Recensione Dante's Inferno

Lasciate ogni speranza, Voi ch'entrate (Inf. III, 9)

di Tommaso Alisonno
Nel 1191, i crociati guidati da Riccardo Cuor di Leone conquistano la città di Acri e prendono in ostaggio trecento saraceni, da utilizzare come merce di scambio col Saladino; i negoziati si protraggono per mesi e la prigionia sfocia inevitabilmente in una rivolta: tra i cavalieri crociati presenti c'è anche un fiorentino di nome Dante, figlio di Alighiero e innamorato della bella Beatrice. Nella rivolta Dante viene ferito a morte, e si trova al cospetto della Morte che gli annuncia la sua eterna condanna: forte della sua fede nell'indulgenza plenaria, Dante contesta questo giudizio e sfida la Morte a duello, sconfiggendola con la sua stessa falce. Al suo ritorno a Firenze, e dopo essersi cucito addosso la croce di stoffa a cui deve la salvezza, il crociato scopre però che Alighiero e Beatrice sono stati assassinati. Peggio ancora: gli appare l'anima della sua bella che, con estrema sofferenza, gli rivela di aver stretto un patto con Lucifero, e adesso deve seguirlo all'Inferno per causa sua. A Dante non resta altro da fare che impugnare la falce e addentrarsi negli inferi in cerca di redenzione per sé e la sua amata.

Avrete notato che in questo riassunto dell'introduzione di Dante's Inferno ci siamo sempre riferiti al protagonista come “crociato” e mai come “poeta”: la nostra mira era quella di riuscire in questo modo a creare una dicotomica omonimia tra il personaggio del gioco ed il sommo padre della lingua italiana, nato d'altronde oltre settant'anni dopo gli eventi narrati. Le similitudini tra i due personaggi sono comunque fortissime: EA ha sempre ampiamente confermato come il gioco sia stato progettato traendo ispirazione dalla Divina Commedia, ed anche semplicemente paragonando il modello del crociato con i ritratti del sommo poeta la somiglianza è volutamente notevole; non ultima, la guida di Dante all'Inferno sarà il poeta latino Virgilio.

Il gioco preso in sé per sé stesso, tralasciando per un attimo il nutrito e pittoresco substrato religioso, politico, poetico e culturale dell'opera letteraria, si configura come un action in terza persona con una tendenza spiccata verso il piacchiaduro ad arene consecutive, uno di quei giochi insomma in cui si accede ad un area e si combatte coi mostri nemici finché non si libera il passaggio verso l'area successiva. Non mancano comunque, e sono numerose, zone da affrontare con sequenze di salti o oscillazioni tra le corde, o ancora enigmi da risolvere per sbloccare meccanismi e serrature; soprattutto sono numerose le aree segrete, solitamente contenenti reliquie o altri item speciali, necessari per sbloccare risultati particolari.

Nel suo peregrinare ultraterreno, Dante avrà a disposizione due armi: la prima, ovviamente, è la falce della Morte, per la quale avrà a disposizione un comando per l'attacco rapido e uno per l'attacco potente; la seconda è la Croce di Beatrice, capace di emettere fasci di pura luce paradisiaca e che pertanto costituisce la principale arma a distanza del protagonista. Essenzialmente i tre comandi (falce veloce, falce potente e croce) sono indipendenti, ma con un po' di pratica è comunque possibile incastrarli tra loro in modo da ottenere combo interessanti, aggiungendo il tasto del salto (doppio), la parata e l'analogico destro utilizzato per lo scatto difensivo.

L'ultimo tasto “base” è quello che permette di afferrare i nemici: in vari casi, Dante si limiterà ad arpionarli con la falce per poi scagliarli a distanza, azione molto utile soprattutto nel caso di nemici esplosivi, ma in molti altri casi sarà possibile decidere la sorte del malcapitato, a scelta tra la Redenzione e la Dannazione; per i nemici più tosti sarà comunque necessario ridurre il loro vigore con attacchi classici prima di poterli “terminare” in questo modo. La stessa scelta andrà operata ogni qualvolta Dante incontrerà una delle anime dannate famose, che poi sono personaggi citati nel poema (il primo è Ponzio Pilato e l'ultimo il Conte Ugolino, passando per Paolo e Francesca o Brunetto Latini): in caso di Condanna, Dante si limiterà a trafiggerli con la falce, mentre in caso di Assoluzione si attiverà un minigioco di tempismo in cui bisognerà annullare i loro “peccati” sottoforma di gemme luminose.

La scelta tra Dannazione e Redenzione non è solamente simbolica: ogni atto andrà a riempire un differente indicatore di “esperienza” e raggiungendo determinate soglie si renderanno disponibili nuovi power-up, che andranno comunque acquistati spendendo le “anime” dei nemici abbattuti. In linea generale il percorso della Dannazione mira a potenziare gli attacchi di Falce e i poteri distruttivi di Dante, mentre quello della Redenzione migliora la Croce e garantisce incrementi difensivi; non mancano comunque le eccezioni. Tra i poteri così ottenuti spiccano le combo particolari, o i cosiddetti “Incantamenti”, veri e propri incantesimi ed attacchi speciali che andranno ad aggiungersi a quelli che si renderanno disponibili semplicemente seguendo la trama.

La realizzazione grafica è veramente appagante: cominciando dagli ambienti, diremo che sono stati realizzati con una cura molto valida dei particolari, e sebbene inizialmente la discesa nell'Inferno possa far pensare a una sequela di stanze tutte pericolosamente simili tra loro, così non è assolutamente. Soprattutto c'è un'attenzione particolare nella cura delle textures e dei dettagli delle strutture: trovarsi al cospetto della Porta del Pensatore di Rodin è veramente suggestivo. Proprio per questo motivo, però, alcuni ambienti meno curati tendono a essere meno gradevoli, e uno di questi è proprio il cimitero in cui comincerete a giocare.

I modelli di Dante e dei nemici più importanti sono tutti realizzati egregiamente: tralasciando Cerbero, per il quale è stata fatta una scelta stilistica azzardata, tutti i boss riempiono gli occhi, e l'animazione della falce della Morte è sempre spettacolare. Ottimi anche tutti gli effetti speciali di fuoco, ghiaccio, vento, luce sacra o lampi violacei, frutto di attacchi speciali, trappole o incantamenti. Meno entusiasta il giudizio sui modelli dei mostri minori, soprattutto gli schiavi, ma il lavoro di motion capture è comunque notevole. Le uniche osservazioni veramente negative sulla grafica sono la mancanza di una telecamera libera (ricordiamo che l'analogico destro è stato utilizzato per lo scatto di evasione) e un anti-aliasing pressoché assente.

La maggior parte delle cinematiche sono realizzare in tempo reale col motore di gioco, oppure con una sorta di “cartone animato”, o meglio ancora “fumetto animato”, molto in stile anni '60, usato  per tutti i flashback del protagonista; sono presenti però anche alcuni splendidi filmati in CG. La colonna sonora è utilizzata prevalentemente per questi eventi, più gli scontri boss o le situazioni particolarmente ricche di pathos, proponendo temi dal gusto sacro e gregoriano, o meglio ancora da requiem. In tutte le situazioni in cui la musica non è presente, comunque, non sarete assolutamente al silenzio: in qualsiasi momento sarete accompagnati dalle urla, dai gemiti e dalle frasi dei dannati che vi circondano, dallo stridere dei meccanismi eternamente arrugginiti, ed in generale dal suono d'ambiente. Ottimi i doppiaggi: primo premio per Virgilio, ultimo classificato, ahilui, Dante.

Prendere confidenza col sistema di controllo è questione di meno di un minuto, visto che all'inizio dovrete in effetti gestire solo la falce (anzi, in realtà si inizia con un'alabarda), e solo in seguito arriveranno la croce e gli incantamenti; per le combo speciali, poi, avrete tempo di impratichirvi, visto che prima di accumulare le anime sufficienti per sbloccarle passerà un bel po' di tempo. Quello che ci ha lasciato un po' perplessi è la regolazione della difficoltà: all'inizio abbiamo avuto qualche problema a venir a patti con le orde nemiche, tanto da chiederci se non fosse il caso di abbassare la difficoltà da “Folle” (ossia Normale) a “Classica” (Facile). Proseguendo, per un po' di tempo le cose sono addirittura peggiorate, ma arrivati ad un punto di svolta, in concomitanza con l'acquisizione di alcuni potenziamenti mirati, i nemici, seppur potenziati, hanno cominciato a costituire un problema minore. Una volta superate le porte della città di Dite il gioco è tutta discesa...

I combattimenti d'altronde non sono l'unico ostacolo con cui avrete a che fare: piattaforme, trappole, sistemi di funi sospese ed oscillanti, blocchi da spostare, piastre a pressione, leve e carrucole ci terranno più volte occupati, rendendo spesso molte arene meno immediate di quanto si possa pensare al primo sguardo. Nel gioco abbondano i checkpoint da cui ripartire in caso di gameover; viceversa scarseggiano i savepoint, soprattutto nella parte centrale, e non è raro il caso di boss seguiti da altri 5-10 minuti di gioco prima di poter assicurare la posizione. Qualche pecca, certo, ma ben nascosta in un'esperienza di gioco che tiene il giocatore incollato alla sedia dal primo zombie fino allo scontro finale con Lucifero.

Lucifero che merita una menzione d'onore: più Miltoniano o Mefistofelico che non Dantesco, il Signore degli Inferi è il personaggio meglio caratterizzato del gioco, con un modo di fare al tempo stesso compassato e strafottente ed una lingua che non sempre è facile rendere così tagliente. Viceversa, alcuni altri elementi del gioco possono essere addirittura disturbanti per un utente occasionale: parliamo non già dei massacri gratuiti a cui siamo abituati da molti altri titoli, ma piuttosto di un'ostentazione di volgarità forse eccessiva nel girone dei lussuriosi - a chi ha avuto da ridire su Bayonetta, sconsigliamo di guardare cos'è diventata Cleopatra - o del fatto che persino i bambini non battezzati del Limbo siano diventati carne da macello.

Per portare a termine la vicenda dall'inizio alla fine a difficoltà intermedia si impiegano si e no una decina d'ore, che di base sarebbe un tempo discreto per un action del genere. In seguito è possibile rigiocarlo da capo importando tutti i potenziamenti dalla partita precedente - anche perché è praticamente impossibile ottenere tutti i power-up in una sola tornata - oppure cimentarsi nell'arena “Porte dell'Inferno”: una sorta di survival in cui dovremo superare ondate successive di demoni con un limite di tempo da rispettare. Ma è nella ricerca dei vari segreti che il gioco presenta forse la sfida più interessante: nell'Inferno sono infatti disseminate svariate “reliquie”, come il remo di Caronte o l'oro degli Avari, che conferiscono a Dante capacità particolari, ma non sempre saranno immediatamente visibili.

A queste si aggiungono le trenta monete d'argento di Giuda e le tre gemme della Croce di Beatrice, queste ultime particolarmente difficili da individuare. Infine, c'è la ricerca delle ventisei anime dannate, forse l'obiettivo più facile (si consegue anche alla prima partita), ma anche quello più interessante, visto che ci presenta i personaggi danteschi (alcuni assolutamente anacronistici per la storia del crociato, visto che sono contemporanei del poeta). Per aprile è inoltre prevista l'espansione “Tormenti di Santa Lucia”, che metterà in mano ai giocatori non solo l'editor di livelli aggiuntivi, ma persino la possibilità di giocare in co-op online, guidando indifferentemente Dante o, appunto, la sua protettrice Santa Lucia. Al momento attuale, però, il titolo è esclusivamente SinglePlayer, ma non per questo non costituisce un'esperienza di gioco completa ed appagante: se non avete paura di fronteggiare i peggiori diavoli dell'inferno, dategli certamente un'occhiata!

8
Dante's Inferno è un action game dalle forti tinte beat'm'up completo, divertente, immediato, coinvolgente e realizzato con una cura spasmodica degli ambienti e dell'atmosfera, complice un utilizzo veramente interessante del sonoro ambientale. Il distinguo da effettuare tra il protagonista e il poeta alla cui opera il gioco si ispira è un atto dovuto che legittima l'opera e la assolve da qualsiasi “licenza poetica” gli sviluppatori si siano presi. Lascia un po' perplessi la curva della difficoltà non regolare, ma in generale un ottimo gioco che gli appassionati non dovrebbero lasciarsi sfuggire, anche se alcune cose potrebbero risultare disturbanti...