Hands On Medal of Honor: Warfighter

Abbiamo provato il multiplayer di Warfighter!

di Roberto Vicario
Annunciato lo scorso inverno, Medal of Honor Warfighter avrà l'ingrato compito di rivaleggia con altri titoli molto importanti per la palma di miglior sparatutto del 2012. Dopo un primo capitolo che, seppur pieno di limiti, era riuscito ad offrire qualche interessante caratteristica di gioco, i ragazzi di Danger Close sono pronti ad offrirci un'esperienza di gioco totalmente rinnovata e che prende spunto da vere e proprie operazioni militari.

Della campagna single player ve ne abbiamo già parlato nel nostro precedente articolo, redatto in occasione dello scorso showcase di aprile. L'E3 è stato l'occasione sia per vedere una nuova missione proveniente dalla campagna singolo giocatore ambientata in Somalia durante la conference tenutasi lunedi, ma sopratutto per provare in anteprima assoluta una modalità multigiocatore.

Guerra totale

L'hands on a porte chiuse all'interno dello stand EA, ha dato la possibilità a un nutrito numero di giornalisti e addetti del settore di provare una partita dell'attesa modalità competitiva online del titolo.

Cominciamo subito affermando che le novità sono davvero tante, ed alcune molto interessanti. Come già è stato sottolineato più volte, la caratteristica principale di questa variante è sicuramente la battaglia tra nazioni. Oltre ai classici Marines americani, i giocatori avranno la possibilità di selezionare il proprio soldato tra numerose compagni di operatori internazionali. Tra questi citiamo le forze speciali britanniche, canadesi, polacche tedesche e molto altre. Purtroppo per noi, non sarà presente alcune forza militare italiana, anche se grazie agli ormai famosissimi DLC, tutto può succedere.

Indipendente dalla nazione scelta, avremo la possibilità di immergerci all'interno del campo di battaglia selezionando una delle sei classi presenti. Queste coprono più o meno le solite voci che tutti gli amanti degli sparatutto a sfondo militare conosco. Ci sarà  il cecchino, lo scount, il mitragliatore il geniere e così via. La particolarità risiede nel fatto che ognuno di questi specialisti avrà non solo un set di armi completamente dedicato, ma addirittura una serie di perk inediti. Il mitragliatore ad esempio potrà usufruire di un bipede per poter sparare in maniera più accurata, oppure lo scout potrà chiamare un attacco aereo. Insomma, indipendente dalla classe scelta ci saranno abilità uniche e che non potranno essere utilizzate dalle altre classi o mischiate tra di loro. La nostra scelta è ricaduta su un fuciliere canadese.

 

Entrati nella partita, ci è stato spiegato in cosa consisteva la modalità. In pratica una sorta di dominio, in cui bisognava prendere possesso di tre aere disposte sulla mappa per acquisire più punti possibili e far vincere la propria squadra. Il terreno di guerra era una mappa ricavata dal livello mostrato durante la conference di EA, ambientato in Somalia. Un contesto estremamente piccolo - ci è stato confermato dagli sviluppatori che si tratta di una mappa close quarter - fatto di tanti cunicoli, stradine e sali  scendi. Molto difficile da memorizzare, ma realizzata in maniera da evitare il “camperaggio”.

Come ci è stato detto durante la presentazione, quello che gli sviluppatori hanno cercato di realizzare con Medal of Honor: Warfighter, riguarda una trasposizione abbastanza fedele del senso di compagine e aiuto reciproco che i militari reali si danno per sopravvivere a situazioni particolarmente instabili.

Per spingere su questa caratteristica è stata inserita una feature chiamata “ team fire” che ci permetterà di selezionare un compagno di team e farlo diventare il nostro partner principale che oltre ad essere sempre visibile sulla mappa, potrà vantare alcune interessanti modifiche. Tra queste, ad esempio, c'è la possibilità in caso di morte di essere reinseriti nella partita alle spalle del proprio compagno anziché nel punto di respaw predefinito, oppure di ottenere punti extra in caso di collaborazione nell'uccisione.

Altra caratteristica che merita di essere approfondita, è quella delle killstreak. In pratica ne avremo due a disposizione. Una sarà attivabile sempre ed in qualsiasi momento - ovviamente per un periodo di tempo limitato - la seconda invece, solitamente più potente ed efficace - si potrà attivare solamente dopo un predefinito numero di uccisioni.

Sotto l'aspetto del gameplay vero e proprio, ci troviamo di fronte ad un prodotto che attinge sicuramente dal feeling che è già riuscito a trasmettere Battlefield 3 per quanto riguarda il sistema di shooting e di rappresentazioni delle armi. A questo si aggiungono nuove mosse di movimento come il potersi inginocchiare velocemente e l'assenza del “ quick scoping” cosa che dovrebbe ridurre moltissimi problemi sopratutto per il bilanciamento delle partite online.

Sotto tutti gli altri aspetti Medal of Honor offre un esperienza abbastanza standard ma non per questo poco divertente. La presenza della cooperazione ancora più accentuata e la possibilità di cambiare classe e quindi stile di gioco anche a partita in corso sono elementi che rendono varia ed imprevedibile la partita.

 

Bellezza militare

Sotto l'aspetto tecnico il titolo, almeno in versione PC, è riuscito a colpirci positivamente. Il dettaglio grafico e la fluidità si sono dimostrati sicuramente all'altezza del nome che porta il prodotto, non avendo nulla da invidiare alla componente singolo giocatore. La realizzazione delle ambientazioni e della armi è risultata molto curata e dettagliata, aiutando così il giocatore ad immergersi ancora di più nel contesto di gioco.

Stesso discorso per quanto riguarda la componente musicale e della campionatura dei suoni. Il rumore delle armi, in particolare, è risultato discretamente credibile riuscendo a restituire un feeling positivo al giocatore nel momento in cui deciderà di imbracciare un arma in particolare.

Insomma, questo primo contatto con la componente multigiocatore del titolo non solo ci ha convinto sull'effettiva qualità del prodotto, ma si è dimostrata anche in grado di offrire degli spunti di originalità che sicuramente non mancheremo di analizzare più nel dettaglio quando avremo modo di mettere nuovamente le mani sul titolo.

 

Questo primo contatto con la componente multigiocatore di Medal of Honor: Warfighter non solo ci ha convinto sull'effettiva qualità del prodotto, ma si è dimostrata anche in grado di offrire degli spunti di originalità che sicuramente non mancheremo di analizzare più nel dettaglio quando avremo modo di mettere nuovamente le mani sul titolo.