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Recensione Blades of Time

Arriva l'erede di X-Blade - e non è poi male

di Tommaso Alisonno
In principio fu X-Blade, un gioco presto dimenticato (perché, salvo una scelta stilistica peculiare, non aveva in effetti granché da dire, o da dare). Adesso i Gaijin tornano alla carica proponendo una nuova avventura della bella Ayumi, la quale irrompe col socio Zero nella sede della Gilda dei cacciatori di tesori e pretende di recarsi nel mondo di Dragonland alla ricerca - appunto - del tesoro ivi custodito. Peccato, però, che una volta azionata la sfera-portale, Ayumi si ritrovi in un mondo in cui una strana guerra tra le Guardie Celesti e i servitori del Guardiano del Caos ha raggiunto uno strano stallo - e, soprattutto, da cui nessuno può più fuggire.

Blades of Time è un titolo arcade/adventure piuttosto classico: impersonando Ayumi dovrete attraversare i vari capitoli della storia - assolutamente lineare - abbattendo i nemici che vi sbarreranno il cammino tramite la spada, le armi a distanza e la magia, quest'ultima comunque strutturata in forma di tecniche speciali di corpo a corpo. Per destreggiarvi in battaglia avrete dunque un tasto per l'attacco con le spade, uno per il calcio spezza-parata, uno per il salto, uno per la scivolata e uno per attivare i poteri magici - da combinare coi precedenti per ottenere effetti diversi. Infine, un apposito comando permette di imbracciare il fucile e passare a una semi-soggettiva, con conseguente ri-mappatura dei comandi.

Fin qui niente di nuovo o di eclatante, perlomeno finché non si ottiene il potere di riavvolgere il tempo. Attenzione, però: non stiamo parlando di una scopiazzatura di Prince of Persia. Quando si preme il comando apposito, il tempo torna indietro - fino ad un massimo di circa una trentina di secondi, che non sono affatto pochi - ed Ayumi si sdoppia: una “Ayumi” torna indietro nel tempo e, rilasciando il comando, ripeterà automaticamente tutte le azioni appena compiute, mentre una “seconda Ayumi” rimane nel luogo in cui l'avete lasciata, e potrete controllarla liberamente.

Insomma, tradotto in soldoni, il potere del riavvolgimento del tempo consente in tutto e per tutto di DUPLICARE la protagonista per un tempo limitato e, cosa più interessante ancora, può essere utilizzato a ripetizione per avere anche 3 o 4 Ayumi che si muovono e combattono simultaneamente sul campo di battaglia. Questo ha degli effetti palesi durante il combattimento: avrete infatti a disposizione una maggiore potenza di fuoco e offrirete ai nemici più bersagli da gestire.

Ma non finisce qui: alcuni Boss o semi-boss possono infatti essere sconfitti solo aggredendoli da più fronti contemporaneamente. Talvolta, infatti, alcuni nemici si ricoprono con uno scudo invulnerabile che cede solo se subisce attacchi a distanza da più fucili; e che dire dei boss i cui QTA servono non a sconfiggerli ma soltanto a accumulare un tempo di “distrazione” durante il quale una seconda Ayumi possa infliggere il colpo fatale? Scontato inoltre l'utilizzo dei cloni temporali per la risoluzione di enigmi: non mancheranno, infatti, porte chiuse da due o tre piastre a pressione che per essere aperte richiederanno l'intervento coordinato di più Ayumi.

Se si fa eccezione per questa peculiare meccanica, comunque, Blades of Time si configura dall'inizio alla fine come un Arcade/Adventure piuttosto classico, senza particolari ambizioni né eccessive digressioni: non mancano infatti appigli sospesi su cui lanciarsi per superare delle sessioni aeree, scrigni segreti da trovare per ottenere equipaggiamento alternativo, parti in cui Ayumi sarà in grado di volare o mondi alieni in cui le zone soleggiate sono talmente calde da essere mortali, ma per il resto l'avventura procederà senza troppi fronzoli. Persino la progressione delle abilità, che pretende di assorbire il “Chi” dai nemici sconfitti, sostanzialmente si limita a fornire due nuovi poteri ad ogni “altare” con cui si entra in contatto.

A parziale sostegno dell'esperienza di gioco interviene la modalità Rivolta, una sorta di schermaglia giocabile in singolo o in multiplayer online con un altro giocatore, sia esso un alleato in co-op o un rivale in versus. Rivolta prevede una mappa di dimensioni limitate in cui due schieramenti, controllati dall'IA e coadiuvati dal giocatore, devono distruggere le torrette-avamposto nemiche, fino ad abbattere l'albero della legge o l'albero del caos, a seconda della fazione. Il respawn comporterà un danneggiamento dei propri avamposti (quindi morire troppe volte porterà alla sconfitta), ma in compenso il “Chi” accumulato darà effettivamente accesso volta per volta a nuovi poteri, che potranno essere conservati da una partita all'altra.

Tecnicamente il gioco si assesta sulla sufficienza: il modello di Ayumi è ben realizzato e animato, così come quelli dei boss e dei nemici più grossi, mentre invece il dettaglio tende a calare negli avversari più comuni. Gli ambienti sono piuttosto ampi e ricchi di elementi, seppure solo estetici (nessuna interazione salvo qualche cassa da spaccare) e offrono una visuale piuttosto ampia, soprattutto nel mondo desertico. Troppo spesso le inquadrature tendono a fare le bizze, ma con un po' di pratica si riesce a tenerle al guinzaglio. Gli effetti speciali sono nella norma e l'utilizzo del riavvolgimento del tempo offre delle scelte cromatiche interessanti. Nel complesso niente di eccezionale e qualche bug qua e là, ma niente di particolarmente grave.

La colonna sonora presenta dei brani di genere epico-maestoso che ben si fondono con l'ambientazione tra il fantasy e la fantascienza, ma nonostante la buona realizzazione risultano comunque piuttosto anonimi e non trascinano oltre certi limiti. L'intero gioco è doppiato e sottotitolato in Italiano: sebbene siano stati messi in campo doppiatori professionisti, le intonazioni e le discrepanze coi labiali danno l'idea di un lavoro realizzato con una certa fretta, e pertanto non completamente convincente; fortunatamente è possibile configurare una lingua differente per l'audio, magari se si decide di ri-giocare il titolo da capo dopo averlo terminato.

Prendere confidenza col sistema di gioco è piuttosto semplice, visto che i poteri a disposizione di Ayumi vengono aggiunti un po' alla volta e che la meccanica di riavvolgimento del tempo arriva dopo circa un'ora di gioco. In seguito ci sarà bisogno di un periodo di assestamento mentre si prende confidenza con le varie strategie e coi nemici che interverranno nelle fasi avanzate della vicenda, ma tutto tenderà a diventare più semplice dal momento in cui si comincerà ad individuare delle tattiche particolarmente efficaci - una su tutte, l'utilizzo simultaneo del fucile mitragliatore con 3-4 Ayumi per volta.

Purtroppo, in alcune fasi particolari del gioco, come ad esempio determinati boss o tutta la parte finale, la cosa più interessante - il riavvolgimento del tempo - ci verrà negato... Ad ogni modo l'esperienza di gioco dall'inizio alla fine impegna circa 10 ore a difficoltà Normale, ma può diventare ben più lunga se si vogliono scovare tutti gli scrigni e tutti gli appunti disseminati in giro - senza contare la presenza di una modalità Difficile con persino più segreti. La modalità Rivolta non offre un'esperienza di gioco eclatante, ma è comunque interessante per offrire una manciata di ore in più per un gioco che, tutto sommato, si merita una sufficienza piena.

6
Blades of Time non è bello, ma neanche brutto. In tutta la sua struttura oscilla tra il mediocre e il discreto, offrendo una realizzazione tecnica accettabile e un gameplay di base sugli standard attuali, senza eccessive digressioni. Vero punto di forza è la feature del riavvolgimento del tempo, che però viene negata in alcune fasi importanti del gioco. La modalità Multiplayer è un'aggiunta che offre qualcosa al di fuori della trama principale e contribuisce a far guadagnare al gioco una sufficienza completa, ma senza particolari ambizioni.