Recensione Dead Or Alive 4

L'arte del combattimento targata Team Ninja

di Tiscali News
Conosciuta in principio più per le "particolari" virtù delle proprie lottatrici che non per le effettive qualità sotto il profilo più squisitamente ludico, la serie di Dead or Alive ha invece avuto il merito di ridefinire il concetto stesso di beat em'up a tre dimensioni, proponendo con DOA 3 il più notevole salto evolutivo per il genere degli ultimi quattro anni. Considerando le premesse, era lecito attendersi dalla prima uscita firmata Tecmo e Xbox 360 un risultato ancor più soddisfacente che in passato, esito che, se pur con i dovuti limiti, indubbiamente c'è stato.

La conclamata idiosincrasia dei Giapponesi nei confronti dei videogames privi di trama, impone che anche un titolo tutto sommato lineare come Dead or Alive 4 debba affidarsi ad un background narrativo degno di questo nome. Nello specifico, l'intera modalità Story Mode si articola all'interno del confronto che frappone l'esercito DOATEC della bellissima Melena e quelle del clan Mugen Tenshin capitanato da Hayate, deciso a mettere fine alla sperimentazione sul DNA umano per la creazione di super combattenti.

Pur proponendo situazioni di gioco a dir poco particolari, con lottatori che arriveranno a sfidarsi per l'acquisto di un comunissimo ortaggio, il flebile canovaccio proposto consentirà di fatto di seguire un certo filo logico nella sequenza d'incontri da compiere, cadenzati peraltro tramite splendidi filmati d'intermezzo realizzati con lo stesso motore del gioco, ivi compreso lo scontro con il boss finale che potrà quindi variare da personaggio a personaggio.

Lo Story Mode non è comunque l'unica risorsa offerta dall'opera di casa Tecmo, che come da tradizione può contare su un notevole numero di modalità di gioco sia in singolo (Attack, Versus, Survival, Team Battle, Sparring e Watch Mode) che soprattutto in multiplayer, fruibile sulla scia di DOA Ultimate anche via Live.

DOA r-evolution

Se si eccettua la presenza di stage particolarmente suggestivi ed una velocità generale superiore alla media (non a caso per giocare a DOA 4 è necessario disporre di un televisore che supporti la modalità video a 60Hz), Dead Or Alive 4 propone un sistema di gioco molto simile, per non dire del tutto identico, a quello offerto dal suo predecessore. Contrariamente a quanto annunciato in sede di pre-release, il team di sviluppo ha infatti ben veduto di evitare rischiose sperimentazioni o rivoluzioni di sorta, badando piuttosto a sviluppare ulteriormente gli elementi cardine alla base di Dead or Alive 3, razionalizzandone al contempo gli aspetti più critici.

Tralasciando i soliti quanto scontati aggiornamenti prettamente estetici e quelli relativi al numero di stage e lottatori disponibili, con le new entry di Kokoro, Eliot, La Mariposa e dello Spartan-458 (presente tra gli sbloccabili) preso in prestito dal capolavoro di Bungie Halo, il quarto capitolo della saga si distingue tuttavia dal fratello maggiore per la rinuncia all'uso quasi esclusivo di proiezioni e contro-prese, con una drastica riduzione dei tempi di esecuzione delle stesse, in favore di un'azione che prediliga l'alternanza di mosse e combo rispetto al semplice assalto a testa bassa.

Allo stesso modo, appare altresì opportuno segnalare la rinnovata interattività delle arene, che oltre a presentare location suddivise su tre o più livelli offrirà una svariata serie di ostacoli più o meno "passivi" (dalle auto agli alberi passando per animali preistorici) che potranno essere anche utilizzati per l'esecuzione di combo e contromosse particolarmente efficaci.

Nulla di nuovo, invece, per quanto concerne il sistema di controllo, che prevede ancora una volta l'uso del D-Pad o del Thumb-Stick di sinistra per i canonici movimenti del lottatore, dei quattro principali tasti d'azione per l'esecuzione del pugno, del calcio, della parata e delle proiezioni, ed affida infine ai pulsanti dorsali il compito di gestire la mossa speciale, unica per ogni personaggio, e le eventuali combo realizzabili peraltro anche tramite i normali tasti d'azione.

Tecnicamente parlando

Con Dead or Alive 4 il team Ninja conferma, qualora ce ne fosse bisogno, la propria abilità nel proporre opere ad alto tasso qualitativo.

A cominciare dalle splendide arene di gioco, caratterizzate da un livello d'interattività senza precedenti e da strutture completamente deformabili, Dead or Alive 4 presenta texture qualitativamente impressionati, accompagnate da una palette di colori incredibilmente varia e da effetti di luce in tempo reale e particellari difficilmente riscontrabili in altre produzioni attualmente disponibili.

Ancora meglio è la definizione dei personaggi in game, con lottatori (e soprattutto lottatrici) dotati di un set di animazioni, facciali e non, e di una ricchezza poligonale al limite del fotorealismo. A tutto questo si associa inoltre una velocità di gioco costantemente ancorata sui 60 Frame per Secondo, mentre le splendide colonne rockeggianti ed i sbalorditivi filmati in FMV, alcuni privi di un qualsivoglia senso (non vi diremo a cosa ci riferiamo per non rovinarvi la sorpresa), rappresentano la classica ciliegina sulla torta. Venendo alle note meno liete, è doveroso segnalare la sporadica comparsa di fenomeni di compenetrazione poligonale, così come l'eccessiva lucentezza delle pelli dei vari lottatori, difetto questo peraltro riscontrato in tutte le produzioni firmate Microsoft Xbox 360.

L'evoluzione passa dal multiplayer

In ultimo è doveroso aprire un capitolo a parte sulla novità più piacevole di questo quarto appuntamento della serie, ovvero il multiplayer via Live. Diretto discendente del sistema già ammirato in DOA Ultimate, la modalità online di DOA 4 si snoda attraverso un sistema di lobby decisamente particolare, rappresentata non più come una semplice lista ma bensì come una vera e propria stanza virtuale realizzata tramite l'ausilio di una grafica fumettosa particolarmente esilarante. Selezionato il proprio avatar (personalizzabile tramite l'apposita sezione shop) e la relativa casa virtuale, necessaria per la creazione di qualunque torneo online, ciascun giocatore potrà di fatto attraversare le varie stanze, fare da spettatore agli incontri in corso, visualizzare i livello di qualità della linea garantite dalle diverse lobby, o più semplicemente chattare con gli amici in attesa di selezionare la modalità di gioco od il torneo più appetibile fra i sei disponibili (Chi vince resta, Chi Perde Resta, Torneo, Sfida a squadre, Survival e Kumite).

Venendo alle note più squisitamente tecniche, a fronte di un net code sicuramente più avanzato di quello offerto in DOA Ultimate, il multiplayer di DOA 4 soffre purtroppo di alcuni cronici difetti legati sia ai frequenti blocchi di sistema durante la fase di uscita dalle lobby, che soprattutto ai macroscopici errori riscontrabili nella creazione delle statistiche di gioco e delle relative classifiche, problemi questi che stando alle ultime indicazioni rilasciate dalla casa madre dovrebbero essere definitivamente risolte attraverso una patch correttiva.

8
La tanto attesa rivoluzione, ostentata a più riprese dai vertici Tecmo in sede di pre-release, obbiettivamente non c'è stata. Troppo simile infatti questo quarto capitolo a quel DOA 3 che fece tanto scalpore quattro anni or sono. Pur tuttavia bisogna ammettere che il Team Ninja ha saputo proseguire nella lenta ma progressiva opera di evoluzione della serie, riuscendo a proporre un gioco dannatamente frenetico e coinvolgente, sicuramente meno arcade del solito ma finalmente capace di competere ad armi pari con il gotha del genere beat em'up.