Recensione Demon's Souls

Siete pronti per un'esperienza di gioco traumatica?

di Tommaso Alisonno
È stato uno dei titoli più attesi degli ultimi mesi, e contemporaneamente uno dei più discussi: gioco per veri giocatori, o ammasso di scelte di gameplaying opinabili? Pietra miliare dei GDR, o prodotto da evitare assolutamente? Quando il gioco ha visto la luce negli USA, a ottobre dell'anno scorso, sembrava quasi che non fosse destinato a varcare l'oceano. Poi c'è stato il boom delle vendite, compreso l'e-shipping intercontinentale, e forse i distributori si sono accorti che esistono, e sono parecchi, giocatori più coraggiosi (o tracotanti) di quanto non si pensasse. E adesso, Demon's Souls sbarca in Europa - ma andiamo con ordine.

Siamo al cospetto di un Action-RPG dalla visuale in terza persona di ambientazione prettamente fantasy, infarcita di evidenti influenze gotiche. La vicenda si svolge nel regno di Boletaria, circondato da una coltre di nubi oscure generate da un'entità parte divina e parte demoniaca nota come “l'Antico”, coltre che progressivamente stringe sempre più la sua morsa sul regno e i suoi abitanti. Il giocatore è chiamato a impersonare un aspirante eroe che deve fronteggiare la minaccia, sia esso un soldato, un cavaliere, un nobile o una qualsiasi delle 10 classi disponibili - anche se si tratta di poco più che punti di partenza e in seguito è possibile far crescere il proprio alter ego come meglio si crede.

Nei primi minuti di gioco, emergiamo dalle nebbie e ci troviamo in un posto non meglio definito che funge da tutorial: uno dopo l'altro facciamo conoscenza con tutti i comandi, imparando ben presto che sono i tasti laterali a far da padroni nell'uso delle armi. Infatti R1 ed R2 comandano l'attacco rapido o potente dell'arma primaria (appunto la destra), mentre L1 ed L2 fanno altrettanto con l'arma secondaria, che potrebbe anche essere uno scudo, ed in questo caso effettuano parate continue o a impatto (utilissime per sbilanciare l'avversario ed effettuare contrattacchi letali, spesso veri e propri Istant Kill). Persino gli incantesimi vengono attivati solo a patto di stringere in mano una bacchetta magica o un simbolo sacro.

Nei tasti frontali troviamo invece l'utilizzo veloce degli oggetti consumabili, come erbe curative o potenziamenti temporanei, e l'utilissimo tasto “atletico”, necessario tanto per lo sprint quanto per le capriole. È importante segnalare come qualsiasi azione che esuli dal semplice movimento, che si tratti di attacchi, parate o scatti, consuma parte della barra della stamina; inoltre, anche l'equipaggiamento indossato e brandito andrà a influenzare il consumo ed il recupero di stamina, con quello pesante che ne consuma ragionevolmente più di quello leggero, e quando questa arriva a 0, oltre a non poter compiere altre azioni ci troveremo anche totalmente indifesi agli attacchi nemici - ed ecco arrivare gli Istant Kill anche su di noi.

D'altronde, la morte è una presenza oppressiva in Demon's Souls, e ne faremo la spiacevole scoperta proprio alla fine del Tutorial. Impareremo così che il gioco a una duplice natura: se saremo in gamba riusciremo a recuperare un corpo fisico (il ché non succederà prima di aver avuto ragione del primo boss, ma in seguito si sbloccheranno altri sistemi), ma ogni volta che verremo sconfitti - e non saranno poche - ci troveremo a continuare a giocare in forma di spirito e con la barra della vita dimezzata. Soprattutto, scordatevi di poter “ricaricare la partita”: come in un MMORPG, Demon's Souls non permette dietrofront, l'unico salvataggio possibile è quello automatico, e ogni volta che si entra in un livello, anche dopo una resurrezione, i mostri saranno tornati al loro posto per tartassarvi. Inoltre, le “anime” faticosamente accumulate sconfiggendo nemici e che costituiscono la valuta del gioco, ci verranno sottratte.

A quel punto l'unico modo che avremo per recuperarle è il cercare di raggiungere (ovviamente senza morire di nuovo) il punto in cui le nostre spoglie si sono letteralmente tramutate in una pozza di sangue. Non così l'equipaggiamento, che non viene influenzato dal decesso; purtroppo però armi ed armature si logorano con l'usura, e non avere a disposizione anime per ripararle può significare dover proseguire con oggetti via via meno efficienti - senza contare che per ripararle dovrete uscire dal livello, e quindi assistere al respawn totale. Le varie locazioni del mondo di gioco, sei in tutto, sono divise in due o tre livelli ciascuna e collegate tra loro attraverso un limbo chiamato Nexus: è qui che troveremo la maggior parte dei mercanti, oltre alla possibilità di spendere anime per migliorare le nostre stats.

Tecnicamente Demon's Souls non brilla di luce propria, per quanto non sia neppure un astro opaco. È innegabile che il lavoro svolto dal punto di vista del level-design sia eccellente: tutte le mappe sono sviluppate in maniera egregia, e molte in modo da permettere di tanto in tanto di tornare all'ingresso attraverso un'altra strada, magari da sbloccare nel frattanto, e in questo modo aver accesso al Nexus per poi rientrare nel livello (ripopolato) e proseguire senza dover rifare necessariamente tutto il percorso. Il problema è che gli ambienti, sebbene ampi e ben realizzati, tendono ad essere ripetitivi se presi singolarmente, e alla lunga si ha una sensazione di oppressione, specie nei dungeon più claustrofobici.

Ma se sei fa eccezione per i boss e alcuni nemici particolari, i modelli 3D con cui avremo a che fare non brilleranno per eccessiva cura, e una volta ridotti a cadaveri si trasformeranno in manichini di gelatina che si contorcono in maniera ridicola al nostro passaggio. Anche per quanto riguarda il sonoro giudizio agrodolce: ottimi tutti gli effetti speciali, sicuramente, così come le musiche... il problema è che in molte situazioni assistiamo al più totale mutismo. La colonna sonora infatti si manifesta solo in situazioni particolari come scontri boss e poco altro, mentre in forma di Spirito i vostri passi saranno totalmente silenziosi. Anche i doppiaggi sono piuttosto rari, oltre che totalmente in Inglese: per fortuna i testi sono interamente tradotti in Italiano. Decisamente troppo anonimo per un giudizio elevato.

Dal punto di vista del gameplaying, Demon's Souls riesce forse inconsapevolmente dove altri hanno fallito: il compito di porre tutti i giocatori sullo stesso piano. Non pensiate infatti che essere sopravvissuti a ore e ore di Diablo, Gothic, Oblivion, Monster Hunter o un qualsiasi altro Action RPG sia passaporto sufficiente per varcare le porte di Boletaria da eroe: qui si muore, e si muore spesso. Il concept è che “chi muore paga”, ed in un gioco che non perdona nulla, può essere molto pesante: il vedere sfumare ore di gioco solamente perché non ci è entrata una parata o perché un mostro assurdo è sbucato dal nulla è semplicemente castrante, e si traduce nell'obbligo di rinunciare ai premi faticosamente accumulati o dover rischiare nuovamente la vita per recuperarli.

Dopo la seconda o terza morte del genere, la tentazione di lanciare il disco tra le rotaie di un treno è davvero elevata...Bisogna re-imparare a impostare una strategia, bisogna ricordarsi dell'atavico istinto alla prudenza, e dimenticarsi le corse a testa bassa in mezzo ai gruppi di nemici o l'ossessivo button-smashing: qui ogni colpo di spada è importante, tanto il darlo quanto riceverlo, e la magia una fonte molto utile - anzi, forse i personaggi incentrati sugli incantesimi riescono ad avere una marcia in più. E se per caso le cose si fanno troppo dure, c'è sempre la possibilità di “chiedere aiuto” online: giocando connessi al server, infatti, è possibile mettersi a disposizione o chiedere l'intervento di altri eroi, che compariranno sottoforma di “fantasmi” - anche se occasionalmente potrà capitare che anziché come alleati vengano chiamati in causa come nemici, e in quel caso ci si dovrà affrontare a morte.

Demon's Souls è difficile? Decisamente si. Assurdamente difficile? Probabilmente si. Impossibile? Se lo fosse, come avremmo fatto noi a proseguire, vedere crescere il nostro personaggio, abbattere diversi boss e soprattutto ottenerne soddisfazione? Quando smetterete di incavolarvi per ogni morte e prenderete questi episodi come una lezione per migliorarvi, allora e solo allora entrerete nella vera ottica di Demon's Souls. Forse non tecnicamente splendido, certamente fin troppo severo, ma bello, molto bello, longevo e probabilmente rigiocabile cambiando il concept di personaggio. Un gioco non per tutti, certamente: dedicato in primis ai giocatori “hardcore”, la maggior parte dei quali al di sopra dei trent'anni, ma ottimo per tutti coloro i quali amino le sfide veramente dure, ma appaganti.

8
Non accorgersi della grandiosità di Demon's Soul facendosi trarre in inganno da un concept severo e castrante, un tasso di mortalità elevato e una realizzazione non certo all'apice della tecnologia attuale sarebbe come giudicare alcuni alimenti dall'odore e dall'aspetto - sovente ingannevoli. Demon's Souls è un'esperienza di gioco come non si vede tutti i giorni, che richiede però dal giocatore dedizione, cautela e molta, molta pazienza. Quando poi però si entra nella meccanica del gioco arrivano le soddisfazioni, e non sono poche. Per intenditori, per coraggiosi o per... fanfaroni!