Recensione Commandos Strike Force

Chi fa da se, fa per tre!

di Alessandro Cossu
LA GUERRA, OGGI

Correva l'anno 1998, quando i signori della Pyro Studios iniziarono la loro "trilogistica" avventura nel mondo di <> , probabilmente una delle saghe più amate dal popolo ludico. Oggi, la parte strategica di Commandos viene relegata in un angolo e il nuovo gioco patrocinato da Eidos, a dispetto del titolo, mostra una anima votata in todo all'azione - talvolta furtiva - sia pur con qualche componente "ragional-intellettiva", che ben si confà al mondo degli FPS. Per quanti non ne fossero a conoscenza, il team dei "Commando", è un team fondato, nel 1940, per volontà di Winston Churchill; una squadra d'elite, composta dai migliori uomini dei Guastatori, dei Genieri et Similia. Questi uomini erano in grado sia di fornire supporto alle operazioni su vasta scala, sia per un lavoro più...sottile, spesso dietro le linee nemiche. Il successo di questo gruppo fu tale che, dalle sue costole, nacquero successivamente importantissimi "Statement" militari, come i SAS o i Rangers USA. Ed è proprio nei panni digitali di una "Strike Force" di Commandos che ci caleremo nel momento in cui installeremo CSF sulla nostra macchina da gioco favorita.

Ma procediamo con ordine. Il gioco in esame è ambientato, come già accennato, negli anni che ruotano attorno al 1940, con tutto quello che ne consegue. La minaccia Fantasma...pardon, fascista, è diventata qualcosa di più che uno spauracchio, come la storia...e moltissimi titoli prima di questo...ci hanno amaramente insegnato. Al fine di dare supporto alle operazioni che si stanno svolgendo in ogni parte del mondo interessata alla Guerra, dovremo gestire al meglio i tre membri del nostro team, ognuno con peculiarità militari e fisiche ben precise.

George Brown, la spia, è un colonnello dell'Esercito Britannico, maestro in travestimenti e uccisioni silenziose; non perfetto negli scontri a fuoco, compensa questo handicap con la capacità di giungere di soppiatto alle spalle del nemico, strangolandolo. A fargli da supporto, troviamo il Berretto Verde Francis O'Brien, americano, nato con le armi in pugno, una macchina da guerra letale e precisa. Chiude il cerchio Bill Hawkins, cecchino di professione. L'uomo giusto per coprire le ritirate e sfoltire i crucchi che si pareranno sul nostro cammino.

In ognuna delle quattordici missioni disponibili in CSF, saremo chiamati a guidare un massimo di due personaggi; alle volte, invece, condurremo le nostre missioni in solitaria - con il personaggio predefinito dal computer, senza possibilità di "switchare" con gli altri membri del team - sfruttando al massimo le caratteristiche intrinseche del nostro commando. Viaggeremo attraverso la campagna francese, per poi navigare nei fiordi norvegesi e concludendo gioco e avventura nella martoriata città di Stalingrado.

Tecnicamente, il titolo Eidos porta con se i vantaggi e gli svantaggi di una produzione multiformato. Adatto alle console e al computer, "Commandos: Strike Force" è, fondamentalmente, uno sparatutto che non riesce ad elevarsi dalla massa di titoli affini, anche se dispone di buone carte da mettere sul tavolo.

Fin dalle prime battute, il gioco si mostra con una grafica non di altissimo livello, ma di sicuro impatto, a patto di possedere un computer che permetta di alzare al massimo tutti i dettagli, nonché l'applicazione dei vari filtri disponibili, AntiAliasing su tutti.

Scendere di prestazioni, significa sacrificare lo spettacolo visivo in favore della fluidità; sfortunatamente, le texture, anche se ben curate per le ambientazioni, risultano a tratti ripetitive, così come la mimica facciale dei personaggi. Buoni i movimenti dei nostri avversari e qualche locazione, specialmente quelle della campagne francesi, ci hanno favorevolmente colpito...anche se a tratti si sente il peso dell'assenza di un vero motore fisico. Molto meno piacevole l'Intelligenza Artificiale che comanda i nostri avversari. Premesso che, nel novanta per cento delle situazioni, basta stare in ginocchio per non essere visti da un nemico a trenta centimetri da noi, i bravi Tedeschi sono furbi come cannoli scaduti e reattivi come bradipi ubriachi, anche al massimo livello di difficoltà. La sfida che essi presentano in combattimento è pertanto pressoché nulla, anche in virtù del fatto che tendono a morire anche per un colpo di pistola sparato da sei chilometri. Molto più interessante è la componente stealth, quando si tratta di arrivare alle spalle del malcapitato e strozzarlo : peccato però che, alla decima identica animazione di fila, diventa noioso vedere il crucco di turno annaspare e morire.

A compensare un po' la stupidità artificiale dei nemici, interviene quella dei nostri compagni che, quando non sono sotto la nostra guida diretta, tendono a compiere meccanicamente alcune azioni, senza la benché minima iniziativa. Anzi, a volte il "pupazzetto" del nostro team sul quale non esercitiamo la nostra influenza, si fermerà in mezzo alla via, rimanendo immobile sotto il fuoco nemico.

Più che buono il comparto audio. A fronte di un doppiaggio in Italiano non proprio ispirato, troviamo invece una notevole colonna sonora, epica e coinvolgente, che accompagnerà le nostre sessioni con toni a tratti drammatici, davvero evocativi. Ottima la realizzazione di tutti i menù e dei sottotitoli.

Come (quasi) ogni buon sparatutto che si rispetti, anche CSF vanterà una più che discreta modalità multigiocatore, in LAN o sulla grande rete, con le classiche modalità; a queste, va aggiunta anche "Sabotaggio", di sicuro interesse.

Insomma, è indubbio che di carne al fuoco ne è stata messa tanta, ma la cottura non è stata proprio ottimale. Tuttavia, se vi piace la carne al sangue...magari poco condita...allora Commandos Strike Force è il vostro prossimo sparatutto.