Recensione Contract Jack

di Alessandro Cossu

UN PREQUEL FRA PASSATO E FUTURO

Qualche stagione fa, i signori della Monolith sfornarono un titolo destinato a fare storia, uno sparatutto in prima persona (FPS) campione di incassi: sto parlando di quel "No One Lives Forever", che, sulla falsa riga delle avventure di James Bond e a metà strada fra Lara Croft e lo spione cinematografico "Austin Powers", si ritrovò ben presto con un vasto zoccolo duro di appassionati su e giù per il globo. A non molta distanza da questa prima uscita, gli amanti di Miss Archer, bella protagonista di NOLF, poterono gustarsi un sontuoso seguito intitolato, con un guizzo di fantasia, NOLF2, un gioco arricchito da notevoli componenti tipici di un GDR, come la crescita del personaggio e lo "sblocco" progressivo di varie abilità. Altri punti di forza di No One Lives Forever 2" , erano le missioni stealth e l'utilizzo di complicati gadget che rendevano il gameplay sempre vivo e attivo. Il titolo che ci viene presentato oggi dagli stessi programmatori, patrocinati dalla Vivendi Universal, si colloca in linea temporale fra il primo e il secondo episodio e, al posto delle sinuose curve di Cate Archer ci troveremo a controllare i muscoli di tal Jack, che, come suggerisce il suo acronimo, è "soltanto un altro killer a contratto". CJ si presenta in una bella scatola su due lussuosi Silver disk, ed è corredato da un discreto manuale interamente localizzato nella nostra lingua (a differenza del gioco stesso, che è tutto in Inglese).

L'installazione si porta via ben oltre 1,5 GB dal nostro disco fisso e, una volta settati i consueti parametri di controllo, siamo subito catapultati nei panni del nostro alter ego digitale, diritti all' azione: il nostro Jack sta vivendo un brutto quarto d'ora!Catturati e imbavagliati, alla mercé di due scagnozzi del nostro ex capo col quoziente intellettivo di uno zerbino, ascolteremo i motivi per i quali siamo stati condannati a morte: il nostro ultimo "contratto"non è andato come doveva e ci siamo ritrovati ad essere degli scomodi testimoni...ma con un poderoso colpo di reni, eccoci liberi e pronti al combattimento: un paio di colpi ben assestati e i nostri carcerieri sono cibo per i vermi, ma i loro amici non tarderanno ad arrivare...Dopo averne sforacchiati circa un centinaio, il nostro nuovo capo, un russo di nome Volkov (più banale di cosi non si poteva essere:scommettiamo che si chiama Dimitri, di nome?) ci ingaggerà per fermare l'ascesa politica/criminale/economica di una cosca mafiosa Italiana nota come "Danger Danger", il cui eclettico boss è un tizio che si fa chiamare "Il Pazzo". Notevole, vero?

Comincia cosi la nostra lunga avventura nei panni di questo scalcinato killer dall'aria un po' insonnolita (una delle foto qui in giro dovrebbe farvi capire di cosa parlo), in un titolo che si colloca perfettamente nella nutrita schiera degli FPS "a schiacciasassi", dove sparare a tutto ciò che si muove è imperativo e l'uso della materia grigia è ridotta assolutamente ai minimi termini. Alla Monolith hanno pensato di eliminare tutti i fronzoli e gli ammennicoli che rendevano gli illustri predecessori di CJ un sano mix fra azione e cautela, rendendolo di fatto una versione di Serious Sam dove non ci sono alieni da uccidere, sostituiti da sicari & mafiosi. Passando da Malta all'Italia, con una sana puntatina in Cecoslovacchia e ritorno, per finire niente popò di meno che sulla Luna (ricordate tutti la fine del primo NOLF,vero?) saremo chiamati ad uccidere decine e decine di killer, per un autentico bagno di sangue che farebbe impallidire la cascata dell'ematico liquido vista in Shining. Azione allo stato puro, quindi, per un buon 85% del gioco, mentre nella porzione rimanente dovremo preoccuparci di cercare medikit e munizioni, o di trovare il bottoncino che apre quella porta, quasi sempre proprio sotto il nostro naso, o quasi...un titolo assolutamente lineare con una gamma di varianti al gameplay pericolosamente vicina allo zero, se non fosse per qualche interessante sezione a bordo di una fantastica vespa rosso-rosata, o un divertente livello a bordo di una motoslitta.

Anche per la sezione armi, poche varianti rispetto ai predecessori: sono spariti tutti i gadget visti in NOLF e NOLF 2, che facevano tanto spy-movie anni '60, in favore di tre nuovi strumenti di morte, quali la violenta Desert Eagle (Max Payne Docet), il Disintegratore (arma di fantascientifica potenza, con soli cinque colpi) e il Cyclone Laser, un interessante fucile che ricorda quelli visti in Star Trek TNG. Punto di forza di CJ è la buffa caratterizzazione dei personaggi, che trova la sua punta di diamante nei surreali dialoghi ai quali assisteremo nel corso della nostra avventura. Conditi da una Stupidità Artificiale di scarso livello, i nostri nemici si produrranno spesso in conversazioni ai limiti dell'idiozia, fra commenti e battute sferzanti, passando per i migliori modi di torturare una persona, fino a qualche sano "vai a quel paese", sfornato nella lingua nostrana...impossibile non ridere!Dovreste poi sentire Jack urlare quando si scotta o viene ferito in modo lieve: "Ahiiooooo!"...

CHE MOTORE, GRANDE GIOVE!

Citazione per Doc Brown di "Back to the Future" che mi serve per introdurre una breve disamina degli aspetti tecnici di questo titolo, cominciando come è tradizione, dal comparto Grafico. Piccoli ritocchi e migliorie per lo Jupiter Engine, prodigioso motore grafico visto già all'opera nei precedenti capitoli della serie e tirato a lucido per l'occasione. Questo motore deriva direttamente dall'indimenticabile e abusatissimo LithTech che in tempi non troppo remoti ha mosso un cesto di titoli, (come ad esempio Kiss Psycho Circus, ma potrei citarne a decine) e anche in questa occasione non da adito a grosse polemiche. In linea generale, pur contando di una ottima realizzazione tecnica, Contract J.A.C.K. soffre di una diffusa mancanza di cura per il dettaglio che, già dalle prime battute da un senso di "già visto" e di "vecchio", che certo non fa piacere. Aumentando la risoluzione e il livello di dettaglio, le cose migliorano sensibilmente, ma siamo ancora un pochino troppo distanti dallo standard attuale. In ogni caso, la grande scalabilità dell'engine ci permetterà di giocare a livelli più che decenti anche se non disponiamo dei Computer della Nasa. Ottimi comunque gli effetti di luce e le locazioni esterne, davvero degne di nota. La prima sezione del livello in Cecoslovacchia, dove c'e' neve a profusione, è un vero spettacolo per gli occhi. Proprio come i due titoli precedenti, CJ consta di un comparto audio assolutamente all'altezza, ottimamente espresso sia nei sound Fx che nella colonna sonora. Musiche che riportano alla mente film di Bondiana memoria, mai invasive e sempre azzeccate ci accompagneranno per quasi tutta l'avventura, esaltando le situazioni più concitate. Ottimo anche il doppiaggio, con voci espressive che non risultano quasi mai fuori luogo. Qualche piccola pecca nell'effetto audio del mitra, non proprio realistico ma tutt'altro che sgradevole. CJ vince anche la sfida della giocabilità, con una curva di apprendimento di mezz'ora scarsa, anche per il neofita. La risposta ai comandi è sempre immediata e l'implementazione della "Mira Automatica", potrà essere una simpatica feature per chi si avvicina per la prima volta a questo genere di titoli. Anche a livello Hard, CJ non diventa eccessivamente ostico, cosi come a livello Easy non mostra il fianco a eccessive critiche. I tempi di reazione dei nostri nemici sono accettabili a tutti i livelli di difficoltà e, se non fosse come già detto, per delle scarse routine di Intelligenza Artificiale, quest'ultima ma non ultima fatica della Monolith sarebbe una vera sfida anche per il gamer più smaliziato... Prima di saltare al commento finale, è doveroso ricordare che CJ consta di una notevole modalità multiplayer, anche se, visto lo scarso successo dei titoli precedenti su questo versante, dubito che ci sarà un vero supporto per il gioco online in Italia. In ogni caso, è disponibile anche la modalità Lan, per giocare in rete locale contro i nostri amici.

6
Contract J.A.C.K. non assurgerà all'olimpo dei videogames come il miglior sparatutto della storia, ne, forse, farà parlare di se molto a lungo. Tuttavia è e resta un titolo degno di nota, che trova la sua unica, vera debolezza in una realizzazione forse troppo sollecita. Divertente e mediamente lungo per il suo genere, giocabile da tutti e violento quanto basta, lineare fino alla morte ma molto gradevole, CJ è una buona pausa fra una corsa in auto e una sparatoria con Max Payne, un titolo che, a partire dal prezzo, offre la possibilità di rinverdire - o scoprire - i fasti dei suoi predecessori, mentre ci si diverte a dare la caccia o a fuggire da buffi mafiosi che vogliono farci la pelle. Consigliato a chi ama i sparatutto e non è mai stanco di sparare a tutto ciò che si muove sul monitor.