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Recensione Command & Conquer 3 Tiberium Wars

La guerra per il Tiberium torna su console

di Francesco Romagnoli
Se c'è un genere che sino ad ora possiede una presenza davvero circoscritta sulle console next-gen, questo è sicuramente quello degli RTS. Su 360 l'unico esponente presente sino ad oggi era quel "La battaglia per la terra di mezzo", basato sul brand del "Signore degli anelli". Un titolo che ha ricevuto una discreta accoglienza, se si considera l'interesse per questo tipo di giochi su console. A rinforzare le fila di questa categoria giunge la saga più popolare, quella che già ai tempi della prima playstation aveva oltrepassato i confini dei PC e che aveva tentato di attrarre un'utenza abituata a ben altri giochi: Command & Conquer. Quale miglior scelta per far tornare la voglia di giocare ad un RTS ad un possessore di 360, dato che C&C è sicuramente uno degli esponenti del genere più sdoganabili per via della sua immediatezza e della sua spettacolarità "a portata di tutti".

Con Command & Conquer siamo giunti al terzo episodio, sottotitolato "Tiberium Wars". Già dal titolo si intuisce che per l'ennesima volta il minerale verde che dona energia (e di conseguenza denaro) è al centro dell'attenzione. Siamo infatti nel 2047 e il Tiberium ha contaminato pressoché l'intero pianeta. Questo è stato così diviso in tre zone: quelle blu, una sorta di zone privilegiate dove vive solo una piccola porzione della popolazione globale, sono sotto il controllo delle forze GDI (Global Defence Iniziative) i cosiddetti "buoni" della situazione.

Le zone gialle sono quelle più povere e caratterizzate da un rischio medio di contaminazione dove vive la maggior parte della popolazione del pianeta. Infine ci sono le zone rosse, quelle in cui le radiazioni prodotte dal Tiberium hanno reso inabitabile l'ambiente.

Questo lo scenario di partenza. Ovviamente a destabilizzare la situazione ci pensano i NOD, la fazione "cattiva", eterna nemica dei GDI che da questi sembrava sconfitta definitivamente e che invece torna alla carica trovando nuovi accoliti tra la popolazione delle zone gialle, giunta ormai alla disperazione.

A complicare ulteriormente le cose ci penserà il classico "terzo incomodo", che farà la sua comparsa verso la metà del gioco: si tratta di una razza aliena, gli Scrin, che si dimostreranno essere in stretta correlazione con la presenza del Tiberium sul pianeta Terra.

Ci fermiamo qui per non svelare altro ancora riguardo la trama. Naturalmente potremo prender parte alla storia impersonando ognuna delle tre fazioni anche se quella aliena diventerà disponibile solo dopo aver completato la campagna (che comprende 38 missioni) con i GDI o con i NOD.

Prima di cominciare la modalità principale potremo dedicarci anche ad un breve tutorial che ci insegnerà i comandi base. Non è prettamente essenziale, soprattutto per i veterani del genere, dato che anche durante la campagna di consigli su come agire non mancheranno di certo, ma è utile soprattutto per comprendere l'interfaccia di gioco.

Questa si dimostra piuttosto intuitiva e facile da utilizzare: i tasti sono ben impiegati e con poche e semplici combinazioni permettono di gestire pressoché tutte le operazioni.

Per quelle più complicate invece (come la suddivisione delle forze armate prodotte in diversi gruppi) ci vuole un po' di pratica. Si tratta comunque di soluzioni di cui si potrà fare a meno per il completamento del gioco che tutto sommato richiede un approccio piuttosto immediato, con la semplice produzione in fretta e furia di un esercito il più vasto possibile che dovrà essere mandato quanto prima all'assalto del nemico. Le battaglie così si risolveranno, nella maggior parte dei casi, con il classico scontro spettacolare tra due mega-eserciti, dotati ognuno di una vasta tipologia di mezzi che vanno dalle piccole truppe di soldati sino ai devastanti mezzi di distruzione in grado di distruggere intere installazioni nemiche in un batter d'occhio.

Soprattutto nelle prime missioni, oltre ad esserci un approccio quanto mai guidato, che prevede ben poca autonomia decisionale, lo studio su quale unità produrre va fatto soprattutto in base a quali unità ci si troverà ad affrontare. Contro le truppe nemiche bisogna munirsi di unità dotate di mitragliatrici in grado di falciare le schiere di nemici appiedate, mentre contro mezzi corazzati ed edifici le mitragliatrici potranno ben poco e bisognerà così ricorrere a cannoni, granatieri o mezzi dotati di missilistica.

Gestire un intero esercito nei suoi movimenti non è semplice e i momenti di crisi sopraggiungono soprattutto quando si vorrebbe disporre le unità all'attacco secondo un certo ordine. E' in questi casi che la tanto semplice selezione automatica di tutte le unità su schermo o della propria armata nella sua interezza non è più la soluzione migliore e si vorrebbe il buon vecchio "traccia-aree" per la selezione di un gruppo particolare di unità, per non doverle co-selezionare una ad una o per non doversi mettere a inserirle in gruppi, azione non particolarmente intuitiva, soprattutto laddove si sta cercando di compiere le proprie manovre nel più breve tempo possibile.

Insomma, come in ogni buon RTS che si presenti su console, per quanto riguarda i controlli ci sono gioie e dolori. Certo è che, come abbiamo anticipato sopra, la natura immediata del titolo fa si che si possa proseguire senza dover attuare tattiche troppo elaborate, e agli utenti console sappiamo che questo è un parametro che spesso preme ben più della profondità strategica.

Per quanto riguarda invece il comparto tecnico, da un lato abbiamo una particolarizzazione dello scenario, delle strutture così come dei soldati e dei mezzi abbastanza soddisfacente.

Il numero di unità che è possibile costruire e veder muovere nello schermo è piuttosto sostenuto e gli scontri a fuoco risultano così spettacolari e belli da vedere.

C'è da dire che ogni tanto si scorge qualche rallentamento di troppo, soprattutto nelle fasi più concitate, ma nel complesso non è nulla di preoccupante. L'impatto complessivo risulta buono, anche se leggermente inferiore a quanto visto nei cosiddetti PC di fascia alta.

La scenografia non è male, ma alla lunga la palette di colori risulta un po' stancante.

Come da tradizione della serie tornano invece i filmati a fare da intermezzo tra una missione e l'altra per narrare la trama. Tra i protagonisti di questi filmati ci sono alcuni attori abbastanza famosi, appartenenti allo scenario Hollywoodiano. Come non notare Josh Holloway, l'attore giunto alla ribalta tramite l'interpretazione di Sawyer nella celebre saga "Lost", o Michael Ironside visto in una pletora di film tra i quali "Top Gun" o "Atto Di Forza", o ancora Jennifer Morrison presente nella serie televisiva di Dr. House.

Le scene sono recitate discretamente anche se l'impatto complessivo fornito dai testi e dalle coreografia apparirà un po' kitsch.

Il sonoro dal canto suo fa il suo dovere, con un buon doppiaggio in italiano ed effetti sonori e musiche d'accompagnamento all'altezza delle aspettative.

Insomma, C&C3 si dimostra un titolo più che azzeccato per far tornare alla ribalta il genere degli RTS su console. Su 360 in particolare dove, oltre alla discreta longevità del gioco in singolo, si aggiungono le interessanti modalità on-line studiate per il LIVE.

Rispetto alla versione PC verranno ad aggiungersi nuove modalità oltre alla classica "Versus".

Si va dalla "Capture The Flag" alla "King Of the Hill", dalla "Capture & Hold" alla "Siege". Forse sono modalità che siamo più abituati a vedere applicate ad un FPS che non su di un RTS, ma rappresentano un'interessante variante capace di prolungare il divertimento sul fronte del multigiocatore.

Ci troviamo quindi davanti ad un gioco sicuramente ben fatto capace di soddisfare i veterani del genere così come i neofiti anche se forse più sbilanciato verso di questi per via di una struttura immediata e di una curva d'apprendimento molto "gentile".

Per chi invece vorrà sbizzarrirsi e trovare chi saprà dargli del filo da torcere troverà nel multyplayer un'ottima e duratura valvola di sfogo.

8
Un buon passo compiuto dal genere RTS per tornare in auge sulle console di nuova generazione. Non è il primo, dato che "La battaglia per la terra di mezzo" era già sceso in campo ormai un anno fa, ma di sicuro è il titolo dotato del carisma e del gameplay in grado di attrarre un largo bacino d'utenza. Infatti si presenta immediato e divertente da giocare. Off-line i neofiti avranno modo di farsi le ossa per prepararsi ad affrontare la vera sfida, rappresentata dalle partite in multyplayer sul LIVE. Forse una spruzzata di strategia (e di libertà d'azione) non avrebbe guastato per i più smaliziati, ma il mix è comunque riuscito. Per chi invece è a digiuno di RTS una prova prima dell'acquisto è consigliata. E' si immediato, ma si tratta pur sempre di un genere piuttosto particolare.