Recensione Crysis

La rivoluzione FPS targata Crysis.

di Matteo Thomann
Sviluppato dalla software house tedesca Crytec, già autori dell'ottimo Far Cry, Crysis è lo sparatutto in prima persona che ha fatto impazzire d'attesa tutti gli appassionati del genere. Non si ricordava così tanto hype attorno ad un titolo dai tempi di half life 2., in particolar modo per l'elevata qualità tecnica e artistica del materiale mostrato, tanto da instillare in molti il dubbio di immagini e video abilmente ritoccati grazie alla computer grafica. Per fortuna, si sbagliavano.

Ambientato nel 2019, Crysis ci da la possibilità di vestire i panni di "Nomad", membro di una squadra speciale dell'esercito americano, catapultato su un'isola tropicale nel Pacifico, alla ricerca di un team di archeologi americani di cui non si sono perse le tracce. L'unica cosa che sappiamo è che l'esercito Nord Coreano ha invaso l'isola, l'ha messa in quarantena e ha evacuato tutta la popolazione civile. Per portare a termine il nostro compito abbiamo a disposizione le solite armi: binocoli speciali, visori ad infrarossi ma soprattutto la nanotuta, l'ultimo ritrovato della tecnologia militare americana (...e non solo). La nanotuta interagisce con il nostro corpo e per un breve periodo, indicato da una barra di energia, ci permette di aumentare la nostra velocità, la resistenza ai colpi o la forza fisica. Utilizzata in modalità mimetica, ci rende invisibili al nemico, anche se al primo colpo sparato, torneremo visibili e con il problema di non avere più energia da utilizzare come "armatura". L'ultima funzione della nanotuta non influenza le nostre prestazioni sul campo ma è un sotto menù dedicato al potenziamento delle armi in nostro possesso. Ogni arma è infatti modificabile in tutte le sue parti e quindi, oltre alla selezione della modalità di sparo tra raffica e colpo singolo, potremo aggiungere mirini laser, telescopici e d'assalto, silenziatori e lanciagranate e chi più ne ha ne metta.

A differenza di altri sparatutto in prima persona, i quattro livelli di difficoltà di Crysis, non si differenziano solamente per l'efficienza dell'intelligenza artificiale avversaria. Se sceglierete di giocare a livello delta, per esempio, i coreani parleranno in coreano e sarà quindi impossibile capire cosa si dicono tra di loro quando si preparano ad attaccarvi. Oltre a questo, il vostro binocolo sarà meno efficace nell'individuazione dei nemici e non verrà visualizzato nessun mirino se non quando utilizzerete l'iron sight o lo zoom. Ci metterete un po' di più nelle situazioni più intricate, ma il coinvolgimento sarà totale.

E così eccoci qua, è notte fonda e siamo in volo sopra i mari del pacifico quando qualcosa ci urta, ci blocca le funzioni della nanotuta ma non il paracadute. Dopo un atterraggio di fortuna, la tuta viene ripristinata da remoto e ci riuniamo con un compagno di squadra. Riceviamo una comunicazione da un terzo membro del team, rimasto impigliato col paracadute tra i rami di un albero, ma mentre ci parla succede qualcosa di terribile. Si sentono urla e versi agghiaccianti: le cose non stanno andando per il verso giusto. Quando lo raggiungiamo, troviamo il suo cadavere appeso a testa in giù assieme a 4 coreani mutilati. C'è qualcosa li fuori nella giungla, e non è niente di umano.

La campagna di Crysis inizia così e ci porterà a visitare ogni parte dell'isola, dai villaggi presidiati dalle truppe di occupazione coreana all'enorme porto sulla costa, dagli accampamenti nemici sulla spiaggia agli avamposti sulle montagne.

Alla fine del primo livello la presenza aliena sull'isola si paleserà davanti ai nostri occhi ma sempre in maniera fugace. A parte queste rapide apparizioni infatti, saremo troppo presi dagli scontri con le truppe dagli occhi a mandorla fino a quando, investigando all'interno di alcune grotte non ci imbatteremo in un astronave aliena. Questo è sicuramente il livello più intrigante dell'intera campagna, ed anche se si tratta più che altro di esplorare le varie zone per trovare l'uscita, l'assenza di gravità renderà le cose molto più complicate del previsto.

Una volta usciti dall'astronave, ci troviamo di fronte ad un paesaggio innaturale. L'isola tropicale, piena di vegetazione lussureggiante e rigogliosa è assalita da una tempesta di neve, scatenata dagli eventi straordinari che stanno accadendo all'interno della montagna.

Partiti con compiti di inflitrazione e recupero ostaggi, ci ritroviamo invece a difendere la terra da un invasione aliena in piena regola. A spezzare il ritmo incalzante delle missioni a piedi ce ne saranno alcune da compiere a bordo di veicoli. Saliremo a bordo di un carro armato e anche su un VTDL, una via di mezzo tra un astronave ed un aereo a reazione, ma potremo usare qualsiasi mezzo delle forze coreane nel caso lo ritenessimo utile alla nostra missione.

Se per quanto riguarda la trama non c'è niente di veramente nuovo, non si può dire così per la realizzazione grafica e fisica delle ambientazioni entro le quali ci muoveremo. Così come ampiamente previsto, Crysis rappresenta la miglior realizzazione tecnica di sempre, e ci azzardiamo a dire che lo rimarrà verosimilmente per parecchio tempo. Quante volte c'è capitato di dimenticarci completamente della missione da compiere solo per ammirare il paesaggio che si stagliava davanti ai nostri occhi? Il sistema di illuminazione dinamica non ha rivali soprattutto perchè è applicato all'interno degli immensi spazi aperti. Una cosa sono le ombre proiettate da una lampada dentro un corridoio, un'altra cosa sono quelle proiettate dagli alberi e dai personaggi sugli immensi territori predisposti da Crytek.

Le texture sono oltremodo definite e a parte i muri di qualche abitazione, non c'è proprio nulla che non stabilisca un nuovo standard di qualità. Si potrebbe partire da quelle del terreno per arrivare a quelle dei veicoli senza dimenticare l'incredibile dettaglio di quelle che caratterizzano gli stessi personaggi giocanti, capaci di espressioni facciali dedicate ad ogni tipo di situazione che si troveranno ad affrontare. Li vedrete socchiudere gli occhi per mettere a fuoco la visuale, sbarrarli dalla paura quando li prendete per il collo oppure rimanere verosimilmente sorpresi quando gli scomparirete davanti.

Il livello dell'astronave aliena è qualcosa di spettacolare. Vagare a gravità zero per questi corridoi tra trasparenze e luci azzurre non ha prezzo come direbbe un famoso spot televisivo.

Senza contare l'uscita dalla stessa a mo di roller coaster con la conseguente scoperta del cambiamento climatico avvenuto sull'isola. La sensazione di freddo che si percepisce camminando tra le valli e le montagne che fino ad un attimo prima erano la cartolina perfetta per la vacanza alle isole Figi è indescrivibile. La chicca è la mascherina della nanotuta che piano piano si gela se rimanete fermi.

Per far girare decentemente tutto questo ben di dio, bisogna avere almeno un processore dual core con una scheda grafica di fascia alta. Per potersi gustare il massimo del dettaglio con un framerate decente è al momento indispensabile un sistema SLI. Il nostro sistema di prova, equipaggiato con un Intel Core 2 Duo E6600 overcloccato a 3,33ghz, 2 gb di ram e 8800GTX overcloccata, non ci ha permesso di avere una media superiore ai 20fps ad una risoluzione di 1280x1024 (con AA disattivato e AFx16). C'è da dire che nessuno vi obbliga a giocarci con tutte le opzioni grafiche al massimo, anche perchè i settaggi medi e alti garantiscono una qualità visiva impressionante. L'audio è anch'esso di ottimo livello. Gli effetti sonori di sottofondo contribuiscono a creare l'atmosfera giusta per ogni ambientazione. Anche il rumore dei passi è ricreato perfettamente per ogni tipo di superficie calpestata e riuscirete a capire facilmente da che parte stanno arrivando i nemici, senza doverli vedere (soprattutto in modalità multiplayer dove non sempre c'è il radar a disposizione).

Le esplosioni sono potenti a tal punto da stordirvi e le musiche non sono mai troppo invasive ma intervengono solamente nei momenti topici. Abbiamo provato a giocarlo sia in italiano che in inglese e anche se la versione in inglese è da preferire come qualità della recitazione, non ci si può lamentare della traduzione e del doppiaggio nostrano, sebbene la voce robotica della versione inglese che descrive le azioni che compiamo sulla tuta è però inarrivabile.

Per quanto concerne la fisica, Il mondo creato da Crytec permette una interazione praticamente globale. Forse non proprio totalitaria, ma talmente profonda che oltre ad essere estremamente coinvolgente, ci darà la possibilità di sfruttarla a nostro favore durante gli scontri a fuoco ma anche di subirla fino alla morte in situazioni che in altri giochi avremmo ritenuto "sicure".

Come non ricordare quando dopo aver ucciso un paio di nemici, ci siamo nascosti dietro un albero, cadutoci addosso dopo che i compagni dei defunti si sono messi a sparare all'impazzata nella nostra direzione. Oppure quando dopo aver abbattuto un elicottero con il lanciarazzi, abbiamo visto precipitare la sua carcassa sopra una baracca, uccidendo i soldati all'interno. Oppure ancora quando abbiamo attirato l'attenzione delle truppe nemiche verso un distributore di benzina lanciando oggetti, per poi farli saltare tutti in aria con una bella bomba a mano, per la gioia degli amanti dei fuochi d'artificio.

Questa non linearità degli rende Crysis unico nel suo genere. Ogni volta che abbiamo dovuto far ricorso al caricamento di una partita salvata, ci siamo trovati di fronte ad una situazione diversa da quella precedente, nonostante si trattasse di dover affrontare la medesima situazione. E ovviamente le cose cambiano ulteriormente se si affrontano le missioni da percorsi e in ordine differenti.

Uno degli aspetti più controversi di Farcry era sicuramente l'Intelligenza Artificiale avversaria. Anche Crysis non è da meno e ricalca fedelmente i pregi e i difetti del suo predecessore, quasi fosse stata presa pari pari e riadattata al nuovo gioco, con l'aggiunta delle reazioni ai vari superpoteri della nanotuta. Ancora una volta Crytek sembra voler puntare su una sorta di IA "di gruppo". Gli squadroni di coreani e in seguito gli alieni si muovono come se ci fosse qualcuno a coordinare le loro mosse. Se qualcuno di loro sente un rumore, chiama gli altri in aiuto, ed assieme tentano tecniche di accerchiamento, perlustrando poi la zona di avvistamento se non riusciranno a snidare il vostro nascondiglio. Purtroppo, alle volte, capita di uccidere un soldato e notare che un suo compagno a una decina di metri di distanza non si accorga di nulla, nemmeno quando l'uccisione avviene dentro il suo campo visivo. L'IA del singolo presenta invece qualche fastidiosa pecca. Una volta avvistati da un nemico in una particolare posizione, dopo aver attivato l'invisibilità, ci si aspetterebbe una bombetta per stanarci. Ogni tanto succede, ma succede più spesso che il poveretto ci passa davanti camminando quatto quatto come se l'uomo invisibile fosse lui e non noi. Giusto avvicinarsi di soppiatto, ma una volta accertata la nostra assenza, sarebbe stato molto più relistico vederlo battere in ritirata verso i suoi compagni, in attesa di eventuali mosse false.

Il risultato è che ci troveremo spesso costretti ad utilizzare l'invisibilità per far fuori i nemici uno ad uno sfruttando la loro scarsa percezione del pericolo. Se questo tipo di approccio non vi dovesse soddisfare però, basta abbassare il livello di difficoltà e saremo di nuovo il Rambo della situazione.

La durata della campagna single player varia molto a seconda del livello di difficoltà scelto. Un giocatore esperto di FPS non ci impiegherà più di 15 ore alla massima difficoltà. Tutto dipende dalla vostra abilità nel muovervi e dalla vostra mira, dal momento che a parte il livello dell'astronave aliena, non ci è mai capitato di trovarci bloccati da qualche enigma o in situazioni particolarmente complicate. Dopo aver finito la campagna in singolo, Crysis propone anche due modalità multiplayer per poterci divertire con i nostri amici in carne ed ossa. Purtroppo a causa del troppo carico di lavoro sulla cpu, ci sono due tipi di server multiplayer, uno dx9 e uno dx10. Oltre alla mancanza del day-cycle, la modalità più leggera in dx9 non contempla nemmeno la fisica avanzata che permette di radere al suolo costruzioni ed alberi.

La prima modalità si chiama Instant Fight e non è altro che il classico Deathmatch. Peccato non sia stato previsto anche il Team Deathmatch ma non pensiamo sarà difficile implementarla in futuro con una patch oppure tramite i soliti mods che verranno partoriti dalla comunità online. La seconda modalità si chiama Power Struggle ed è decisamente più complessa nonché accattivante. Due teams si affrontano per recuperare e proteggere la tecnologia aliena. Per fare questo, bisogna eliminare la presenza nemica nella zona. Osservando La mappa, possiamo notare che ci sono delle zone sensibili che dobbiamo conquistare per diversi motivi. Per conquistarli basterà sostarci per circa una decina di secondi. I siti contrassegnati da una bandiera sono dei bunker che permetteranno al nostro team di "spawnare" più vicino alle altre zone sensibili oppure di acquistare altri armamentari. Quelli contrassegnati da un fulmine indicano invece le zone dove viene studiata la tecnologia aliena, indispensabili per incamerare l'energia necessaria per la costruzione delle armi aliene. Esse saranno acquistabili solamente nella fabbrica dei prototipi, assieme alle armi di distruzione di massa. Solo con quest ultime sarà possibile distruggere il quartier generale del nemico, azione che determinerà la fine della partita.

Risulta quindi evidente che l'occupazione della fabbrica di prototipi è fondamentale per le sorti dello scontro, ed quindi indispensabile attaccarla se è in mano al nemico o difenderla se è in mano vostra. Sul campo di battaglia sono presenti altri siti strategici come la fabbrica militare, il cantiere navale, più altri cantieri per velivoli e mezzi di trasporto di tutti i tipi. Tralasciando il deathmatch ormai trito e ritrito, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla modalità power struggle. Se durante i mesi di beta testing capitava spesso di trovarsi in server di gioco dove la metà dei giocatori appariva disorientato, adesso sembra che la maggior parte dei frequentatori abituali dei server di gioco abbia metabolizzato a dovere questa particolare modalità. Purtroppo, la possibilità di conquistare avamposti nel mezzo del territorio nemico, senza avere la limitazione agli avamposti adiacenti a quelli del proprio team (come in Onslaught di UT2004 con i suoi "nodi") rende il gioco un po' caotico, con un continuo rimbalzare da una parte all'altra della mappa. Siamo curiosi di vedere se avrà seguito tra i giocatori professionisti.

9
Crysis mantiene tutte le promesse e si candida tranquillamente a sparatutto dell'anno assieme a Bioshock e Call of Duty 4. Grafica da urlo, fisica senza precedenti e interazione con l'ambiente non vincolata ad enigmi specifici sono i 3 ambiti principali dove questo prodotto sbaraglia nettamente la concorrenza. Il gameplay "aperto" della prima parte della campagna, fa si che Crysis offra al giocatore una miriade di situazioni assolutamente non lineari. Ci sono decine di approcci diversi per completare ogni obbiettivo richiesto e ci è capitato spesso di tornare indietro con i salvataggi solo per affrontare una situazione in maniera differente e vedere come sarebbe andata a finire. La seconda parte della campagna più lineare, invece, ha dato modo a Crytec di lavorare un po' di più sull'aspetto cinematografico della trama, che si conclude con una delle scene più epiche che si ricordino.