Recensione C-12: Final Resistance

di Tiscali News
C-12: Final Resistance, leggasi: "l'ultimo grande titolo per PlayStation". Sviluppato da Cambridge Studio (già apprezzati negli anni scorsi per i due divertenti episodi di MediEvil), C-12: Final Resistance è effettivamente uno degli ultimi progetti ad ampio respiro pensato e sviluppato appositamente per l'ormai anziana (e ci mancherebbe altro, vista l'età che porta sulle spalle) console a 32 bit Sony, regina uscente (?) dell'attuale mercato videoludico

Andiamo subito al cuore del problema: la terra è invasa, da alieni ovviamente, gli umani sono o stanno per essere spazzati via come un mucchio di briciole da parte della Scopettona Pippo Aliena di turno... e non è finita. Chi non muore viene trasformato in un cyborg e spedito a combattere contro le forze di resistenza umane. Uno scempio, un panorama apocalittico, un incubo dal quale sarà impossibile svegliarsi se non grazie a... tha-dan (no, Ken il Guerriero non c'entra), Riley Vaughan, per metà uomo, per un quarto big jim digitale, per un altro quarto occhio cibernetico e tessuti alieni

Un bel cocktail insomma. Non c'è da meravigliarsi se proprio lui sia stato scelto per salvare la terra, abbattere gli alieni, ripulire gli avamposti andati distrutti dalle battaglie e (casomai avanzasse tempo), buttare la spazzatura, mettere in ordine la stanza e fare la cartella che domattina si va a scuola presto..

IO, SOLO CONTRO TUTTI

Il titoletto testé presentato non riguarda una delle ultime prese di coscienza del Dottor Moratti, né tantomeno la situazione in cui versa Barrichello dopo aver accartocciato con assoluta precisione la monoposto di R. Schumacher e preteso di aver ragione. Molto più banalmente è la condizione in cui si trova Riley, il nostro eroe ammazza-alieni che riesce a far rivivere in poche ore di gioco tutti i paladini forzuti e dalla battuta sempre pronta che tanto andavano di moda qualche anno fa

Con un abile colpo di spugna Cambridge Studio riesce nel facile intento di eliminare qualsivoglia parvenza di una sceneggiatura e di dialoghi degni di tal nome, dimentica volutamente di caratterizzare in maniera perlomeno sufficiente il suo soldato universale e ci consegna un gioco dagli antichi sapori. Quanto appena detto non va, comunque, letto necessariamente in maniera negativa. A voler ben vedere il modo e lo stile (o non stile) con cui è confezionato C-12: Final Resistance porta il prodotto a rappresentare un titolo decisamente "nudo e crudo", senza troppe sottigliezze (che magari non avrebbero comunque fatto male) e capace di gettare senza troppi complimenti il giocatore nel bel mezzo di una guerra per la sopravvivenza ultima della nostra razza. Non ci sono Solid Snake, nessun Gabriel Logan, dimenticatevi le introspezioni tipiche di un action adventure "moderno". Qui si spara, si apre qualche porta, si preme qualche pulsante e si torna a sparare. Punto

UN'INQUADRATURA SPECIFICA

Volendo descrivere o catalogare C-12: Final Resistance, potremmo tornare con la memoria ai tempi di Syphon Filter 2, dato che il titolo prodotto da Sony è effettivamente piuttosto simile come impostazione basilare e anche a livello di stile grafico al gioco sviluppato un anno fa circa da 989 Studios. In C-12: Final Resistance, però, il focus dell'intera faccenda è posizionato ulteriormente sull'azione e ancor meno sulle già poche pretese da sneak'em up dell'avventura di Gabe Logan

In pratica C-12: Final Resistance è facilmente definibile come l'ennesima avventura/gioco d'azione in 3D, con una visuale in terza persona, ma con elementi tipicamente da sparatutto, con una maggior dose d'azione rispetto ai suoi più diretti compagni e una minor attenzione per i movimenti (è, per esempio, impossibile saltare e ci si arrampica solo in pochi e determinati casi). Il buon Riley ha a sua disposizione una serie di armi piuttosto ben fatte, per quanto non perfettamente bilanciate tra di loro, dotate inoltre di funzioni secondarie (un esempio: la mitriagliatrice funge anche da lancia granate)

E' naturalmente possibile contare su una serie di oggetti che passano dall'energia per continuare a sopravvivere nel massacro digitale, e arrivano fino alle tipiche chiavi per sbloccare le porte. Non manca una spruzzata di semplici puzzle da risolvere per riuscire a proseguire nel gioco: questi ultimi elementi riescono indubbiamente a fornire una maggiore profondità a C-12: Final Resistance e una certa minima varietà; contemporaneamente possono definirsi ben pensati, ma sono presentati a tratti in maniera discutibile

Può succedere più volte, infatti, che le spiegazioni scritte (o parlate - dei superiori di Riley che lo istruiscono tramite una radio) avvengano in punti lontani dai puzzle stessi o comunque in maniera confusionaria. Non si tratta comunque di un problema particolarmente grave: qualche tentativo, un pizzico di ingeniosità e tutto si risolve. Il sistema di controllo, da parte sua, si dimostra ottimamente realizzato, permettendo di muoversi con lo stick analogico sinistro, di ruotare eventualmente la telecamera con quello destro, quindi di sparare e compiere azioni basilari (aprire porte, utilizzare oggetti) grazie ai tasti principali

I tasti dorsali, a loro volta, vengono deputati al cambio dell'arma, piuttosto che all'utilizzo di una modalità sniper (cecchino) ben fatta, divertente da utilizzare e da vedere, ma che sembra quasi sotto sfruttata e infine per "agganciare" i nemici... insomma, la classica possibilità di "lock-on" dei felloni cibernetici

PROS & CONS

C-12: Final Resistance si dimostra da subito caratterizzato da un ottimo ritmo, capace di alternare discrete fasi di sana azione blastatoria (sempre più rara nei complessi e pretenziosi titoli moderni), con alcuni momenti di esplorazione spicciola. La velocità e il frame rate abbastanza affidabile, soprattutto in relazione all'abbondante veste grafica offerta, permettono quindi di essere rapiti per alcune ore di assoluto relax da un gioco che grazie ai suoi "tempi" riesce a divertire in maniera piuttosto semplice e onesta

Purtroppo non tutta la ciambella è riuscita col buco: a evidenti difetti della telecamera mobile (in alcuni punti davvero odiosa) si assommano ad alcuni problemi strutturali, dovuti all'impossibilità a volte di proseguire nel gioco se solo si ha sbagliato l'utilizzo di un qualche oggetto/arma/scudo (succede in realtà solo in un paio di casi, ma rimane indubbiamente irritante). Se si aggiunge una certa mancanza di varietà nell'offerta dei nemici da abbattere, presenti in ridotissime fogge e colorazioni, si ha l'idea di un gioco dalle ottime potenzialità, ma poco approfondito, per quanto piuttosto divertente

I punti positivi sono comunque arricchiti da una grande realizzazione tecnica, che offre delle costruzioni estremamente ben congegnate dal punto di vista sia concettuale che realizzativo (davvero buone le texture, la definizione del tutto e l'utilizzo dei colori tipicamente "metallici"). L'ottima struttura dei livelli e delle mappe contribuisce a creare una buona atmosfera, ulteriormente arricchita da buoni effetti sonori e musiche quasi jungle che fanno di C-12: Final Resistance un titolo particolarmente vicino ai ricordi cinematografici di Terminator e soci. Peccato per quei difetti che, seppur limitati, lasciano il segno in un gioco che altrimenti avrebbe potuto brillare nitidamente splendendo sul viale del tramonto della PSone.

8
C-12: Final Resistance è un gioco veloce, estremamente immediato, piuttosto divertente e graficamente, bisogna sottolinearlo, davvero eccellente. Se cercate un gioco con cui passare un buon weekend sparacchiando a qualche cyborg impazzito, premendo un paio di pulsanti in altrettanti puzzle e tornando a lanciare granate, C-12: Final Resistance è quello che fa per voi. Ma attenzione, va comunque tenuto conto di una certa mancanza di varietà nella realizzazione dei nemici, di alcuni problemi piuttosto fastidiosi nella gestione della telecamera mobile e in generale di una mancanza di profondità del gioco e di una caratterizzazione da film di serie Z. Poteva essere un titolo migliore, ma anche così C-12: Final Resistance rimane un gioco più che discreto e senza dubbio divertente.