Recensione Assassin's Creed III

Connor insorge in casa Nintendo

di Tommaso Alisonno
In extremis, la saga di Desmond Miles arriva su console Nintendo. Certo, c'è voluto un balzo tecnologico, ed è un peccato che solo il capitolo conclusivo della pentalogia (ricordiamo che la serie completa è AC, ACII, AC:Brotherhood, AC Revelations ed infine ACIII, con vari spin-off su handled) sia per ora disponibile. Per chi non fosse ferrato in materia, cercheremo di fare un riassunto...

Desmond Miles è un Assassino, ossia un membro di une setta che predica la Libertà sopra ogni altro valore e contrasta i Templari, i quali viceversa predicano e impongono il loro Ordine. Tramite un apparecchio fantascientifico di nome Animus, Desmond è in grado di rivivere le vicende dei suoi predecessori: ripercorrendo la strada di Altair all'epoca delle Crociate e di Ezio nel primo Rinascimento, scopre l'esistenza di una razza di Precursori e di un incombente cataclisma che minaccia la terra - il quale è previsto per il 21 Dicembre 2012. Giunto al Tempio dei Precursori, Desmond scopre di aver bisogno di una chiave per ottenere il potere di sventare il cataclisma, chiave che ancora una volta si cela nei suoi ricordi e più precisamente nella storia di Heytam Kenway e suo figlio Connor, noto anche dai pellerossa come Ratohnhaké:ton.

La trama di Assassin's Creed si svolge dunque su due linee temporali: il presente di Desmond e il passato di Connor (la parte dedicata a Heytam è limitata alle prime tre sequenze), a cui il giocatore accederà entrando o uscendo dall'Animus attraverso il menù. La maggior parte della vicenda si svolgerà comunque nel passato, mentre Desmond agirà in prima persona solo in una manciata di missioni apposite, oltre che esplorando il Tempio dei Precursori in cerca di nuovi indizi sul passato ed il futuro del mondo. Il mondo all'interno dell'Animus ricrea due delle principali città coloniali del XVIII secolo, vale a dire Boston - primo vero porto commerciale - e New York - importantissimo nodo di mercato tra le colonie settentrionali e quelle meridionali - entrambe teatri di scontri e di occupazione, quando Lealista e quando Patriottica.

All'epoca entrambe le città erano sviluppate principalmente in ampiezza, pertanto non troveremo ad attenderci le torri e le cattedrali a cui i fan sono stati abituati nei precedenti capitoli della serie. Una terza locazione presente nel gioco è la tenuta Davenport, ovvero il luogo che funge da sede per le ultime vestigia degli Assassini Americani. Connor utilizzerà la tenuta come sua base operativa, ma lui e il suo mentore Achille non saranno gli unici abitanti: svolgendo le apposite missioni secondarie sarà possibile conoscere tanti altri amici che formeranno un vero e proprio villaggio.

Tra Boston, New York e la tenuta si staglia un'area scarsamente popolata denominata “Frontiera: si tratta di un territorio vasto, approssimativamente circolare, scosceso (abbondano i dirupi) e ricco di vegetazione in cui abbondano specie animali, con presenza e concentrazione differente a seconda della regione specifica. La Frontiera non è però disabitata: qua e là sorgono insediamenti più o meno vasti, alcuni dei quali sono stati teatro di scontri tra l'esercito Britannico e gli insorti: Lexington, Concord e Valley Forge sono alcuni di questi - certamente in più noti. Questi episodi porteranno sovente la trama principale a svolgersi nella Frontiera, dandole pertanto la stessa importanza delle due città propriamente dette.

 

Connor è anche un abile cacciatore ed il confronto con la selvaggina avrà un ruolo di contorno molto marcato in Assassin's Creed III: il protagonista potrà piazzare trappole, attirare le prede con le esche, abbattere gli animali con arco e frecce, oppure cercare di sorprenderli dall'alto con le sue armi da mischia - in ultima analisi, un colpo di pistola è spesso letale ma rovina la pelliccia. La maggior parte degli animali fuggirà alla sua presenza, ma quelli più grossi e aggressivi (puma, lupi, orsi...) non si tratterranno dal cercare di ucciderlo, scatenando così un QTE per la cattura. La caccia fornirà a Connor un tornaconto economico nella raccolta di pelle, carne, zanne e quant'altro è possibile estrarre dalla carcassa: queste risorse potranno essere vendute, anche attraverso appositi convogli commerciali, o impiegate per la fabbricazione di materiali, armi e oggetti speciali.

Il sistema di controllo di ACIII è un'evoluzione - per certi versi semplificazione, per altri complicazione - di quello dei precedenti capitoli, ovviamente adattato in questa versione alla nuova interfaccia Nintendo. Piloterete Connor con l'analogico sinistro, mentre il destro governerà l'inquadratura; uno dei tasti frontali è preposto alla “Camminata veloce” mentre uno dei laterali attiva “l'alto profilo” e la “corsa acrobatica” tramite la quale si può correre, saltare e arrampicarsi; chi conosce la saga sa che i protagonisti sono in grado di evoluzioni degne di veri esperti di Parkour.

Tra gli altri tasti frontali troviamo l'attacco con l'arma in mischia e quello con l'arma a distanza: la selezione può essere fatta da un apposito menù di pausa (tasto laterale) oppure con la croce direzionale; in aggiunta, la versione Wii U permette di utilizzare il touchscreen per effettuare queste selezioni. Lo schermo che terrete in mano mostrerà normalmente una versione più ampia della minimappa, ma potrà essere configurato per riportare esattamente l'immagine di gioco (cosa che fa già durante i filmati) in modo da poter continuare la partita anche col televisore spento.

L'ultimo tasto frontale è utilizzato per l'iterazione con l'ambiente: parlare, acquistare, derubare, corrompere, aprire, scassinare e così via. In combattimento, questo comando attiva la parata, che se effettuata al momento giusto porta ad un istante di slow-motion durante il quale è possibile effettuare una contromossa, come una proiezione, un attacco letale o il disarmare l'avversario. I vari tipi di nemici che affronterete utilizzeranno tattiche differenti, e con ciascuno di questi alcuni attacchi o contrattacchi potrebbero risultare inefficaci o controproducenti. Rimangono le “serie di uccisioni” già viste nel brand, ma anche per queste vale la regola che alcuni nemici ne sono immuni.

Gli avversari godono di un certo grado di gioco di squadra: attaccano simultaneamente (ma sarete ancora in grado di contrastarli tutti col giusto tempismo) o sfruttando le aperture mentre siete impegnati a colpirne un altro. Spesso capita che due-tre avversari ingaggino la mischia mentre altri più numerosi prendono la mira col moschetto: in casi come questi, se non si riesce a raggiungere i fucilieri prima che aprano il fuoco, può sempre tornare utile afferrare un avversario e utilizzarlo come scudo umano. Storicamente, la diffusione delle armi da fuoco rese sconveniente l'utilizzo delle armature: per tutta la sua vicenda Connor, pur cambiando diversi abiti avrà sempre il medesimo indicatore delle vita, il quale però si rigenererà automaticamente in breve tempo se riuscirà ad evitare i conflitti.

Anche in ACIII, come in Brotherhood e Revelations, sarà possibile arruolare degli Allievi Assassini. Ce ne sono sei specifici, completi di nome, cognome e background: ciascuno di essi è legato a un settore di Boston e New York e per poterlo aggiungere alle proprie file è necessario completare tutte le quest “liberazione” (dai Templari) di quel settore. Ciascuno di questi adepti arriverà con un'abilità speciale che, una volta sbloccata, sarà resa disponibile a tutta la piccola armata: la prima è naturalmente l'omicidio, ma in seguito è possibile utilizzare i propri seguaci per agitare le folle, per cecchinare dai tetti, per “stuzzicare” le guardie e farsi inseguire, per piazzarsi in agguato nei vari nascondigli, fino a creare una finta scorta di soldati che vi permetta di infiltrarvi in zone sorvegliate sottoforma di falsi prigionieri.

Uno degli elementi che costituisce una novità assoluta per la serie è la possibilità di salpare a brodo della propria nave (battezzata Aquila) per svolgere delle missioni in mare aperto. Di base, il natante ha un ruolo limitato (eppure presente) nella storia, ma capitolo dopo capitolo saranno anche rese disponibili nuove rotte navali per i propri convogli commerciali, oltre a essere sbloccata una mini-trama legata all'influenza templare in mare. Superare queste missioni garantirà, tanto per cambiare, oggetti e denaro extra, oltre a ridurre il rischio che i propri convogli commerciali siano aggrediti dai pirati.

La resa grafica è notevole: il motore grafico Anvil Next offre una cura molto profonda soprattutto nella realizzazione dei modelli e dei visi, anche se tra i soldati è impossibile scorgere differenze all'interno della stessa tipologia e dello stesso schieramento (un granatiere Inglese sarà uguale a tutti gli altri granatieri Inglesi). Abbiamo menzionato i visi perché è possibile notare un particolare studio effettuato per renderli il più simile possibili non solo alla fisionomia dei soggetti, ma addirittura allo stile dei dipinti settecenteschi.

Il cavallo di battaglia dell'Anvil Next è però la gestione degli effetti climatici: ciclo giorno-notte, pioggia, nebbia e bufere di neve saranno inoltre capaci di alterare la percezione nostra e del nemico. A seconda del capitolo della storia, il mondo si ricoprirà di una fredda coltre, rendendo lenti e faticosi i movimenti, soprattutto tra le valli della Frontiera. Il tutto è reso ottimamente, garantendo un minimo di varietà alle numerose escursioni, e con un impatto complessivo forse addirittura migliore rispetto alle altre console HD, soprattutto in forza dei 1080p.

L'intero gioco è doppiato e sottotitolato in Italiano, con un risultato discreto sebbene non manchi qualche sbavatura; per chi preferisse è comunque possibile attivare i doppiaggi in altre lingue, tra cui l'originale Americano. La colonna sonora predilige l'utilizzo di temi d'epoca, e pertanto entrando in una taverna vi capiterà sovente di risentire determinati brani; a questi si aggiungono marce militari, qualche canto marinaresco e uno dei nativi americani, più le musiche tematiche dei vari capitoli di storia. In sostanza però la maggior parte del lavoro lo fanno i suoni ambientali, rendendo la colonna sonora non particolarmente spiccata.

Così come le controparti su console concorrenti, anche la versione Wii U di ACIII risulta un po' carente sotto il profilo dei tutorial, e per questo motivo la curva di apprendimento può risultare un po' ripida nonostante, di fatto, l'arsenale di Connor sia più limitato rispetto a quello di Ezio. Tanto ripida la curva di apprendimento quanto morbida quella della trama, purtroppo: Connor compare solo dalla Sequenza 4 e le cose decollano effettivamente solo nelle Sequenze 5-6, quando il mondo si apre all'esplorazione libera (o quasi) e si rendono disponibili le missioni secondarie che costituiscono la vera linfa del gioco (e per avere liberamente a disposizione New York dovrete attendere addirittura le Sequenze 8-9).

Il gioco celebra profondamente la Rivoluzione Americana, la quale è un argomento che occupa sicuramente un grande spazio nei libri di scuola Statunitensi ma che per il resto del mondo rimane un po' sconosciuta; per molti potrebbe addirittura risultare più interessante la vicenda di Desmond, la quale comunque a livello di gameplay, pur offrendo le sue missioni, rimane secondaria ed è “solo” l'epilogo di altri quattro giochi. In compenso, il prodotto è zeppo di attività collaterali: cacce al tesoro, forti da conquistare, caccia, commercio, pagine di almanacchi da cercare e armi speciali da fabbricare... tutti elementi che contribuiscono a prolungare le ore di gioco ancora e ancora: se volete correre dall'inizio alla fine delle dodici Sequenze di storia siete naturalmente liberi di farlo, ma con tutto rispetto per Connor, per la sua vicenda e per la Rivoluzione Americana, vi perdereste il meglio che il gioco ha da darvi...

AC3 è anche MultiPlayer, ma non è azzardato affermare che le due esperienze di gioco siano talmente distanti da costituire de-facto due giochi distinti - addirittura cambia l'interfaccia grafica dei menù. Il concetto di base del gioco consiste nell'individuare le prede da uccidere senza essere a propria volta individuati dagli inseguitori sulle nostre tracce; che poi questo concept si applichi al tutti contro tutti, che preveda l'utilizzo di un radar o della semplice capacità visiva, che venga sfruttato per il capture the flag o per il gioco a squadre, sono sofismi. Il contesto del gioco prevede l'uccisione sul singolo colpo e la possibilità di difendersi “stordendo” l'avversario che cerca di ucciderci.

Ovviamente, le mappe e i personaggi proposti sono ispirati alla nuova ambientazione coloniale ed il comparto di abilità speciali e di modalità è stato espanso dai capitoli precedenti: messi sotto stress, i server rispondono in maniera efficiente anche col massimo numero di giocatori in partita (8). Particolarmente interessante risulta la nuova modalità Branco: un gruppo composto da fino a quattro giocatori (ma disponibile anche in solitario) combatte contro il tempo per uccidere i bersagli, accumulando i punti necessari per avere ulteriore tempo; progredendo nelle “sequenze” vengono richieste uccisioni sempre più complesse, in una sorta di arcade-mode via via più impegnativo.

Concludendo, Assassins's Creed III si comporta su Wii U al pari delle versioni su altre piattaforme, con in più una resa grafica un filo più pulita e la possibilità di sfruttare il GamePad come interfaccia aggiuntiva o direttamente come schermo di gioco ed “in meno” la mancanza dei precedenti capitoli su un'unica piattaforma (problema in vero secondario). Veramente un ottimo titolo per inaugurare la nuova console Nintendo.

8
Assassin's Creed III conclude una saga, né più né meno. Lo fa con una ricostruzione storica ai livelli di quelle a cui ci hanno abituato i predecessori, con un sistema di gioco che ritocca ed evolve, senza snaturarlo, quello tradizionale, con un ambiente vasto e zeppi di occupazioni e sotto-giochi, tra cui le avventure in mare. Lo fa anche con un nuovo motore grafico, molto bello e che su Wii U rende anche meglio rispetto ad hardware più “vecchio”, e riproponendo il multiplayer, aggiunta “on the road” nel concept del gioco. Il risultato? Un capitolo che ha qualcosa di più e qualcosa di meno rispetto agli altri, un capitolo da giocare assolutamente se si sono amati gli altri e che conclude gli altri - anche se purtroppo questi non sono disponibili agli utenti Nintendo. Questo è Assassin's Creed III - se vi par poco...