Recensione Dead Space 2

Mamma, io AMO Dead Space 2.

di Tiscali News
Le vostre madri odiano Dead Space. Voi lo adorerete. Tanto. Si, perché se c'è un titolo capace di lasciare letteralmente inorriditi una certa parte di pubblico, quanto di affascinarne un'altra, questo è proprio Dead Space. Difficile infatti che un survival horror (o un action horror come piace chiamarlo a Electronic Arts), sia riuscito a inserire elementi così tanto splatter e violenti senza essere quasi mai eccessivo ma, al contrario, restando all'interno di una certa coerenza di fondo. D'altronde, se i tuoi nemici (ancora una volta, i Necromorfi) sono un incrocio tra le creature de “La Cosa” di Carpenter e una versione spaziale di Freddy Krueger, il minimo che ci si può aspettare sono arti che volano da tutte le parti e sangue che sgorga in quantità. Anche perché dal canto suo il nostro Isaac non disporrà del classico set di armi del classico titolo horror, quanto strumenti “di fortuna”che variano dalla sega circolare al lanciafiamme, per cui la possibilità di contraccambiare decapitazioni e mutilazioni, anche con una certa creatività, è alla portata di qualsiasi giocatore.

Il set delle armi è stato comunque upgradato con qualche simpatica introduzione, come il fucile “impalatore” o armi di stampo più classico, ma sono comunque quelle taglio a fare veramente la parte del protagonista lungo l'intero arco del gioco. Esattamente come nel primo episodio le armi potranno essere migliorate tramite il ritrovamento di particolari “nodi” utilizzabili in apposite stazioni che permetteranno di poter variare caratteristiche come portata, potenza e velocità di ricarica. Isaac però non potrà contare solo sull'arsenale a disposizione per affrontare i Necromorfi ma avrà dalla sua anche alcuni power up come la stasi o la telecinesi che gli consentiranno non solo di poter rallentare i movimenti di macchinari o avversari ma anche di attirare o respingere oggetti, utilizzabili spesso come armi vere e proprie. Questi “poteri” del nostro protagonista potranno anche essere utilizzati per il puzzle solving, necessari per sbloccare aree di gioco altrimenti inaccessibili.

La natura di Dead Space 2 quindi non è cambiata rispetto al precedente episodio, anche se nel corso dello sviluppo i programmatori hanno lanciato qualche segnale che ha in un certo qual modo allarmato i fans della saga. Il cambio di location (non più sulla Ishimura ma all'interno di una colonia umana) e l'utilizzo di "strutture aperte" hanno preoccupato chi, e noi siamo tra quelli, hanno apprezzato la natura claustrofobica del primo Dead Space. Bastano però i primi minuti di gioco in questo secondo episodio per capire come la vera essenza del gioco non sia stato affatto stravolta. Anzi. Alcuni elementi essenziali, tra cui le stesse animazioni di Isaac, sono stati resi più fluidi e sono quindi accessibili con una maggiore semplicità rispetto al passato, lasciando ancora una volta la scena alla capacità di ambienti e situazioni di creare quel palpabile clima di tensione che accompagna, in crescendo, il giocatore lungo i dodici livelli che compongono la spina dorsale di Dead Space 2.

 

Messa in cantiere la Ishimura (ma non è detto che non risalti fuori....), il nuovo set è costituito da una colonia umana dove il nostro protagonista si risveglia senza avere memoria dei tre anni trascorsi dai tristi eventi che sono stati coperti come un "attacco terroristico". Il cambio di ambientazione non ha però portato sostanziali modifiche al ritmo di gioco. Ambienti più grandi e meno angusti rispetto alla famosa astronave del precedente capitolo non hanno comunque impedito ai designer di ricreare location altrettanto sinistre e inquietanti. Un centro commerciale, un asilo infantile sono capaci di trasformarsi in pochi secondi nel set di un film dell'orrore. I Visceral d'altronde non hanno perso il vizio di mettere in gioco anche inquietanti figure infantili trasformate in zombi (che tante critiche hanno portato dopo Dante's Inferno) ed ecco quindi ritrovarci non solo piccole creature accorrere in gran numero verso di voi (e vi assicuriamo, NON vogliono abbracciarvi), ma troverete anche piccoli in fasce che strisceranno nella vostra direzione (con tanto di vagiti e lamenti) per poi lasciarsi esplodere.

Insomma, un Grand Guignol interattivo che, su indicazione dei fans, ha aumentato in maniera significativa il livello di "gore & splatter"  e che proprio per questo è così tanto amato dal pubblico e odiato dalle mamme. L'aumento delle dimensioni della mappa di gioco ha portato però la necessità di fornire indicazioni utili al giocatore per ritrovare in un attimo non solo la strada d'uscita per completare il livello di gioco, ma anche per orientarsi verso i save points e i vendor, sparsi nel dedalo d'ambienti adesso decisamente più vasto rispetto al passato. Per fare questo i Visceral hanno ripreso il concetto del "segnale luminoso" usato in precedenza da Isaac, adattandolo alle nuove esigenze. Una volta attivato il segnale, tramite la pressione dello stick destro, potremo agire sul D-Pad per scorrere le tipologie di servizi di cui potremmo avere bisogno. Ad ognuno di essi corrisponde un segnale luminoso di differente colore che dovremo seguire per giungere tranquillamente a destinazione.

La gestione dell'inventario, formato principalmente da armi, munizioni e ricariche varie è gestibile attraverso la pratica interfaccia "olografica", divenuta ormai un vero marchio di fabbrica della serie. Altrettanto ovviamente ritroviamo comunque i "vendor automatici" dove Isaac potrà acquistare l'equipaggiamento da utilizzare, vendere gli oggetti raccolti e scegliere quali armi portare in battaglia. Infatti il nostro protagonista potrà portare con sè un numero limitato di armi (fino ad un massimo di 4) e starà quindi a noi scegliere quelle più efficaci e che maggiormente si adattano al nostro stile di gioco.

Questo però non impedirà di raccogliere altri oggetti utili per essere rivenduti e ottenere il denaro necessario per acquistare altri bonus. Questo elemento alla base del gameplay di Dead Space 2 aumenta nel giocatore la volontà di esplorare i livelli di gioco per trovare gli oggetti che gli saranno necessari per migliorare il proprio equipaggiamento, andando quindi ad aumentare le possibilità di scontro con il nemico. Un nemico che, ancora una volta,  riesce a tenervi costantemente all'erta, capace di sbucare da una parete qualsiasi, strisciarvi alle spalle o calarsi direttamente dal soffitto. Un livello d'attenzione a 360° è quindi necessario per sapere sempre esattamente dove puntare le vostre armi (anche grazie ad un audio direzionale di tutto rispetto) e decidere in una frazione di secondo in quale sequenza affrontare la moltitudine di nemici che vi piomberanno addosso.

Proprio per aiutare il giocatore in questo compito, i Visceral hanno implementato una certa interattività con gli ambienti di gioco che ci permetterà in alcune situazioni di poter, per esempio, sparare ad una finestra della stazione spaziale per creare una depressurizzazione che "espellerà" verso l'esterno i vostri avversari, ma che avrà effetti nefasti anche su di voi se non sarete sufficientemente veloci da centrare con un colpo il bottone d'emergenza. Efficace e spettacolare. Esattamente come tutto il comparto tecnico riservato a questa fantastica opera fantascientifica. Non un pixel fuori posto, una risorsa di sistema sprecata in effetti speciali fini a sè stessi. Tutto assolutamente concentrato attorno al giocatore, in un carosello di suoni multidirezionali alternati ad un silenzio rotto solo dagli inquietanti rumori ambientali e da una colonna sonora coinvolta solo per sottolineare, irrompendo di prepotenza, i passaggi più violenti e drammatici del gioco. Rispetto al primo Dead Space si denota anche una maggiore cura nei dettagli, ora meno spartani rispetto a quanto visto sulla Ishimura, anche se forse alcuni personaggi secondari potrebbero essere migliorati con l'aggiunta di qualche dettaglio.

Come detto in precedenza, l'esperienza di Dead Space si snoda lungo i dodici livelli di gioco, per una decina di ore complessive a cui però si deve andare a sommare la vera novità di questo secondo capitolo: il multiplayer. Una necessità dettata dall'esigenza di rendere il gioco "vivo" nella memoria dei giocatori anche fino al prossimo episodio o una semplice appendice senza troppe pretese? Un quesito a cui preferiamo non rispondere subito, dal momento che quelli che troviamo ora sono server ovviamente vuoti (il titolo uscirà ufficialmente venerdi 28) o parzialmente occupati da pochi giornalisti.

Oggettivamente troppo poco per farsi un'idea precisa sulla natura del multiplayer che possa andare oltre alle parole rassicuranti (ma anche di circostanza) dello sviluppatore che rassicura sulla bontà di quanto creato (e ci mancherebbe altro). Ci torneremo per saggiare con mano. Ma se già il multiplayer è una sorpresa non da poco per un gioco come Dead Space, i giocatori Ps3 avranno la possibilità di giocarsi quel Dead Space Extraction, ovviamente tirato a lucido e compatibile con il Move, apparso con buoni risultati qualche tempo fa su Nintendo Wii. Un bonus di tutto rispetto dal momento che oltre ad un gameplay divertente e ben modellato attorno alle funzioni del motion sensor. Inoltre, Extraction rappresenta un incipit narrativo che ci aiuterà a dare un punto d'origine a tutte le vicende narrate attraverso gli occhi di Isaac in Dead Space e Dead Space 2.

Quello che abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano è un prodotto per quanto possibile migliore del precendente. Visceral pur non stravolgendo niente della formula di base, facendo anzi attenzione a non spostare gli equilibri del gameplay, è riuscito a confezionare un altro prodotto che potrebbe finire senza troppi problemi nella vostra videoteca accanto a opere come Alien, Punto di non Ritorno e Fantasmi da Marte. Insomma, ancora una volta Dead Space è un incubo a cui non potete rinunciare. Anche se mamma non vuole.

9
Migliorare senza correre il rischio di rovinare quanto di buono è stato fatto in precedenza. Un compito che Visceral ha portato a termine alla perfezione, senza sbavature, andando ad aggiungere tensione laddove c'era bisogno e rendendo invece più snelle e gradevoli le sezioni action e di puzzle solving. Geniale, spaventoso e con una trama ricolma di colpi di scena. Un Isaac in piena forma come non mai e questa volta non sarà solo. Compratelo anche se, vi avvisiamo, le mamme ODIANO Dead Space.