Preview Max Payne 2

di Stefano Guzzetti

Con una visita fugace negli uffici di Monaco della Rockstar, abbiamo avuto la fortuna di dare un primo sguardo a una delle più belle conversioni di questo periodo. Stiamo parlando della versione per Xbox di Max Payne 2, seguito di un fortunatissimo action-shooter che ha entusiasmato la maggior parte dei videogiocatori un paio d'anni or sono. Gli sviluppatori di Rockstar-Vienna si sono datti da fare parecchio per deliziare il popolo delle consoles con la nuova avventura di Max; di seguito le impressioni su quanto visto.

Born to be wild

Se quelli che tra voi finirono il primo episodio pensavano che tutto serebbe finito in un clima di pace e serenità, beh, per uno come Max non è (e forse non sarà) mai così; questa volta il nostro poliziotto si ritroverà coinvolto in una ragnatela di accuse, misteri e situazioni incredibili dalle quali dovrà districarsi a suon di proiettili e bullet time. Durante il gioco vedremo anche vecchie conoscenze, tra le quali la sensuale Mona Sax, che davamo ormai per morta nel primo episodio. Il titolo non ha perso quel suo modo di raccontare le vicende attraverso le scene-fumetto che lo resero famoso e in questo secondo episodio vanta la presenza di scene narrative realizzate con lo stesso motore grafico del gioco.

Max non sei solo...

Il clima che si respira in tutto questo nuovo episodio è marcatamente noir, e continua la tradizione stilistica iniziata con il primo. Max in linea di massima è un personaggio solitario che non si fida mai di nessuno, ma questa volta alla Remedy, in fase di sceneggiatura, hanno deciso che qualcosa di nuovo ci doveva pur essere anche sotto quest'aspetto. E' per questo che a volte ci troveremo in situazioni in cui il nostro poliziotto dovrà aiutare delle persone che poi, nella maggior parte dei casi, lo ricompenseranno con degli oggetti che renderanno le missioni più facili (chi ha detto armi?). Ma attenzione, capita anche che Max aiuti persone che poi gli tenderanno un tranello; beh, non meravigliatevi, questo è normale in un mondo come quello del nostro eroe, e questo in fondo è anche il bello del gioco, dove l'azione e la prontezza dei riflessi la faranno da padroni.

Havoc, il motore ad hoc

La novità maggiore che dà il vero spessore a Max Payne 2 è l'implementazione del motore fisico Havoc; per chi non lo sapesse, questo potentissimo engine che avrebbe dovuto fare la sua comparsa con Half Life 2 è capace di calcolare una miriade di eventi all'interno di una scena, soprattutto per ciò che concerne il comportamento fisico degli oggetti durante i movimenti e le collisioni. Questo conferisce al titolo Rockstar una realisticità mai raggiunta prima; inoltre, non solo ogni cosa a schermo è interattiva, ma a seconda del materiale di cui è composta, si comporta diversamente. Pertanto, utilizzando il motore Havoc insieme in un contesto grafico eccellente come del resto l'hardware dell'Xbox sa offrire, si viene a creare un esperienza di gioco altamente coinvolgente. Come già visto anche su PC i movimenti della telecamera risultano essere abbastanza precisi e, a parte quando decidiamo di posizionarla a nostro piacimento per sbirciare meglio l'ambiente, per tutto il tempo ci seguirà fedele alle nostre spalle. Non manca anche in questo episodio (e altrimenti non sarebbe stato Max Payne!) l'utilizzo abbondante del bullet time e del shoot-dodging, spettacolarità grafiche e di combattimento che portarono alle stelle il titolo Remedy in un periodo in cui ogni cosa che strizzava l'occhio a Matrix era trendy. Ma Max non ha bisogno di nessuno, tantomeno di vivere di celebrità riflessa, e in questo episodio per Xbox lo dimostrerà senza batter ciglio. Azione, pura azione, questo vi verrà chiesto da subito e, grazie ai comandi ben impostati sul controller, non esiterete di certo a darvi subito da fare contro i nemici sparsi nei livello.

Aspettando Max

Da quanto visto finora, non vediamo l'ora di mettere le mani sulla versione definitiva del gioco; se la versione finale manterrà il livello qualitativo di quanto abbiamo avuto modo di vedere allora saremo di fronte a uno dei titoli di punta di quest'anno per l'Xbox. Da lodare, inoltre, lo splendido lavoro di conversione che i programmatori di Rockstar-Vienna sono riusciti a fare fino ad oggi.

Da quanto visto finora, non vediamo l'ora di mettere le mani sulla versione definitiva del gioco; se la versione finale manterrà il livello qualitativo di quanto abbiamo avuto modo di vedere allora saremo di fronte a uno dei titoli di punta di quest'anno per l'Xbox. Da lodare, inoltre, lo splendido lavoro di conversione che i programmatori di Rockstar-Vienna sono riusciti a fare fino ad oggi.<br />