La Corte Suprema ascolterà la Class Action sulle Xbox 360 ''graffiadischi''

Una diatriba che dura anni

di Tommaso Alisonno

Tutti quanti sappiamo che la lunga e gloriosa carriera di Xbox 360 è stata accompagnata da episodi legati a "difettucci" certamente fastidiosi, come ad esempio il problema del "Red Ring of Death", e che anche per questi motivi la console si è presentata successivamente sul mercato in varie versioni e revisioni. Che però una class-action avanzata contro uno specifico difetto del primo modello potesse trascinarsi fino ai giorni d'oggi sfiora un po' il surreale.


Eppure, la Corte Suprema Americana ha dichiarato lo scorso Venerdì che prenderà in esame le richieste che un gruppo di consumatori ha avanzato contro Microsoft per uno di questi difetti: nello specifico parliamo del fatto che il primo modello di Xbox 360 tendesse a "graffiare" i dischi rendendoli illeggibili, difetto che in realtà si verificava soprattutto quando si spostava la console mentre era accesa, addirittura ruotandola dalla posizione orizzontale a quella verticale.


Le prime lamentele su questo difetto risalgono al 2008, quando Xbox 360 era in commercio da circa 3 anni: circa 55.000 utenti siglarono la class-action, ma Microsoft risolse la questione separatamente con la maggior parte di questi e dunque la corte federale rigettò la domanda. Di ricorso in ricorso, il provvedimento non è mai stato archiviato del tutto e stavolta andrà in giudizio.


Microsoft dovrà pagare per i dischi graffiati?