Hands On Final Fantasy XIV: A Realm Reborn

Terza fase BETA per la rinascita dell'MMORPG di Square Enix

di Valerio De Vittorio
Square Enix sta vivendo un periodo difficile e la saga di Final Fantasy non è purtroppo rimasta immune; il disastroso lancio dell'ultimo MMORPG ne è la dimostrazione più lampante. Fortunatamente il colosso giapponese, dopo il mezzo fallimento del progetto, non ha gettato la spugna ma ha messo insieme un team nuovo e ha dato in mano il progetto al capace Naoki Yoshida. Rimboccatisi le maniche, gli sviluppatori hanno dato il via a Final Fantasy XIV A Realm Reborn, sottotitolo quanto mai azzeccato per un titolo rivisto sin dalle fondamenta. Il rilascio della versione definitiva è previsto per il 27 agosto, su PC e finalmente anche su PS3 e grazie all'ultima fase beta, accessibile per quattro fine settimana di fila, abbiamo potuto testare con mano l'andamento dei lavori.

Come con ogni MMORPG, anche in A Realm Reborn l'avventura inizia con la creazione del proprio avatar. Si sceglie una tra le cinque razze presenti, con l'aggiunta, rispetto al titolo originale, dei Roegadyn femmine e gli Mi'qote maschi. L'editor evidenzia un buon grado di personalizzazione, anche se non si arriva ai livelli di alcuni concorrenti. Dopo aver selezionato alcuni tratti aggiuntivi che definiscono caratteristiche e peculiarità del proprio personaggio, si entra subito in gioco. Il primo impatto è davvero positivo, evidenziando da subito, soprattutto per quanti avessero provato l'originale Final Fantasy XIV, un restyling approfondito e ragionato. Si parte dall'interfaccia grafica, completamente ridisegnata e personalizzabile, che abbandona le incomprensibili lungaggini di quella originaria in favore di un'impostazione moderna e molto più chiara. Resta piuttosto criptica la mappa, invece, anche se dopo uno smarrimento iniziale, si impara ad utilizzarla proficuamente, complice anche la familiarità che si acquisisce con le aree. In base al job selezionato, l'avventura prenderà il via in una città diversa; durante la nostra prova abbiamo potuto vedere Limsa Lominsa e Ul'dha, completamente riviste rispetto alle controparti originali. Il risultato è organico e decisamente riuscito, graziato anche da un'ottima varietà.

Colpisce il lavoro compiuto col sistema delle quest, presenti in quantità spropositate e ben distribuite sul territorio. All'inizio ci si sente un po' sbattuti da un angolo all'altro della mappa, ma in realtà il team di Yoshida ha ben pensato di sfruttare la prima mezz'ora di gioco per insegnare i rudimenti, guidando per mano i novizi. La tipologia di missioni viste non stupisce, andando a riprendere tutti gli stilemi tipici del genere, anche se si fa notare il grinding dei mostri ridotto all'osso, tanto che anche gli obiettivi che richiedono l'uccisione di una tipologia di creature, si risolvono con pochi combattimenti. Un altro dettaglio apprezzabile è la relativa brevità delle quest, che mista alla varietà, permette fasi di gioco molto produttive e soddisfacenti anche nel caso non si abbia ore da passare sui server. Le missioni diventano così la principale fonte di punti esperienza, considerati i premi ben più ricchi se comparati al banale sterminio della fauna.

Sorge a tal proposito il dubbio su come si possa gestire la crescita degli altri job, visto che le quest già terminate non saranno più disponibili anche se si cambia la classe. Come in Final Fantasy XIV, A Realm Reborn permette, superato un certo livello, di apprendere nuove professioni semplicemente cambiando arma, guadagnando così l'accesso a nuovi set di skill e a lungo andare, alla creazione di build personalizzate. Fortunatamente quest'aspetto, uno tra i pochi davvero riusciti del titolo originale, torna sostanzialmente integro. L'evoluzione dei job secondari viene garantita dalle numerose attività secondarie, quali l'Hunting Log, che garantisce punti esperienza eliminando un certo numero di nemici appartenenti a varie tipologie. Vi sono poi le FATE, eventi casuali in pieno stile Guild Wars 2, che si attiveranno in determinate zone della mappa, permettendo l'accesso a chiunque sia in zona, modificando il livello di difficoltà in base ai partecipanti. La ricompensa sarà equiparata al contributo dato. Abbiamo provato FATE con boss da eliminare, ondate di nemici da uccidere o ancora loot da raccogliere e consegnare ad un determinato NPC, verificando una buona varietà, mentre ci aspettiamo molto dalle varianti dedicate ai giocatori di livello più alto.

Altra vittima, in senso positivo fortunatamente, del restyling è stato il sistema di combattimento. Yoshida ha precisato che quanto provato in questa terza fase BETA è comunque ancora sotto revisione e anche dopo il lancio gli sviluppatori potrebbero decidere di apportare ulteriori modifiche, ascoltando il feedback dell'utenza. Tanta cautela è forse dovuta alla volontà di accontentare diverse tipologie di giocatori, con da un lato quelli che apprezzano un sistema più lento e ragionato, basato su un simil-ATB ed altri desiderosi di un impianto più moderno, magari vicino a quanto visto in TERA o Guild Wars 2, votato all'azione e dal ritmo concitato, con tanto di salti e schivate. Il risultato ottenuto in A Realm Reborn è solido ma forse non del tutto convincente. Il ritmo risulta pacato, permettendo una gestione tattica di skill e attacchi.

Allo stesso tempo le tempistiche non sono sempre chiare, con tempi di risposta a volte troppo lunghi che impediscono concatenazioni di affondi soddisfacenti, magari mescolando l'auto attack con magie. E' interessante l'idea di bilanciare l'utilizzo di determinate skill associando effetti collaterali, come ad esempio nel caso del Thaumaturge che deve sfruttare con intelligenza l'elemento gelo poco potente ma in grado di abbassare il consumo dei punti magia, con il fuoco che viceversa più viene utilizzato più danni infligge, al costo però sempre maggiore di mana. Ogni Job ha le sue peculiarità, garantendo sulla carta una profondità tattica interessante e promettente.

Il 27 agosto segna poi l'arrivo di Final Fantasy XIV anche su Playstation 3, finalmente. Questa fase BETA ha permesso di provare a fondo la versione console, che si è dimostrata decisamente solida. Come accadde con l'undicesimo capitolo, anche in questo seguito l'interfaccia appare studiata perfettamente per l'utilizzo via pad (utilizzabile anche su PC). Obiettivo non facile, considerata la complessità del titolo. Il secondo scoglio è il comparto tecnico, brillante e dettagliato su PC e che per forza di cose ha subito dei tagli per poter girare comodamente su una console ormai vecchia di sei anni. Il calo è vistoso, soprattutto nella risoluzione a video che sporca l'immagine, ma abituatisi al distacco con la controparte PC, si apprezza la solidità del motore grafico, mentre l'alto livello artistico mantiene gradevole l'aspetto estetico. Permangono fastidiosi rallentamenti, ma parliamo di un codice che ha davanti ancora due mesi di lavorazione.

A Realm Reborn convince, ma ha ancora molto da dimostrare. Preso in mano, il gioco accoglie l'utente, invitandolo ad esplorare il vastissimo mondo, assorbendolo con centinaia di quest e cose da fare. Un progetto così ampio però deve essere in grado di tenere anche sulla lunga distanza. Le aree avanzate dedicate al PvE e soprattutto al PvP sono ancora tutte da verificare, così come i dungeon istanziati finora provati erano divertenti ma molto semplici, per questo ci aspettiamo quest più articolate ed intriganti. Per non parlare del crafting, ancora da provare a fondo, così come elementi interessanti come i nuovi FATE, devono dimostrare di sapersi mantenere coinvolgenti anche dopo mesi. Insomma, il lavoro di Naoki Yoshida deve convincerci che vale la pena abbonarsi per tornare a spendere ore del nostro tempo a Eorzea, il biglietto da visita ci ha ben disposti, il resto lo scopriremo con la versione definitiva in uscita il 27 agosto.

A Realm Reborn ci sta convincendo. Questa terza fase BETA ci ha risucchiato grazie alla miriade di quest da fare, all'eccellente comparto estetico ed al solido sistema di combattimento. Il restyling è evidente ed apportato con intelligenza, così come appare promettente anche la versione PS3. Questo Final Fantasy ha comunque ancora molto da dimostrare, soprattutto a quanti sono rimasti scottati dall'esperienza passata.