Recensione Command & Conquer: Generals

di Daniele Palmas

ALLARME ROSSO!

Quale è l'unica saga strategica che possa rivaleggiare, in termini di fama, con il filone di Warcraft? Per chi conosce un minimo di storia videoludica la risposta è banale: i giochi marchiati "Command&Conquer" rappresentano una delle fondamenta su cui, successivamente, molti sviluppatori si sono basati per la realizzazione dei propri strategici. Pensate che, tra giochi stand-alone (il capostipite, Red Alert, Tiberian Sun, Red Alert II) e data disk (Covert Operations, Firestorm, Yuri's Revenge), ci avviciniamo alla quota di dieci differenti titoli! Sebbene tutte le realizzazioni non fossero dello stesso livello qualitativo (in generale, comunque, elevato), è innegabile che l'attesa per Generals fosse alta, anche per capire come gli sviluppatori avrebbero sfruttato il vantaggio di circa un anno rispetto al gioco Blizzard, che ci aveva offerto luccicanti effetti e una più che buona giocabilità limitata soltanto, a mio parere, dall'odiato meccanismo dell'upkeep. Per capirlo si dia inizio alla guerra termonucleare globale!

FUTURO PROSSIMO?

La situazione non è delle più rosee: l'Esercito di Liberazione Globale (ELG), un'organizzazione che rappresenta un nucleo di combattenti per la libertà (presunta) e di terroristi, ha collocato diverse roccaforti nelle repubbliche dell'Asia Centrale. Recentemente l'ELG è penetrato nella Cina Occidentale e ha iniziato a raccogliere consensi fra la popolazione per la creazione di uno stato indipendente in quella regione remota. Come era possibile immaginare la Repubblica Popolare Cinese non si è trovata molto d'accordo: la poderosa macchina bellica è stata, dunque, mobilitata per la repressione totale di questi moti rivoluzionari. Nonostante la superiorità numerica di mezzi e uomini schiacciante, l'esercito cinese sta incontrando inaspettate difficoltà: il tipo di guerra (in realtà guerriglia, spesso e volentieri urbana) messa in atto dai terroristi, utilizzando anche armi non convenzionali come mortiferi agenti chimici, mal si adatta alle caratteristiche dell'armata popolare, sicuramente possente, ma lenta nelle sue reazioni. La situazione è osservata con attenzione dal Consiglio di Sicurezza Mondiale (si legga: gli Stati Uniti): sebbene al momento attuale non siano contemplati interventi attivi nella zona di guerra, tutti gli esperti ritengono certo un prossimo invio di truppe statunitensi per pacificare la regione, estirpare la minaccia terroristica e restituire la pace all'umanità.

Come avrete capito sono tre le possibili fazioni da comandare (con le relative campagne costituite da sette missioni ciascuna): Repubblica Popolare Cinese, ELG, Stati Uniti, ognuna con i propri vantaggi e svantaggi. Gli sviluppatori, come si legge a pagina 100 del manuale "Il Perfetto RTS", hanno puntato molto sulla differenziazione tra i vari eserciti. Per capire il punto di forza dell'esercito cinese è sufficiente chiedersi quale sia il paese più popoloso del mondo: la Cina! L'economicità dei soldati e dei veicoli porta un generale cinese ad avere un vantaggio numerico rispetto alle altre fazioni in gioco; inoltre due particolari tipi di unità (la Guardia Rossa e il carro Battlemaster) aumentano la propria potenza di fuoco quando si spostano in gruppi numerosi. L'altra faccia della medaglia è che, come riporta il manuale, la qualità degli armamenti non viene tenuta in grossa considerazione nelle fabbriche cinesi (anche se, ad esempio, il carro Overlord può fare davvero un gran male). L'arma finale dei cinesi è il Missile Nucleare, devastante non solo nell'impatto, ma, come nella realtà, anche nel tempo a causa delle radiazioni.

Gli Stati Uniti dispongono dell'arsenale tecnologicamente più avanzato, ma, proprio per questo motivo, sono la fazione per cui gli armamenti costano maggiormente. Pensate che alcuni veicoli statunitensi hanno la possibilità di essere affiancati da un particolare drone, che, a seconda del tipo, potrà svolgere funzioni di attacco, riparazione o esplorazione. In aggiunta la fanteria americana (i mitici Ranger) è la più efficace nel combattimento urbano, e l'aviazione (se usata bene) grazie agli Stealth e ai Comanche è in grado di garantirvi la vittoria. Il Cannone Particellare rappresenterà, poi, un duro colpo per i vostri avversari.

L'ELG non può, in realtà, essere considerato un vero e proprio esercito, bensì un insieme di unità che basano la propria forza sul fanatismo e sul sacrificio personale, adatte alla guerriglia, veloci, ma non esattamente distruttive. E' l'unica fazione a disporre di unità kamikaze che, anche a causa della loro economicità, risultano molto utili; ma, in generale, possiamo dire che tutte le unità ELG sono economiche. I terroristi riescono, poi, a recuperare risorse quando distruggono unità nemiche, non solo monetarie, ma anche tecnologiche: infatti alcune unità potranno avvantaggiarsi dei "pezzi" lasciati dalle carcasse nemiche per potenziare i propri armamenti. Dispone, inoltre, di armi chimiche devastanti contro la fanteria e dell'unità speciale, a mio parere, più forte di tutto il gioco: tale Jarmen Kell, cecchino formidabile. Come lati negativi, abbiamo il fatto che l'ELG non è in grado di sostenere uno scontro in campo aperto, inoltre non dispone di alcuna forza aerea. La loro super-arma è lo Scud Storm: nove razzi dotati di testate biologiche letali sia contro le strutture che contro la fanteria.

Notare che, per qualsiasi fazione, non tutte le unità e strutture saranno disponibili dall'inizio: per avere la possibilità di costruirle alcune necessiteranno di essere "acquistate" utilizzando i punti abilità conquistati durante la partita. Alcune innovazioni richiederanno anche un certo grado del generale (indicato da un numero crescente di stelle): le promozioni arriveranno al crescere dell'esperienza ottenuta distruggendo unità e strutture nemiche.

In aggiunta alle tre campagne abbiamo la modalità skirmish (su cui c'è poco da dire oltre alla possibilità di avere un massimo di otto giocatori) e il multi player realizzato, fortunatamente, con un sistema integrato al gioco, abbastanza versatile. Nota negativa è che i QuickMatch potranno essere fatti solo alla risoluzione di 800*600 (ormai quasi un residuato bellico). Comunque, vi avviso già che il primo impatto con le partite online sarà abbastanza frustrante: nella prima decina ho rimediato soltanto batoste, vuoi perché i giocatori esperti tendono a mettere le schiappe tutte in un'unica squadra, vuoi perché non sono ancora riuscito a capire che tipo di gioco si debba attuare per svilupparsi velocemente. Fortunatamente è disponibile il salvataggio dei replay per le partite concluse, in modo da carpire le tecniche ai giocatori più esperti. Diversamente da quanto pensassi inizialmente, sembra che le tre fazioni siano piuttosto equilibrate: le statistiche snocciolate dai server indicano una percentuale di vittoria totale simile per ciascun esercito, nonostante ci fossi io ad abbassare la media degli Stati Uniti...

AVANZAMENTI TECNOLOGICI

Ovviamente ce ne sono stati anche nella realizzazione tecnica del gioco. Il motore grafico risulta estremamente funzionale: zoom e rotazioni consentono di avere sempre una visuale perfettamente adatta alla situazione, anche in scenari affollati di strutture come quelli urbani. Tra le pecche segnaliamo l'eccessiva spigolosità di certi modelli (dovrebbero imparare dai grafici di Age of Mythology...) e un fastidioso effetto di bad clipping sul terreno per le esplosioni (comunque realizzate ottimamente). Nel complesso, tuttavia, la qualità visiva è notevole, curata in certi particolari (pensate alle unità e ai soldati che saltano in aria) e rappresenta un netto miglioramento rispetto al precedente capitolo, tenendo anche conto del fatto che la pesantezza non risulta eccessiva.

La colonna sonora è splendida: come da tradizione della saga il commento musicale è adattissimo al gioco, avendo anche il pregio di non venire mai a noia. Buoni anche gli effetti sonori sebbene, avendo avuto la possibilità di sentire il doppiaggio sia italiano che americano, la versione nostrana si dimostra meno incisiva.

ATTACCO RIUSCITO?

Si, con qualche precisazione. A mio parere il peggior nemico della saga di Command&Conquer è proprio la saga di Command&Conquer; mi spiego meglio: a causa dell'ormai elevato numero di sequel, i titoli iniziavano ad assomigliarsi sempre di più, riducendo l'appetibilità. In Generals abbiamo il grande passo in avanti fatto dal motore grafico, rendendo finalmente il filone di C&C tecnologicamente contemporaneo; ci sono poi alcune innovazioni nelle unità, in particolare con l'introduzione dell'Esercito di Liberazione Globale, che obbliga a un tipo di gioco diverso rispetto a quello che si potrebbe fare con le altre due fazioni (soprattutto nel multiplayer, pena la sconfitta).

Altro cambiamento curioso è l'assenza degli, ormai, famosi filmati; sebbene criticati da molti per le dubbie capacità recitative di alcuni attori, a mio parere rimanevano un elemento folcloristico interessante, che sconfinava quasi nella comicità (involontaria?): qualcuno si sarà accorto che costavano troppo... C'è poi qualche piccolo cambiamento nell'interfaccia (il più evidente dei quali è lo spostamento nella parte inferiore dello schermo), ma nel complesso non aspettatevi una rivoluzione nel senso che, se questa collana di giochi vi ha fatto, ormai, scendere il latte alle ginocchia (chi ha parlato del famigerato tasto sinistro?) non sarà Generals a farvi cambiare idea. Diverso è il caso se non avete nessun tipo di pregiudizio: personalmente, non avevo apprezzato tantissimo gli ultimi episodi, ma questo non mi ha impedito di divertirmi parecchio con questo titolo. Seguendo la moda dell'ultimo periodo, le tre campagne sono, a mio parere, un po' troppo facili, per cui vi consiglio di giocarci direttamente alla difficoltà brutale in modo da farvele durare.

Al contrario il multiplayer estende notevolmente la longevità, sia perché i server risultano già molto affollati, sia perché la curva di difficoltà è ripida, dunque ci vorrà un periodo di tempo discretamente lungo prima di acquistare una certa maestria. Il principale lato negativo consiste nella deludente intelligenza artificiale delle unità sia nemiche che vostre, punto in cui cadono la maggioranza degli RTS: ormai fare un ottimo motore grafico è alla portata di (quasi) tutti grazie alla potenza delle schede grafico, mentre per avere avversari pensanti l'unica risorsa è il multiplayer... Obbligatorio per i fan della serie, vivamente consigliato per gli appassionati di strategia; solo chi non ne può più di questi giochi lo lasci perdere, anche se, vedendolo potreste ricredervi.

8
Generals è arrivato e siamo pronti a iniziare la nostra personalissima guerra. Pur rimanendo nel solco tracciato dai capitoli precedenti abbiamo una realizzazione tecnica (in particolare grafica) al passo con i tempi, qualche innovazione importante (come l'introduzione dell'ELG che vi costringerà a ragionare da terrorista) e un gameplay collaudatissimo. Troppo semplice il single player, ma ringraziamo il multiplayer, essendo i server gia zeppi di generali da tutto il mondo. Merita indubbiamente di stare tra la vostra confezione di Age of Mythology e Warcraft III.