Recensione Batman: Arkham Origins

Le prime volte dell'Uomo pipistrello

di Valerio De Vittorio
Con la serie Arkham, Rocksteady ci ha mostrato come sfruttare una licenza di prestigio in maniera praticamente impeccabile, al contempo inventando diversi espedienti poi copiati dai concorrenti nel genere degli action adventure. Iniziando quella che è ormai già una saga sotto forma di esperienza lineare, già al secondo capitolo la si è espansa verso orizzonti da free-roaming, permettendoci di svolazzare per una parte di Gotham City. Spinti dalla volontà di accontentare i fan, ai piani alti di Warner Bros. si è deciso di mettere in cantiere al più presto un nuovo capitolo, nonostante Rocksteady fosse al lavoro su altro. Ecco nascere quindi Warner Bros. Games Montreal, un team che si è ritrovato il non facile compito di prendere un franchise non solo dal successo commerciale invidiabile, ma amato anche dalla critica che ne ha riconosciuto il valore.

Le il secondo album è il più difficile, il terzo lo è pure di più!

Preso in mano il materiale di Rocksteady, i ragazzi di Warner hanno dovuto scegliere come affrontare il progetto. Il primo importante spunto è arrivato dalla volontà di raccontare le origini di Batman, come facilmente intuibile dal titolo. Bruce Wayne ha da poco scelto di indossare il mantello e così lo vedremo farsi le ossa combattendo contro il crimine e soprattutto incontrare per la prima volta diversi personaggi ormai iconici della saga. Gordon non è ancora commissario e i due non si conoscono, il loro rapporto di stima e fiducia deve ancora crearsi.

La polizia è corrotta e vede Batman come un criminale da arrestare, addirittura scambiandolo per complice di Joker. E anche la nemesi dell'Uomo Pipistrello sarà al suo primo incontro col nostro eroe, dando inizio al loro rapporto conflittuale e allo stesso tempo di reciproca intesa nell'essere le due facce di una medesima medaglia. Altri i nomi noti che vedrete, tra cui il Pinguino, il Cappellaio matto e ovviamente Maschera Nera, scintilla della trama che dà il via agli eventi mettendo una taglia sulla testa di Batman ed ingaggiando otto assassini perché lo facciano fuori. Non andiamo oltre nel descrivere gli avvenimenti, considerando che la trama, per quanto in parte prevedibile, fa il suo dovere e sa maneggiare con abilità il ricco materiale d'origine. L'idea di un Batman non ancora navigato ed esperto, il piacere di vivere in prima persona alcuni dei suoi primi incontri/scontri dona indubbiamente un valore aggiunto ad Arkham Origins.

L'atmosfera è efficacie e le scene di intermezzo nella media, graziate da un buon doppiaggio in italiano, che sfrutta alcune voci già sentite decine di volte in altri giochi e soprattutto nelle serie animate di Batman, fanno il loro dovere. Nonostante un inizio non molto convincente, un azzeccato colpo di scena ed una seconda metà decisamente più intrigante rendono Arkham City, da un punto di vista narrativo, un degno prequel della saga.

Stessa formula vuol dire stesso divertimento?

Se avete giocato a Batman: Arkham City, inserendo il disco di Origins le sensazioni pad alla mano vi saranno da subito familiari. Forse anche troppo. Warner Bros. Games Montreal ha infatti preso in mano il materiale di Rocksteady e forgiato un nuovo prodotto seguendo fedelmente le impronte dei creatori originali, riproponendo tutto il repertorio di idee sfornate in passato. Abbiamo così un'esperienza suddivisa in due macro sezioni, ovvero la città di Gotham liberamente esplorabile, più estesa che mai, e le missioni al chiuso, dallo svolgimento piuttosto lineare che spesso si propongono come una successione di stanze dove verremo chiamati a superare sfide differenti. Dovremo ad esempio infiltrarci nella stazione di polizia, per questo sarà saggio adottare un approccio silenzioso ed eliminare prima le guardie appostate sul tetto, sfruttando i gadget di Batman, a partire dalla visualizzazione detective che garantisce una visione dell'ambiente dettagliata.

Entrati, qualche piccolo puzzle ambientale e sequenze platform ci separano dalla stanza successiva, dove ci attende una bella scazzottata e così via fino all'obiettivo finale. Una boss fight spesso conclude il tutto. Questa è grosso modo la formula seguita dagli sviluppatori nel mettere insieme le varie missioni, in parte diversificate tra loro, anche grazie ad una buona varietà degli ambienti, anche se una certa ripetitività si fa sentire. La sensazione è che non solo si sia introdotto ben poco di nuovo, ma certi elementi del gameplay siano stati ripetuti più volte per allungare il brodo. In particolare la bilancia pende un po' troppo verso i combattimenti corpo a corpo, sempre divertenti per carità, ma davvero troppo frequenti. Questi sfruttano il medesimo sistema visto negli originali Rocksteady, con scazzottate basate sul tempismo. Un tasto per picchiare, uno per schivare ed eseguire contro mosse azzeccando il momento giusto con in aggiunta alcune varianti dipendenti dai nemici che si sta affrontando e la possibilità di utilizzare i gadget.

Il sistema è sempre profondo ed appagante, ed in Arkham Origins abbiamo notato una sfida piuttosto accentuata, mentre il contatore combo sale solo se non commetterete alcun errore, garantendo di contro colpi speciali nel caso eseguiate combinazioni sufficientemente lunghe.Le sezioni stealth a loro volta non riservano particolari sorprese e anzi il level design comincia a puzzare di stantio, visto che le stanze spesso sono dei grossi cubi, magari su un paio di livelli, con noi nei panni di Batman appesi ad un gargoyle intenti ad osservare i nemici ed eliminarli silenziosamente uno ad uno sfruttando gadget e nascondigli dell'ambiente. Sarebbe stato sufficiente introdurre qualche mossa nuova o anfratto originale da sfruttare, mentre purtroppo gli ingredienti sono gli stessi di Arkham City. Qualche nuovo gingillo c'è, ma non è sufficiente ad assicurare un rinnovamento delle meccaniche.

Uscendo allo scoperto, troverete una Gotham City piuttosto ampia (anche se siamo anni luce distanti da altri free roaming), che consigliamo caldamente di esplorare a fondo. E' infatti letteralmente piena di cosa da fare ed oggetti da scoprire. Un plauso agli sviluppatori per non aver abusato dei soliti collezionabili, o meglio, ve ne sono a dozzine, ma per ognuno c'è quasi sempre un piccolo enigma da risolvere o un gadget da utilizzare. La mappa è talmente vasta che gli sviluppatori hanno scelto di introdurre un sistema di spostamento rapido, con i vari punti di teletrasporto da sbloccare. Starà quindi al giocatore decidere se sfruttarli o meno, quindi, aggiungendo un elemento di gameplay al ricco pacchetto. Quello che infatti non manca ad Arkham Origins sono i contenuti, ricchi e divertenti. Molti nemici storici saranno presenti nel gioco, ma non faranno parte della storia principale, quindi dovrete sbloccare le relative missioni e scegliere in libertà se dedicarvi tempo o meno. Questo si traduce in un titolo che si può finire in una decina di ore, ma che ne offre almeno il doppio grazie agli obiettivi secondari con ulteriore materiale a tenervi impegnati se volete continuare ad esplorare la città.

Super-detective

Con Arkham Origins, gli sviluppatori hanno voluto tentare una riscoperta delle origini di Batman. Parliamo della sua indole da detective, un po' trascurata nel tempo. E infatti fa l'apparizione una nuova visuale investigativa, attivabile solo sulle scene del crimine, che ci permetterà di esaminare l'ambiente alla ricerca di indizi. Trovati spunti sufficienti, il batcomputer elaborerà in remoto i dati e ricostruirà l'accaduto, permettendo un'analisi ancora più approfondita fino alla risoluzione del caso. La meccanica è molto guidata, ma è un valore aggiunto gradito che fornisce anche spunti per divertenti missioni secondarie. D'altro canto non basta per dare un'identità vera e propria a questo terzo capitolo.Il problema del titolo Warner è proprio questo.

Il gioco è sviluppato con competenza, risultando solido, divertente, denso di cose da fare e ben narrato. Però pecca in personalità, tutto è già stato visto, anche quelle che erano chicche dei predecessori, vengono riproposte in forma diversa ma non poi troppo. E se questo non fosse sufficiente per far scendere un po' l'interesse, molte meccaniche vengono ripetute all'interno della campagna stessa alimentando la ripetitività. Un vero peccato visto che sarebbero bastati pochi spunti ed un level design più ispirato per donare maggiore freschezza al titolo. Che tra l'altro può vantare delle boss fight solide e ben realizzate, sebbene non particolarmente originali.

Saluto alla generazione

Come avrete capito, le novità scarseggiano e lo stesso vale per il comparto estetico. Questo non è necessariamente un male e a fine generazione era difficile attendersi molto di più. D'altronde su console l'Unreal Engine ha ormai dato tutto quella che poteva, e in Batman: Arkham Origins è stato spremuto crediamo ormai al suo massimo. Il risultato è piacevole alla vista, con un buon livello di dettaglio ed una discreta varietà di ambientazioni. La fluidità è sempre ottima e si fanno notare solo rari problemi di rifinitura. Qualche bug permane e la telecamera ogni tanto fa le bizze, ma nulla di particolarmente fastidioso. Anche i controlli non sono sempre calibrati al meglio, ma ancora una volta niente di preoccupante. Il sonoro dal canto suo è ottimo, curato in ogni aspetto, doppiaggio italiano compreso, che scade solo nelle voci secondarie. Ci permettiamo in fine un appunto sui filmati pre-renderizzati, afflitti da una risoluzione davvero infima. Possibile che almeno su Playstation 3 non si potesse renderizzarli in un pulito 1080p?Citiamo infine una novità assoluta per la serie, ovvero la componente multiplayer. che offre un'interpretazione divertente e riuscita del gameplay dei vari Arkham. Tre team, uno composto dal duo Batman e Robin, e l'altro da mercenari di Bane e Joker, dovranno contendersi dei punti della mappa. Il risultato è dinamico e funzionale, proponendosi come un valore aggiunto che non snatura il titolo, ma può offrire qualche ora in più di divertimento.

8
Arrivati in fondo dobbiamo fare una precisazione. Batman: Arkham Origins è un gioco valido, divertente e solido, denso di contenuti e dotato di un'atmosfera azzeccata. Diamo inoltre credito al titolo Warner per alcune sequenze della trama verso l'ultima parte davvero entusiasmanti. Il suo principale difetto è l'aver voluto seguire fin troppo fedelmente i suoi predecessori, non proponendo praticamente nulla di nuovo fatto salvo per alcuni accorgimenti marginali e la componente multiplayer, che è comunque un piacevole diversivo. Non solo quindi se avete giocato i due predecessori mancheranno vere sorprese, diverse meccaniche appaiono riciclate nella campagna stessa, alimentando la ripetitività. E ancora, a volte si sente proprio la mancanza di ispirazione, che si traduce in livelli poco interessanti e stimolanti. Il risultato è un prodotto che comunque consigliamo ai fan, che potranno divertirsi nuovamente con il loro eroe preferito e riassaporare quel riuscitissimo gameplay marchio di fabbrica della saga Arkham. D'altro canto resta il rammarico per quello che con un po' di sforzo in più avrebbe potuto rappresentare una chiusura di ben altra caratura per questa trilogia.