Recensione Assassin's Creed II

Continua l'epopea di Desmond Miles e dei suoi antenati

di Tommaso Alisonno
Vi ricordate di Desmond Miles? Parliamo del giovane appartenente alla genia degli “Ashashin” che porta celato nel suo DNA il “ricordo” delle vite di tutti i suoi antenati, e che può riviverle tramite un apparecchio fantascientifico chiamato Animus. Lo abbiamo lasciato prigioniero dei moderni Templari, nemici degli Assassini, e della società Abstergo: in questo nuovo capitolo della sua saga, Desmond riesce (non senza aiuto) a riunirsi ai membri della sua setta e di immergersi nella versione 2.0 dell'Animus in modo da addestrarsi con i ricordi di un altro grande antenato: Ezio Auditore di Firenze, il quale nella seconda metà del quindicesimo secolo ebbe a che fare coi Medici, i Pazzi, i Borgia e in generale la società nobiliare, clericale e alto-borghese che bazzicava tra la Toscana e il Veneto.

Fare ulteriori preamboli su Assassin's Creed II sarebbe futile: come e più del suo predecessore, infatti, questo titolo è stato preceduto da una gran quantità di anticipazioni, che sono divenute via via più precise a partire dall'ultimo E3. Per coloro i quali non sapessero comunque di cosa stiamo parlando, diremo che siamo al cospetto di un gioco di avventura arcade nel quale interpreteremo il ruolo di un Assassino, inteso come membro dell'omonima setta che alla professione ha dato il nome. Lo scopo sarà pertanto quello di svolgere determinate missioni muovendosi il più discretamente possibile in un mondo pre-rinascimentale che pulsa della vita e degli affari della sua popolazione.

Il sistema di controllo consta essenzialmente di due configurazioni, corrispondenti ai cosiddetti “basso profilo” e “alto profilo”. Nel primo caso Ezio (sarà lui il protagonista per quasi tutto il gioco, con buona pace di Desmond) si muoverà con calma, camminando a passo normale, scostando la gente al suo passaggio, potendo effettuare piccoli borseggi, fino al compiere furtive uccisioni con l'ausilio delle sue letali lame retrattili. Nel secondo caso, il giovane fiorentino correrà a perdifiato, salterà da un cornicione all'altro, si arrampicherà su qualsiasi sporgenza e supererà gli intralci a spallate: passerete molto tempo saltando da un tetto all'altro anche solo per evitare le strade affollate quando avrete particolarmente fretta.

Quando si arriverà a menare le mani, ossia quando si effettuerà il “lock” su un nemico, si attiveranno le funzioni di combattimento, che constano della schivata, della parata, dell'attacco e della possibilità di afferrare il nemico, prima delle novità rispetto al primo AC, utile soprattutto nel combattimento disarmato per pestare o atterrare. Per quanto sia possibile effettuare attacchi semplici in questa maniera, essi ci porteranno poco lontano, specie contro avversari corazzati e ben armati: il vero cuore del sistema di combattimento sta nel gioco “di fino”, ossia nei contrattacchi operati al momento giusto o nel concatenare le stoccate nel momento in cui colpiscono. Con un po' di pratica, e dopo aver superato le prime ore di trama, potrete anche disarmare gli avversari (altra attesissima novità) e ritorcere contro di loro le proprie armi.

In alto a sinistra nello schermo ci sarà l'indicatore dell'energia: questo differisce totalmente da quello del primo capitolo, per due motivi. Il primo è che non aumenterà con l'esperienza ma bensì con l'equipaggiamento indossato, il quale andrà acquistato e riparato regolarmente, il secondo è che non si riempirà autonomamente in caso di ferite ma sarà necessario assumere delle pozioni di guarigione o rivolgersi ad un medico. Questo introduce un altro elemento innovativo di questo secondo AC: il denaro.

La vil pecunia sarà utile nel gioco per parecchi fini: oltre che per l'acquisto delle armature e delle armi (ora descritte da vari parametri) e per le guarigioni, potrete infatti utilizzarla per distrarre le guardie, semplicemente gettandone una manciata in mezzo alla strada, oppure investirla in opere d'arte e servizi che facciano incrementare le rendite della vostra famiglia, o ancora usarla per assoldare temporaneamente dei gregari (mercenari, ladri o cortigiane) o infine usarla per corrompere i banditori e ridurre l'attenzione nei vostri confronti.

E questo ci porta ad un'altra, ulteriore, novità: il livello d'attenzione. Laddove in AC le guardie avevano sempre costantemente lo stesso comportamento nei confronti di Altair, tanto da rendere necessaria la “camminata da monaco” (ora abolita), in AC2 queste si comporteranno in maniera differente a seconda di quanto “nota” sarà la faccia di Ezio, ovviamente in funzione delle sue azioni. L'indicatore a fianco a quello dell'energia diverrà tanto più rosso quanto più saremo “famosi”, e può essere “sbiancato” corrompendo i banditori, staccando i manifesti con la taglia o ancora percuotendo i testimoni che incontreremo di tanto in tanto per strada.

Le novità e le variazioni sul tema portante del gioco non si fermano qui: è ormai ben noto il minigioco in cui Ezio si libra sui canali di Venezia alla guida delle ali del volo di Leonardo da Vinci, così come l'introduzione di una pistola da braccio, o ancora la possibilità, già citata, di assumere dei gregari per aggredire o semplicemente distrarre le guardie, onde permetterci di attuare le nostre ribalderie indisturbati; infine, a differenza di Altair, Ezio sa nuotare. Quello che essenzialmente non cambia rispetto al concept originale, è la presenza di una mappa sulla quale trovano posto le varie missioni opzionali eseguibili, e che suddetta mappa si riveli ai nostri occhi solo dopo aver osservato il territorio da un luogo elevato, come una torre o un campanile.

D'altronde, il motore grafico di base è essenzialmente il medesimo, talmente maestoso da essere stato utilizzato efficacemente anche nell'ultimo Prince of Persia. Questo motore permette di gestire ambienti decisamente ampi con una cura e un dettaglio notevoli: soltanto a lunghissima distanza si assiste ad un minimo di fogging, e certamente non nel fulcro dell'azione. Pensano poi le splendide textures e soprattutto le ricostruzioni architettoniche dell'Italia del primo Rinascimento a fare il resto, e l'introduzione del ciclo giorno/notte è la classica ciliegina sulla torta.

Purtroppo, è per noi doveroso anche segnalare qualche “glitch” soprattutto nel passaggio da struttura a struttura: più di una volta abbiamo visto Ezio “affacciarsi” da un pavimento per guardare cautamente... il pavimento affianco, come se fosse uno strapiombo. I modelli dei personaggi principali, Ezio in testa, sono tutti ottimamente realizzati, così come le animazioni; unica nota un po' stonata: forse i visi rimangono ancora un po' troppo grotteschi, e soprattutto non è stata posta assolutamente la stessa cura con Desmond e i suoi contemporanei.

Sul sonoro ci sono da fare due discorsi disgiunti. Il primo, decisamente entusiasta, riguarda i doppiaggi: dopo i primi trailer in Inglese con aggiunta di Italiano da Yankee, il terrore aveva raggelato i nostri cuori. Una volta passato sotto le capaci mani dei doppiatori Italiani, però, il risultato è semplicemente superbo, tanto da rendere superflui ed eliminabili i sottotitoli. Discorso non deludente, ma sicuramente meno entusiasta riguarda le musiche, limitate ad alcune circostanze particolari e talvolta assenti anche in quelle: ci è capitato di combattere o di essere rincorsi dalle guardie anche per diversi minuti senza che la musica accennasse a farsi viva. Fortunatamente, quando c'è, è di ottima qualità, ma forse un piccolo sforzo in più sarebbe stato gradito. Ottimi gli effetti speciali e il rumore di sottofondo cittadino o agreste.

Il sistema di controllo è alla fin fine intuitivo, giacché una volta imparato a districarsi tra “alto” e “basso” profilo, gli altri comandi vengono un po' istintivamente al dito. Quello che però nel gioco è carente è il tutorial di combattimento, limitato a messaggi che compaiono di lato mentre siamo intenti a tenere gli occhi sul nemico cercando di sopravvivere. È ben vero che ad un certo punto della trama si accede all'arena di prova, dove non si rischia di farsi male, ma prima di quel frangente dispiace di non avere il classico sistema “pausa - messaggio - togli pausa”. Di contro, il sistema insiste coi messaggi di suggerimento ogni qualvolta si renda necessario anche un semplice “parla”, ed in alto a destra è sempre presente la raffigurazione dei tasti frontali con corrispondente utilizzo.

A parte questo, il “cuore” di AC2 è essenzialmente il medesimo del primo: identificare la mappa e le missioni tramite le torri d'osservazione, svolgere le missioni secondarie finché non siamo pronti ad ingaggiare quella primaria, effettuare l'assassinio di turno. Anche il concept di combattimento è essenzialmente lo stesso, coi nemici che vi circondano ma di base vi attaccano a turno. Quello che cambia è il “modo” in cui questo concept viene sviluppato, ora molto più vario che in precedenza, non solo per l'introduzione dell'elemento del denaro e delle citate conseguenze. Tanto per cominciare, la trama, sebbene comunque capitolare e caratterizzata da eventuali stacchi, anche di anni, si snoda in maniera più continua, complice il fatto che l'Animus 2.0 permette a Desmond di rimanere immerso per un tempo indefinito.

È inoltre vero che il giocatore, dopo un certo giro di boa, comincia ad avere una capacità di scelta più vasta su come, dove e quando svolgere le missioni, o se accettare dei contratti o meno. Questa “boa” è in effetti una meta ambita, perché il gioco limita la nostra progressione proprio con l'ausilio della trama: non avrete la lama retrattile prima di un certo tempo, dovrete penare per i pugnali da lancio, le armature ci verranno date col contagocce, della pistola non ne parliamo... Fortunatamente la trama è semplicemente eccellente, perfettamente fusa alla reale storia dell'Italia del '400 e con personaggi celebri reinterpretati per fungere alla bisogna: non è un segreto, ad esempio, il fatto che Ezio si troverà coinvolto nella celebre “congiura dei Pazzi”.

A questo si aggiunge la ricerca dei vari tesori nascosti, che non saranno più anonime “bandierine”, ma scrigni veri e propri, oppure oggetti comunque convertibili in beni di qualche sorta: alcuni di questi oggetti, nascosti in apposite locazioni di grande impegno acrobatico (forse anche eccessivo, neppure stessimo giocando a PoP) porteranno alla composizione di un tesoro speciale, e che dire della ricerca dei pezzi del filmato della “verità”, ciascuno protetto da un minigioco di tipo puzzle?

Insomma, in Assassin's Creed II rivive lo spirito ed il concept che ha fatto la fortuna del primo episodio, presentato però con un substrato molto più libero e vario e con svariate digressioni (alcune fors'anche eccessive). Tutti coloro i quali hanno trovato esaltante il primo capitolo non possono sicuramente lasciarsi sfuggire questo attesissimo sequel! Se, viceversa, apparteneste a quella schiera che non ha metabolizzato a pieno le meccaniche del primo AC, forse sarà meglio dare una bella occhiata a questo secondo capitolo prima di procedere all'acquisto: potreste scoprire che, sotto la nuova veste, l'Assassino è sempre lo stesso...

8
Chi pensasse di trovare in Assassin's Creed II qualcosa di “completamente diverso” dal predecessore, uno dei titoli più controversi degli anni scorsi (o lo si odia o lo si ama), potrebbe rimere deluso: a conti fatti il Core del gioco è lo stesso, con obiettivi da assassinare, inseguimenti acrobatici tra i tetti e sezioni di mondo che si sbloccano man mano che la vicenda va avanti. Chi invece cercasse un gioco che aggiunga nuovi elementi e scelte di gameplaying, che ampli le possibilità e le scelte a disposizione del giocatore e che, pur mantenendo la storia su binari fissi, offra mille e una digressione, allora troverà in questo secondo capitolo tutto questo e anche di più. Assassin's Creed II forse non porterà nuovi giocatori nei ranghi dei fan della serie, ma sicuramente non deluderà quelli già conquistati...