Recensione 18 Wheeler: American Pro Trucker

di Tiscali News
Nato originariamente come coin-op (facilmente ricorderete la voluminosa piattaforma con l'ancora più vistoso volante) Eighteen Wheeler American Pro Trucker è andato successivamente ad arricchire il vasto catalogo Dreamcast (un click qui per leggere la nostra recensione) per approdare infine su PlayStation 2. Il cambio di piattaforma non ha tuttavia influenzato in alcun modo l'aspetto del gioco e, rispetto alla piattaforma di Sega, le caratteristiche sono rimaste esattamente le stesse, con i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta

Il risultato è infatti sempre un gioco di corse arcade, immediato, divertente e incredibilmente corto, che con le sue quattro modalità di gioco offrirà al giocatore l'insolita ma al tempo stesso piacevole sensazione di guidare un gigantesco TIR attraverso le ipotetiche strade degli Stati Uniti d'America

TRONCHI DI LEGNO O BLOCCHI DI CEMENTO?

La modalità di gioco principale, denominata Arcade, è la stessa che si può provare in qualunque sala giochi. Il primo fondamentale passo da compiere è la scelta del trattore: ce ne sono quattro in tutto, diversi nello stile e soprattutto nelle caratteristiche tecniche, riassunte in velocità, accelerazione, coppia e robustezza. Una volta a bordo del proprio trattore il passaggio successivo è la scelta del rimorchio, che a seconda della merce trasportata, decreterà il grado di difficoltà della corsa e il compenso in denaro. Legname, automobili, cemento e acciaio sono alcune delle possibilità offerte al camionista virtuale che, una volta agganciato il rimorchio, dovrà soltanto premere a fondo l'acceleratore e lanciarsi all'inseguimento dell'avversario

Nel corso della gara, che si svolge sempre su tratti stradali particolarmente trafficati, un impietoso cronometro scandisce il conto alla rovescia: l'unico modo per rallentare la sua inarrestabile corsa abbastanza da poter raggiungere il traguardo è quello di attraversare gli immancabili "checkpoint" o di urtare alcuni particolari tipi di furgone disseminati (e spesso nascosti) lungo il tragitto. Ognuno dei quattro tracciati (ebbene sì, sono solo quattro e tutti particolarmente brevi) offre inoltre una strada alternativa a quella principale, più corta ma spesso addobbata con ostacoli e insidie di ogni tipo (prima fra tutte la caduta di enormi macigni dall'alto della montagna)

GUARDA DOVE TI PARCHEGGIO IL CAMION

Non molto diversa dalla principale è la modalità Score Attack, ambientata in quattro diversi circuiti chiusi da percorrere tre volte di seguito. In questo caso, benché l'obiettivo principale resti quello di arrivare al traguardo davanti all'avversario, bisogna preoccuparsi anche del punteggio, che va incrementato tamponando più e più volte i furgoni bonus citati nel paragrafo precedente. Molto meno frenetica è la terza modalità di gioco, che mette da parte le doti velocistiche del giocatore a favore di una maggiore precisione nella guida

In uno scenario decisamente più tranquillo (niente più auto né avversari) bisogna condurre il proprio autoarticolato attraverso vie e viuzze, alla ricerca del parcheggio perfetto. Uno dopo l'altro compariranno dei posteggi sempre più angusti, all'interno dei quali bisogna sostare il camion evitando di urtare i lampioni, i muri delle case e le decine di altri oggetti che i programmatori hanno pensato bene di spargere lungo le vie della città

Ultima, ma non per questo meno valida è la modalità Versus, grazie alla quale è possibile sfidare a colpi di clacson un altro giocatore in carne ed ossa. I tracciati in questo caso sono gli stessi visti in Score Attack, identico è anche l'obiettivo che resta quello di accumulare punti e arrivare primi al traguardo dopo i tre giri obbligatori

DA O A 100 IN 1 MINUTO

Nonostante la sua natura puramente arcade a 18 Wheeler American Pro Trucker manca la frenesia tipica della stragrande maggioranza dei giochi di guida. La scelta di prendere dei mastodontici TIR come protagonisti delle gare ha per forza di cose obbligato gli sviluppatori a scegliere uno stile di guida che rispecchiasse, seppure in minima parte, quello dei reali automezzi da lavoro. Per quanto sia possibile spingere questi giganti di acciaio e ferro oltre i limiti consentiti dalla legge, prima di raggiungere delle velocità sufficientemente elevate bisogna lavorare molto di acceleratore, cercando di sfruttare al massimo i giri del motore grazie ai due rapporti predefiniti (basso e alto) ed evitando soprattutto il contatto con il pedale del freno

Una volta che il motore inizierà ad apprezzare la bellezza dell'alta velocità, magari anche grazie ai "consigli" di una discesa, ecco che magicamente il lento incalzare del mastodontico TIR diventa una ben più gratificante corsa nel traffico, dove immancabilmente le "comuni" autovetture giocheranno l'infausto ruolo di birilli

SQUADRA CHE VINCE..

Volendo a tutti i costi trovare una differenza con la versione per Dreamcast è necessario spostarsi dal gameplay alla grafica, dove è effettivamente possibile notare un leggero miglioramento, seppur minimo

A godere della maggiore potenza di PlayStation 2 (anche se è bene chiarire che il gioco è davvero lontano dallo sfruttarne le potenzialità di questa console) sono le texture e la risoluzione: le prime appaiono meglio definite e più "pulite" mentre la seconda vanta un rinnovato numero di pixel

Per il resto tutto è rimasto invariato: le inquadrature disponibili si alternano da quella all'interno dell'abitacolo, che oltre allo specchietto retrovisore permette di ammirare i vari oggetti sparsi sul cruscotto mentre oscillano ad ogni curva e scossone, a quella all'esterno, che immortala gli scarichi di gasolio fuoriuscire dalle gigantesche bocche argentate poste in cima alla cabina

Fermo restando che la sensazione di velocità è ben al disotto dei normali standard (proprio perché i mezzi superano a fatica i 130 Km/h) il frame-rate è comunque stabile sui 30 fotogrammi al secondo, mantenuti anche nella modalità Versus, dove lo schermo viene suddiviso in due sezioni

Del tutto anonimo il reparto audio, caratterizzato da una compilation di brani particolarmente banali e da un parco suoni decisamente assai poco entusiasmante.

Difficile consigliare l'acquisto di 18 Wheeler American Pro Trucker quando al non indifferente prezzo di 61,92 Euro (119.900 Lire) corrispondono poche ore di gioco e nulla più. Certamente il titolo di Acclaim/Sega è immediato e molto divertente, ma è comunque incapace di reggere a lungo lo sguardo del giocatore, che già dopo poche ore di gioco potrà dire di avere visto veramente tutto quello che c'era da vedere. Nato e pensato per il pubblico della sala giochi 18 Wheeler American Pro Trucker non può certo competere con i molti altri titoli con cui deve necessariamente confrontarsi: le modalità di gioco sono decisamente troppo poche e soprattutto troppo corte per giustificare una spesa che, lo ripetiamo, sarebbe meglio indirizzare da tutt'altra parte.