Hands On Just Cause 2

Rico Rodriguez è pronto per un'altra missione!

di Ferdinando Saggese
Rico Rodriguez è un agente segreto, appartiene ad una altrettanto segreta agenzia governativa ed è particolarmente bravo a rovesciare regimi ostili alla politica di Washington. Abbiamo fatto la sua conoscenza nel 2006, anno di pubblicazione dell'ambizioso “Just Cause”, quando al fianco della fazione dei Guerriglieri aveva contribuito alla liberazione dello stato insulare di San Esperito, oppresso dal regime del presidente Salvador Mendoza. Oggi gli Stati Uniti d'America hanno nuovamente bisogno di lui, deve rovesciare il regime di Baby Panay, sanguinario dittatore che governa con il pugno di ferro l'isola di Panau, nel sud est asiatico.

Questa primavera collaboreremo quindi con i ribelli panauensi giocando “Just Cause 2”, sandbox game sviluppato per Eidos dagli Avalanche Studios e previsto in uscita su pc e console hd nel prossimo mese di Marzo. Qualche giorno fa siamo stati invitati a provare una versione dimostrativa del codice di gioco, che ci ha fatto intuire le potenzialità di questo atteso seguito mettendo a nostra disposizione le prime missioni della campagna. Come molti di voi sapranno, “Just Cause” si distingue dagli altri sandbox game sul mercato per la forte componente arcade che caratterizza 'azione di gioco e la rende immediata e spettacolare. l'indicatore del caos, perennemente visualizzato nella parte alta dello schermo, è una diretta espressione di questa scelta di design ed il riempirlo sarà condizione necessaria per progredire nel gioco.

Per sbloccare le missioni legate alla trama, dovremo infatti distruggere qualsiasi struttura sia vagamente riconducibile al regime di Baby Panay, dal baracchino elettorale alla base militare, passando per una serie di strutture ed infrastrutture di interesse strategico, come la rete idrica o quella di approvvigionamento del carburante. La natura degli assegnamenti principali ci è parsa varia ed in linea con il carattere spettacolare dell'azione di gioco ed ovviamente non mancheranno missioni secondarie ed attività collaterali altrettanto spettacolari e spensierate, come le corse checkpoint a bordo di velivoli. Come ogni sandbox che si rispetti, “Just Cause 2” metterà a disposizione una grande quantità di mezzi, armi e gadget tecnologici, alcuni dei quali si riveleranno fondamentali ai fini della giocabilità. Stiamo ovviamente parlando di rampino e paracadute, due congegni che l'agenzia ha sviluppato per permettere ai suoi agenti di muoversi molto velocemente, raggiungere luoghi poco accessibili ed ideare strategie di attacco originali.

Dopo qualche minuto di smarrimento, infatti, verrà naturale appendersi alle strutture come novelli Tarzan od agganciare veicoli in fuga quasi fossimo Spiderman, nonché risolvere semplici enigmi basati sul motore fisico del gioco. Non solo, il cavo elastico collegato al rampino consentirà di unire più oggetti, creando utili barricate, o di proiettare i nemici in aria, agganciandoli a pareti e corrimano. Un basista ingaggiato dall'agenzia, inoltre, fornirà a Rico mezzi ed armi in cambio del denaro che riuscirà ad accumulare risolvendo quest e sottoquest, e si rivelerà una valida alternativa ai mezzi di trasporto convezionali trasferendo quasi istantaneamente Rico da un capo all'altro dell'isola di Panau. L'estensione del piccolo stato asiatico è davvero notevole, i ragazzi di Avalanche Studios hanno stimato in un'ora il tempo necessario ad attraversare l'isola con mezzi di trasporto di terra e colpisce la varietà paesaggistica che la caratterizza. Giocando a “Just Cause 2” potremo infatti passare in pochissimi istanti da un paesaggio alpino ad una spiaggia tropicale usando il paracadute, gadget che esalterà le potenzialità tecniche della produzione Eidos.

La profondità di campo, la qualità della modellazione poligonale di strutture e mezzi di trasporto e la saturazione delle texture in alta definizione donano a “Just Cause 2” un look degno dei migliori sandbox attualmente sul mercato e, nonostante le problematiche relative all'ottimizzazione del codice, il gioco ci è parso fluido e ben programmato. Commento sospeso sulla qualità del comparto audio, che nella versione da noi provata non era ancora nella sua forma definitiva.

<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> I ragazzi di Avalanche Studios hanno cercato di correggere quegli aspetti che quattro anni fa non avevano convinto pienamente la critica, che aveva accolto tiepidamente il primo episodio della serie. Possiamo infatti affermare che gli sforzi del team di sviluppo si sono concentrati sull'implementazione di quegli eventi procedurali che rendono un ambientazione plausibile, ma sopratutto piacevole. In sintesi hanno cercato di riempire il “bellissimo vuoto” del primo capitolo e per quanto abbiamo visto durante la prova sembrano esserci riusciti. Sotto il profilo tecnico, la produzione Eidos ci è parsa di ottimo livello ed i mesi che ancora ci separano dalla pubblicazione serviranno ai grafici di Avalanche Studios per ottimizzare un codice che già si distingue per resa grafica e fluidità. non ci resta quindi che seguire con interesse lo sviluppo di "Just Cause 2" che, lo ricordiamo, raggiungerà gli scaffali dei negozi italiani nel prossimo mese di Marzo.