Recensione Dead Island

Turista fai da te? Ahi, Ahi, AHIIIIII!!!

di Tiscali News
Di sicuro nessuno aveva avvisato gli ignari turisti di Banoi, in Nuova Guinea, che il pacchetto "All inclusive" delle proprie vacanze includeva anche la disperata fuga dalle grinfie dei morti viventi che hanno preso d'assalto la paradisiaca isola caraibica. Il concept di Dead Island è quello dei più classici film horror legati alla figura dei "morti viventi". Un pò come in "28 giorni dopo" il nostro protagonista si sveglia dopo una sbronza (nel film era in realtà dopo un coma), per vedere lo spendido villaggio vacanze preso d'assedio da un brulicare di zombie con molto poco cervello ma tanta, tanta fame.

Precisiamo subito che quelli presenti nel titolo Techland (gli stessi di Call of Juarez, per intenderci) riescono ad essere i classici non morti lenti e ciondolanti, visti per esempio nei classici film di George Romero ma anche agili, veloci e scattanti proprio come quelli visti in 28 giorni dopo. La fortuna del nostro protagonista è quella di essere immune ai morsi e ai graffi degli avversari, ragion per cui il rischio di tramutarsi in uno di loro è quantomeno scongiurato, fermo restando ovviamente che non potrà sottrarsi dall'essere abbattuto dopo ripetuti attacchi. Il personaggio da noi comandato potrà essere selezionato all'inizio della nostra avventura, scegliendola tra i quattro messi a disposizione dal sistema, differenziati tra loro per caratteristiche fisiche e propensione all'utilizzo di un certo tipo di armamentario.

Dopo aver ritrovato uno sparuto gruppo di sopravvissuti, inizierà il gioco vero e proprio alla disperata ricerca di elementi utili per comprendere l'accaduto e, soprattutto, per abbandonare quanto prima l'isola ormai quasi interamente popolata dagli zombi. La struttura di gioco adottata da Techland sembra un pò quella classica dei giochi di ruolo, mista ad una visuale e uno stile di combattimento presa invece in prestito da Condemned, dove la maggior parte degli armamenti a carico del protagonista era ricavato da materiali "di fortuna". La maggior parte del nostro tempo, quindi, sarà utilizzata nel portare a termine le varie missioni assegnateci dai sopravvissuti al massacro che, previo esito positivo, ci elargiranno diversi bonus in cambio, compreso ovviamente il buon vecchio denaro contante.

Parte integrante del gioco, infatti è la possibilità di upgradare e modificare le attrezzature recuperate nel corso del gioco e rovinate dall'uso prolungato. Ogni arma recuperata, infatti, ha a disposizione una sua durata fisica che una volta esaurita potrà essere ripristinata grazie ai vari banchi da lavoro sparsi un pò in tutta l'isola e con il dispendio di parte dei soldi che potrete recuperare frugando all'interno delle valigie dell'albergo o direttamente dai cadaveri degli zombi. Insomma, nessuno potrà biasimarvi, quindi rubate pure senza ritegno. Interessante anche la possibilità di poter fare del sano "bricolage", unendo i vari elementi recuperati in giro per l'isola, così che se ma troverete dei chiodi dall'interno di un cestino, potrete applicarli ad una pesante mazza da baseball, così da creare un'arma decisamente più potente e, soprattutto, duratura per falciare gli innumerevoli avversari che vi troverete davanti. Particolarmente efficaci, e anche divertenti da usare, risultano essere invece le armi da taglio che possono anche mutilare il nostro avversario diretto, cosa che comunque non lo scoraggerà del tutto dal dirigersi verso di noi alla ricerca di carne fresca.

Allo stesso modo, anche il  nostro personaggio potrà migliorare le proprie caratteristiche di gioco, progredendo tramite il classico sistema di  upgrade che vede investire i punti esperienza accumulati per sbloccare specifiche abilità nel combattimento o aumentare la vostra resistenza agli assalti avversari.Una nota di demerito dobbiamo forse farla sulla scelta delle armi che ci sarebbe piaciuta forse più rapida ed efficace. Tramite il bumper di destra, infatti, potremo far scrollare le armi a nostra disposizione mentre una pressione prolungata aprirà la "Wheel of Weapons" che permetterà una scelta più ragionata dell'armamentario a disposizione. Inutile dire che queste operazioni vanno spesso a discapito della rapidità d'esecuzione consegnandoci spesso tra le mani armi che poco si adattano alla situazione specifica. Un empasse superabile ovviamente dopo un pò di pratica ma che forse si sarebbe affrontare in modo più produttivo e gradevole per il giocatore.

Com'è logico aspettarsi in un "setting" di questo tipo, l'intelligenza artificiale attribuita ai nostri avversari non è certo di primissimo livello, anche se l'elevato numero di avversari che spesso e volentieri ci si riverserà addosso andrà a sopperire la mancanza cronica di una IA degna di questo nome. Proprio l'elevato numero di nemici che ci piomberà addosso, capaci spesso di accerchiarci e costringerci quindi ad un minimo di approccio tattico. Fortuna vuole che anche la fuga, per quanto poco onorevole, può essere un'opzione da tenere in considerazione, vista l'ampiezza dello scenario a nostra disposizione.

La notevole "metratura" messa a disposizione da Techland (che ripropone, tirato a lucido, lo stesso motore grafico utilizzato in Call of Juarez e Nail'd) ci permette infatti di poterci sottrarre alle attenzione dei nostri nemici dandocela letteralmente a gambe. Ovviamente una tale vastità di territorio consente anche una vasta esplorazione, spesso ripagata da oggetti di varia utilità, denaro sonante e indizi utili a comprendere cosa sia realmente accaduto sull'isola e  che sveleranno dettagli sui "interessanti" sui nostri compagni d'avventura.

L'elevato dispendio "poligonale" per la realizzazione degli ambienti ha in parte inciso in quella dei protagonisti e dei nostri avversari. Intendiamoci, il tutto risulta abbastanza gradevole all'occhio ma non si possono fare a meno di notare le texture "gommose" riservate agli zombi che se osservati nel dettaglio risultano forse meno convincenti di quanto invece avrebbero meritato. Fortuna vuole che spesso la freneticità dell'azione e l'urgenza di portare a termine le missioni in corso, aiutino a chiudere un occhio su alcuni deficit poligonali.

Decisamente migliore, invece, la realizzazione degli ambienti, dove il Chrome Engine sembra veramente trovarsi a suo agio nel proporre una natura credibile e rigogliosa, edifici ricchi di dettagli e una illuminazione capace di sbalordire l'occhio negli ambienti esterni e di creare stati di tensione e ansia negli spazi chiusi quando sarà la sola torcia a farci compagnia. Ottimo anche il comparto sonoro dove ovviamente spicca il doppiaggio anglofono, con una buona recitazione dei personaggi, sottotitolati in italiano, e un'ottima prova "zombesca" con lamenti e urla di sottofondo che in alcuni momenti riescono, letteralmente, a raggelare il sangue.

Con tali premesse, la durata complessiva di Dead Island si attesta su livelli piuttosto importanti, sicuramente superiori alle 20 ore, che comprendono ovviamente l'avventura principale e la marea di sottoquest che vi saranno proposte. Fortunatamente la buona varietà di situazioni messe in campo da Techland e il buon ritmo generale dell'avventura scongiura noiose ridondanze e quindi l'inevitabile noia, tanto più che la possibilità del multiplayer cooperativo (con drop in/out in qualsiasi momento), rappresenta una variante di particolare interesse e divertimento assicurato.

8
Una piacevole novità, questo Dead Island che prende alcuni elementi classici di giochi di ruolo e action games in prima persona e li adatta alla perfezione ad un ambiente di gioco che sembra andare tanto di moda in questo periodo. Anche se sicuramente ci sono alcune cose da limare, grafica e immediatezza del cambio armi su tutti, ci sentiamo di consigliare Dead Island su tutta linea, in particolar modo per le buone possibilità offerte dal multiplayer cooperativo che rappresenta molto più di un voler rispettare a tutti i costi le mode del momento. Buona vacanza a tutti!