Recensione 1080° Avalanche

di Paolo Mulas

Le origini

1080° Snowboarding uscito per Nintendo 64 nel lontano 1998 è stato per anni il punto di riferimento per i simulatori di snowboard, ed anche l'uscita recente dei vari Amped e Ssx non sono riusciti ad offuscare il ricordo di questo ottimo simulatore. A distanza di ben cinque anni, dopo un parto molto travagliato che ha visto anche un avvicendamento tra diversi sviluppatori, 1080° Avalanche è pronto finalmente al suo debutto sui cubici lidi. Il primo impatto col titolo ci fa capire subito che 1080 avalanche è molto lontano dal suo predecessore: la strada della simulazione è sempre quella percorsa ma stavolta il grado di spettacolarità è molto più alto. I percorsi hanno subito un radicale cambiamento: sono molto più ricchi di scorciatoie, sono presenti i cosiddetti sciatori domenicali, e vi sono numerose interferenze da parte della "natura" con animali di varie taglie che imperversano sui monti, frane di rocce, e soprattutto valanghe di neve assolutamente gigantesche e da evitare se si vuole arrivare interi al traguardo.

Parliamo di traguardo, perché a differenza di altri giochi di snowboard, (Amped su tutti), Avalanche può essere considerato un gioco di corse, dove i trick hanno un ruolo marginale rispetto alla gara e sono più che altro "relegati" nell'apposita modalità. A contribuire alla grande spettacolarità del titolo (che rimane in ogni modo ancorato a tutte le leggi della fisica), vi è sicuramente l'elevatissimo grado di interazione: avremo la possibilità di grindare passamano, tronchi d'albero, cavi telefonici, attivare cariche esplosive presenti in alcuni percorsi che daranno poi origine ad impressionanti reazioni a catena quali ponti saltati in aria o il manifestarsi di valanghe. Anche i percorsi sono molto cambiati: naturalmente è sempre la montagna a farla da padrona, ma stavolta ci ritroveremo a scivolare anche in villaggi di montagna abbandonati in sezioni cittadine (attenzione a non farsi investire dalle auto) passando per segherie e per molte altre locazioni. È presente anche questa volta una barra dei danni che si svuoterà in caso di incidenti o collisioni varie, per fortuna però, sarà possibile riempirla nuovamente effettuando acrobazie lungo la discesa.

Bianco Natal...

Sul fronte del gameplay, il titolo risulta fin da subito veloce e divertente e anche chi non ha grande dimestichezza con questi titoli saprà in poco tempo ben destreggiarsi con la tavola. Ma quest'ultimo è anche il principale difetto di 1080° Avalanche, che risulta, in effetti, un po' troppo facile; basteranno poche sessioni di gioco per aver la meglio sui tre livelli di difficoltà della modalità principale. Questa facilità deriva anche dal sistema di controllo che è stato semplificato rispetto al prequel; difatti per avere la meglio dopo un salto molto alto basterà premere al momento giusto il tasto L e si continuerà a scivolare giù quasi senza problemi, lo stesso si può dire per eventuali perdite di equilibrio. Quando il nostro boarder sarà in procinto di cadere, basterà ruotare la levetta analogica come ci suggerisce la cpu, e saremo nuovamente padronissimi della nostra tavola.

Questa facilità, non è però presente in tutte le modalità di gioco che comprendono anche i trick attack, gara a tempo e gate. Nel trick attack avremo, infatti, a disposizione svariate arene (tra cui l'half pipe) per incantare il pubblico e guadagnare punti esibendoci nelle più svariate acrobazie: da semplici salti, a grab (prese della tavola) a grind (scivolare su determinate superfici) fino al fatidico e leggendario 1080°. Eseguire le mosse non è certo impossibile, ma risulta molto ostico riuscire a legarle tra loro in modo da effettuare delle più redditizie combo, tutto questo perché 1080° è molto legato alle reali leggi fisiche.

Il Time trial a differenza di quasi la totalità degli altri giochi, non consiste solamente in una sfida contro il tempo nel tentativo di limare i vari record, ma disseminate nei posti più difficili lungo le varie piste troveremo dei frammenti di una moneta (un po' come accadeva in Tony Hawk con le videocassette), trovati tutti nel corso di una sola discesa avremo recuperato le monete, e ogni tot di monete potremo sbloccare delle nuove tavole per i nostri boarders. Una modalità interessante perché oltre ad incrementare la longevità del gioco in singolo aiuta poi a scoprire numerose scorciatoie utili per il match race. Il gate è invece una sorta di slalom gigante dove bisogna cercare di centrare tutte le porte: strano a dirsi ma tutte queste modalità cosiddette secondarie, sono ben più impegnative della modalità principale.

Non poteva naturalmente mancare anche il multiplayer stavolta finalmente esteso a quattro giocatori (il doppio del prequel) che potranno affrontarsi in gara tramite split screen o anche via lan. Purtroppo bisogna registrare un certo calo della velocità nelle sfide multigiocatore, forse sarebbe stato meglio un ridimensionamento del dettaglio grafico, per garantire invece una migliore e pià appropriata fluidità di gioco.

Più bianca della neve

Un'altra fattore che contribuisce all'elevato grado di spettacolarità (ma anche di realismo) è certamente l'alta velocità del titolo, specialmente se si ha la possibilità di usufruire dei 60 hertz. Questa alta velocità ci permette comunque di poter osservare l'ottima realizzazione sia delle ambientazioni, sia dei personaggi, dallo stile molto più personalizzato e cool rispetto al passato. La realizzazione dei personaggi è ottima soprattutto sul fronte delle animazioni alquanto verosimili: ogni personaggio ha un modo di esultare ed un modo di paura dei pericoli, diverso. La neve rimane sempre la migliore: grazie anche ad un ottima implementazione del rumble si ha sempre la reale sensazione di scivolare con la propria tavola e si percepiscono i diversi tipi di terreno, dalla neve più solida, a quella farinosa e fresca, all'asfalto al legno e così via. Non mancano poi numerosi effetti speciali, quali gli abiti del nostro snowboarder che diventano sempre più bianchi man mano si scende o i fiocchi di neve che bagnano di tanto in tanto lo schermo. L'unico appunto può essere riferito alla telecamera: precisa finché si va bene ma che ogni tanto tende ad incastrarsi in caso di incidenti, ed anche il frame rate seppur quasi sempre incollato ai 60 fps avrà qualche sporadico calo nelle situazioni più concitate.

Ottima anche la colonna sonora che vanta la bellezza di ben 32 brani di molti degli artisti del momento che spaziano dall'hard rock al rap all'hip hop; sarà altresì possibile scegliere la canzone prima di intraprendere la gara, ma anche cambiarla a partita in corso

1080° avalanche è un degno erede del suo predecessore: i NST, forse spinti dal recente successo di Ssx, hanno voluto sperimentare delle innovazioni, rendendo il gioco un po' meno simulativo ed un po' più spettacolare, il risultato finale è un gioco quasi perfetto sotto il punto di vista strettamente tecnico, divertente e giocabile fin da subito ma poco appagante alla lunga a causa di una certa facilità. Consigliabile comunque anche solamente per provare la vera sensazione di scivolare lungo le innevate pendici delle montagne.

8
1080° Avalanche è un ottimo gioco di snowboard che a differenza degli altri principali esponenti (Amped e Ssx) cerca di dire la sua concentrandosi più sulla velocità e sulla discesa dalle montagne, che sulle acrobazie. Il risultato finale di un lungo sviluppo è tutto sommato soddisfacente: con una realizzazione tecnica molto buona che riesce a donare al titolo una sensazione di velocità e di realismo molto alta e con una giocabilità minata solamente da un grado di sfida non molto alto, perlomeno nella modalità principale.