Recensione BlackSite: Area 51

Dai Terroristi agli Alieni,il passo è breve!

di Alessandro Cossu
Quando si parla di "Area 51", immediatamente il cranio vola ad esperimenti su velivoli futuristici, cospirazioni governative atte a nascondere la verità sugli UFO e gli Alieni, Men In Black e compagnia extraterrestre. Il luogo meno segreto del mondo, ha saputo colpire la fantasia di sceneggiatori, scrittori e registi, dando vita a serie memorabili come ad esempio "X-Files", nonchè ad una quantità di libri e videogame che, in un modo o nell'altro, ruotano attorno alla "misteriosa" base nel deserto. Oggi, i programmatori della Midway sfornano per noi un titolo multipiattaforma che, ricalcando i classici dettami del filone degli sparatutto, ci porterà, in una sequenza di eventi -ahinoi, tutt'altro che originali, a batterci contro terroristi poco terrorizzanti con un Alieno nascosto dentro la tasca. Blacksite: Area 51 è l'ultimo esponente di un filone a tema patrocinato sempre da Midway : forse è il titolo più corposo della saga ma, a onore del vero, pur vantando un più che discreto comparto grafico, abbiamo riscontrato una serie di piccole magagne che ci hanno fatto storcere il naso. Tuttavia,come da consolidata tradizione, partiamo dall'inizio, che è sempre la cosa migliore.

 

Il gioco distribuito da Leader ci metterà nei panni mimetici di Aeran Pierce, il leader della Echo Squad: questo team di uomini scelti operanti nelle zone più calde del pianeta ci accompagnerà per tutta o quasi la nostra avventura, attraverso i vari livelli che compongono l'ossatura single player. Il gioco parte da un recente passato, con il nostro buon Pierce e i suoi uomini impegnati in una delicata operazione nel profondo Iraq (!), alla ricerca di un fantomatico sito dove vengono prodotti armi di distruzione di massa. Ma, come spesso accade nei videogame, la realtà non è quella che sembra : ci troveremo infatti ad affrontare soldati superpotenziati con la testa talmente grande da contenere il Colosseo, oppure saremo chiamati a combattere contro sciami di creature che esploderanno come mine a frammentazione quando procureremo loro una indigestione da piombo. Fondamentalmente, questo primo livello sullo sfondo iracheno serve da tutorial, quasi una sorta di immenso briefing prima di cominciare a menare le mani...pardon, a menare il pad sul serio. Il resto di Blacksite, sarà ambientato, infatti, in Nevada, dove una non meglio organizzazione paramilitare/paraliena/paraterroristica/paragnosta, ha preso il controllo della (poco) ridente cittadina di Rachael, proprio a due passi da Groom Lake (si,proprio QUELLA Groom Lake...a due passi dall'Area 51!). Mandati ad indagare con in nostro team scopriremo, non senza sgomento, che questa organizzazione è gestita da menti extraterrestri, anche se, per tutto il gioco, non capiremo mai ne da dove vengono, ne cosa vogliono, ne perchè intendono farci la pelle...quel che sarà chiaro, è che dovremo sparare, e pure tanto, contro praticamente ogni cosa che avrà il cattivo gusto di muoversi sul nostro fido televisore.

L'azione di gioco è estremamente lineare : si andrà dal punto A al punto B sparando,come appena scritto, in malo modo a chiunque si ponga sul nostro cammino, umano, quasi umano, o alieno che sia. Il tutto, con l'aiuto imprescindibile (si colga il triste velo di ironia) del nostro team, in genere due membri. Avremo a disposizione un solo pulsante per dare ordini ai commilitoni : questo si traduce, oltre che in una estrema povertà di ordini disponibili, anche in una certa semplicità nel far fare alla IA del gioco quel che vorremmo. Puntare un avversario e sparargli, e contemporanemente premere il tasto deputato al comando del team, farà si che i nostri compagni sparino in quella stessa direzione. Puntare la visuale su una mitragliatrice fissa, basterà a far "capire" ai nostri amici che devono mettersi "in consolle" e sparare a rotta di collo. Tuttavia, poichè essi sono dotati di una mira degna di un geco ubriaco e storpio, saremo sempre noi, nei panni di Pierce, a dover fare il grosso del lavoro; quello che i soldatini a corredo faranno sempre bene, invece, sarà aprire le porte. Si, perchè il nostro Pierce soffre di una strana malattia, per la quale non gli è proprio possibile aprirsi una porta da solo. Come dire, ognuno ha le sue fobie. Come lieve variante al gameplay, ci saranno delle brevi sessioni a bordo di un mezzo militare, attraverso territori zeppi di vermoni a metà strada fra quelli visti in "Tremors", e quelli ammirati in "Dune".

 

Per fare piazza pulita di tutta la fuffa che ci verrà incontro, avremo diverse armi a nostra disposizione: per la maggior parte del match saremo muniti di armi "convenzionali", come pistole, granate, fucili d'assalto et similia, ma non mancheranno strumenti di morte più affascinanti, come lanciafiamme e fucili al plasma simili a quelli visti in Star Trek.

Come in ogni sparatutto che si rispetti, anche in Blacksite: Area 51, è stata introdotta una componente multigiocatore, che però, come il resto del gioco, pare stata creata con un velo di sollecitudine. Oltre alle classiche modalità, è possibile trovarne una dove un singolo giocatore vestirà i panni di un alieno, contro tutti gli altri, che saranno umani. Al giocatore "alieno", verrà chiesto di uccidere tutti gli umani e, ogni volta che uno di questi cadrà sotto il fuoco extraterrestre, si ritroverà a tornare alla vita come alieno, ingrossando le fila degli ET. Naturalmente, vince l'ultimo umano rimasto in gioco...tuttavia,il vero problema, almeno allo stato attuale, sarà trovare qualcuno con cui giocare online, ma transeat.

 

Il titolo patrocinato da Midway "monta" l'Unreal Engine e, in linea generale, ci troviamo di fronte ad un buon prodotto. Le ambientazioni risultano pulite e relativamente curate, e il modello dei personaggi è - sempre in linea generale, di buona fattura. La versione PC, a patto di dotarsi di un computer molto più potente dei requisiti consigliati, sbaraglia la versione per 360 da noi provata, sopratutto per le molte occasioni nel quale il frame rate cola a picco, arrivando persino a bloccarsi per un paio di secondi. Le voci sono relativemente credibili, anche se mette un filo di tristezza sentir parlare i nostri compagni, o i nemici, senza che questi muovano la bocca. Anche un fuori sincrono sarebbe stato più gradevole, ma tant'e', non si può avere tutto,o almeno così si dice.

In definitiva, Blacksite non aggiunge nulla di nuovo all'affollatissimo panorama degli FPS e, complici anche una longevità tutt'altro che eterna e qualche baco di troppo, ci sentiamo di consigliarlo essenzialmente a chi vive di pane e sparatutto in soggettiva.

 

 

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Da oggi, quando si parlerà di "una buona idea, realizzata troppo in fretta", ci si riferirà anche al nuovo titolo Midway oggi esaminato. Blacksite non aggiunge nulla di nuovo all'affollatissimo panorama degli FPS e, complici anche una longevità tutt'altro che eterna e qualche baco di troppo, ci sentiamo di consigliarlo essenzialmente a chi vive di pane e sparatutto in soggettiva. Peccato,perchè con qualche piccola attenzione qui e la, ci saremmo trovati,sicuramente,di fronte ad un prodotto del tutto diverso il quale, pur meritevole della sufficenza, non può essere iscritto all'albo dei "giochi d'avere ad ogni costo". O quasi.