Hands On Borderlands 2

Siamo tornati su Pandora!

di Roberto Vicario
Un dei giochi probabilmente più attesi dell'intera fiera è stato sicuramente Borderlands 2. Lo stand 2K è stato letteralmente preso d'assalto da giornalisti provenienti da tutto il globo per testare con mano l'ultima fatica di Gearbox che promette non tanto una rivoluzione in termini di gameplay o affini, quanto un'evoluzione di quanto abbiamo avuto modo di giocare  nel primo e belissimo Borderlands.

Cooperativa e tattica

La presenza di una demo di quasi mezz'ora all'interno dello stand del publisher americano, ci ha dato modo di toccare con mano una versione abbastanza avanzata del prodotto, all'interno di una mappa cooperativa che ci chiedeva di distruggere quattro statue di Handsome Jack ( il nuovo nemico del gioco!) coadiuvati come sempre dal solito Claptrap. Per riuscire in questa missione, dovevamo utilizzare una specie di robot laser in grado di disintegrare gli obiettivi prescelti. Il nostro compito era quindi quello di collaborare con il nostro partner per proteggere il robot dall'assalto di un enorme numero di nemici.

Tutto è cominciato con la scelta del personaggio, e già qui abbiamo notato la prima grossa novità di questo hands on, erano infatti presenti le ultime due classi non annunciate: Zero una sorta di assassino e Axton un vero e proprio commando armati di tutto punto.

La nostra scelta è ovviamente ricaduta su Zero. Un personaggio in grado non solo di scomparire per non farsi vedere, ma in grado anche di colpire in maniera molto agile i punti critici dei nemici. Scelto il personaggio si è passati alla personalizzazione delle abilità attraverso la classica skill tree. Per la demo avevamo 16 punti da poter spendere in due rami differenti. Uno migliorava le tecniche e le abilità delle armi l'altro quelle del personaggio. Grazie ai nostri potenziamenti, Zero era ora in grado di creare molto più danno per il combattimento corpo a corpo e addirittura creare degli ologrammi di se stesso esplosivi.

Pur non avendolo utilizzato possiamo dirvi che Axton sarà un personaggio decisamente più comune con un nutrito parco di armi a sua disposizione che variano da un fucile di precisione ad un fucile a canne mozze e la possibilità di lanciare delle torrette per bloccare l'avanzata nemica.

Una volta iniziata la missione abbiamo percepito sin da subito un feeling abbastanza familiare. Tolta l'ovvia presenza di tonnellate di nuove armi e sopratutto la crescita del personaggio ora più profonda, per il resto Borderlands 2 offre lo stesso identico gameplay del primo.

All'interno della missione giocata abbiamo dovuti spargere quintali di proiettili su un numero imprecisato di nemici, ognuno differente dall'altro come sentinelle robot, uccelli meccanici volanti, umani e mega mostri tecnologici. Le sparatorie hanno anche dimostrato come sia nettamente migliorata la qualità delle fasi shooting, con le armi che ora non solo si distingueranno per rarità ed estetica, ma anche per un sensazione di sparo unica ed inimitabile.

Ancora una volta la cooperativa si è rivelata tale a tutti gli effetti, dato che proprio come nel primo troveremo una crescente difficoltà in base al numero di giocatori che in quel momento stanno partecipando alla partita. Proprio questo aspetto è quello che più è saltato all'occhio durante il nostro hands on. Borderlands 2 è infatti un titolo estremamente appagante, ma allo stesso tempo difficile e disposto a perdonare pochissimo. A testimoniare questa nostra affermazione ci pensa una barra della vita che non si ricaricherà con i medikit, trasformando il nostro scudo in uno strumento che influirà sulla nostra vita o morte.

Dove però Borderlands dimostra la sua superiorità è sicuramente nel parco armi. Rispetto al primo abbiamo non solo notato una spropositata quantità di nuove bocche da fuoco, ma anche una dislocazione sulla mappa  più completa e ricca. In soli trenta minuti di gioco ad esempio oltre ad armi comuni e meno comuni, siamo addirittura riusciti a trovare un fucile da cecchino raro ( nel gioco catalogato con il colore viola, come nel primo! ), testimonianza questa dell'ottimo lavorato fatto in questo senso dagli sviluppatori.

Ovviamente, una breve prova multiplayer del titolo non basta per poterlo  giudicare nella sua interezza, tuttavia vista l'estremamente cura riposta nello sviluppo  siamo sicuri che Randy Pitchford e tutto il suo team saranno in grado di creare qualcosa di veramente unico e che tenga conto di un fattore che, anche se oggi non abbiamo visto, è fondamentale proprio come lo è stato nel primo capitolo: la trama.

Stile da vendere

Sotto l'aspetto tecnico, il titolo si è rivelato in ottima salute. I designer di Gearbox hanno spinto in maniera ancora più marcata l'acceleratore sullo stile cartoonesco che già aveva contraddistinto il primo capitolo, rendendo sia l'ambiente di gioco che i diversi personaggi estremamente dettagliati e convincenti sotto l'aspetto del design.

Più che buona si è rivelata anche l'intelligenza artificiale dei nemici che ci hanno affrontato. Oltre a sparare all'impazzata, saranno in grado di leggere spesse volte la situazione che li circonda, e agire di conseguenza. Se ad esempio la loro salute si abbasserà a livelli critici, molti saranno in grado di lanciare una sfera protettiva elettromagnetica che non ci permetterà più di sparare a distanza obbligandoci ad entrare all'interno di essa per finire il nemico.

Ottimo anche il comparto audio, non solo per quel che riguarda il rumore delle armi, unico e ben realizzato, ma soprattutto per un doppiaggio in grado di trasmettere umorismo e divertimento. La speranza è che l'ovvia traduzione che verrà fatta per il nostro mercato, non faccia perdere quel tratto quasi comico in grado di aggiungere quel qualcosa in più al titolo.

Trattandosi di una versione ancora non definitiva erano presenti alcune piccole imperfezioni sia a livello tecnico che di gameplay. Tuttavia vista la precisione del team di sviluppo e i diversi mesi che separano Borderlands 2 dalla sua release, siamo più che sicuri che tutte le magagne saranno sistemate in tempo.

La fine di questo hands on ci ha quindi lasciato sensazioni estremamente positive. Lo stile del titolo sembra essere rimasto intatto, con una serie di novità che riguardano principalmente le armi e la crescita del personaggio. La prova focalizzata sul multiplayer non ci ha dato modo di testare quella che potrebbe essere l'esperienza per chi si avvicina al titolo in solitaria, tuttavia, come hanno affermato gli sviluppatori, il titolo sarà in grado di offrire una storia in grado di immergere il giocatore nello contesto di gioco, e dagli spunti di interesse per proseguire nel gioco.

Se siete fan di Borderlands dopo questo nostro entusiasmante articolo, siamo sicuri avrete un motivo in più per sperare che settembre arrivi in fretta. Continuate a seguirci per ulteriori novità che saranno rilasciate nei mesi a seguire.

Borderlands 2 pur non discostandosi troppo dal primo capitolo, si è dimostrato in grado di offire non solo tantissime nuove armi, ma anche un discreto numero di novità per quanto riguarda le classi dei personaggi e la loro crescita. Chi ha amato il primo, amerà anche questo.