Recensione Crash Twinsanity

di Stefano Guzzetti
Un anti-Mario diventa famoso...

Ormai lo sanno tutti, dopo la saga Super NES contro Mega Drive, un'altra delle pagine più importanti della storia dei videogiochi è quella che parla dell'impossibile contrasto del Nintendo 64 contro la Playstation; una vera utopia dal momento che la console di casa Sony ebbe una capillarizzazione mondiale a dir poco impressionante ed impiantò anche la base dell'attuale successo della PS2. Tutto questo però non nacque a caso e, a parte i soliti meritevoli sforzi di Sony in campo di marketing e pubblicità, a dare una grossa spinta alla crescita del popolo dei 'pleistescionari' fu la presenza di un nutrito team di saghe e mascottes che conquistarono il cuore di milioni di persone. Tralasciando i vari Resident Evil, Ridge Racers ecc., un personaggio come Crash (alla stessa stregua del draghetto Spyro) venne creato ad arte per dare agli utenti Sony un prodotto succedaneo di Mario, idraulico onnipresente negli anni ';80/'90. Il successo fu immediato e molti bambini (e non solo loro) divorarono letteralmente i tre episodi di Crash, come sempre in eterno contrasto con il dottor Cortex. Col passaggio ai 128 bit però le cose non andarono come sperato, inoltre Crash non fu più un'esclusiva Sony (viste le recenti capatine nelle consoles Nintendo e Microsoft), e il livello qualitativo stesso della serie ha conosciuto un lieve declino. Ma con questo nuovo episodio le cose cambiano in maniera abbastanza drastica. Andiamo a vedere perché...

Addio binari maledetti

La prima cosa che notiamo e che oltre a farci piacere porta una grande ventata di novità è la possibilità di far muovere Crash dove ci pare e piace. Non più, quindi, percorsi obbligati e prestabiliti, non più fastidiosissimi binari, ma una graditissima libertà di movimento. Questo è un bene anche perché i livelli sono ben studiati ed è un piacere gironzolare a nostro piacimento per gustarci l'ottimo lavoro di design svolto dal team di programmazione. I controlli inoltre sono davvero ben congegnati e si prestano al comando dei due personaggi, indipendentemente dalla situazione in cui ci troviamo. Infatti in Crash: Twinsanity avremo la possibilità di usare Crash e Cortex in maniera combinata; ovvero, il famigerato dottore arcinemico di Crash potrà essere usato come un martello dall'alto potere distruttivo e quant'altro ancora. Non sempre però le cose vanno per il verso giusto e, come da tradizione di questa saga, a rovinare la festa ci si mette la telecamera approssimativa. Capita infatti che a che essa ci fornisca una visuale in cui purtroppo non potremo realmente vedere dove andremo a finire e spesso e volentieri dovremo reiniziare una fase parecchie volte. Al di là di questo però il resto del gioco si fa notare per gradevolezza e spensieratezza, compresa una curva di difficoltà crescente ben studiata e bilanciata. Da ricordare comunque che, a parte la libertà di movimento a 360 gradi, per il resto Crash: Twinsanity rimane comunque un solido e robusto platformer che farà divertire non solo i più piccini ma anche i giocatori più smaliziati. Infatti nel gioco avremo la possibilità di raccogliere 6 gemme colorate in ogni livello; così facendo potremo sbloccare varie features come filmati, dietro le quinte e altro ancora. Beh, raccogliere tutte le gemme non è certo cosa facile e dona al titolo un'elevato fattore di rigiocabilità. Da notare anche la presenza di alcuni personaggi nuovi come la nipote del dottor Cortex, caratterizzata da un enorme braccio meccanico. Insomma, questo nuovo episodio è davvero fresco e ben fatto che la voglia di giocarci, se siete dei fan della serie, non vi mancherà di certo.

Hey Cortex!

Le musiche del nuovo titolo dedicato a Crash non brillano certo per originalità eppure riescono in un certo qualmodo a intrattenere con spensieratezza; nulla di memorabile, insomma, e comunque fanno egregiamente la loro parte. Ma il vero protagonista della parte sonore di Twinsanity è il comparto dei dialoghi di fine livello; esilaranti, con trovate davvero geniali e divertenti, sono quello che in linea di massima salva questo titolo dalla routine gioco-a-la-Crash.

Che la saga continui...

Possiamo definitivamente dire che questa volta la saga è salva: dalla piattezza, dalla ripetitività, dalla monotonia dei binari imposti dagli episodi precedenti, dall'anonimato delle installazioni recenti. Lunga vita quindi alla rinascita di Crash e del suo mondo; e soprattutto al nuovo martello ultra-potente, ehm, cioè, a Cortex.

7
Possiamo definitivamente dire che questa volta la saga è salva: dalla piattezza, dalla ripetitività, dalla monotonia dei binari imposti dagli episodi precedenti, dall'anonimato delle installazioni recenti. Lunga vita quindi alla rinascita di Crash e del suo mondo; e soprattutto al nuovo martello ultra-potente, ehm, cioè, a Cortex.