Preview Yakuza 3

Ci siamo infiltrati nel Giappone feudale per voi

di Tommaso Alisonno
La serie di Yakuza (in lingua originale “Ryu ga Gotoku”) è decisamente recente nel panorama videoludico, visto che il primo episodio uscì per PS2 in Giappone appena nel 2005. Quando poi questo primo gioco si presentava in Europa, nell'estremo oriente già faceva mostra di se il secondo, sfornato a tempo di record. Ora, nel 2008, mentre ancora negli States attendono quest'ultimo e qui in Europa non è stato per il momento nemmeno confermato, la SEGA mantiene quanto promesso nel TGS'07, rilasciando sul PSN giapponese ben due Demo giocabili del terzo Yakuza, anche se il numero 3 non compare nel titolo originale “Ryu ga Gotoku Kenzan!”: il motivo è che, a differenza degli altri due episodi, questo nuovo non sarà ambientato ai giorni nostri ma bensì nel 1605, ossia nei primi anni dello Shogunato Tokugawa, in seguito alla battaglia di Sekigahara.

 

Il protagonista della vicenda è un giovane di nome Kiryu, dalle fattezze pressoché identiche al Kazuma del primo Yakuza (l'attore che ha prestato il volto è infatti lo stesso), il quale vive in un distretto di Kyoto (l'allora capitale) e si guadagna il pane col mestiere di “yojimbo”: praticamente una sorta di “forzuto” al soldo di chiunque, le cui mansioni possono andare dalla guardia del corpo, all'esattore di debiti, fino presumibilmente ad attività illecite (ed anche stavolta il termine Yakuza ci sta tutto...); e nei ritagli di tempo, Kiryu si dedica alla contemplazione ed all'arte pittorica, attività che fanno trasparire in lui dei trascorsi da samurai. Nella prima delle due demo, lo troviamo impegnato nella riscossione di tre debiti, uno dei quali pagato senza problemi, altri due un po' più rognosetti giacché ci hanno obbligato l'uno ad un sotto-gioco di riflessi, e l'altro ad un vero e proprio combattimento contro i prepotenti che volevano rapinare il debitore – gli stessi prepotenti, poi, hanno futilmente cercato di sbarrarci la strada quando siamo andati a consegnare il dovuto. La storia è continuata con una lunga cinematica relativa all'arrivo in città di una bambina pesta e contusa in cerca di Kiryu, decisa ad assumerlo per uccidere il famoso samurai Musashi Miyamoto: la poverina ignora però il fatto che la Musashi e Kiryu siano in realtà la stessa persona...

 

In questa fase il gioco si è pertanto presentato come essenzialmente simile al primo episodio, con una mappa cittadina in cui aggirarsi, alcuni personaggi con cui interagire e molti altri semplicemente di contorno, negozi e locali da visitare, e naturalmente occasionali combattimenti, in questo caso svoltisi a mani nude. Veniamo pertanto alla seconda demo, nella quale trovano posto alcuni sotto-giochi, tra cui anche un'arena di combattimento armato: a detta degli sviluppatori saranno disponibili tre stili di scherma (spada leggera, spada pesante e doppia spada, quest'ultimo inventato storicamente proprio da Musashi), da alternare a seconda delle situazioni e dei boss. Tra gli altri sotto-giochi spiccano il tiro con l'arco a cavallo, una specie di morra cinese a tempo di musica (fondamentalmente questione di colpo d'occhio) e il gioco degli appuntamenti, già presente nella serie, in cui Kiryu potrà passare del tempo con delle geishe cercando di far colpo su di loro imbroccando la frase più adatta da dire o il regalo giusto da offrire.

 

Altri sotto-giochi previsti, e presentati però solo sottoforma di trailer, appartengono al campo del vero e proprio casinò, ovviamente commisurato al lugo e all'epoca: avremo pertanto il gioco dei dadi, lo Shogi (scacchi giapponesi) e le scommesse sulle corse delle tartarughe.

Come nel primo episodio, anche in questo la trama è prevista come estremamente cinematografica, sebbene naturalmente l'atmosfera non sia più alla “Black Rain” ma piuttosto alla “Kaze no Yojimbo”, e di conseguenza per il full motion dei personaggi sono stati convocati parecchi attori nipponici: nomi come Shouta Matsuda, Naoto Takenaka, Masaya Katou eccetera probabilmente non diranno granché a noi poveri “Gaijin” (=”stranieri” in giapponese), ma sono sicuramente noti al pubblico originario. Mentre è già stata confermata l'uscita nipponica per quest'estate, non ci rimane da attendere quando (e se) il titolo verrà importato in Europa, ma considerando l'evidente balzo tecnico dal primo episodio, complice ovviamente il passaggio alla next-gen, e supponendo per lo più immutato il concept di gameplaying, possiamo dire di nutrire, per ora, parecchie aspettative fiduciose. Stay tuned!!

Ancora non sappiamo se avremo modo di vedere in Europa il secondo Yakuza che già in Giappone si affaccia l'ombra del terzo, sebbene trasformato nello stile, nell'ambientazione e nella grafica – ma contemporaneamente pienamente riconoscibile nelle meccaniche e nel concept di gioco. Il plot antico-orientale non dovrebbe costituire un problema per noi occidentali in una trama romanzata, e i presupposti per un buon titolo, perlomeno per quanto provato nelle demo, sono più che presenti. Attendiamo speranzosi di potervi fornire ulteriori informazioni quanto prima.