Recensione Sid Meier's Civilization V

Il re degli strategici è tornato! Lunga vita al re!

di Marco Modugno
Napoleone parla francese. Bella forza, avranno pensato leggendo questa frase tutti quelli che non hanno mai giocato a nessun titolo targato Civilization. Era ora, si saranno detti tutti gli altri (e non sono pochi), ossia i fan di vecchia o più recente data della fortunata serie ideata da Sid Meier e mutuata, non tutti lo sanno, da un altrettanto coinvolgente gioco da tavolo. Una delle novità più importanti del quinto capitolo di Civ, infatti, sta proprio nella sonorizzazione, ciascuno nella lingua che gli è propria (per chi non conosce lo swahili, il farsi o l'irochese ci sono i sottotititoli, non temete!) dei leader politici a capo delle fazioni di gioco. Lasciata alle spalle definitivamente l'era in cui gli stessi comunicavano con noi con frasi scritte, in uno stile Nintendo DS che nell'era della next-gen sarebbe oggettivamente stato difficile continuare a giustificare, è il caso di dire che i protagonisti del nostro strategico preferito hanno imparato a parlare. Cinque anni di sviluppo, però, tanti ce ne sono voluti perché il gioco Fireaxis vedesse la luce delle vetrine dei negozi, sono parecchi e sarebbe ingiusto sostenere che gli sviluppatori li hanno spesi soltanto per insegnare l'eloquenza ai capi degli Zulu o degli Aztechi.

E' invece più giusto, dopo aver finalmente avuto occasione di testare una versione (quasi) definitiva del gioco, ammettere che i programmatori, stavolta, hanno deciso di  tenere conto della tradizione che ha fatto la fortuna dei primi tre titoli della serie (molto meno del numero IV che non ha goduto di grosso successo di pubblico), senza trascurare la necessità d'innovare che è insita in qualsiasi progetto che si voglia spacciare per novità, e non per un semplice rimpasto di roba già vista.

I cambiamenti partono, e sono sostanziali, proprio dallo schema militare di dispiegamento, spostamento e combattimento delle truppe. La mappa, finalmente ad esagoni, consente maggiore flessibilità, lo abbiamo scritto nella Preview, ma anche due fronti in più da sorvegliare e altrettante  direttrici supplementari da valutare quando ci si muove. Di contro, l'eliminazione dello stacking (volgarmente detto impilamento) di unità una sull'altra, rompe le uova nel paniere di chi pensava di poter continuare a dedicare risorse ad altre attività piuttosto che allo sviluppo militare, ché tanto una mezza dozzina di picchieri uno sull'altro erano più che sufficienti anche contro un carro armato. Fine dei giochi, amici, ora si fa sul serio.

Un'unità su ciascun esagono vuol dire che i picchieri ci vanno uno alla volta contro i mezzi corazzati, finendo "arati" senza scampo come la cavalleria polacca contro i panzer tedeschi nel 1939. Ora più che mai, quindi, è necessario che anche i più pacifisti reinterpretino l'approccio all'albero tecnologico militare, curando lo sviluppo di tecnologie che rendano credibile la difesa del proprio territorio, se non l'attacco ad altre civiltà. Mentre ci fate la mano, potrete servirvi del sistema di alert che vi metterà tempestivamente in guardia prima che sferriate qualche attacco senza speranza, facendovi conoscere le percentuali di successo della vostra personale carica di Balaclava. Se poi insistete nel farlo, cavoli vostri, salvo beccarvi il cazziatone postuomo del vostro consigliere, sempre generoso nell'elargirvi perle di saggezza. Altra cosa di cui i Tamerlano della tastiera dovranno tenere conto è che le città, che ora si possono difendere anche se prive di guarnigione, possono essere presidiate da una sola unità difensiva. Sovrappopolare di armati le vostre metropoli non sarà più possibile, dunque, e questo renderà la vita ancor meno facile a chi era solito sposare (ne conosco uno...) la filosofia neutralista, trincerandosi e aspettando che gli altri s'indebolissero scannandosi tra loro.

L'albero della ricerca, di contro, è stato pensato con più di un occhio alla tradizione, lasciando pressoché intatta la gamma di progressi sociali, politici e tecnologici sviluppabile. Quel che varia è l'approccio ad esso, nel quale potremo avvalerci della ricerca congiunta con altre civiltà alleate (premiando la diplomazia a discapito della guerra a tutti i costi) e l'obiettivo finale. Questa volta si mira al raggiungimento dell'Utopia dei filosofi, attraverso il completamento di almeno sei delle dieci linee politiche disponibili. Nessuno deve aver spiegato ai ragazzi di Fireaxis che le teorie utopistiche sono state da tempo archiviate come irrealizzabili. Visto però che questo è solo un gioco... la mettano pure come vogliono loro. In ogni caso, a me piaceva di più la faccenda dell'astronave.

Infine la diplomazia. Per testare a fondo tuti gli aspetti del nuovo intreccio diplomatico consentito dall'IA rinnovata di cui il gioco è dotato ci vorrebbero dei mesi e avremmo dovuto rimandare questa recensione a dopo Natale. L'impressione, però, è che la corretta gestione delle alleanze e dei conflitti abbia raggiunto con questo titolo uno spessore ben maggiore del "Gli Egizi vogliono allearsi con te" e "I Romani non vogliono più essere tuoi alleati". Il che non può che essere un bene, ovviamente.

Quanto al comparto tecnico, il test della versione gold del gioco ci ha consentito di fugare qualche timore, provato quando all'atto di efftuare le prime prove qualche mese fa, un uccellino ci fece capire che senza quad-core non si andava da nessuna parte.

Né allora né oggi il mio i7 ha mai mostrato la minima incertezza ma, prima di scoprire che un Dual Core è in grado comunque di far girare il gioco, un po' d'apprensione da parte dei possessori di macchine meno performanti era più che lecita. Invece si può fare a meno del quad, a quanto pare. La verità, però, è che in configurazione minima il gioco risulta più lento, legnoso e meno definito (ovvio) che con tutti i requisti consigliati al posto giusto. Non è poco per uno strategico, direte voi, abituati a spremere la RAM solo con RTS e e simulatori di guida. Aspettate di gustarvi un'esplosione nucleare a tutto schermo su un 23 pollici, con al definizione al massimo, e i soldi spesi per il rinnovamento del vostro PC acquisteranno un senso differente, però. Circa il sonoro, invece, la cui maggiore novità è rappresentata proprio dal doppiaggio dei leader, abbiamo già espresso il nostro beneplacito nella preview. Confermiamo: musiche ed effetti sono sempre all'altezza, e mai invadenti.

Ultimi decisivi aspetti di cui occuparsi sono modding/editing e multiplayer. Sul secondo è ancora presto per pronunciarsi, dal momento che i server cominceranno ad affollarsi solo dopo il rilascio ufficiale del titolo nei negozi, ma occorre ammettere che le premesse per una longevità che rischia addirittura di soverchiare i predecessori ci sono tutte (e questo giustificherebbe perfino i requisiti macchina elevati, dal momento che ci si attende che il gioco rimanga in circolazione per gli anni a venire). Gli scontri contro avversari reali, come sempre, si rivelano più gustosi e imprevedibili di quelli in solitario contro l'IA. Lecito dunque riporre elevate aspettative nel gioco online, che disporrà di server dedficati e di una fitta rete di siti dedicati, forum, ecc.

Meno ancora è possibile, con così poco tempo a disposizione, sulle possibilità di modding ed editing consentite dal gioco. Le ultime feature sono state rilasciate solo all'ultimo momento e, piuttosto che scrivere qualche castroneria, è molto meglio riservarsi di giudicare dopo un sufficiente periodo di sperimentazione e sentendo, magari, i pareri di un buon numero di utenti in merito.

Il quadro è completo e, se vi rimane ancora qualche dubbio, vi basterà scorrere la pagina fino al voto globale, per comprendere come Civ V si presenti al pubblico in grandissimo spolvero. A nostro giudizio ci sono i presupposti perché questo quinto capitolo sollevi una vola per tutte l'asticella della qualità, divenendo un nuovo standard, con buona pace degli ultratradizionalisti del marchio.

Che siate affezionati alla serie dal primo storico capitolo, oppure che sia la prima volta che pensate di cimentarvi con un titolo simile, fate un favore a voi stessi e provatelo. Potreste rendervi conto di non riuscire più a smettere di giocarlo!

9
Quanto tempo occorre per capire un gioco? Quando l'obiettivo del recensore è puntato su un titolo circondato da eccezionali aspettative, atteso da decine di migliaia di devoti fan di una serie milionaria, la risposta può essere meno semplice del previsto. L'optimum, nel caso di Civ V ad esempio, passerebbe infatti per la possibilità di testare per intero una campagna completa, qualche partita skirmish, editare qualche mappa e assaggiare il multiplayer. Sull'altro piatto della bilancia, invece, vanno necessariamente ponderati i tempi di uscita redazionali, la necessità di non farsi "dare il buco" dalla concorrenza e così via. Ecco allora che un test può trasformarsi in un tour de force notturno, nel tentativo di strappare al titolo appena reso disponibile quanti più segreti possibile. Sforzandosi di raggiungere, insomma, nel minor tempo possibile, un giudizio equanime che consenta di consigliare i lettori senza rimorsi sulla coscienza e senza riserve su quel che avrebbe potuto sfuggirci. Letto questo, vi starete chiedendo cosa ne pensi di Civilizations V. Visto che lo spazio del box me lo sono già mangiato quasi tutto, sarò breve. Non fatevelo scappare!