Hands On Diablo III

Il Diavolo si mostra a Los Angeles

di Raffaele Gomiero
Sono passati dieci anni dall'uscita di Diablo 2, ed è sufficiente un rapido giro sui server di Battle.Net per rendersi conto di come tutt'ora un gran numero di giocatori in tutto il mondo continua imperterrito ad affrontare la seconda reincarnazione del Diavolo, a riprova di una popolarità mai tramontata per l'hack'n slash di Blizzard. Come ormai nel mondo videoludico tutti sanno, Blizzard è una software house che predilige la qualità alla quantità, anche a costo di tempi di sviluppo non esattamente bollabili come "frettolosi".

Non è quindi una sorpresa come il terzo capitolo di Diablo sia finalmente alle porte dopo un'attesa durata un lungo decennio, e a distanza di oltre tre anni dall'annuncio ufficiale, un percorso simile a quanto abbiamo recentemente visto per il secondo capitolo di Starcraft (che pure pare destinato a ripetersi per i prossimi capitoli dell'annunciata trilogia), che a sua ha dato conferma di come la casa statunitense punti a fare tutto in grande, ripagando le lunghe attese con prodotti di valore assoluto.

Gamesurf è stato tra i pochissimi fortunati che è volato Los Angeles per visitare gli studi Blizzard (e vi consigliamo di dare un'occhiata alle foto del museo) ha potuto vedere in anteprima una (piccola) parte del primo atto di gioco, sufficiente per capire quali saranno i punti di forza di un gioco tra i più attesi in assoluto da parte di giocatori su PC e Mac.

Tanto per cominciare saranno cinque le classi tra le quali avremo facoltà di scegliere il nostro eroe, complessivamente una in meno rispetto alla selezione offerta da Diablo 2 (a patto di comprendere l'espansione Lord of Destruction), ma senza dubbio un roster vario e intrigante: barbaro, sciamano, monaco, mago e cacciatore di demoni. Ciascun personaggio sarà naturalmente dotato di proprie peculiarità e tattiche di combattimento predilette, oltre all'accesso a un set di abilità speciali e magiche uniche. Possiamo notare come -fatta eccezione per il barbaro-, tutte le classi a disposizione siano state create ex novo per questo terzo capitolo, e seppure si possa notare come i nostri nuovi avatar abbiamo preso in prestito qualche caratteristica dai vecchi "colleghi", possiamo credere che saranno tutti da scoprire. Ma nel frattempo, vediamo di fare la loro conoscenza.

Iniziando dalla classe bruta per eccellenza, il barbaro appartiene alla razza dei Guardiani del monte Arreat, è esattamente il combattente implacabile e senza paura che ci ricordavamo dal precedente capitolo. Unico personaggio capace di impugnare due armi alla volta (o una a due mani come un‘alabarda, o uno spadone), il barbaro è il massimo esperto del combattimento ravvicinato; colpisce con una forza incredibile, sfrutta la sua riserva di mana per sferrare colpi particolarmente potenti e sa scatenare la furia accumulata ad ogni uccisione, cosa che nelle azzuffate più concitate può salvarci la vita. Anche il mago si introduce da sé, all'esatto opposto del barbaro è debole negli scontri fisici ma devastante con le arti arcane, che -non dissimilmente dalla Sorceress di Diablo 2- comprendono la manipolazione degli elementi per una nutrita selezione di incantesimi offensivi e abilità legate al controllo del tempo.

Passiamo a classi meno comuni come il monaco (già presentato alla Blizzcon del 2009 e quindi conosciuto dai fan più accaniti e attenti), la cui conoscenza delle arti marziali lo rende una combinazione letale di agilità e rapidità d'attacco. In qualche modo riminescente dell'assassina giocabile nel precedente capitolo, il monaco sa sfruttare tanto le armi leggere quanto i propri pugni, ed è in grado di impiegare il mana per aumentare velocità ed effetto dei suoi colpi, oltre che per migliorare le proprie capacità difensive.

Lo stregone (o Witch Doctor) è una specie di druido/negromante chiaramente ispirato ai sacerdoti voodoo del folklore haitiano e agli sciamani tribali africani. Fragile solo in apparenza, lo stregone è padrone delle pratiche magiche più oscure, utili tanto per evocare spiriti e non morti come alleati, quanto per colpire i malcapitati nemici con le maledizioni più disparate e spiacevoli.

Ultimo ma primo in ordine di originalità è il Demon Hunter, che spicca per il look "darkeggiante" e il gran numero di risorse pronte all'uso: oltre a essere un abilissimo tiratore dalla distanza (la balestra è la sua arma prediletta), questo combattente è appunto un esperto cacciatore, che al combattimento a viso aperto preferisce di gran lunga l'uso di trappole, esplosivi e altri "trucchetti" di questo tipo.

Per la prima volta nel corso della serie, ogni classe può essere scelta sia di nella versione di sesso maschile che femminile.

Man mano che avanzeremo di livello, oltre ad aumentare le proprie caratteristiche del nostro personaggio, avremo a disposizione degli slot aggiuntivi abbinabili a una determinata skill, tra le tante che la classe da noi scelta ci offre. Scegliere e gestire le abilità da potenziare si rivelerà una scelta da compiere con grande attenzione, visto che, nonostante non ci sarà negata di cambiare all'occorrenza questa selezione, l'efficacia dei diversi colpi speciali varia di occasione in occasione, e presentarci nel posto sbagliato con le abilità sbagliate può rivelarsi un'eventualità pericolosamente penalizzante.

Diablo III ci riporta ancora una volta nel tetro mondo di Sanctuary, a distanza di vent'anni dagli eventi di Diablo 2, e vede un nuovo minaccioso ritorno delle forze oscure, di certo piuttosto determinate nonostante le batoste subite in precedenza, e sicuramente abbastanza in forze per poter ambire a minacciare il mondo intero. Naturalmente la trama ruoterà sugli sforzi del nostro eroe per rispedire nel profondo degli inferi Diablo e compari, e fermare così questa nuova spaventosa invasione. Una chicca che i fan sicuramente apprezzeranno, è confermato che i nostri viaggi ci porteranno in una ricostruita Tristram, ambientazione principale del primo Diablo, che nel secondo capitolo abbiamo avuto modo di rivisitare, anche se in circostanze spiacevoli come può decisamente essere considerata una brutale invasione di demoni. Allo stesso modo, è confermato il ritorno di un'importante personaggio come il saggio Deckard Cain.

Diablo III è di chiara impostazione fantasy, forse non il setting più originale possibile, ma non per questo meno affascinante al primo impatto. Come da tradizione, dovremo affrontare una moltitudine di dungeon zeppi di mostri, raccogliere tutte le armi ed i tesori che troveremo, e seppure il focus sia chiaramente improntato sul combattere e ammazzare le tonnellate di nemici che le forze del male hanno in serbo per noi a ogni angolo, non mancheranno possibilità di interazione con i personaggi non giocanti che incontreremo durante la campagna, i quali oltre a d assegnarci quest e relativi indizi, contribuiranno ad aggiungere dettagli alla storia, ci forniranno (a caro prezzo) armi, pozioni ed equipaggiamenti che ci saranno senz'altro utili, e in alcuni casi, decideranno di unire le forze col nostro protagonista e accompagnarci nel corso dell'avventura (a tal proposito, ricordiamo la nostra intervista col lead designer Jay Wilson dedicata proprio a quest'argomento).

Sull'aspetto del puro gameplay non ci soffermeremo più di tanto, visto che per chi ha familiarità con questo genere di giochi non si troverà certo di fronte a novità strutturali impreviste; dopotutto, di fatto è proprio la saga di Blizzard ad avere imposto al mondo videoludico gli stilemi dell'hack'n slash, poi ripresi praticamente da tutti gli altri esponenti di questo filone. Giusto per ribadire un altro punto tutto sommato prevedibile, il nuovo capitolo di Diablo è sempre un gioco abbastanza lineare, sapremo sempre cosa fare e dove andare, la difficoltà maggiore sarà costituita dall'affrontare gli innumerevoli combattimenti con la giusta perizia, utilizzando l'equipaggiamento più funzionale e giostrando con saggezza l'uso delle nostre riserve di mana.

Ora, viene spontaneo farci un paio di domande: A distanza di tanti anni, la linearità di Diablo saprà fare di nuovo centro... O meglio, una volta portato a termine questo terzo capitolo, ci saranno incentivi di rigiocabilità? E la longevità sarà paragonabile a quella del suo predecessore? Tutto porta a due risposte felicemente positive. Diablo III infatti non ha abbandonato una delle proprie caratteristiche principali qual'è il motore di creazione random dei livelli, per cui ad ogni nuova partita giocheremo mappe tutte nuove, con una disposizione di mostri e tesori del tutto inedita; e inoltre, il sistema di autolivellamento farà sì che, ricominciando l'avventura col nostro vecchio PG, il gioco terrà conto del livello d'asperienza che abbiamo accumulato; rigiocando la campagna, non affronteremo nemici con le stesse caratteristiche di forza e resistenza del primo “giro”, che stenderemmo solo guardandoli fino al sopraggiungere della noia più assoluta, invece anche il demone originariamente più innocuo si adeguerà ai nostri progeressi diventando un ostacolo adeguatamente ostico.

Ovviamente anche i tesori e gli equipaggiamenti che troveremo saranno esponenzialmente più rari e potenti, ed è qui che Diablo III si conferma un gioco "ottimizzato" a lungo periodo e mostra passi avanti per quella vocazione online introdotta pionieristicamente nel capostipite e principale artefice della fortuna del sequel: trovare, scambiare, vendere ma soprattutto accumulare un patrimonio di oggetti e fortune sempre più polposo sarà un passatempo più predominante che mai, Blizzard ha ampliato corposamente e con grande attenzione il sistema di scambio/vendita tramite Battle.net di armi, armature e gingilli vari.

Addirittura è stata creata una vera e propria Casa d'aste dove sarà possibile gestire la compravendita di questi oggetti sia con le monete d'oro raccolte in gioco, sia sganciando soldi veri. Praticamente quasi tutto quello che si trova in-game, incluso l'oro, può essere scambiato con altri giocatori direttamente o attraverso il sistema della casa d'aste. Facciamo un esempio pratico: stiamo giocando come sciamano e abbiamo appena messo le mani su un'ascia incredibilmente rara e potente utilizzabile solo dai barbari. Negli episodi precedenti di Diablo, la migliore opzione sarebbe stata venderla a uno dei mercanti del gioco, o affidarci ai non sempre affidabilissimi (nè troppo comodi) scambi diretti con altri giocatori, magari lasciando l'arma a marcire nel nostro forziere prima di trovare in partita un utente interessato.

Ecco, in Diablo III si ha la possibilità di mettere all'asta quell'ascia, cosicché chi ha un personaggio barbaro possa fare delle offerte ed aggiudicarsi l'oggetto, decidendo di investire denaro (reale o virtuale) anziché decine di ore di gioco. All'interno della casa d'aste è presente anche un motore di ricerca di ogni oggetto possibile e immaginabile, evidenziando gli oggetti che in quel momento potrebbero essere più utili al personaggio. Tutto sarà gestito interamente dai giocatori, per cui è praticamente escluso che Blizzard sfrutti la casa d'aste per mettere in vendita armi o pozioni esclusive o in edizione limitata ottenibili unicamente tramite denaro contante. Domanda e offerta saranno gestite tutte dai giocatori.

Parlando invece di tecnica, la nuova produzione targata Blizzard è mossa dac un motore grafico totalmente nuovo e creato ad hoc, capace di gestire senza fatica miriadi di mostri a schermo e al contempo garantire tutto il fascino che gli ambienti di gioco (un'inedito della serie, completamente tridimensionali) vogliono suggerire. Gli effetti di luce sono stupendi ed anche le (poche) ambientazioni che abbiamo visto nell'hands on della beta ci hanno subito catturato.

Come accennato in precedenza, Diablo III ha un'anima improntata sulle funzionalità online. Per aumentare la longevità (o semplicemente moltiplicare il divertimento!), è possibile giocare la campagna anche in modalità cooperativa (sempre tramite Battle.net), insieme ad amici o tramite in sistema di matchmaking che terrà conto del livello del nostro personaggio e di conseguenza ci affiancherà compagni di pari esperienza.

Sempre su Battle.net sarà presente un motore di ricerca di partite pubbliche e in Blizzard stanno lavorando per allestire un comparto PvP all'altezza della situazione nel caso voleste misurare le vostre abilità contro avversari umani, ma per il momento di informazioni a riguardo non ne sono trapelate in gran quantità, per cui rimandiamo questo più in là nei mesi. sempre parlando di Battle.net per dimostrare il nostro livello di bravura rispetto ai nostri amici è stato implementato uno stendardo composto da diversi elementi, ottenibili nelle varie modalità di gioco, che mostrerà a tutti cosa abbiamo realmente fatto in Diablo III.

Ultima non meno importante cosa da dire è che Diablo III richiederà di essere SEMPRE collegati ad internet, per cui se volete giocare al terzo capitolo del Diavolo e non avete una connessione ad internet stabile... procuratevela! Per quando? Non si sa, al momento Blizzard non si sbilancia sulla data di pubblicazione prima di essere sicura che non Diablo III non sia veramente perfetto. Al momento le uniche piattaforme per cui è previsto sono PC e Mac in uscita contemporanea.

Vedere finalmente in azione Diablo III ci ha portato gradite conferme, nuovi interessanti dettagli, e soprattutto  rinnovate curiosità e attesa nei confronti della nuova produzione Blizzard, che speriamo di poter soddisfare già a partire dai prossimi mesi. A partire da una data di rilascio...