portatore è un titolo first party.

Dall'altro canto neanche il reparto sonoro brilla per personalità. Ed è davvero un peccato, tenendo conto di quanto l'epicità della colonna sonora rivesta una posizione di spicco nei GDR, constatare come l'OST di Demon's Souls non riesca ad imprimere un segno tangibile nella memoria del giocatore. Un doppio peccato considerando la presenza del cd contenente la colonna sonora tra gli extras del gioco.

Decisamente meglio il doppiaggio, contraddistinto da un inglese scandito e dalla terminologia vagamente forbita. Un limite, quello della mancata presenza di una localizzazione, facilmente valicabile alla luce dei pochi, pochissimi, scambi di battute presenti durante l'avventura.

Molto più fastidioso è invece il muro dei server che in caso di futura uscita sul territorio europeo vi impedirà di giocare con i possessori dell'edizione PAL. Un rischio che ad ogni modo vi consigliamo caldamente di correre, considerando l'indubbio valore del titolo, e la scarsità di informazioni riguardo ad una possibile pubblicazione europea.

8
Demon's soul è un gioco di sostanza, di idee. Un prodotto per pochi, che riesce ad alternare colossali arrabbiature, a soddisfazioni che di rado abbiamo riscontrato in ambito videoludico. Il titolo di From Software viene frenato soltanto da alcuni limiti di natura tecnica, oltre che dall'esasperata difficoltà, perseguita perfino troppo insistentemente in termini di game design. Se riuscirete a passare sopra a a tale intransigenza, vi godrete senz'altro uno dei titoli più sorprendenti che c'è passato tra le mani. Al contrario, se temete che un'esperienza del genere possa minare seriamente il vostro equilibrio mentale, non fatevene un cruccio: Demon's Soul è dichiaratamente un'amante difficile, di quelli che si concedono solo dopo un lungo, ed estenuante, corteggiamento.