Hands On Uncharted 3: Drake's Deception

Naughty Dog verso la creazione di un nuovo genere?

di Davide Ottagono
La terza avventura di Nathan Drake non è più così lontana, e i nostri passaporti per la soleggiata Arabia sono ormai pronti. Tre sono i mesi che ci separano dal capolavoro annunciato di Naughty Dog e, mentre sui forum si fantastica senza sosta sulle avventure tragicomiche che aspetteranno il nostro archeologo, è la modalità multigiocatore ad insinuarsi per prima nelle nostre mani. La versione Beta (ovvero il test di prova) è disponibile per redattori, abbonati al Plus e - solo tra una settimana - per gli utenti standard, e non abbiamo potuto esonerarci dal provarla a fondo e regalarvi le nostre impressioni. Ovviamente, sempre in attesa del pezzo forte, che risiederà ancora una volta nella campagna in singolo, stando alle promesse degli sviluppatori.

“Stiamo lavorando al multigiocatore di Uncharted 3 da ancora prima che uscisse il secondo”, ha ammesso Naughty Dog. Infatti, se nel capitolo precedente eravamo scettici sull'introduzione di una modalità che sembrava avere poco a che fare con le atmosfere generali della serie, abbiamo dovuto in parte ricrederci. L'esordio di Drake nell'affollato mondo online è stato tutt'altro che deludente e, nonostante i classici errori di gioventù, l'offerta era tutto sommato onesta ed accattivante. Con il terzo episodio, però, parole così diminutive come “onesto” e “accattivante” andranno dimenticate. Le nuove parole d'ordine, a questo giro, saranno “spacca-mascella” e “verso l'infinito e oltre”. Non più una semplice opzione extra, ma un vero e proprio motivo d'acquisto: questo l'obiettivo che Naughty Dog si è imposta con il multigiocatore di Drake's Deception. Dopo intere ore di fragging, possiamo assicurarvi che stanno facendo sul serio.

Fin da quando si viene catapultati nel menù, già saltano all'occhio novità di ogni genere, prima su tutte la personalizzazione totale di personaggi ed equipaggiamento. Su questo aspetto, ci sembra palese come la software house si sia ispirata alla vastità di un Call of Duty a caso. Nell'apposita sezione, potremmo acquistare accessori estetici per il nostro alter-ego digitale e cambiare il suo aspetto in decine di modi differenti, dai pantaloni agli occhiali, dai guanti alle scarpe. Sarà possibile crearci addirittura uno stemma personale, una sorta di riconoscimento che verrà sventagliato sulle pareti delle arene in caso di nostra vittoria. Anche qui, la libertà nella scelta di disegno e colori è enorme.

Persino le medagliette, premi assegnati al conseguimento di particolari azioni in-game, sono aumentate esponenzialmente. Adesso, tra l'altro, torneranno utili anche durante le partite come monete di scambio per abilità speciali (da scegliere solo ad inizio match). Abilità, nuovi componenti di armi, vestiario e persino interi personaggi sono gli innumerevoli extra da sbloccare livello dopo livello. Il sistema di gioco, dal canto suo, è rimasto praticamente invariato, con visuale in terza persona, stra-collaudato sistema di copertura ed arrampicate a contornare le sparatorie. Pensare però che le novità si limitino all'editor, sarebbe sbagliato. Con la vincita dei premi in denaro, infatti, potremo persino acquistare pezzi da aggiungere alle nostre armi, oppure “perks” (tanto per rimanere in tema Call of Duty) da inserire negli appositi slot. Parliamo ovviamente di mirini per incrementare la precisione, caricatori più capienti e così via, oltre che di abilità speciali dagli effetti più disparati.

Scommettiamo che la Beta vanta solo una piccola parte di quella che poi sarà l'offerta del gioco completo, e già da ora la carne al fuoco sembra tanta. Ancora una volta, la migliorata personalizzazione del proprio guerriero - eroe o cattivo che sia - inficia positivamente sulla libertà del giocatore di intraprendere un percorso che si adatti al suo stile. Una delle principali aggiunte è il “buddy system”, un insieme di regole che spinge una coppia di partecipanti a cooperare per avvantaggiarsi in battaglia. Ad esempio, nel caso si entri in una partita con un amico nella propria lobby, quest'ultimo diventerà il vostro “buddy”, una sorta di compagno d'avventura dal quale non converrà separarci. I vari privilegi ottenuti spazieranno da danni raddoppiati alla possibilità di spawnare nelle sue vicinanze (proprio come in Battlefield). E poi, volete mettere la goduria di “darvi il cinque” sul cadavere di un nemico appena abbattuto assieme?

Ricordate di non dare mai per scontato il risultato di una partita, anche se apparentemente a senso unico. Proprio nel momento in cui i punteggi delle due squadre inizieranno a distanziarsi troppo, ci penserà la CPU a bilanciare gli eventi. In che modo? Con delle regole particolari (e casuali) che si attiveranno senza preavviso nel corso del match, andando ad aiutare il team perdente.

Questo non vorrà dire che squadre deboli potranno vincere da un momento all'altro, ma che semplicemente verrà dato un po' di pepe alla partita, così da non far adagiare nessuno sugli allori. Tutto d'un tratto, gli antagonisti potranno essere visti attraverso le pareti o avranno una minore resistenza ai colpi, ad esempio. Il tutto si ridurrà ovviamente ad una manciata di secondi, quindi non c'è il rischio che questo piccolo aiuto possa tradursi in una sorta di miracolo divino.

Le mappe disponibili in questa versione di prova sono lo Chateau e l'Aeroporto. Nonostante le differenze grafiche e strutturali, possiamo facilmente notare come entrambe si estendano tanto in lunghezza quanto in altezza, con torri, hangar, cunicoli e spazi aperti che smorzeranno fin dal principio tutti i “camper” e presunti tali. Come nel predecessore, la mancanza di postazioni di vantaggio assoluto costringe tutti i partecipanti a spostarsi di continuo, giovando al ritmo delle sparatorie. Lo Chateau è il castello francese dato alle fiamme, e offre dei giardini aperti alternati ad angusti corridoi. È l'aeroporto, invece, la vera sorpresa: oltre ad essere la mappa più grande delle due, è la principale dimostrazione di cosa intendesse Naughty Dog con “multiplayer cinematografico”.

Una delle questioni più ricorrenti negli ultimi mesi, infatti, era come i creatori di Uncharted mirassero a donare al multigiocatore la stessa spettacolarità del singolo. Cosa volessero intendere, però, è rimasto un mistero. Almeno fino ad oggi. Script, sequenze spettacolari e repentini cambi d'ambientazione non sono più esclusive delle campagne ad un unico giocatore, ed Uncharted 3 è il precursore di quella che potrebbe tranquillamente diventare una nuova moda. I buoni partono a bordo di un aereo di linea in fase di decollo, mentre i cattivi all'inseguimento coi camion. Il portello si apre per permettere a Drake e soci di difendersi, con gli avversari che saltano da un veicolo all'altro del convoglio per raggiungere gli eroi.

E in tutto questo, ci saranno esseri umani al controllo. Dopo qualche minuto, l'aereo ha preso abbastanza velocità per decollare, cosicchè la battaglia si sposta all'aeroporto, coi piedi saldamente per terra. Questo sistema di obiettivi dinamico era stato messo in mezzo da Killzone 3 con la modalità Operazioni, ma Drake's Deception lo spinge ancora oltre, migliorandolo e spettacolarizzandolo ulteriormente. Sembra davvero di giocare un film, e per la prima volta non contro Intelligenze Artificiali. Anche nello Chateau c'è qualcosa del genere: il castello in fiamme, infatti, brucerà in tempo reale, cambiando la conformazione del campo col passare del tempo e trasformandosi in una trappola mortale per chi combatterà al suo interno.

Anche sulle modalità disponibili abbiamo trovato qualche piacevole sorpresa. Affiancate ai classici deathmatch, deathmatch a squadre e arene cooperative, ci sono un paio di chicche da non sottovalutare. Deathmatch a tre squadre è tra queste. Come suggerisce il nome, saranno ben tre le fazioni a spartirsi il premio contemporaneamente, con ogni squadra composta da una coppia di giocatori. La modalità Estremo, invece, costringe a battagliarsi senza potenziamenti ed abilità di sorta, mettendo tutti sullo stesso livello, esaltando la pura abilità. Un'opzione, insomma, che non mancherà di interessare gli utenti più hardcore.

Tecnicamente, è ancora prematuro parlare, ma di certo possiamo tirare le prime conclusioni. Nonostante il motore sia ancora acerbo e alcune strutture con textures annesse risultino piuttosto rozze, già da ora possiamo vedere una grande scelta cromatica che, unita all'ottima illuminazione, dà vita a questi due paesaggi come non mai. Ovviamente, si parla di tante piccolezze che andranno ad unirsi al già maestoso comparto grafico del predecessore, ancora oggi senza pari. Che la Beta presenti parecchi bug ed elementi al di sotto delle aspettative non ci preoccupa per nulla.

L'impressione finale, come sempre in questi casi, è rimandata al gioco completo. Quel poco che abbiamo visto, però, ci ha lasciati piacevolmente colpiti. Se un tempo si pensava che il grande passo di Uncharted verso l'online fosse forzato dalla moda, a pochi anni di distanza ci tocca ricrederci. Naughty Dog non punta ad uno dei tanti multiplayer, ma AL multiplayer. Ora come ora, non ci sembra neanche più un'utopia. I cagnacci di Sony non solo stanno mettendo su uno dei migliori comparti multigiocatore della generazione, ma puntano addirittura ad inventare un nuovo genere. Spettacolarità, editor infiniti e decine di sbloccabili sembrano essere solo la punta dell'iceberg di questa terza apparizione della saga, anche se ci toccherà aspettare ancora qualche mese per testarne la completezza effettiva. Sperando solo che tutto questo impegno nel multi non abbia inficiato sulla qualità della trama principale, quello che deve essere il suo vero baluardo.