Anteprima The Order 1886

Tutto quello che volevate sapere sul gioco PS4 in questa ricchissima ed esclusiva anteprima targata GameSurf

di Davide Ottagono
"Devo studiare politica e guerra perché i miei figli possano avere la libertà di studiare matematica e filosofia. I miei figli dovrebbero studiare matematica e filosofia, geografia, storia naturale, costruzione navale, navigazione, commercio e agricoltura così da dare ai loro figli il diritto a poter studiare pittura, poesia, musica, architettura, scultura, e ceramica"

John Adams, secondo Presidente degli Stati Uniti e pilastro portante della neonata repubblica, più volte racconta di come l'essere umano possa liberare la propria anima solo arricchendosi di conoscenze, elevando mente e corpo per mezzo di storia, genealogia, politica. Studiare le cause che hanno plasmato il mondo così come lo vediamo oggi affascina l'uomo fin dall'alba dei tempi, così come cercare di ascoltare i racconti silenti di rocce, costruzioni, monumenti. Infatti, tributi alle ere passate si sono succeduti tanto nel cinema quanto nel nostro media preferito, partendo da Indiana Jones e finendo con Uncharted o La Mummia. L'uomo, animale curioso quale è, brama di scavare nei misteri della civiltà, di andare oltre la leggenda metropolitana, di tuffarsi nel mistero e magari non uscirne più. L'uomo ama raccontare la storia e, perchè no, anche giocarci. Così, tanto per il gusto di creare qualche realtà alternativa. Proprio come accade in The Order: 1886, appunto.

Tutto inizia...

Ma anche Ready at Dawn, talentuosa software-house al lavoro sull'esclusiva PS4, ha una propria storia. Formatasi nel 2003 con l'unione di ex-membri di Blizzard e Naughty Dog, prende il proprio nome dalle iniziali dei suoi fondatori: Ru Weerasuriya, l'italianissimo Andrea Pessino e Didier Malenfrant. Nonostante abbiano quasi sempre lavorato su piattaforme Sony, però, i Ready at Dawn continuano ad essere spiriti liberi senza padrone. Famoso principalmente per i riadattamenti di Jak&Daxter e God of War sull'originale PSP, il team è ora ad un punto di svolta. Per la prima volta in assoluto, infatti, il magico trio si trova tra le mani un hardware performante e carico d'aspettative. La compagnia si lascia quindi alle spalle una carriera messa fin troppo in ombra da vari spin-off e decide di rilasciare il suo intero potenziale su un enorme, ambizioso progetto. Sapete, ad esempio, che The Order è in cantiere dal lontano 2005?

Le idee su una Londra vittoriana con forti spruzzi fantascientifici campeggia nelle menti dei creatori da quasi dieci anni, ma solo con l'avvento della nuova generazione di console il tutto ha potuto prendere forma. Infatti, mentre la giusta intuizione sembrava esserci, PS3 non era abbastanza performante per racchiudere al meglio il mondo di The Order. Adesso, con PS4, è tutta un'altra musica.

"Appena l'abbiamo vista, abbiamo subito capito come PS4 fosse la console perfetta per noi", ha infatti detto Ru Weerasuriya, creative director. "In genere, sviluppiamo ogni prodotto con una mentalità da piattaforma singola. Siamo bravi proprio in questo, è la cosa che meglio ci riesce. E, non vorrei peccare di arroganza, sento che sarà sempre questa la nostra strada".

La caduta dell'umanità

Gli eventi del gioco, differentemente da quanto ci aspettavamo, vanno a radicarsi ben prima di quel 1886 mostrato in calce nel titolo. Un evento imprevisto molto antecedente ha infatti modificato il normale corso della storia. Parliamo del sesto - forse settimo - secolo.

"Nel 600 circa, l'umanità ha iniziato a dividersi", prosegue Weerasuriya. "Piccoli gruppi di persone si sono evolute, diciamo così, differentemente".

Effettivamente, al momento ci risulta un po' difficile capire da dove siano spuntati fuori questi esseri simil-licantropi. Apparsi già nel primissimo trailer, queste bestie antropomorfe rappresenteranno i principali (ma non unici) nemici del gioco. Dalle persone comuni vengono additati come "half-breed", mezzosangue. La popolazione - spaventata - li bolla come leggende, fantasie mitologiche. Ma loro esistono sul serio, rappresentano una nuova specie di creature senzienti sulla Terra. Come lecito aspettarsi, questi mezzosangue mirano alla supremazia della società e - inutile dirlo - sono poco inclini alle buone maniere. Nonostante la loro inferiorità numerica, diventano ben presto il più grande e pericoloso male da estirpare nel mondo intero. E, si sa, per fronteggiare bestie di tale potenza servono uomini senza macchia e senza paura, paladini super-addestrati che immolano le proprie vite per una causa più grande. Questi salvatori sarebbero poi arrivati, ma solo tempo dopo. l'epoca di Re Artù. Quest'ultimo mette assieme un gruppo di cavalieri per combattere la malvagità che dilaga ovunque e a piede libero. Ovviamente, stiamo parlando della Tavola Rotonda. La differenza è che questi eroi inglesi, invece di partire alla ricerca del Santo Graal, volgono la loro causa all'estirpazione totale dei mezzosangue. La Tavola Rotonda si espande, supera i confini del Regno Unito e diventa così una realtà mondiale. Nasce l'Ordine.

"Artù capisce che l'umanità ha bisogno di protezione", sottolinea ancora Weerasuriya. "Decide così di assemblare il meglio del meglio in un unico gruppo e di portare la guerra in campo nemico. Purtroppo, capisce subito di come sia una battaglia persa".

Non sappiamo ancora come, ma l'Ordine fa la scoperta di una sostanza chiamata "Acqua Nera". Tramite l'assunzione del liquido, i cavalieri si assicurano una lunghezza di vita sovrannaturale, oltre che la capacità di rigenerare velocemente ogni ferita. Attenzione però, non parliamo di un elisir di immortalità. I membri dell'Ordine continuano sì ad invecchiare, ma ad un ritmo sensibilmente più basso, permettendo loro di continuare la lotta attraverso i secoli. The Order: 1886 non racconta solo la classica lotta tra bene e male, ma il dissidio interiore di un uomo portato alla pazzia proprio da questo dono. Dopotutto, continuare a vivere nei secoli dei secoli, vedendo scomparire più volte le persone care, porterebbe chiunque sull'orlo di un baratro senza fondo.

"La salvezza stessa è una maledizione", dice Weerasuriya. "I cavalieri proteggono l'umanità in cambio di un prezzo troppo alto da pagare".

La guerra tra umani e mezzosangue si sussegue per centinaia e centinaia d'anni, e arriviamo così alla fine del diciannovesimo secolo. L'umanità è in ginocchio, l'Ordine sta passando il periodo più buio della sua storia, ma ecco arrivare una nuova salvezza. La rivoluzione industriale londinese, infatti, genera una tecnologia che mai ci saremmo aspettati di vedere nel 1800. Ora aeronavi solcano il cielo, mentre le milizie vengono armate con equipaggiamento sempre più all'ultimo grido, come lanciafiamme o fucili elettrici.

Conosciamo i nostri eroi

Secondo le regole dell'Ordine, ogni volta che un cavaliere cade in battaglia viene subito scelto un suo successore, che oltre a portare avanti la sua causa, si accolla anche il suo nome. Noi giocheremo nei panni di Sir Galahad, il vero e proprio protagonista della vicenda. E' il terzo Galahad dell'Ordine, ma grazie alle sue ineguaglabili abilità è riuscito a sopravvivere a secoli di guerra. Il suo vero nome è Grayson. Nonostante supponiamo che vestiremo solo i suoi panni nel corso del gioco, non significa però che Galahad agirà da solo. Il gruppo è infatti composto da altri tre personaggi, ognuno con proprie abilità e caratteristiche comportamentali. Galahad è molto attaccato a Lafayette e Malory, rispettivamente amico e mentore, e a Isabeau D'Argyll, per la quale sembra provare qualcosa di "più profondo".

Sir Percival (vero nome: Sebastian Malory) è invece il più anziano ed esperto del gruppo. Nel nostro mondo, c'è stato davvero un Malory, anche se di nome Thomas. Thomas Malory, come si evince dalle nostre ricerche, era un poeta appassionato del mito di Re Artù. Ha infatti scritto, nel quindicesimo secolo, "Le Morte d'Arthur". Il Sebastian del gioco è un suo antenato fittizio, oltre che forse il miglior uomo dell'Ordine intero. "E' il secondo Percival dell'Ordine", ci racconta Weerasuriya. "Una volta morto l'originale, è stato Malory a prendere il suo posto, diventando uno dei migliori cavalieri che abbia mai militato nell'Ordine. E' proprio grazie a lui che Galahad, il protagonista, crede tanto nella causa. E' il suo maestro, il suo fratello maggiore. E' la persona che c'è sempre nel momento del pericolo, il tipo d'uomo che sai che a prescindere non potrà mai sbagliare".

Il Marchese de Lafayette è il più giovane membro della squadra. Tra l'altro, anch'egli è realmente esistito. Per chi ricorda ancora le lezioni del liceo, sarà facile ricollegate il Marchese all'eroe che combattè durante le rivoluzioni francesi e americane. Nella trama del gioco il Marchese è infatti lo stesso eroe, con la differenza che dopo le vittorie in patria e oltreoceano si è unito all'Ordine. E' lo stesso Mallory, l'anziano del gruppo, ad avvicinarlo dopo le sue ultime vittorie, portandolo ad abbracciare una causa ben più grande della semplice indipendenza. Avendo viaggiato molto, è forse la persona più colta del gruppo, oltre che quella più a cuor leggero. Essendo solo un apprendista, non ha ancora un nome in codice.

Ladry Ingrain (vero nome: Isabeau D'Argyll) è l'unico membro femminile del team. Pronipote dell'originale Lady Ingrain, madre di Re Artù, si è unita al gruppo sotto consiglio di Galahad. In verità, tra il protagonista e la ragazza sembra esserci ben più di una semplice amicizia. Purtroppo per loro, il rapporto non può essere consumato oltre perchè le leggi interne all'Ordine lo proibiscono. Sarà infatti interessante vedere come le cose tra i due possano evolversi, soprattutto sui sanguinosi campi di battaglia.

Agli occhi delle persone normali, i cavalieri dell'Ordine sono figure leggendarie, guerrieri d'alta classe capaci di sopravvivere a secoli di guerre esclusivamente grazie alle loro abilità. La sede di questa rinnovata Tavola Rotonda siede nel Parlamento londinese, sotto lo sguardo vigile di un certo Cancelliere Supremo. Come vi abbiamo già detto noi vestiremo i panni di Sir Galahad, uno dei migliori combattenti al mondo, segnato da una lunghissima vita di sofferenze, battaglie vinte e affetti scomparsi. I ricordi delle sue innumerevoli vite sono un vero macigno sul cuore, nonostante non lo dia mai a vedere.

"Sotto molti aspetti, Galahad è l'eroe che non ti aspetti", ha detto Weerasuriya. "E' una tela bianca che verrà dipinta a lungo andare, evento dopo evento. Il risultato sarà il quadro di una persona che è stata costretta a reprimere molti - troppi - sentimenti".

Come se non bastasse, le popolazioni più povere si sono unite in una dura resistenza atta a cancellare i cavalieri e i nobili dall'Inghilterra. In un periodo di crisi come quello di guerra, le distinzioni tra ricchi e poveri sono ancora più marcate, costringendo uno zoccolo duro di rivoltosi a volersi vendicare sui politici e sul loro esercito a causa delle dure condizioni in cui li hanno costretti a vivere. La resistenza, di fatto, rappresenta la seconda fazione contro cui ci troveremo ad incrociare le armi.

Esperienza cinematografica

Quando il team ha raccontato il suo nuovo lavoro ai microfoni dei colleghi di Game Informer, la parola che è saltata fuori più spesso è "cinematograficità". The Order fa tesoro di tutto quello che i videogiochi hanno appreso nell'ultima generazione e cerca di evolvere lo standard ad un livello ancor superiore. Regia, spettacolarità, variazioni al tema. Ora come ora, in attesa di un nuovo annuncio di Naughty Dog, il vero Uncharted di nuova generazione sembra essere proprio questo. Dopotutto, quando si parla di sparatutto in terza persona "story-driven", dove dialoghi e azione al cardiopalma la fanno da padrona, non può che venire in mente una qualsiasi delle avventure di Nathan Drake. The Order, almeno ad una prima occhiata, non sembra voler stravolgere completamente la concezione del genere, ma si bea di tecnologie all'ultimo grido per elevare il tutto verso orizzonti mai esplorati prima. Il tutto è fluido, incredibilmente realistico, partendo dalla gestione in tempo reale di tessuti e materiali al feeling "hollywoodiano" di una telecamera perennemente in movimento, come se una seconda persona stesse sul serio correndo dietro ai protagonisti nel tentativo di riprenderne ogni mossa.

Il motore di un vero Cavaliere

La pulizia grafica e l'atmosfera generale fanno il resto. Per chi avesse già additato l'unico trailer presentato come "scena pre-renderizzata", farebbe meglio a cambiare idea. Chi l'ha visto in movimento giura e spergiura, come tra l'altro sottolineato anche dagli stessi sviluppatori, che quanto visto gira interamente con il motore del gioco. Tra l'altro, vogliamo ricordare come i Ready at Dawn si siano lanciati nel rischio di creare da zero un motore totalmente proprietario, invece di prenderlo in prestito da qualcuno. Per un team relativamente piccolo come il loro è stata sicuramente una scommessa, ma l'ambizione sembra aver portato i suoi frutti. Il popolo PlayStation dovrà aspettare ancora un po' prima di vederlo con i propri occhi, ma diverse fonti già parlano dell'impatto next-gen migliore che si sia visto fino ad oggi.

"Quando abbiamo progettato le basi del gioco, la prima cosa che ci siamo chiesti è stata: 'Se un gioco vuole essere il più vicino possibile a un film, cosa gli manca?'. La risposta è ovvia: la telecamera", ha infatti detto Dana Jan, game director. "Ci siamo accorti di come siano in pochissimi a fare questo ragionamento, e quindi abbiamo deciso di rimboccarci le maniche anche su questo aspetto. Quando metti una sorta di vetro tra il giocatore e il mondo digitale, soprattutto grazie al nuovo sistema di illuminazione, tutto sembra meno rigido, più organico".

Non possiamo dargli torto. Che sia artificiale o naturale, la luce che si rifrange sugli oggetti solidi e che attraversa quelli sottili non è mai sembrata più convincente. Dinamici e non, gli effetti comprendono corpuscoli quasi invisibili generati dal fuoco, polvere e persino sporco sulla telecamera. Anche il motore fisico è stato reinventato appositamente per rispondere in maniera plausibile ad ogni interazione o contraccolpo. Invece di basarsi su algoritmi comuni da corpi rigidi, i tecnici del team hanno sviluppato un sistema proprietario capace di differenziare peso e consistenza dei vari modelli in-game permettendo loro di rispondere al meglio ad ogni input dall'esterno.

"I corpi rigidi sono duri, senza flessibilità", ci ha spiegato Jan. "I nostri corpi morbidi, invece, funzionano molto meglio. Che siano soffici come un cuscino o resistenti come una cassa che cade da un secondo piano... gli oggetti tendono a comprimersi dipendentemente dalla loro struttura molecolare. Nessuno ci fa caso a meno che non voglia notarlo di proposito, ma il modo in cui un oggetto cade, rimbalza o rotola è sempre diverso".

Il risultato è strabiliante. Durante la sopraccitata presentazione è stato dimostrato come, ad esempio, tre diverse bandiere sventolino diversamente l'una dall'altra dipendentemente dalla loro posizione rispetto alla direzione del vento. Un'altra innovazione è la possibilità di deformare piccoli e grandi oggetti a piacimento e dipendentemente dalla potenza dell'arma al momento equipaggiata. Ad esempio, tirando una granata in una scatola di legno, quest'ultima esploderà in tanti pezzi. Ma tirandone un'altra, gli stessi pezzi si divideranno ancora in ulteriori pezzettini, e così via. Un altro esempio è stato fatto con un muro di metallo. Dipendentemente dall'arma imbracciata, il metallo si scheggerà o deformerà in modo più o meno visibile, rispetto alla potenza del colpo. Stessa cosa per un pupazzo di pezza (altro esempio mostrato), che potrà squarciarsi in due se bersagliato con una pistola, o esplodere "più degnamente" se colpito con un fucile. Il mondo di The Order è tangibile, veritiero e complesso. Il posto perfetto in cui lanciarsi se si cercano ambientazioni fantasiose ma allo stesso tempo pesantemente ispirate a quelle esistenti.

Uomini d'azione

Nella demo mostrata, Galahad si lancia all'inseguimento di un gruppo di ribelli per le strade di Londra. Il sistema strizza pesantemente l'occhio a quelli già collaudati dopo l'avvento di Gears of War: telecamera sopra la spalla, alternanza di sparatorie dalla media e dalla lunga distanza e la continua costrizione di ripararsi dietro qualunque cosa nelle vicinanze. Ma quando il nostro eroe viene ingaggiato in un corpo a corpo da un nerboruto nemico, ecco spuntare fuori un'altra novità. Galahad viene sbattuto contro un'alta staccionata in legno e mancano pochi attimi all'inevitabile impatto con un bel pugno. Il tempo rallenta e, con una variante del solito Quick Time Event, avremo la possibilità di scegliere come reagire al meglio all'assalto avversario. La scena cambierà quindi dipendentemente dalla nostra scelta: potremo semplicemente schivare il colpo o raccogliere un'arma di fortuna nei paraggi e in un batter d'occhio contrattaccare.

"Se ci pensate, è interessante avere il comando di un personaggio che ha così tanti secoli di esperienza alle spalle", ha continuato Jan. "Sa come uscire da ogni situazione, riesce a prevedere i pericoli prima che arrivino e più di una volta faremo notare questa sua predisposizione, anche con il gameplay".

Anche sparare risulterà diverso dal solito. Ripescando a piene mani da quanto fatto da Insomniac e il suo Resistance, The Order offre al giocatore un'equipaggiamento fantasioso e fuori dal comune, nonostante il contesto storico palesemente old-style. Galahad ed il suo team imbracciano sputafuoco davvero temibili, oltre che utili nelle situazioni più disparate. La pistola elettrica funziona bene con i nemici vicini, ma tenendo premuto il tasto Fuoco e caricando il colpo può lanciare un potentissimo proiettile perforante verso quelli più lontani. Per non parlare dell'arma a gas, capace di intontire e rendere momentaneamente inermi chiunque nel suo raggio d'azione. Il gas può essere inoltre potenziato con il colpo secondario, una fiammata di fuoco che si espande a presa diretta nella zona precedentemente colpita, non lasciando scampo a nessuno al suo interno. L'Ordine equipaggia le sue squadre con tecnologie sempre nuovissime, ma spesso instabili, essendo nella stragrande maggioranza dei casi dei prototipi. L'impressione che da un momento all'altro possa esploderci tutto in faccia è sempre presente, conferma il game director.

Facendoci strada tra gli stretti vicoli cittadini, la sensazione è una: il gioco, per quanto non rivoluzionario, è fluido, appagante e funziona bene. Inoltre, le sorprese sono sempre dietro l'angolo, con sequenze scriptate che non fanno altro che aggiungere ulteriore ritmo alle già concitate sparatorie. The Order non ha nemmeno paura di prendersi i suoi tempi, spezzando il tutto con numerosi dialoghi che vanno a scavare maggiormente nella psicologia e nei rapporti personali che intercorrono tra i vari protagonisti. Sapremo sempre cosa sta pensando Galahad della situazione appena vissuta, e l'immersione non può far altro che giovarne.

Giusto il tempo di riprendere fiato, ed ecco l'urlo che mai vorresti sentire. I Cavalieri hanno raggiunto la base dove la resistenza stava smerciando armi illegali, ma dei mezzosangue si sono fatti vivi nella zona, costringendoci ad affrontare dei nemici ben più veloci e letali dei semplici esseri umani. Come sono arrivati in città senza essere notati? Qual è la verità dietro la nascita di queste bestie? Purtroppo, dovremo aspettare un po' per avere qualche altra risposta.

"I Cavalieri non sono immortali, e vogliamo che la cosa sia chiara fin da subito", ha poi concluso il game director. "Quando si vestono i panni di un supereroe invincibile si finisce sempre per annoiarsi, a non aver paura di nessun ostacolo vi si pari davanti, e questa è di certo una sconfitta, visto che l'azione perde di significato. Qualunque cosa possa uccidere un essere umano può uccidere tranquillamente anche un Cavaliere. Spesso e volentieri infatti i membri dell'Ordine corrono ai ripari prendendo un po' di Acqua Nera, così da potersi rigenerare più in fretta".

...E tutto finisce. Oppure no?

Interrogato sulla futura presenza di un comparto multigiocatore, il team è stato abbastanza vago.

"Amiamo i giochi multiplayer e, quando abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto, è una cosa che di certo abbiamo considerato", ha risposto Jan. "Al momento non abbiamo ancora nulla di confermato, ma ci stiamo pensando. Ora come ora, però, non vediamo perchè no. Ma al momento non pensiamo ad altro che come migliorare il giocatore in singolo. quella la nostra priorità".

Il coraggio di questi sviluppatori che hanno lasciato alle spalle i piccoli progetti per qualcosa di così ambizioso è sicuramente encomiabile, ma siamo sicuri che si tratti di un prodotto stand-alone? Un membro del team, qualche mese fa, si fece scappare che il gioco è "questa volta" ambientato nella Londra della rivoluzione industriale. Che ci siano già dei seguiti nelle loro menti, magari in un'altra epoca? Il che spiegherebbe come mai il gioco ha il "1886" come sottotitolo. Non ci sembra nemmeno tanto assurdo, vista la natura "immortale" dei protagonisti.

Che altro dire? Abbiamo speso molte parole su The Order, forse anche troppe. Dovremo aspettare un po', magari nemmeno troppo, prima di poter vedere qualcosa girare pubblicamente sotto i nostri occhi, ma le prime impressioni sono a dir poco esaltati. Si parla di un prodotto che sembra mischiare Uncharted, Resistance e Gears of War in un solo cocktail, con in più lo sfondo sempre affascinante di una nebbiosa Londra ottocentesca. Purtroppo, Ready at Dawn ha tantissimo da dimostrare, perchè è praticamente al suo primo, grosso progetto. Ma, come diceva un altro famoso personaggio Sony... <strong>"Dalle piccole cose nascono le grandi"</strong>.