Recensione Ben 10: Protector of Earth

Preparatevi a sconfiggere l'invasione aliena

di Andrea Casetti
Ben Tennyson era un bambino qualunque, finché durante una gita in camper con il nonno Max e la cuginetta Gwen, vagando per la foresta, non ha trovato un artefatto dalle sembianze di un comune orologio, che tuttavia gli ha conferito uno straordinario potere. L'Omnitrix (questo è il nome dell'oggetto ritrovato), infatti, gli consente di trasformarsi in una decina di creature aliene, ciascuna dotata di straordinari poteri.

Da quel momento è diventato il protagonista di un cartone animato di discreto successo, trasmesso su Cartoon Network, in cui spesso e volentieri si trova a dover combattere invasioni aliene ed aspirazioni maligne del cattivo di turno, il Dottor Animo, il quale ovviamente mira a conquistare i poteri posseduti dall'adolescente per loschi fini.

Oggi tale spunto narrativo diventa un suggerimento per realizzare un videogioco, il quale inizia con un blitz di un piccolo alieno che, approfittando del sonno pesante del piccolo Ben, assorbe gran parte dei poteri dell'Omnitrix proprio durante un attacco alieno di massa. È in queste circostanze che vi ritroverete a impersonare Ben, in quello che è di fatto un picchiaduro a scorrimento (principalmente da sinistra verso destra) che vi vedrà impegnati a sconfiggere orde di alieni.

Solo 5 mostri

Come detto, Ben all'inizio avrà solo parte dei poteri, e in particolare potrà trasformarsi in sole due creature delle dieci in cui di solito si tramuta: Inferno e 2x2. Il primo è una sorta di mostro infuocato con la capacità di manipolare il fuoco (estinguere e creare incendi), mentre il secondo è un bestione con quattro braccia, tanto forte quanto lento nei movimenti. Man mano che progredirete nel gioco riconquisterete alcune gemme dell'Omnitrix che vi consentiranno di assumere i panni di altri mostri: XLR8 (un lucertolone scuro rapido come un fulmine, particolarmente utile per azionare due leve contemporaneamente), Rotolone (un mostriciattolo indefinito che si appallottola e sfrutta le rampe per compiere salti) e Wildvine (una pianta rampicante proveniente da Verdance, capace di arrampicarsi laddove gli altri non possono). Ma se la matematica non è un opinione, c'è qualcosa che non torna: i mostri disponibili, infatti, non saranno mai i 10 sfoggiati dal titolo del gioco, bensì al massimo 5. In ogni caso la varietà del gioco non ne risente, anche perché probabilmente dieci mostri sarebbero stati davvero troppi per essere gestiti.

Il gioco è niente più del solito picchiaduro a scorrimento ambientato in vari scenari che includono il Monte Rushmore, l'Area 51, il campo di battaglia della Guerra di Secessione, senza dimenticare foreste, deserti e aree metropolitane, tutte con un comune denominatore: l'appartenenza agli Stati Uniti.

Vario

Il gioco è un bilancio tra picchiaduro, enigmi, esplorazione e platform: tra le altre cose dovrete saltare da una piattaforma e l'altra, risolvere facili enigmi che chiamano in causa le particolari capacità dei singoli mostri, cercare frammenti di DNA e tessere magnetiche utili per rendere disponibili i soliti sbloccabili (artworks di personaggi e ambientazioni, trucchi...), senza dimenticare il menar le mani contro gli invasori, opportunamente descritti la prima volta che li affronterete con una schermata che ne delinea caratteristiche, punti di forza e deboli. Il ritmo di avanzata lungo il tragitto (estremamente lineare) è dettato dalla presenza di nemici sullo schermo: solo dopo avrete debellato quel tratto di schermo dalla scomoda presenza di esseri ostili avrete la possibilità di procedere. Questo finché non avrete a che fare con il boss di fine livello, momento in cui la telecamera si posizionerà alle vostre spalle, e vi riprenderà mentre lo affronterete in un lungo e interminabile duello in cui il colpo di grazia sarà del tutto analogo al Quick Time Event di God of War: azionando con tempismo i pulsanti evidenziati sullo schermo realizzerete terribili quanto scenografici affondi nei confronti del malcapitato bestione.

Target giovanile

Il gameplay è discreto, arricchito da un'enormità di combo sbloccabili (un'ottantina in tutto), ma purtroppo penalizzato da un'estrema facilità: oltre a poter tramutarvi pressoché sempre nei panni di un alieno (in realtà la trasformazione è a tempo, ma una volta esaurito tale lasso di tempo, basteranno pochi secondi per riprendere i panni dei mutanti), anche l'estrema abbondanza dei checkpoint vi eviterà di ripercorrere tratti lunghi, il tutto a scapito della longevità del gioco che si assesta a valori davvero limitati.

Visivamente questo Ben 10 si presenta come dovrebbe: il cel shading ricorda perfettamente l'ambientazione di provenienza (i cartoni animati), e anche il sonoro richiama esattamente le musiche che ci si aspetterebbe di ascoltare.

Un'ultima nota positiva proviene dalla modalità multiplayer cooperativa, sempre apprezzata in queste tipologie di giochi.

In conclusione, questo Ben 10: Protector of Earth si rivela un discreto picchiaduro, ma a causa della sua estrema facilità, dall'assenza di profondità e dal tema giovanile, il target di pubblico non può che essere quello dei più giovani, particolarmente appassionati alla serie televisiva.

6
Ben 10: Protector of Earth prende spunto dalla nota serie televisiva per realizzare un picchiaduro dalle modeste ambizioni: un comparto grafico adeguato ma nulla più, un sonoro discreto e un gameplay spensierato, vario ma tutt'altro che profondo lo rivolgono indubbiamente verso un pubblico giovanile, come gli appassionati della serie televisiva.