Recensione Deception IV: The Nightmare Princess

Piazza la trappola, piazzala bene

di Simone Rampazzi
La serie Deception ha visto la sua pubblicazione nel corso del tempo sulle console di casa Sony, cominciando la propria saga nel lontano 1996, quando il primo capitolo Devil's Deception veniva venduto nei mercati videoludici europei, importato dalla terra del Sol Levante. Seguirono poi numerosi seguiti, come Kagero: Deception 2, Dark Delusion, Trapt ed il più recente Blood Ties che, nel 2014, siglò il passaggio definitivo su console PlayStation 3 e PsVita.

Quest'oggi, invece, abbiamo il piacere di dare un'occhiata all'ultimo capitolo Nightmare Princess, a tutti gli effetti una versione migliorata ed arricchita a livello di contenuti. Ma vediamo in che modo i ragazzi di Tecmo Koei hanno indorato la pillola.

Le principesse del male sono tornate

Non appena avviato il gioco ci siamo sentiti piacevolmente a casa, non solo per quanto riguarda lo stile con cui avevamo approcciato al precedente Blood Ties, ma anche per quanto concerne lo scopo intrinseco del gioco, che ci vede nuovamente protagonisti a difesa della dimora delle principesse del male. Vestiremo i panni di Laegrinna, la figlia primogenita del diavolo dalla pelle d'alabastro, la quale potrà colpire i suoi nemici non fisicamente, ed in prima persona, ma bensì solo tramite l'utilizzo di alcune trappole piazzate ad hoc per cercare di fare ingenti danni ai propri nemici. Il sadismo, pertanto, sembra essere rimasta la colonna portante dell'opera, visto che i metodi di tortura applicati ai nostri avversari resteranno più o meno sempre gli stessi, ricchi di trappole letali condite da sangue a non finire.

A livello di narrativa il gioco ci fa affrontare una serie di livelli, che in totale sono ben cento, dove a fare da collante troviamo una serie di dialoghi in lingua originale, con sottotitoli in lingua inglese. Tanto è vero che, dopo aver letto con attenzione le prime battute, vi troverete per la maggior parte del tempo a saltarle, se non altro perché a conti fatti i medesimi non influenzano lo scorrere degli eventi. I nemici vogliono entrare nel castello per farci la pelle, ad ondate, che termineranno con la comparsa di un boss di fine livello, che siglerà anche la fine di ogni capitolo.

Fate comunque attenzione, poiché la maggior parte dei minion iniziali comincerà ad acquisire abilità difficili da fronteggiare, che consisteranno a precisi tipi di resistenza al tipo di trappole a vostra disposizione, in modo da variare l'approccio del giocatore alle varie sessioni di gioco. Purtroppo a lungo andare il titolo resta comunque un pelino monotono, nel senso che oltre a sbloccare trappole sempre diverse livello dopo livello, non farete niente in più. La nostra Laegrinna non è comunque invulnerabile, pertanto è sempre meglio fare attenzione agli invasori e cercare di essere attenti a ciò che si fa, dato che anch'essa potrà subire l'effetto delle sue stesse trappole, nonché quello degli oggetti ambientali, anch'essi pericolosissimi.

All'interno del gioco vedremo nuovamente anche altre principesse, prese essenzialmente da tutti i capitoli precedenti. Compare la sulfurea Velgyrie, che potrà essere utilizzata nella modalità Quest, che possiede l'abilità di poter interagire fisicamente con gli avversari, grazie all'utilizzo di calci e spinte, che potranno servire per spingere quest'ultimi verso le vostre trappole.

E quindi, dov'è la novità?

Nello specifico, oltre a poter utilizzare la secondogenita del demonio, viene accresciuto anche il numero di trappole a disposizione, nonché qualche piccola caratteristica all'interno della modalità Deception Studio, che vi permette di creare personaggi, nemici e missioni. Pensate che il numero totale delle trappole si attesta a ben centottanta, un numero non indifferente e molto più alto rispetto ai predecessori.

Detto questo, posto sotto ai riflettori il discorso della giocabilità, il giocatore potrebbe trovarsi di fronte a fasi più o meno ripetitive, azzoppate da un comparto musicale non proprio invogliante che potrebbe lievemente penalizzare l'esperienza di gioco. Colpevole anche l'intelligenza artificiale, visto che gli avversari sembrano praticamente degli zombie soltanto in grado di colpirvi e non di creare magari delle tattiche di accerchiamento. Ok, andando avanti nel gioco molti di loro acquisiranno abilità interessanti come il lancio di granate o l'utilizzo di alcuni lanciafiamme, ma vi posso garantire che non è nulla di così insormontabile da oltrepassare, anche per chi non dovesse essere il più esperto dei piazzatori di trappole.

L'unico espediente che può leggermente aiutarvi nel diversificare il gioco è quello di dar retta alle tre demonesse Caelea, Veruza e Lilia, le quali vi chiederanno di ottenere determinati punteggi con l'utilizzo dei tre tipi diversi di trappole, ovvero Elaborato, Sadico e Umiliante.

Tecnicamente, per concludere, non gridiamo al miracolo. Le ambientazioni sono ricche di particolari, ma gli effetti particellari e le texture non sembrano indicare alcun particolare passaggio alla nuova generazione, visto che ci sono sembrate identiche a quelle di Blood Ties.

7
Non ci sentiamo di consigliarvi l'acquisto del titolo a prezzo pieno, a meno che non siate dei grandi amanti della serie Deception e quindi bramiate avere il titolo, in uscita, al suo dayone. Detto questo, fondamentalmente, chi avrà giocato Blood Ties troverà poche caratteristiche in più valide. Magari sarebbe meglio aspettare gli sconti prima di farci un pensierino..